Avevo 9 anni e vivevo in una cittadina in provincia di Pavia. ad ottobre si festeggia il santo Patrono e quel giovedì non sarei andata a scuola.
i miei genitori si sono presi un giorno di ferie e mi hanno detto "Giovedì andiamo a visitare Venezia, tutti e tre insieme!"
Arriva giovedì, ci svegliamo all'alba e saliamo in macchina. Come d'abitudine mi addormento appena salita la rampa dei box e quando mi sveglio siamo in autostrada. Guardo fuori dal finestrino e vedo un enorme cartello giallo e verde che indica Gardaland! Tutta emozionata faccio notare ai miei che siamo vicino al paradiso dei bambini e di tutta risposta ottengo una breve lezione sui maggiori punti di interesse artistico e culturale lungo la A1 tra Milano e Venezia. Mi riaddormento. Quando la macchina si ferma mi sveglio, siamo in un parcheggio. Alzo lo sguardo e c'è lui: Prezzemolo! "Siamo a Gardaland!".
Era la prima volta che andavo in un parco dei divertimenti.
Era la prima volta che i miei genitori mi facevano una sorpresa simile.
Era la prima volta che i miei genitori sceglievano di dedicare un' intera giornata al mio divertimento.
Non sto dicendo che erano due mostri, tutt'altro: ho fatto tantissime cose insieme ai miei genitori. Vacanze al mare, giri in bicicletta, passeggiate a cavallo, week end sugli sci, pic nic, gite sul Ticino e poi ancora città e capitali europee, pattinaggio sul ghiaccio in piazza duomo, collezione di sorpresine dell'ovetto kinder e tanto, tanto altro.
Il punto è che loro facevano già tutte queste cose prima che io nascessi. Loro amavano sciare e mi hanno regalato i primi sci per i miei tre anni. Loro andavano la domencia a passeggiare lungo il fiume e ci hanno portato anche me. Loro mangiavano gli ovetti kinder e da quando mi sono spuntati i dentini non hanno più provato vergogna alla cassa del bar.
Loro non hanno cambiato gusti e abitudini perché sono arrivata io. Sicuramente hanno cambiato ritmi e tempi, ma la loro essenza è rimasta immutata. Io mi sono abituata a loro e non viceversa.
Quella di Gardaland è stata una sorpresa particolarmente apprezzata ed è uno dei ricordi più belli della mia infanzia perché è stato un evento eccezionale, una giornata dedicata a me.
Mia nipote ha dieci anni ed è stata (più di una volta, per amor di precisione) a Gardaland, Leolandia, Aquaneva, Swissminiatur, le Cornelle, Mirabilandia, l'acquario di Genova e Jungle Rider Park. Tutti i fine settimana sono dedicati al mini golf, ai cartoni animati nella sala 3D, alle giostre, al McDonald's, alle feste di compleanno dei compagni di scuola, ai laboratori per bambini proposti da biblioteche e musei, alle attività pubblicizzate su siti come bambini a Bergamo o Milano per bambini e chi più ne ha più ne metta.
L'agenda di quella bambina è piena di attività dedicate a lei e ad ogni occasione i genitori cercano qualcosa da farle fare.
Se non ci si ferma a riflettere, mia nipote potrebbe sembrare una bambina fortunata, ma non è così!
Mia nipote è una bambina sazia.
Dalla prima gita all'acquario di Genova ( a tredici mesi, per l'amor del cielo, a tredici mesi, perché la piccola ama i pesci e li indica sempre sui suoi libri!) è stato un crescendo di intrattenimenti e adesso è talmente sazia che non apprezza più niente.
L'ho vista scartare regali di Natale senza nemmeno un sorriso sulle labbra, per poi dire "ho già visto questo film, me l'ha scaricato il papi".
L'ho sentita piagnucolare perché al matrimonio della zia Lella si annoiava e non c'era niente da fare e ho visto sua madre allontanarsi con lei e giocare a palla nel giardino del ristorante.
L'ho odiata con tutta me stessa ( e me ne pento, perché è una vittima innocente della società bambino centrica nella quale viviamo) quando sprezzante mi ha negato un giro in bicicletta lungo il fiume perchè non si arriva in nessun posto.
L'effetto collaterale più ovvio e prevedibile, dicevo, è la perdita di entusiasmo, ma non bisogna dimenticare che c'è un risvolto peggiore: vogliono sempre di più!
Se a tredici mesi si viene portati in gita all'acquario per i sei anni ci sarà un viaggio a Disneyland. Iniziate a risparmiare perché per quando avrà diciotto anni vorrà andare su Marte e voi, cari genitori, non gli potrete dire di no perché avete già fatto tutto il resto con vostro figlio e non avete più alternative.
I bambini sono sazi, sono piccoli principi all'ingrasso, circondati da buffoni di corte che tentano in ogni modo di compiacerli.


