venerdì 9 novembre 2012

Ho provato a dirtelo...

Cara Sissi,
ti conosco da quando riempivamo la Smemoranda di frasi profonde e nomi di ragazzi, mi ricordo di quando ci siamo iscritte insieme al corso di step in palestra, di quando abbiamo fatto la settimana bianca insieme, di quella volta che stavamo cercando una nuova discoteca ma ci siamo perse e siamo finite a mangiare la piadina alle tre di notte. Ci siamo sempre dette tutto e sono stata la prima a sapere che eri incinta.
Ho provato a dirtelo, ma non mi hai voluta capire, ascoltare.
Ci ho provato quella volta che tua suocera ha dato a Sofia la mela grattugiata. La piccola aveva quattro mesi e venti giorni e tu ti sei infuriata , perché il pediatra aveva detto di incominciare lo svezzamento a cinque mesi. Non eri arrabbiata perché tua suocera ha deciso senza interpellarti. Non eri arrabbiata perché non hai assistito al primo pasto col cucchiaino di tua figlia. Tu eri terrorizzata da quei dieci giorni di gap tra l'età di Sofia e la tabella di marcia del pediatra. Eri convinta che potesse succederle qualcosa di terribile e ti sei infuriata con tua suocera. Ho provato a farti ragionare, a dirti che quelle del pediatra sono indicazioni e non diktat. Ti ho rassicurato ricordandoti che la bambina era in salute e, così mi avevi detto, più alta e pesante rispetto alla media e che quindi quei dieci giorni di anticipo erano più che giustificabili, quasi una benedizione. Ho provato a dirti che non ti dovevi preoccupare, che eri esageratamente ansiosa, ma di tutta risposta mi sono sentita un:
"Il pediatra aveva detto a cinque mesi e se è così un motivo ci sarà. Io la bambina non la lascio più con mia suocera, mi sente quella, davvero. Dieci giorni per un neonato sono come dieci anni per noi, le ha fatto rischiare la salute, ma in che mondo vive? No, non mi calmo...se avessi un figlio capiresti!"
Ho provato a dirtelo, ma non mi hai voluta capire, ascoltare.
Ci ho provato quella volta che eravamo a casa tua, a prendere il sole in giardino mentre Sofia, quasi quattro anni, giocava nella sabbionaia. Si è alzata per andare a prendere un legnetto e tu le hai urlato di stare  attenta, di venire via di lì perché si sarebbe fatta male.  Il 'lì' è sotto un pino, a tre metri dalla sabbionaia e quattro da noi. Il 'lì' è sempre all'interno del tuo giardino cintato. Niente chiodi arrugginiti,  un pratino perfettamente in piano e perfettamente falciato, nessuna voragine di dieci metri. Le hai urlato di venire via di lì e lei ti ha guardato con quei suoi occhioni verdi, ti ha mostrato il legnetto che era andata a prendere. Tu ti sei alzata e sei corsa da lei battendo il record di Bolt. L'hai presa in braccio e hai cominciato a dirle che lì sotto era pieno di aghi di pino, che si sarebbe graffiata i piedini, che le formiche rosse avrebbero potuto pizzicarla. Sofia si è messa a piangere e l'hai dovuta consolare per un quarto d'ora. Quando Sofia era ormai tranquilla davanti ad un cartone animato ti sei lamentata con me di quanto fosse frignona tua figlia, di come piangesse per un nonnulla e di come, a volte, fosse praticamente inconsolabile. Ho provato a dirti che forse si era messa a piangere perché ti aveva visto agitata, che a voler bene vedere aveva camminato tranquillamente sugli aghi di pino senza accorgersene, che quella di essere stata pizzicata dalle formiche rosse era una bugia bella e buona per farsi coccolare. Ho provato a dirti che se l'avessi lasciata prendere quel legnetto senza dirle niente non avrebbe pianto, ma di tutta risposta mi sono sentita un:
"Tu non la conosci bene come me, lei è molto sensibile e io sono corsa lì proprio per evitare che si facesse male o si spaventasse e piangesse poi per tre ore. L'ho fatto per  lei, ma ha un carattere così e non ci posso fare niente. Quando avrai un figlio imparerai che ogni bambino ha il suo bel caratterino fin da subito"

Ho provato a dirtelo, ma non mi hai voluta capire, ascoltare.
Ci ho provato quella volta che hai dovuto rinunciare ad un evento per te importante perché Sofia era stata invitata ad una festa di compleanno di una sua compagna d'asilo. Ci tenevi a quell'evento, ci avevi lavorato per mesi e alla fine non hai potuto, o meglio voluto, partecipare. Ho provato a suggerirti di non rimanere anche tu alla festa, di lasciarla a casa dell'amica e andarla a riprendere dopo, ma hai detto no. Ho provato a dirti che alla festa poteva accompagnarla il padre, oppure la nonna, oppure io, ma hai detto no. Ho provato a proporti di farle rinunciare alla festa, ma hai detto no. Ho provato a dirti che quello era un evento veramente importante per te, un'occasione quasi unica, mentre Sofia sarebbe stata invitata ad altre mille feste di compleanno. Ho provato a dirti che non è vero che tutte le mamme devono rimanere alla festa, non c'è nessuna legge. Ho provato a dirti che io o la nonna saremmo state delle sostitute all'altezza, ma non volevi far sentire Sofia diversa dagli altri. Ho provato, ma di tutta risposta mi sono sentita un:
"Quando hai un figlio rinunci a qualsiasi cosa per il suo bene, daresti la vita per il suo bene...sì, partecipare alla prima festa di compleanno a cui è stata invitata è il suo bene e non potrei mai perdonarmelo se gliela facessi perdere. Quando avrai un figlio capirai che è più importante la sua felicità di un evento preparato per mesi!"


Cara Elena,
Gli amici si scelgono, i parenti no. Noi non ci siamo scelte, ci siamo capitate, ma poteva andarci peggio. Non siamo mai diventate amiche, ma abbiamo parlato tanto e di tante cose. Mi ricordo di quella volta che abbiamo preparato insieme il cenone di Capodanno, di quando siamo andate a prendere il regalo per Sonia, di quella volta che siamo andate a comprarci il vestito per il matrimonio di Edoardo.
Ho provato a dirtelo, ma non mi hai voluta capire, ascoltare.
Ci ho provato quella volta che stavamo mangiando un gelato in centro e c'era vicino a noi una famiglia di tedeschi composta da mamma, papà e quattro figli tra i due e i sette anni. Anche loro stavano mangiando il gelato e i due bambini più piccoli erano una maschera di cioccolato e panna. I genitori non si sono scomposti e, solo dopo che i piccoli avevano finito di mangiare, hanno preso una salviettina e li hanno ripuliti alla bene meglio. Tu hai detto che li invidiavi, perché erano tranquilli e sereni, rilassati, mentre tu avevi appena sgridato il tuo unico figlio di sei anni perché si stava sporcando e ci avevi litigato perché lui voleva il cono, ma gli avevi fatto prendere la coppetta, secondo te meno pericolosa. Ho provato a dirti che un bambino che si macchia mangiando il gelato è la normalità, che non è un'onta se un bambino va poi in giro tutto il pomeriggio con una macchia di cioccolato sulla maglietta, che dovremmo tutti imparare dai popoli del nord, così tranquilli e rilassati nella gestione dei figli. Tu hai fatto un improvviso dietro front. Ho provato a dirti che, nella gestione dei bambini, gli anglosassoni e gli scandinavi sono più sereni di noi, ma di tutta risposta mi sono sentita un:
"Ma tu li vedi qua! Anch'io in vacanza sono tranquilla e rilassata, a casa loro si farà venire una crisi isterica se quattro bambini si sporcano contemporaneamente con il gelato. Quando avrai un figlio ti accorgerai che è più il tempo che passi a lavare e stirare che altro e quindi sì, gli farai il cazziatone se si sporca con il gelato!"
Ho provato a dirtelo, ma non mi hai voluta capire, ascoltare.
Ci ho provato quella volta che mi hai chiesto di raccontarti della mia esperienza come animatrice nei campi estivi per bambini. Eri entusiasta di tutte le attività che proponevamo, del pomeriggio in piscina e della gita alla fattoria. Mi hai anche chiesto se ero ancora in contatto con l'associazione per la quale avevo lavorato, perché eri stufa di vedere tuo figlio rotolarsi per terra dalla noia tutto il giorno durante l'estate. A giugno ti ho dato i contatti per iscrivere il piccolo al campo solare, ma tu hai fatto un improvviso dietro front. Mi hai detto che non lo avresti iscritto perché non ti fidavi degli animatori, tutti ragazzi giovani, senza figli. Mi hai detto che non lo avresti iscritto perché a quel campo estivo c'erano più di sessanta bambini e i bambini sanno essere cattivi e poi tuo figlio sarebbe stato tra i più piccoli. Ho provato a dirti che gli animatori scelti hanno tutti esperienza con i bambini, molti stanno studiando o sono laureati in mediazione familiare, psicologia, scienze della formazione e quant'altro, ma niente. Ho provato a dirti che il campo estivo si tiene all'interno di una scuola con un grande giardino cintato e che, oltre agli animatori, ci sono sempre un responsabile dell'associazione e due bidelle, ma niente. Ho provato a dirti che ti stavi preoccupando troppo e che avresti potuto iscriverlo alla prima settimana per vedere come andava e poi decidere, che eri troppo ansiosa, ma di tutta risposta mi sono sentita un:
"Non è questione di essere troppo ansiosa, è solo una giusta preoccupazione di mamma e vorrei vedere te se ave avessi un figlio...sicuramente non lo manderesti con degli sconosciuti per sei ore al giorno con tutto quello che si sente in giro!"

Cara Rosanna,
cara collega. Anche a te ho provato a dirlo. Ci ho provato quella volta che hai ti sei arrabbiata perché nessuno voleva cambiare turno con te. Volevi la mattina libera perché la classe di tua figlia sarebbe andata in gita al bioparco quel giorno e tu volevi essere davanti alla scuola alle dieci, per la partenza pullman carico di bambini. Ho provato a dirti che, in effetti, i bambini sarebbero regolarmente entrati a scuola alle otto e mezza ed era quindi assurdo che tu tornassi lì alle dieci per vederli salire sul pullman e partire, che non ce n'era bisogno. Ho provato a dirti che era meglio così, che a otto anni una gita è un'avventura ed è giusto che mamma non ci sia. Ho provato a dirti che la tua presenza sarebbe stata superflua, se non addirittura controproducente e che forse eri un po' troppo attaccata alla piccola, ma di tutta risposta mi sono sentita un:
"Mia figlia va in gita e io non mi sono mai persa una partenza. E' bellissimo vederli salire sul pullman, con i loro zainetti in spalla e la macchina fotografica al collo, una scena da lacrime agli occhi e non capisco proprio perché dovrei perdermi un momento così bello della sua vita! Se avessi un figlio capiresti cosa significa vederlo partire..."

Cara Anna,
cara barista. Anche a te ho provato a dirlo. Ci ho provato quella volta che al tavolino in fondo c'era seduto tuo figlio, undici anni. Stava facendo i compiti insieme a te e ad un'altra cliente fissa del bar. Quando sono entrata avete avuto come un'apparizione: Santa Lena menomale che ci sei! Deve fare i compiti di francese, ma noi non lo abbiamo mai studiato e non riusciamo a capire questo esercizio, ci aiuti? Mi hai detto che la professoressa era una pazza furiosa perché pretendeva che il bambino, dopo solo un mese di scuola media  facesse tre esercizi da dieci frasi l'uno difficilissimi. Vi ho aiutato, ma ti ho anche detto che forse sarebbe stato meglio se Alessio fosse andato a scuola con i compiti fatti da lui, di modo che l'insegnante potesse vedere cosa non aveva capito, ma mi hai detto di no. Ti ho detto, dopo aver fatto gli esercizi  che la professoressa non era poi così pazza, visto che in queste frasi c'era solo da inserire il verbo essere al presente, per di più con il soggetto già dato tra parentesi, ma mi hai detto che è troppo difficile per dei bambini che non hanno mai fatto francese prima. Una volta sole ho provato a dirti che è meglio non dare della pazza furiosa alla professoressa davanti ad Alessio, o perderà tutto il rispetto per la figura dell'insegnante. Ho provato a dirti che se avesse fatto lo sforzo di leggere le indicazioni avrebbe saputo fare l'esercizio senza problemi e che quindi, probabilmente, la sua era solo pigrizia.  Ho provato a dirti che forse, adesso che è alle medie, Alessio deve cavarsela da solo e farsi rispiegare le cose dagli insegnanti, ma di tutta risposta mi sono sentita un:
"Ma la professoressa è una pazza, lo dicono tutti e se tutti vanno a ripetizioni o hanno chi li aiuta a casa lui non può essere l'unico a fare tutto da solo e poi non è capace. Ci ha provato, ma proprio non ci riesce, poverino. Beata te, che hai studiato tanto nella vita, così quando avrai dei figli saprai aiutarli in tutte le materie senza pagare le ripetizioni!"

Cara Paola,
cara vicina di posto sul treno che prendiamo ogni mattina. Anche a te ho provato a dirlo. Ci ho provato quella volta che si parlava di quanto era bello giocare in cortile. Mi hai detto che oggi non si può più fare, perché non esistono più i cortili, ci sono solo villette a schiera. Ti ho detto che nel condominio dove sono cresciuta e ho giocato per anni, i bambini ci sono, ma non sono più fuori a giocare. Mi hai detto che con tutti i bambini che vengono rapiti ogni giorno non ci si può mica fidare. Ti ho detto che i bambini rapiti da sconosciuti sono pochissimi, probabilmente molti meno di quando eravamo piccoli noi, ma la televisione ne parla fino allo sfinimento, convincendoci che il mondo oggi sia meno sicuro. Mi hai dato ragione. Mi hai detto che in cortile passano le macchine, ti ho detto che passavano anche quando eravamo piccoli noi e il traffico, all'interno dei singoli condomini, non è aumentato. Mi hai dato ragione. Ho provato a farti capire che se i bambini di oggi non vivono quello che abbiamo vissuto noi, non provano la libertà di essere soli tra di loro, senza adulti, in un mondo fatto di regole loro è perché le madri oggi sono molto più ansiose e di tutta risposta mi sono sentita un:
"Facile dirlo per te che non hai figli, ma io non resto senza vedere mio figlio. E se gli succede qualcosa? Se lo portano via? Se si fa male?

Care Mamme,
ho aperto questo blog perché  ho provato a dirvelo, ma non mi avete ascoltato. Non avete voluto prendere in considerazione il mio punto di vista, farvi un piccolo esame di coscienza e chiedervi se, forse, nelle mie parole poteva esserci qualcosa di vero. Sono troppo protettiva? Troppo ansiosa? Troppo addosso a mio figlio? Lo vizio troppo? Mi comanda?
Se vi foste poste queste domande magari la vostra risposta sarebbe stata no, ma almeno avrei avuto la sensazione di interloquire con un essere pensante e non di rimbalzare contro un muro di gomma.
Se mi aveste risposto "lo so, sono troppo ansiosa, ma una volta sotto quel pino sono stata punta da una vespa e non voglio che accada anche a Sofia" oppure "i cortili sono sempre gli stessi, la criminalità non è aumentata, ma onestamente tutti quei programmi in tv mi fanno pensare sempre al peggio e io mio figlio non riesco a lasciarlo da solo in cortile" saprei di avere a che fare con degli esseri umani che, come tutti, sbagliano. Voi, invece, ritenete giuste e sacrosante tutte le vostre paranoie. Voi siete assolutamente certe che il vostro modo di essere madre sia l'unico accettabile e corretto. Voi non sapete cosa sia il dubbio, non ascoltate e tagliate corto, seriamente convinte che chi non ha figli non possa capire.

E' vero che chi non ha figli non può capire, ma è un bene, non un male!
Non c'è bisogni di avere figli per capire che, oggettivamente, mandare un bambino al campo solare non è come mandarlo in un campo di concentramento. Non c'è bisogno di avere figli per capire che per il loro bene rinunceresti a qualsiasi cosa, ma che una festa di compleanno dell'asilo non è il suo bene. Non c'è bisogno di avere figli per capire che quel ragazzetto è furbo e non ha voglia di fare i compiti, perchè è molto più comodo se li fa mamma.

Care Mamme,
la prossima volta che una vostra amica senza figli prova a dirvi qualcosa, ascoltatela. Ragionate su quello che vi dice. Magari cambierete idea, magari la cambierà lei, magari le darete ragione, magari sarà lei a dar ragione a voi, ma non è questo quello che conta. Quello che conta è che avrete un dialogo con la vostra amica. Gli scambi di opinione sono sempre istruttivi.

Care Mamme,
se provo a dirvelo, ascoltatemi.... veramente però!


80 commenti:

  1. Sono ovviamente d'accordo con te, salvo solo in parte la mamma che vuol vedere partire la figlia (ma solo se fosse la prima volta, o in caso di una partenza per un posto DAVVERO lontano o per molto tempo) e la faccenda dei cortili perchè è VERO che il luogo "cortile condominiale" non esiste più, ma ci sono comunque alternative valide.
    Una cosa però te la voglio dire: nonostante quello che dici e i casi che riporti, i campi estivi sono pieni di bambini (e quindi di genitori ce li mandano); i genitori che praticano l'autosvezzamento fregandosene delle tabelle pediatriche sono sempre di più (io oltre, a noi ne conosco una ventina almeno); mio nonno, quindi uno vecchio stampo "di una volta", MI AIUTAVA a fare i compiti e a volte praticamente me li faceva lui... cosa che col senno di poi NON condivido, ma di certo non è un comportamento "delle mamme di oggi"...; ci sono tanti tanti bambini che mangiano gelati sporcandosi e nessuno dice loro niente; ecc ecc... il mondo è pieno di normalità e poi ci sono le eccezioni, che sono le mamme di cui parli tu...e quando le critichi, sono al 99% d'accordo, ora come genitore e lo ero anche prima da "osservatore". Magari, da genitori è un po' più difficile applicare la teoria in pratica, ma volendo ci si riesce.

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    1. La mamma che vuol vedere partire la figlia di otto anni per una gita di tre ore al bioparco ti sembra normale? Che per questo chieda una sostituzione al lavoro, quando i turni sono già stati decisi da quindici giorni e tutti si sono organizzati di conseguenza? Se una collega ha il figlio malato cambio il turno volentieri, se vuole vederlo salire sul pullman no. Chiamami cinica se vuoi.

      Il condominio dove sono cresciuta non è stato modificato dal 1980 (anno di costruzione) ad oggi. Noi giocavamo in cortile, solo bambini e nessun adulto. adesso in quel palazzo vivono molte famiglie con bambini, ma non sono mai in cortile o, le rare volte che ci sono, sono lì con i genitori. Le nuove costruzioni spesso non hanno ampi cortili, vero, ma quelle che invece ce l'hanno? Il mio condominio non ha più bambini giù in cortile e mi dis0iace. chiamami nostalgica se vuoi.

      Per il resto evidentemente abbiamo una sensibilità diversa perchè quelle che tu consideri eccezioni per me sono la maggioranza e viceversa. e sai perchè? Perchè io ho portato l'esempio dello svezzamento con la mela a cinque mesi, ma trovo ugualmente aberrante chi parla tutto il tempo dell'importanza dell'autosvezzamento, di quante cose assaggia il piccolo, di quello che mangia senza rigurgitare eccetera eccetera. contesto che se ne parli. Che sia per dire che io sono un genitore modello perchè mio figlio fa tutto da solo o che sia per dire che io sono un genitore modello perchè aiuto mio figlio in tutto il problema è che se ne parla. Troppo. Sempre.

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    2. mi stai praticamente dicendo che non si deve parlare dei bambini e di tutto quanto connesso a questo mondo. Io mi diverto e mi sento sempre arricchito quando condivido esperienze dell'essere genitori (con altri genitori, e anche con chi non ha figli), senza farne l'unico tema del mio parlare/ascoltare. Mi spiace perchè in due righe hai smontato il teorema del tuo blog...che aveva un suo senso...condivisibile o meno...ora mi dici che il problema non è il comportamento dei genitori in sè, il problema è che si parla troppo. Però in effetti hai ragione...se ne parla troppo, visto che anche chi non ha figli ne parla. Hai veramente ragione. Se ne parla TROPPO. Cominciamo da qui, comincia tu a parlarne un po' meno...;-)

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    3. Mmmm... che ironia Massimiliano. Davvero.

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    4. Sì, Massimiliano. Questo è più o meno il concetto che da febbraio ad oggi faccio passare nel mio blog. si parla troppo di bambini, si da troppa importanza a prime pappe, compleanni, primi passi, compiti, giochi...
      Mi dispiace che tu l'abbia capito solo ora e che tu abbia perso tutti questi mesi con me, ma è proprio così.
      Si parla troppo di bambini e il mio blog non dovrebbe esistere (non è la prima volta che lo dico). Se esiste è perchè voglio evidenziare quanto si parli di bambini, ma per farlo devo parlare di bambini. E' un controsenso, ma non ho altre soluzioni.
      Tu hai sempre preso alla lettera i miei post, analizzando i singoli episodi narrati, ma quello che ho sempre cercato di far passare è la critica generale all'aria bambinocentrica che si respira.

      Ognuno per la sua strada, ma non capisco perchè tutto questo astio.

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    5. Ma non è astio, sono opinioni. Se fosse astio, avrei scritto solo una e una sola cosa, e avrei evitato di tornare qui. Avrei scritto che non puoi parlare di cose che non conosci, perchè non sei madre e quindi non sei in grado di capire proprio niente del rapporto genitori-figli. Per quanto questo pensiero ogni tanto riaffiori (perchè in certe considerazioni è evidente che ti manca proprio la pratica, tipo stupirsi perchè una mamma legge una fiaba a suo figlio neonato, cosa del tutto normale e soggettiva) io il più delle volte ti dico: "sono abbastanza d'accordo, ma...".

      Ad ogni modo, se ne parla tanto secondo me perchè ci sono i mezzi per parlarne e le occasioni di confronto si sono moltiplicate, ma questo vale per tutti gli ambiti. Quando dici che per il mondo dei genitori e figli è diverso e c'è un "surplus" di informazioni, siti, ecc io ti dico: non mi sembra, almeno paragonandolo da altri "must" italici o mediterranei (ad esempio i blog di cucina&dintorni....vogliamo parlarne???) e dico ancora se davvero si parla di PIU' di bambini rispetto ad altri argomenti, forse è perchè REALMENTE sono qualcosa di PIU' importante del resto. O vogliamo paragonare avere un figlio ad aver un hobby, o un cagnolino? ;-)

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    7. Qual è la differenza del non capire "niente" del rapporto genitori-figli vedendolo dal punto di vista di figli, anziché di genitori, non mi è chiaro.
      Sarà che chi è genitore propina sempre questa frase senza riflettere mai sul fatto che ricordarsi di essere stati figli è di gran lunga migliore che vantarsi di essere genitore, appunto perché ricordiamo fin troppo bene come siamo cresciuti, e sappiamo che tante cose che i genitori d'oggi reputano difficoltà insormontabili noi le abbiamo fatte, e ci venivano lasciate fare, in tranquillità.
      Hai forse letto di critiche verso le mamme che danno una marca di latte artificiale anziché un'altra? sul fatto di mettere a dormire un neonato sul fianco destro anziché sinistro? non credo. Su questo la tua massima che Lena non sa nulla perché non è madre avrebbe sicuramente senso, ma come avrai letto queste frasi non esistono. Perché? perché di quello non abbiamo memoria, ma di molte altre cose sì. Perché quando salivamo su un pullman per una gita di tre ore, non ci importava un fico che ci fosse mammà a salutarci col fazzoletto sventolante. Perché ricordiamo bene la soddisfazione quando mamma terminava il nostro compito, che avremmo potuto fare da sole ma non ne avevamo voglia. Perché io ricordo bene quando quel giorno in cui aspettavo mamma davanti a scuola, all'età di 6 anni, uno sconosciuto mi invitò a salire in macchina ed offrirmi un passaggio. Lo ricordo così bene che a pensarci mi si agghaccia il sangue; ma sapevo benissimo che chi faceva così aveva delle bruttissime intenzioni, e rifiutai all'istante, tornando dentro la scuola elementare ed aspettando mia madre all'interno con la bidella.
      Eppure credete che queste cose un bambino non le sappia fare. Perché? o non avete la minima fiducia nei vostri figli, o credete abbiano un'intelligenza sotto la media, o avete semplicemente resettato i vostri ricordi antecedenti il test di gravidanza positivo.
      Quindi, caro papà col pancione, dall'alto del tuo trono rifletti che chi non ha bambini non saprà nulla dell'essere genitori, ma sa tutto sull'essere figli. E ricorda bene cosa sia meglio per un infante e cosa no. Saluti.

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    8. Non avevo letto con attenzione.

      1) Ti rivolgi a me dicendo

      "Eppure credete che queste cose un bambino non le sappia fare. Perché? o non avete la minima fiducia nei vostri figli, o credete abbiano un'intelligenza sotto la media, o avete semplicemente resettato i vostri ricordi antecedenti il test di gravidanza positivo."

      Hai sbagliato persona, credo. Tra parentesi, io ho vissuto coi nonni in una vera campana di vetro, ma mi hanno trasmesso valori che in pochi possono vantare. Alle mie figlie cerco di trasmettere quei valori, togliendo la campana di vetro. A volte ci si riesce, altre volte no. Io posso dire che a volte sbaglio, altri possono solo dire che cosa sarebbe giusto fare...

      2) Tra essere figli ed essere genitori c'è un abisso, mi sembra talmente palese che non è nemmeno il caso di parlarne. Una cosa la voglio dire. Un figlio cresce in maniera "buona e giusta" se tali sono gli insegnamenti che riceve, non perchè un giorno si sveglia e diventa grande da solo. I figli non imparano a camminare da soli, ma bisogna farli provare (e cadere) affinchè possano imparare davvero. Non so se è chiara la differenza.

      3) Dici che su questo blog non si leggono critiche su certi comportamenti, ad esempio sulla messa a letto o altre cose pratiche? Non è vero. sarà stato un caso o un'eccezione, ma uno dei post che più mi ha fatto alterare riguardava proprio la messa a letto di un neonato: Lena fu critica riguardo al fatto di leggere una fiaba ad un neonato di tre mesi (i semi del linguaggio vengono instillati da quell'età) dicendo che un neonato lo metti a letto e dorme, punto. DI fatto, questa è un intromissione bella e buona in una faccenda privata tra genitore e figlio. Se una mamma vuole "perdere tempo" nel mettere a letto il proprio figlio seguendo un certo rituale, non c'è nulla di male e non è certo una persona che NON HA MAI PROVATO quell'esperienza a poter giudicare.

      4) Sul trono non ci sono io, non sono io che ho scritto su questo blog "forse siamo pionieri di una nuova era dell'essere genitori". Io mi limito a raccontare, con toni divertiti e spesso ironici, le piccole avventure della mia famiglia. Non voglio cambiare il modo di essere genitori altrui,mi è più che sufficiente imparare ad essere un buon padre. E forse è questo che manca a chi si arroga il diritto di mettere a nudo "i torti e le nefandezze" di questi genitori cattivoni. Imparare, invece che insegnare. Mi viene in mente un detto che ho sempre trovato mirato, ancorchè ironico, sul mondo della "docenza" in generale: "chi insegna, è perchè non sa fare." A buon intenditore.... Buonanotte!

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    9. 1) Come dire che imparare il codice della strada è inutile, dal momento che ancora non si può guidare. E comunque non centra nulla il tuo "trasmettere valori" con quanto da me detto, esempi pratici, non nozioni sul fatto che il razzismo è stupido o condividere la merenda col compagno affamato. Bravo, ovviamente fai bene. E quindi? mi sembra il minimo, no? non hai capito le mie parole.

      2) Nemmeno qui capisco la tua frase ad effetto sul fatto che i figli non imparano da soli. E quindi? Ho detto che io, da figlia, ricordo di aver imparato tutto da sola? fammi vedere dove l'ho scritto. Anche qui le tue interpretazioni viaggiano a 100 km all'ora.

      3)La critica sulla durata di una buonanotte di un'ora e mezza non mi sembra una cosa prettamente pratica come sentenziare che il fatto che i Plasmon sono migliore dei Mellin. Comunque sai, ti svelerò un segreto... mia madre ha iniziato a raccontarmi le favole prima di dormire alla veneranda età di 2 anni, quando ero perfettamente in grado di interagire... purtroppo i miei semi del linguaggio se n'erano già andati, mannaggia. Sarà per questo che adoro leggere e scrivere?

      4)Tralasciamo il tuo osannato blog, di cui ci premuri ricordare l'esistenza in ogni post. Vuoi fare l'ironico? bene. vuoi raccontare le tue avventure? Ottimo. Io non vengo nel tuo diario familiare ad esprimere il mio parere sulla megalomania che individuo nel chi condivide la propria vita col mondo: in primis perché la cosa non mi riguarda, secondo perché non ho sostato nel tuo blog per più di un minuto, terzo perché la cosa ti risulterebbe indifferente. Giusto? Quindi la tua crociata sul cosa si scrive qui inzia ad essere noiosa. Abbiamo capito cosa pensi. Oppure hai un bisogno viscerale di narrare le gesta della tua splendida famiglia? Boh. Io mi sono sempre chiesa chi gestisce un blog così intimo come faccia. Mentre si cena con la famiglia, si compone mentalmente il diario del giorno successivo? Mentre si scatta la foto si pensa "ah si, a questa ci applico il primo filtro di Instagram, che figurone!" Contento tu. Forse devo imparare ad apparire, dato che ad essere ci stai dedicando così tanto tempo. No?

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    10. Rispondo solo al punto 3 e 4 perchè sugli altri due hai ragione: le interpretazioni di ciò che uno dice viaggiano veloci, troppo e non possiamo stare qui per sempre a discuterne.

      3) non ho mica detto che se non cominci a leggere le fiabe a 3 mesi poi non impari a parlare. Ho detto quello che dice "la scienza", e oltretutto non ci trovo nulla di male nel leggere qualcosa ad un neonato, o semplicemente nel parlargli. Quello che voglio dire è che se una madre ritiene di comportarsi in un certo modo, che lo faccia. Capirà da sola se e come cambiare abitudini, voglio dire in quel caso non stiamo parlando di educazione o maleducazione. Stiamo parlando di una cosa intima e privata, su cui, SECONDO ME, Lena ha sbagliato a ricamarci sopra un post. Nella maggiorparte dei casi sono d'accordo invece con quello che dice Lena (nella particolarità dei casi).

      4) il mio blog è stato chiamato in causa ed è per questo che se ne parla qui. Tralasciamolo volentieri! Hai ragione, comincio a essere noioso e infatti ieri ho scritto a Lena che d'ora in poi farò il lettore. Ci tengo a rispondere alle tue ultime domande anche se "provocatorie". Sì, ci sono volte in cui faccio una foto e dico "questa è da blog"! Ma è una cosa abbastanza naturale...la sera, mi prendo un po' di spazio mio e scrivo. Come ho detto in un altro commento, ho unito la passione per la scrittura alla mia vita personale. IN passato avevo cominciato tanti libri e tanti blog, quello sulla mia famiglia è il più longevo. Tutto qui. Faccio una cosa che mi piace e nel frattempo tengo un diario familiare e mi piace pensare che un giorno le mie figlie lo leggeranno. Chissà, magari per dirmi che sono stato un padre stronzo a metterle in piazza. Ma non credo che reagiranno così. Mi piace pensare che una di loro quando le mie mani saranno cosi vecchie da non poter pestare sulla tastiera, prenderà in gestione il mio blog e parlerà della Sua famiglia. Sai com'è, mi piace pensare. E immaginare. Con questo direi che vi saluto, per me è stato comunque costruttivo parlare con voi. Buona vita!

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  2. Ho letto sulle bacheche di conoscenti frasi come: i bambini non vanno mai persi di vista, MAI enfatizzato in maiuscolo. Mi chiedo che colpe abbiano quei poveri bambini per non godere mai dell'ora d'aria concessa persino ai detenuti. Niente da fare. Le mamme non le sopporto più, ovviamente non tutte, diciamo solo il 90% di quelle che conosco. E a riprova di tutto questo ecco un genitore che ritiene eccezioni quelle dei tuoi racconti, mentre sono la stragrande maggioranza, talmente ampia che, talvolta, queste reazioni di iperprotettività malata e isterica vengono prese per normale premura. Ma è veramente fiato sprecato. Qualcuna riesce persino a stupirsi quando le altre amiche, quelle senza figli ma con ancora l'uso del cervello, si allontanano.

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    1. Anch'io sono preoccupata per questa inversione di valori: si chiamano amore materno o premura genitoriale atteggiamenti malati come l'attaccamento morboso, l'ansia congenita e l'iperprottetività da campana di vetro.
      Ciò che per me è schifoso e malato per la stragrande maggioranza della gente è cosa buona e giusta.
      Mi fa piacere constatare che non sono la sola da questa parte del velo di Maya.

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  3. "Le mamme passano un sacco di tempo a controllare i figli: cosa fanno, cosa pensano, dove vanno, con chi si accompagnano, che scelte fanno. Non solo quando si tratta di momenti veramente importanti (lavoro, laurea, matrimonio ecc.), ma anche nelle piccole cose quotidiane, quelle che sembrano ininfluenti, non determinanti. Le mamme hanno paura che i figli sbaglino, che i figli non possano veder soddisfatti i loro desideri, che falliscano. Per questo li controllano, ansiosamente. Questo controllo non fa bene ai figli, non fa bene alle mamme, non fa bene alla relazione madre-figlio. Le madri possono prendere il coraggio a due mani, diventare consapevoli del fatto che il controllo fa male, e lasciare andare le redini." tratto da "Tranquille dentro. Il talismano delle mamme ansiose" di Ludovica Scarpa, la mia lettura estiva anche se in verità non sono neppure riuscita a finire tutto il libro. Però un piccolo passo lo avevo già compiuto acquistandolo (un'ammissione di colpa) poi ho scoperto il tuo blog e ti posso assicurare che io ti ascolto eccome! La verità è che noi mamme dialoghiamo con noi stesse e con altre mamme ansiose come noi e inevitabilmente ci diamo ragione l'un l'altra! Vedere le cose da una diversa angolazione, magari con l'aiuto di una persona che non avendo figli è sicuramente più obiettiva non può che far bene! Ancora una volta devo dire: tutto vero quello che scrivi!
    La scorsa estate mia figlia (9 anni) mi chiede un giorno di portare i pattini nuovi al centro estivo. Risposta: assolutamente no! ti puoi far male! Notte insonne, ho visto mia figlia con gambe ingessate, testa fasciata, denti rotti ..., alle prime luci dell'alba finalmente una rivelazione .. ma com'è che io andavo con i pattini sull'asfalto (senza ginocchiere e casco cosa di cui mia figlia è dotata) e sono ancora viva? La sede del centro estivo ha un bellissimo ed enorme giardino con una pista che passa attraverso i prati, ottima per andare in bici o con i pattini, nessun angolo vivo, nessun pericolo evidente .. Insomma, abbiamo portato i pattini e quando la sera sono andata a prenderla sembrava nata con i pattini ai piedi!!
    Questo è un esempio di un mio ravvedimento, ma quanti errori ho fatto senza rendermene conto!
    Per un esempio positivo potrei fartene cento negativi! Insomma cara Lena, continua così, continua ad essere la nostra coscienza!!! Orietta B.

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    1. Orietta, mi commuovi!

      Sicuramente hai fatto degli errori (tutti ne facciamo nella vita e il fatto che essere genitori sia il mestiere più difficile del mondo non è solo una frase retorica!), ma ti sei posta dei dubbi, ti sei fatta delle domande e hai perfino comprato "Il talismano delle mamme ansiose". Sei già a cavallo, fidati!
      Quello che io non sopporto è il muro di gomma: "ginocchiere, gomitiere, casco e cuscino legato sul sedere sono indispensabili per imparare a pattinare, altrimenti s'ammazza" detto da quella che tanti anni fa in cortile insieme a me si buttava giù dalla rampa dei box (quelle con tutte le righine antislittamento perchè troppo ripide) con i pattini che le stavano pure un po' grandi perchè erano della sorella e non si è mai rotta niente!
      Tu non sei un muro di gomma, quindi hai già vinto!
      Ascolta sempre chi prova a dirti le cose (specialmente gli uomini, che mediamente si fanno molte meno paranoie delle donne) e vedrai che quando starai esagerando di nuovo te ne renderai conto. A quel punto puoi decidere di continuare ad esagerare, ma almeno lo fai in piena consapevolezza!!!!!
      Lena Grillo Parlante

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    2. Io ero una di quelli che "s'ammazzavano" sempre: ginocchia sfasciate, lividi graffi e tagli ovunque, ferite enormi sanguinanti (ho ancora le cicatrici), cadute di ogni genere, con la bici, con i pattini, correndo, ecc. Piangevo come una pazza per il dolore, ma passato il momento critico (i primi 10 minuti?) già non ci pensavo più e anzi ero orgogliosa delle mie "ferite di guerra" proprio perchè me le ero procurate "sul campo".
      Possibile che quando si diventa madri ci si dimentichi di tutto questo? Capisco che sia brutto vedere il proprio figlio piangere, ma un conto è una malattia grave e un conto è un ginocchio fasciato che dopo 2 settimane torna come prima!!! Quando avrò figli, vorrei qualcuno che mi ricordi in continuazione che non devo rincoglionirmi!!!
      PS: bravissima Orietta!!!

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  4. Mi iscrivo al tuo blog all'istante. Anche io vorrei avere dei figli, ma non voglio diventare QUESTO TIPO di madre!

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    1. Grazie e benvenuta Lallabel!!!!!
      Se riesci a diventare madre, ma non QUESTO TIPO di madre fammi un fischio ;)
      Spero di leggere presto altri tuoi commenti

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  5. Sono molto d'accordo con te. Io trovo noioso sentir parlare le mamme di pappe, di coliche (ahhhhhhhhhhhh c'è gente che non sa dire altro), di figli che non dormono ("niente!!!!!!!!!!!"). Non parlo solo di amiche che magari si sfogano con me, ma anche di semplici incontri al parco, sempre gli stessi argomenti con problemi ingigantiti.

    I bambini vengono su soffocati dalla presenza degli adulti, non riescono più a ritagliarsi dei momenti con solo bambini per litigare, fare a botte e riappacificarsi. Le mamme in questo, sono patologiche, specie con i figli maschi.

    Sono le mamme, proprio come dici tu, che si mettono milioni di problemi. Oramai ne parlano anche psicologi come Osvaldo Poli qui: http://vimeo.com/12155632

    Ciao

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  6. Sai qual è il problema maggiore?
    Che questi nani, tra vent'anni, non saranno a casa da mammà che gli ha creati e plasmati ad immagini di mostri. No. Diventeranno il mio collega, il tuo dirimpettaio, il nostro impiegato alle Poste, il vostro Sindaco... e la loro opera distruttrice avrà luogo grazie ai frutti di Costoro, le mammifere che non hanno saputo far stare al mondo la loro prole così preziosa.
    Io rimanderei al mittente gli inidonei alla vita.... ma purtroppo non possiamo.
    Esisterà un girone infernale apposito per chi crea queste creature demoniache? Io lo spero.

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    1. Se esiste una punizione dopo la morte per queste persone non lo so, ma so che la nostra vita su questa terrà sarà un inferno, di qui a breve. I primi figli della mammitudine moderna si stanno iscrivendo all'università e tra poco saranno tra noi. Temo l'alba di quel giorno sempre più vicino...

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    2. Allora, scappate finché siete in tempo. Cambiate paese, mondo, universo. Perchè il futuro, purtroppo per voi mi viene da dire visto come ragionate, appartiene ai NOSTRI figli, e non a chi non ne fa...(citazione).
      O, forse, ritenete plausibile cambiare il mondo da un blog...
      Buona fortuna!

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    3. Chi lo sa Massimiliano, probabilmente hai ragione, oppure no, e qualche genitore potrebbe mettersi a pensare grazie a scritti come questi.
      Proveremo a fare a meno del tuo contributo... sarà davvero difficile, ma ci proveremo. Grazie per la tua sensibilità e solidarietà. E a contribuire al futuro del mondo, naturalmente.

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    4. Massimiliano,ti ricorda niente la frase YOUR KIDS ARE THE REASON I DON'T HAVE ANY? L'hai tanto criticata e adesso la rimandi dritta al mittente...non avevo tutti i torti allora?!?!?!?
      Non scappo da questo paese, mondo, universo, però non faccio figli, così non divento come voi.!!!

      PS Sempre più mamme mi dicono che col mio blog si pongono più dubbi, si fanno più domande e 'seghe mentali'. Io lo trovo un bene, loro anche visto chemi chiedono di continuare.

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    5. "Non scappo da questo paese, mondo, universo, però non faccio figli, così non divento come voi.!!!"

      e poi sono io quello che porta "astio" nella discussione?

      sì, sempre più mamme col tuo blog si pongono dubbi...legittimo e naturale, non vedo dove stia la grande scoperta. Essere genitori comporta anche avere dei dubbi....che sia leggendo un blog o altro, non ci vedo differenze.

      Sulla frase "your kids" ecc ti rendo noto che il mio commento era ironico. E comunque se ben ricordi i motivi per cui mi sentivo offeso dalla frase non hanno molto a che vedere con questa discussione, ma piuttosto con il tuo astioso "Non scappo da questo paese, mondo, universo, però non faccio figli, così non divento come voi.!!!" in cui leghi indissolubilmente l'essere genitori ad uno stato dispregiativo.

      Te lo ribalto, questa volta sì con un pizzico di astio visto che questo è il tono: ogni volta che leggo una riga del tuo blog, in cuor mio SONO FELICISSIMO di essere Genitore, Padre, e di avere una famiglia CON FIGLI, perchè almeno non mi ritrovo su internet a parlare dei bimbi degli altri pensando pure di poterli educare meglio di quanto gli altri non facciano. Almeno se sbaglio, posso rimediare. IO. Nella MIA vita. Tu invece lo puoi solo scrivere su un blog e ne sei anche abbastanza compiaciuta, legittimando il diritto di scrivere "perchè sempre più mamme mi dicono che..."
      Dai. Un po' di distensione... e di lucidità...sei conscia anche tu che non salverai le generazioni future con il tuo blog. Ci penseremo noi nuovi genitori under 30 a farlo. Fidati. I bimbi under 3 che stanno crescendo in questo periodo sono quanto di meglio si possa desiderare per il futuro della Nazione. A cominciare dalle mie figlie e dai figli dei miei amici. Siamo noi il futuro... non il tuo blog e il tuo fedele stuolo di non-mamme e madri incapaci, madri che aspettavano che glielo dicesse Lena, che non sanno fare le madri........

      Vediamo, se prima ero "astioso", ora come puoi giudicarmi?...

      ps: un po' di ironia nel tuo blog non guasterebbe, io ti leggo sempre con interesse ma c'è troppa cattiveria, secondo me.

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    6. non so come può giudicarti Lena, ma io sono una non-mamma per scelta (non saprò mai se sono fertile o meno perchè non ho mai fatto sesso non protetto in tutta la mia quarantacinquennale vita) e se i bimbi che state viziando e crescendo sotto tante belle campane di vetro sono il meglio che si possa desiderare.... boh, contenti voi...

      (madri incapaci? madri che non sanno fare le madri? non mi sento tirata in causa perchè non madre, ma mi sembri inutilmente caustico ed aggressivo.)

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    7. Guarda che l'esistenza di madri che non sanno fare le madri è uno dei temi centrali di questo blog, non certo un mio pensiero!

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    8. E' vero che spesso in questo blog si assiste ad estremismi, anche gratuiti, delle "non mamme" (non tanto nei post quanto nei commenti, sia dei visitatori sia della stessa Lena), ma addirittura dire che "I bimbi under 3 che stanno crescendo in questo periodo sono quanto di meglio si possa desiderare per il futuro della Nazione" mi sembra eccessivo, un estremismo dall'altro lato, insomma. Massimiliano, riconosci che molti (troppi) bambini di oggi (magari le tue figlie no) sono eccessivamente viziati, eccessivamente idolatrati, eccessivamente protetti!

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    9. Prendo atto che intendevi in quel senso. Dal contesto del discorso avevo capito (capito male io, mi pare) che intendessi che le madri non iperprotettive non sanno fare le madri.

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    10. x 99luftballons, la mia è in parte una provocazione, ma io sono convinto che i figli di chi oggi ha tra i 20 e i 30 anni rappresentano la generazione migliore delle ultime 2 o 3, soprattutto in confronto ai quasi adolescenti di oggi cresciuti da genitori quasi 40enni (che guarda caso sono il 99% dei genitori di cui parla Lena. Sarà una mia sensazione, ma confrontandomi con molti genitori ne esco sempre fuori con l'idea che facciamo la nostra vita considerando i figli per quello che sono, cioè piccole persone speciali per noi (e vediamo chi osa dire che i figli non devono essere "speciali", cioè importanti, agli occhi dei genitori) ma non vedendoli come "idoli". Insomma, tutto nella norma. I casi di cui parla Lena sono le eccezioni che confermano la regola. Quando mi fermo ai giardini trovo sempre la madre "iperprotettiva" che "fa rumore" e a volte sovrasta la normalità, anche se si trova in mezzo ad una ventina di altri genitori seduti sulle panchine a chiacchierare serenamente mentre i figli giocano egualmente sereni. E poi succede che la madre iperprotettiva di cui sopra finisce sul blog di Lena come "esempio" delle madri di oggi. Le altre 20 continuano la loro vita di genitori normali e nessuno se le fila...;-) ...il fatto che negli ultimi anni "più madri" abbiano assunto comportamenti iper-protettivi, anche per "colpa" della società, non significa che la normalità sia quella.

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    11. Massimiliano, ti rispondo qui una volta per tutte, se vuoi capire bene, altrimenti pazienza...
      I miei post sono così strutturati (in genere):
      -Introduzione con un aneddoto, un'esperienza vissuta, una frase sentita ecc.
      -paragrafo centrale con altri aneddoti, esperienze, frasi simili sentite
      -Tesi centrale, ovvero perchè si fa troppo rumore intorno ai bambini, perchè penso che questa sia diventata una società bambinocentrica (nel senso peggiore del termine).

      Sono la prima a dire che se fossi madre farei moltissimi degli errori che descrivo nel mio blog (l'ho detto e ridetto già nella presentazione) ed è proprio per questo che non voglio avere figli: perchè tutti ormai parlano troppo di bambini e finirei per diventare come tutti gli altri( o quasi).
      Non critico le madri pensando che io farei diversamente e che sbagliano punto e basta. Critico le madri in toto, in quanto hanno contribuito a creare questa società bambinocentrica.
      Se tu pensi che questo sia un bene e che i genitori under 30 e i bambini sotto i tre anni (guarda caso come te e le tue figlie, chi invece ha qualche anno in più è un pessimo genitore...) sono felice per te. A me sembra l'esatto contrario.
      Il fatto stesso di scrivere un blog sulla paternità (non importa con che toni) PER ME è bambinocentrismo. Se pubblichi il tuo blog e lo rendi visibile a tutti significa che pensi che al resto del mondo possa interessare, e in effetti è così.
      Se io aprissi un blog sulla mia vita di coppia, sugli alti e bassi della convivenza e del matrimonio (ad esempio) lo leggerebbe al massimo mia suocera, per farsi un po' gli affari nostri, nessun altro. A nessuno interessa della vita di coppia di una sconosciuta, perchè dovrebbe interessare la vita da genitore? Perchè siamo una società bambinocentrica. PUNTO.

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    12. Solaccursio, scusa, perchè non sai più come giudicarmi?
      Cosa ho detto di 'strano' rispetto al mio solito?
      La frase sui bambini sotto i tre anni NON è mia...

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    13. NOn ho detto che gli altri sono pessimi genitori. Ho detto quello che vedo: i "nuovi genitori" mi sembra che si facciano molte meno menate della vecchia generazione.

      Com'è strutturato il tuo blog l'ho capito benissimo. SUi casi particolari sono quasi sempre d'accordo con te, sulla generalizzazione no.
      Il mio blog è bambinocentrico? Sì, lo è, ma è poco più di un diario di famiglia, se ci sono persone a cui piace bene (tra i "mi piace" c'è anche il tuo.......) a me piace scrivere e raccontare, nella mia vita ho "cominciato" tanti libri e tanti blog, e nella paternità ho trovato un completamento: unisco il piacere dello scrivere ad un racconto che mi coinvolge in prima persona. Ma non devo difendere me stesso, nè tantomeno la "categoria" dei genitori, anche perchè non esiste questa categoria. Ognuno è genitore a modo suo. Ci si confronta, si parla, si scambiano informazioni, sia con persone che hanno figli sia con persone che non ne hanno, siano essi amici o blogger. Altrimenti non sarei qui e mi sarei già stufato da un pezzo di scrivere. Se sono qui è perchè riconosco "del buono" in quello che leggo, e da lettore dico la mia su quello che invece non mi sembra buono. QUando si apre un blog bisogna metterlo in conto, o speravi che allo stuolo di non mamme o di mamme che "aprono gli occhi" non potesse aggiungersi un papà un po' rompicoglioni che vuole dire la sua? E' successo...e sì, forse mi sto davvero un po' stufando perchè ognuno resta delle proprie idee. FOrse meglio limitarsi a leggere.

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    14. Massimiliano, mi auguro che tu abbia ragione, perchè i ragazzini che frequentano ora elementari, medie e superiori fanno venire la pelle d'oca (e mi dai qualche speranza, perchè effettivamente sono i figli di una generazione di mamme 40enni mentre ora tornano a esserci molti genitori giovani).
      Ho 26 anni e parecchi miei coetanei hanno figli, ma nessuno fra le mie conoscenze strette. Spero vivamente di non ritrovarmi fra qualche anno a guardarmi in giro in preda alla disperazione, come Lena.
      Vi farò sapere chi di voi 2 ha ragione ;)

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    15. Se pubblichi il tuo blog e lo rendi visibile a tutti significa che pensi che al resto del mondo possa interessare, e in effetti è così.

      Aggiungo solo una cosa perchè mi preme. Ok, mettiamo che sia così. Allora uno che apre il blog sul calcio è calciocentrico, uno che apre un blog sulla sua band musicale è musicentrico ecc...

      ma non capisco dove stia il vero problema...chissà quanti genitori ci sono che non aprono blog ma sono molto più bambinocentrici nella vita reale...voglio dire è questo il problema che intravedo nei tuoi post: tu prendi UNA caratteristica della mamma di turno e la estendi a tutto il suo essere madre. E con me uguale, ho aperto un blog QUINDI IO sono bambinocentrico. Sbagliato. E' il mio blog ad avere come argomento principale la mia FAMIGLIA (sottolineo, non i miei figli, la mia FAMIGLIA). La mia vita è fatta di loro ovviamente, e anche del resto, non è cambiato niente se non, ovviamente, il TEMPO da dedicare al resto. Vedi, io non sono chissà qualche fenomeno, semplicemente una persona normale come TANTE altre che è diventato padre e che sta crescendo con la sua famiglia, continuando in un tuttuno la vita "di prima". Invece, il fatto di aver aperto un blog sulla paternità mi fa automaticamente entrare nella categoria dei genitori bambinocentrici e QUINDI in qualche modo "sbagliati" se non "dannosi" per il futuro dell'umanità (l'hai scritto tu stessa che sei spaventata dal giorno in cui i bimbi di oggi saranno gli adulti di domani). Ecco dove sbagli secondo me: in molti casi prendi UNO e UN solo elemento della vita di una mamma incontrata "per caso", e lo estendi a tutto il suo essere madre. Questo probabilmente non è vero per le mamme che conosci bene (amiche e parenti), ma con tutta probabilità è veritiero per altre madri: quelle incontrate al parco, quelle con cui scambi due parole...eehehehh troppo facile così...in generale, sai quante volte si può sbagliare la prima impressione, non solo parlando di genitori, ma di una persona presa a caso nel mondo? Ci parli 10 minuti, la osservi e ti fai un'idea...hai mai pensato che potrebbe essere un'idea sbagliata e in qualche modo "sabotata" dal tuo retropensiero e dalla tua "presunzione", intesa letteralmente ovvero "il pensiero che la maggiorparte delle madri sia così?". Se mi vorrai rispondere, poi me ne torno a fare il lettore, punto e basta.

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    16. @99luftballons: noto che siamo coetanee, ma la differenza sta che intorno a me parecchie conoscenza strette hanno figli, ed il mio sostegno al blog di Lena è dovuto al fatto che i suoi esempi sono anche i miei, in tutto e per tutto.

      @Massimiliano: scusa, ma tu quanti anni hai? Non credo tu ne abbia 60. Perciò, dato il tuo fanatismo del principio "CHI NON SA NON PUò CAPIRE" eccetera eccetera eccetera, dall'alto di quale esperienza hai partorito la frase "io sono convinto che i figli di chi oggi ha tra i 20 e i 30 anni rappresentano la generazione migliore delle ultime 2 o 3". Hai un'esperienza così vasta della società, rigorosamente in prima persona? sicuramente sì, non oseresti mai cadere in contraddizione data la tua ostentata sicurezza (a tratti confusa).
      Riguardo invece al tuo appello alla normalità e a come questo blog non la rispecchi, ti rimando al "mito della caverna" di platoniana memoria. Oltre ad ovvie conclusioni come l'osservazione che un orientale sarebbe esterrefatto dalle nostre posate. Sai, là non è la normalità!
      Ergo, se tu sei circondato da persone ottimi genitori, non posso che essere felice per te e per il futuro, e sono seria. Ma a quanto pare dai scontato che la tua normalità sia anche quella di tutto. Ah, però.

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    17. Ti rispondo.
      In Italia ci sono molti forum dedicati al calcio, si parla molto di calcio, quasi sempre di calcio e pochissimo di altri sport. Sì, siamo un paese calciocentrico.
      Tu scrivi un post sulla tua famiglia e l'essere padre, ma NON è questo che fa di questa società una società bambinocentrica. Non è che dico che siamo bambinocentrici perchè tu, UNO SOLO tra le mie conoscenze virtuali, pubblichi un blog di questo tipo. Questa è unasocietà bambinocentrica perchè di blog sulla maternità ce ne sono a migliaia, sulla paternità a centinaia, sull'educazione dei figli, su come intrattenere i bambini, su cosa organizzare per i bambini, su dove andare in vacanza con i bambini eccetera eccetera eccetera ce ne sono a milioni e tutti, TE compreso, avete molti lettori.
      Sono i molti lettori a fare di questa società una società bambinocentrica.
      Spero che, una volta per tutte, il concetto sia chiaro!
      Non faccio derivare una teoria sociale da un singolo evento, ma rifletto su quello che vedo e per spiegarlo riporto singoli eventi, che è l'esatto contrario di quello di cui tu mi accusi.

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    18. Lena, hai semplicemente letto male. A Massimiliano che diceva "Lena mi giuducherà così e cosà" ho risposto "non so come può giudicarti Lena, ma so come ti giudico io". Non dicevo che IO non so più come giudicarti, perchè invece lo so benissimo: UNA GRANDE!!! :D
      Ci rileggiamo tra una decina di giorni, che sto partendo per il Canada.

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  7. Cara Lena, in linea di principio hai ragione su tutto (francamente, è esagerato chiedere le ferie per veder salire dei bambini su un pullman per una gita di 3 ore).
    Però ormai lo sai, ti faccio da bastian contrario: con la tua amica - che pare un'amica intima - hai fatto bene a dire le cose che hai detto, con le altre no. Le mamme con cui hai parlato probabilmente ti hanno ascoltato, ma non lo ammetteranno. La reazione scocciata, il muro di gomma sono dettati solo da una cosa: sono stufe. Stufe di sentirsi dire da chiunque come devono comportarsi con i propri figli. Perché da un'amica lo si accetta, da una parente "mai stata amica" no. Scusa eh.. è snervante... perché francamente di domande ce ne facciamo fin troppe, perché lo sappiamo benissimo che a volte non facciamo la cosa giusta, ma forse in quel momento siamo stanche, abbiamo alle spalle una notte insonne, una giornata di lavoro, una litigata col marito ecc ma gli altri che ne sanno?
    Ripeto: tu hai ragione. Ragione su tutti i fronti. L'ho già scritto e lo ripeto: per colpa tua mi faccio mille seghe mentali in più (si può dire?? ;-)) però abbi pietà e cerca di vedere le cose in una prospettiva più ampia...

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    1. Concordo al 100%...

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    2. Anche io concordo al 100% con Aglaja. In determinati momenti non fai la cosa giusta, ma magari la volta successiva ti correggi, aggiusti il tiro. Non si e' mamme sempre allo stesso modo. Si impara e si cresce con i figli. Poi ovviamente ci sono anche quelle troppo protettive e ansione, che sono cosi' di carattere e non cambieranno mai. Ma in questo caso non si parla di "mamme", ma di persone.
      Lena e Sara, riflettete su quello che dice Massimiliano, non ha tutti i torti in fondo. Ognuna di voi puo' decidere che mamma vuole essere e di certo il mondo non lo si cambia da un blog, ma ci si deve mettere in gioco!
      Il tema di questo post e' ascoltare quello che gli altri ci suggeriscono, giusto? Beh, deve avvenire a doppio senso...

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    3. @Aglaja: sai qual è il problema? Che non ho avuto una reazione scocciata, la giusta reazione di chi, come dici tu, è stufo di sentirsi dire come deve comportarsi con i propri figli. La risposta che ho ottenuto è stata invece di chi ha la verità in tasca, di chi, se i colleghi non accettano di cambiare il turno se lei vuole andare a vedere la figlia che sale sullo scuolabus, si offende e si indigna perchè non è possibile che gli altri non capiscano quanto sia importante. La mia prospettiva è più ampia, nel senso che capisco il vostro punto: se avessi un figlio so che sarebbe la mia ragione di vita, il mio amore più grande, e so che mi piacerebbe prendere un permesso per fare qualcosa con lui (non vederlo salire su un autobus, questo lo escludo, ma magari andare da qualche parte insieme). Quando critico gli errori tipici delle madri non lo faccio per evidenziare il singolo episodio, ma per descrivere un mood generale che si respira in Italia. E' possibile che ci siano più riviste per mamme e bambini che di cucina? E' possibile che si vendano migliaia di libri per il bebè perfetto, la nanna perfetta, la mamma perfetta, la famiglia perfetta? E' possibile che esistano canali tv come Easy Baby? E' possibile che alcune scuole materne abbiano imposto l'inserimento obbligatorio con genitori presenti per intere settimane? Io credo che si stia esagerando.

      Il fatto è che desso so (e spero di continuare a ricordarmelo anche se dovessi avere dei figli) che in relazione al resto del mondo, ai miei colleghi, ai miei amici, alla commessa del negozio, al postino che mi porta una raccomandata ecc il fatto che io abbia un figlio non ha nessuna importanza. Milioni di persone hanno figli, se tutti dovessero cambiare turno per una gita il mercato economico mondiale si fermerebbe. Avere un figlio non è una giustificazione per pretendere che il postino salga fino l quinto piano per farmi firmare una raccomandata, solo perchè ho il terrore di lasciarlo da solo 3 minuti. Il postino ha una lunga giornata lavorativa davanti e se tutti facessero così la posta ci arriverebbe con tre mesi di ritardo! Non so se riesco a spiegarmi, ma il fatto è che è normale avere dei dubbi (allattamento a richiesta o no, nido o nonni, primina o no, favola della buonanotte tutte le sere o solo il sabato, motorino o no, vacanze con gli amici a 16 o 17 anni?) ed è normalissimo che le mamme si pongano mille domande, il problema è essere convinte che avere un figlio sia un'impresa, una cosa difficile, un affare di stato. Lo fanno miliardi di donne da miliardi di anni, non è poi così difficile. Basta lasciarsi un po' andare, farsi meno domande, non segure questa o quella teoria pediatrica in voga al momento ma usare il buon senso e...keep calm!

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    4. @Ohmammamia Non ho mai detto di voler cambiare il mondo con un blog, ho solo detto che il mio blog non dovrebbe esistere. Non dovrebbe esistere, ma esiste perchè ci sono migliaia di pagine, forum, blog, siti, riviste, canali TV, programmi radio, discorsi al parco e sul treno che parlano di figli, bambini, pappe, pannolini, torte di compleanno, attività per famiglie e vacanze a prova di bambino. E tutto troppo, si da troppa importanza alla maternità. In Egitto (per citare un esempio che conosco da vicino) fanno almeno tre figli a testa e più figli fanno, meno ne parlano!

      Come ho già detto e rietto e stra detto, no: non posso essere una madre come voglio io! Non al 100% almeno. L'inserimento obbligatorio all'asilo? L'obbligo di portare i bambini a catechismo e non lasciarli andare da soli, altrimenti le catechiste non li accettano? I pediatri che ti terrorizzano con tabelle percentili e malattie e allergie e teorie educative?

      Io vi ascolto, capisco perchè fate quello che fate, ma non sono d'accordo.
      In particolare non accetto consigli da Massimiliano e sapete perchè? Perchè scrive un blog sull'essere padre. Fa parte in pieno di tutto quello che non voglio essere: una persona bambinocentrica, convinta che gli unici discorsi degni di attenzione siano quelli relativi ai bambini, possibilmente ai miei figli!!!

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    5. Tu dici: "Come ho già detto e ridetto e stra detto, no: non posso essere una madre come voglio io! Non al 100% almeno."
      Verissimo, ma in tantissime altre cose della vita non puoi essere quello che vuoi tu! Non al 100% almeno. Sei d'accordo credo. Questo non e' un buon motivo per non vivere...
      Tornando all'argomento bambini, hai ragione la societa' ti porta a fare cose che a volte non condividi, o perlomeno ti fa venire un milione di dubbi sul tuo modo di essere mamma (ad esempio l'inserimento lo dovrai fare, ma non dura settimane...io l'ho fatto di due giorni. Mi sembra un buon compromesso, no? Il pediatra lo puoi scegliere, ce ne sono di tranquillissimi), ma e' una percentuale bassa rispetto al tuo 100%. Il resto lo puoi scegliere benissimo, e se non lo farai, sara' solo perche' non lo vorrai e non per colpa della societa'.
      Leggendo il tuo blog, mi sembra di vedere tanti esempi di mamme che non sono come quelle che descrivi tu. Allora perche' ti concentri solo su quelle? Le mamme prima di essere mamme sono persone e di persone ce ne sono di tutti i tipi...

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    6. "In particolare non accetto consigli da Massimiliano e sapete perchè? Perchè scrive un blog sull'essere padre. Fa parte in pieno di tutto quello che non voglio essere: una persona bambinocentrica, convinta che gli unici discorsi degni di attenzione siano quelli relativi ai bambini, possibilmente ai miei figli!!!"

      Si può ben giudicare come, quanto e con che toni ne parlo...
      http://diventaregenitori.blogspot.it/

      Ad ogni modo, sono ben felice di parlare della MIA famiglia, piuttosto che degli affari degli altri, pure con giudizio e morale di contorno. Io alla peggio la morale la faccio a me stesso e se faccio una cazzata me lo dico a me stesso.

      Questa concedimela, non era male come assist....

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    7. Massimiliano sei prepotente.

      Lumen

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    8. Quindi Massimiliano, fammi capire...
      tu sei fiero ed orgoglioso perché sei padre, perché parli della tua famiglia, perché se fai errori li correggi, eccetera. Lena invece è una sfigata perché parla di qualcosa che non possiede, su cui non può fare nulla, su cui cambiamento non dipende da lei.

      Il dubbio mi sorge spontaneo: meno male che Guthrie, Salk, Pasteur, Ramon e Landsteiner non la pensavano come te. Altrimenti non saremmo qui a parlare, con tutta probabilità.

      Forse questo blog non avrà la stessa importanza delle scoperte degli scienziati di cui sopra, ma meglio mettere i propri pensieri al servizio della collettività anziché ammorbare qualche collega nubile alla pausa caffé con le stesse ideologie... dal momento che qualche "addetta ai lavori" lo trova utile. No?

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    9. Chi ha usato il termine "sfigata"? Tu, non io. Io ho detto che non parlerei MAI di cose, fatti, circostanze di cui non ho esperienza, tantomeno ci ricamerei un blog sopra pensando pure di avere ragione. Che poi Lena nella maggiorparte dei casi abbia ragione, non è in discussione, mai detto il contrario, ma tutto sta nel comprendere che la sua ragione è limitata ai casi specifici che descrive, e non può essere estesa per osmosi o sillogismi alla totalità e nemmeno a buona parte dei genitori. Semplicemente, non esistono categorie. Ognuno è padre a modo suo, ogni madre è madre a modo suo.

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    10. @Lena: io capisco le tue ragioni e le condivido anche. Quello che non mi stancherò mai di ripetere però è che analizzi solo una parte dell'universo "mamme". Non sono tutte così. Io sono tornata al lavoro quando il pupo aveva 7 mesi, senza nessun rimpianto e ne sono felicissima. L'unica rivista a cui sono abbonata è Limes che per la cronaca è un bimestrale di geopolitica. Non ho idea di cosa sia Easy Baby, qualcosa di sky? non ce l'ho perciò non posso giudicare. Scrivo su un forum dedicato alla lettura e su uno di mamme. Non credo di avere abdicato alla mia intelligenza per questo: si condividono esperienze, ci si sfoga e si chiede consigli. Non mi sento bambinocentrica, alcune donne lo sono, altre no. Cerca anche queste nelle tue osservazioni, ne troverai tante.

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    11. @Massimiliano: Ho forse detto che tu hai usato quel termine? non credo proprio. Oppure mostrami dove l'ho fatto.

      Mi sorge il dubbio che tu non abbia letto l'altro mio intervento rivolto a te. Mi farebbe piacere lo facessi. Oppure intendi dire che come figlia non si ha esperienza?

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    12. Dubbio legittimo, non avevo letto con attenzione, ho risposto ora.
      Come figlia si ha esperienza dell'essere figlia, non dell'essere genitore. Mi sembra...lapalissiano!

      Sul termine, tu hai detto "fammi capire...
      tu sei fiero ed orgoglioso perché sei padre, perché parli della tua famiglia, perché se fai errori li correggi, eccetera. Lena invece è una sfigata perché parla di qualcosa che non possiede, su cui non può fare nulla, su cui cambiamento non dipende da lei."

      ...associando queste parole al concetto che ho espresso io. Comunque, mi pare una questione vuota, e chiariamo subito: NESSUNO ha detto che Lena è una sfigata. I temi "importanti" sono altri e ti ho risposto puntualmente (ora che ho letto...)

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    13. Mi sorge il dubbio se tu finga di non capire, oppure la tua sicurezza di te stesso ti impedisce di metterti in discussione e rispondere in maniera appropriata.

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  8. Basta con il bambinocentrismo! Le nuove generazioni bamboccione che arriveranno accelereranno ancor più la rovina e la caduta dell'Occidente e sarà una pessima fine. Lena, per favore, continui ad osservare il nostro triste paese e a far sì che i lettori/genitori sentano almeno il "prurito" di farsi qualche domanda critica sul proprio operato. Rispetto ai blog dei papà... non volevo crederci! I papà hanno il pancione??????? Ahahhahahah. Buon lavoro. Antonello

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    1. Antonello, nella tua doppia provocazione, colgo un riferimento poco chiaro "al papà col pancione", cioè a me :-)
      Se ti è sfuggito che il titolo del mio blog è chiaramente ironico e vuole semplicemente essere "simpatichevole", posso spiegarti meglio. Altrimenti non so a cosa tu "non creda".

      Per quanto riguarda il prurito non ho bisogno di stimoli: di domanda critiche me ne faccio centinaia. La differenza tra me e altri è che io, da genitore, posso cambiare, decidere, migliorare, correggere. Gli altri possono solo parlare, parlare, parlare, parlare...e giudicare. Che poi spesso ci azzecchino non cambia di molto il quid della questione, perchè spesso si tratta solo di scoprire l'acqua calda.

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    2. Grazie Antonello,
      continuerò finché ne avrò le forze...

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    3. E quando sentirai di non avere più forze? Allora dovrai fare (e lo farai) come fanno, con molta fatica - come fanno le madri che combattono per non diventare "Madri": andando avanti a difendere ciò in cui credi e che non accetti venga svilito e svalutato dal "non hai figli e non puoi capire", "tanto lo fanno tutti" e altre corbellerie del genere. Buon lavoro, continuerò a leggerti per avere un osservatorio originale sul mondo di oggi nel Belpaese. Noi di figli ne abbiamo avuti due, oggi adulti e nel paese in cui vivo, blog come il tuo non hanno motivo di esistere, per fortuna (non ti offendere).Antonello.

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  10. Ciao Lena! Non finirò mai di ripeterlo: il tuo blog, letto sotto la giusta luce dell'autocrita è davvero molto utile per noi genitori, ma dubito che le madri e i padri di cui parli si mettano in quest'ottica. Detto questo,la frase "tu nn sei Madre (M maiuscola e enfasi teatrale mi raccomando!!) e dunque nn puoi capire.." faceva imbestialire anche me quando non avevo figli. Oggi però, ammetto, che solo quando sono nate le mie bambine ho capito molte cose e, più importante, ho capito molti atteggiamenti, comportamenti e incomprensioni dei e verso i miei genitori. Io, personalmente, a certe considerazioni, ci sono arrivata SOLO quando sono diventata genitore a mia volta... è un punto di vista da consideare non credi? E.

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    1. L'ho considerato e lo considero ogni giorno.
      Ti faccio io una domanda, a cui ti prego di risponder in tutta onestà:
      queste considerazioni a cui sei arrivata solo una volta che sei diventata madre (con la m minuscola, perchè tu non sei una di Quelle Madri..), questi atteggiamenti che prima non capivi e criticavi e invece adesso hai adottato li consideri cosa buona e giusta o un 'male' inevitabile?
      Se fosse possibile li elimineresti o ci sguazzi felice?

      Ho iniziato a scrivere questo blog proprio perchè ci penso, proprio perchè so che anch'io farei molte delle cose che adesso critico. Forse, ragionandoci molto prima e rileggendo questi scritti per nove mesi, potrei riuscire a rimanere quella che sono.

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    2. Ma mi spieghi perche' vuoi cosi' testardamente rimanere quella che sei? Non ho capito: tu sei la stessa persona che eri a 10 anni? E pensi che sarai la stessa persona a 70 anni? Le esperienze che fai nella vita cambiano il tuo modo di pensare e di comportarti. Magari alcune cose (solo alcune perche' la maggior parte sono giuste) che ora pensi siano sbagliate, forse non lo sono poi del tutto...

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    3. Perchè mi piaccio, mentre non mi piacciono le madri che vedo in giro, che conosco e che frequento. Chi più chi meno, per carità, ma tutte fanno cose che non mi piacciono e non voglio diventare così!!!

      Negli ultimi trent'anni sono cambiata, è ovvio, ma il mio nucleo fondante è sempre lo stesso. Lo stesso non posso dire di quelle donne a me molto vicine che hanno partorito, diventando nel giro di qualche anno assolutamente irriconoscibili!!!

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    4. Personalmente credo che le mie figlie mi abbiano cambiata, in meglio. Ho dovuto chiedere aiuto, pratico ed emotivo, sopratutto all'inizio, ed è stata, per me, una bella lezione di umiltà. Non penso sia poca cosa. Ho capito che non potevo fare tutto, bene e da sola, a casa, in famiglia, sul lavoro. Si, alcuni dei miei convincimenti sono stati rivisti e corretti (sopratutto quando stanno male sono + cedevole!), altri hanno vacillato (vaccini si, vaccini no), molti, invece, li sto portando avanti serenamente e con decisione (il corso di acquaticità è un c@zz@t@). Per dire, molto semplicemente, che almeno fino a questo momento, quello che ho ricevuto e infinitamente superiore a quello che ho perso per strada: cose, persone, idee che oggi come oggi ritengo quasi superflue, un "di più" fastidioso. Insomma, da quando ci sono loro la mia vita è tornata all'essenzialità, è quasi più primitiva e io questo lo adoro e perchè, in fondo io sono così! Ovviamente è una mia visione personalissima della faccenda(e non potrebbe essere altrimenti!). Spero di aver risposto alla tua domanda. :-) E.

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    5. Hai risposto perfettamente, grazie!!
      Un abbraccio
      Lena

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  11. Mi dispiace, adesso ti daro' una delusione: la mamma perfetta non esiste e come affermi anche tu, farai purtroppo alcune di quelle cose che tanto detesti. Non c'e' soluzione. L'unca e' non avere figli. So sorry :(

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    1. Ohmammamia,
      non mi dai una delusione, confermi solo quello che penso da tempo.
      E' per questo che non ho figli.
      E' per questo che scrivo il blog.

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    2. A me dispiace solo perche' tu non sembri convinta della tua scelta di non avere figli e magari ci rinunci solo perche' non rispecchierai in pieno l'idea di mamma che ora vuoi essere.
      Io ti capisco benissimo, tutto quello che scrivi e' piu' che vero, ma tu hai un grande vantaggio: quello di notarlo. Ci sono tantissime persone (mamme e non mamme) che neanche si accorgono che si comportano nel modo che descrivi tu, o ancora peggio lo approvano.
      Tu invece, gia' sai in partenza quello che non vuoi essere e ripeto, non al 100%, ma al 90% potrai essere la mamma che vuoi. Allora perche' rinunciare?

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  12. Lena, se sarai madre, sarai un'ottima madre e il tuo blog avrà una sfumatura in più; se non lo sarai, semplicemente non lo avrai sperimentato. Se si vuole vivere con la tranquillità di rimanere felici come si è, così sia! Se si vuole fare un giro sull'Ottovolante, e vedere se alla fine del giro ne è valsa la pena, tocca salirci.. e il giro sarà moooolto lungo! :)

    TBZ

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    1. Bentornato!!!
      Come stai? Come state?
      E' bello stare sull'ottovolante??

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    2. Ciao cara, scusa il ritardo con cui ti rispondo, ma ovviamente gli impegni per noi si sono molto intensificati da quando è nato il pargolo!
      Un aneddoto da neo genitori al volo: una madre che ha tenuto i due figli a dormire con lei e col marito fino ai 12 (dodici/00) anni si è scandalizzata perché io è mia moglie vogliamo metterlo a dormire in culla in stanza separata a partire dai sei mesi!

      Che te lo dico a fare?

      Meno male che esiste questo grande blog che aiuta a sentirmi meno pazzo di quello che possa sembrare.. mi sa che lo farò leggere pure a mia moglie così si consola, anche se mi becca poi che sono io TBZ!

      Spero di potere in futuro dedicare più tempo a scrivere qui..

      Rimango dell'idea che ci servano madri con l'impostazione come la tua per adottare un nuovo motto: "your kids are the reason I have twice your number!"

      Poi dell'Ottovolante ci potrei scrivere già una biblioteca, e sono passati solo tre mesi scarsi dalla nascita di nostro figlio!

      Un abbraccio e a presto!

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  13. Cara Lena, io continuo ad essere d'accordo con te e a stupirmi di quanto mi sia consono il tuo modo di pensare, tanto che a volte scrivi cose che io stessa ho pensato quasi negli stessi termini.
    E' ovvio che ci sono genitori "sensati" in giro e persone che pure avendo dei figli non diventano dei loro servitori (pochine, per quel che vedo, ma alcune ci sono). Il tuo blog però contribuisce a mettere a fuoco dei comportamenti che sono sicuramente degli eccessi, ed una tendenza generale (il "bambinocentrismo") innegabile, e che, ricorderei, è legata anche alla creazione di un nuovo soggetto commerciale, appunto, il bambino. Non si capisce come queste considerazioni generino così tanto astio nei commenti.
    Mi auguro che tu tenga duro!
    Un abbraccio
    ste

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    1. Me lo chiedo spesso anch'io: perchè tanto astio? Perchè negare con tanto fervore quello che scrivo, quando a me sembra una tendenza generale così ovvia che sarebbe quasi inutile parlarne?
      Forse è perchè colpisco nel segno, ma è dura ammettere "Sì, io metto mio figlio su un piedistallo!"

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  14. Cara Lena,
    era ora che venisse fuori un blog come il tuo. Anche a me i bambini non dispiacciono ma diventare madre mi fa orrore e ribrezzo soprattutto perché non solo cambiano fisicamente, ma anche mentalmente, vedo delle scene coi bambini per strada allucinanti. Sento discorsi assurdi. Essere madre vuol dire veramente diventare una specie di mostro mammifero...ho 40 anni e non una singola cellula del mio corpo prova invidia per le madri di famiglia. Direi che mi fanno una gran pena

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    1. Benvenuta nel blog e grazie!!
      Nemmeno io invidio le madri di famiglia, direi più che sono arrabbiata con loro. Arrabbiata perchè se non le avessi viste cambiare così tanto dopo il parto e peggiorare di anno in anno, adesso sarei una mamma.

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    2. Ecco...QUESTI sono gli estremismi di cui parlavo!!!!! "Cara" Anonima, a me personalmente farebbe orrore e ribrezzo diventare come te che sembri piuttosto arida di sentimenti e vuota dentro, ed è anche per quelle come te che io VOGLIO avere figli (anche se sono d'accordo con la maggior parte delle cose che Lena sostiene in questo blog!) Quel "non solo cambiano fisicamente", poi...cosa credi, che sarai una strafiga in eterno?? Hai 40 anni, fra 5 inizierai a cambiare fisicamente anche tu, e in peggio, e non potrai farci nulla. Ben vengano le madri (quelle sane), se lo standard delle non madri è questo...

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  15. Beh care, cosi' non ci sto piu', scusate. Finche' si tratta di dare opinioni e consigli, discutere tutti insieme di un argomento e cercare di migliorarsi, va benissimo. E' giusto e fa bene alla societa'. Quando invece si insulta (il post di 'Anonimo del 20 novembre alle 16.02 e' imbarazzante!) e si da la colpa a qualcun altro della mancanza del proprio coraggio (ultimo post di Lena) allora no...non ne vale piu' la pena! Saluto il blog anch'io..non e' piu' interessante per me!

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  16. E' vero che gli scambi di opinione sono sempre interessanti e istruttivi però penso che bisognerebbe mantenere il rispetto reciproco. Leggere alcuni dei commenti sopra mi ha un pochino offeso. Ho scoperto oggi questo blog e ho letto qualche post. Scegliere di diventare mamme è appunto una scelta. Però mi spiace che in questo blog le mamme siano presentate tutte come incapaci di ascoltare, annullate in funzione del figlio, incapaci di dire no, di insegnare l'autonomia ai propri bimbi...
    Mi piacerebbe riparlare con te tra un po' di anni quando forse, chissà, avrai cambiato idea e deciso di diventare mamma. Se tutte ti dicono che alcune cose non si possono comprendere fino a quando non si diventa mamma... forse è vero. Perchè quando ti mettono quell'esserino indifeso sulla pancia tu cambi. Diventi un animale femmina e l'istinto fortissimo ti porta a difendere il tuo cucciolo da tutti quelli che vogliono darti mille consigli o che ti vogliono convincere riguardo metodi educativi, svezzamento... Aggiungo che non credo che si parli troppo di bambini. O meglio: non più di quanto si parli di cucina, calcio, politica, viaggi, tecnologia. Semplicemente, davvero, sono cambiati i tempi. Una volta le mamme si confrontavano a voce, davanti a un the e una fetta di torta mentre i bimbi giocavano in cortile. Oggi esistono i blog ed è bello potersi confrontare in questo modo, scoprire cose utili... Comunque ogni mamma è diversa, io non ne conosco una uguale all'altra. C'è chi continua ad andare in palestra ed uscire con le amiche, chi decide di stare a casa e quindi smette di lavorare, chi davvero pensa solo al proprio bimbo... Insomma mi pare che qui si generalizzi un pochino troppo. Scusa se mi son permessa...

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    1. Mi dispiace che tu ti sia sentita offesa e che ti abbia ferito una mia mancanza di rispetto nei confronti delle mamme.

      Mi dici che generalizzo, ma è ovvio che sia così perchè parlo di una tendenza generale che vedo, provo a spiegarti. Io conosco le regole del calcio, capisco perfettamente quando è fuorigioco, so cos'è una rabona e guardo volentieri le partite sia in tv che allo stadio. Quando qualcuno dice che le donne non capiscono niente di calcio dico che è vero, anche se non è il mio caso nè quello delle altre donne con cui parlo allo stadio. Mediamente è vero, le donne non capiscono niente di calcio. Io stessa capisco meno degli uomini (la maggior parte degli uomini). In generale le donne non capiscono niente di calcio, in generale gli uomini odiano fare shopping, in generale le madri italiane sono proiettate solo sulla loro creatura e cercano di accontentarla in ogni modo possibile.
      Oggi, con internet, i dubbi e le domande delle madri sono più visibili, è vero, ma sono anche di più a prescindere dal mezzo di comunicazione.
      No, le nostre mamme non parlavano di noi davanti ad una fetta di torta e ad una tazza di tè. No, le nostre mamme non andavano nel panico più completo al primo raffreddore o al primo culetto arrossato. No, le nostre mamme non ci facevano i compiti. No, le nostre mamme non ci accompagnavano in cortile a giocare. In generale.

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    2. Ti ringrazio per la risposta ma non sono completamente d'accordo con te. Anche 30 o 40 anni fa c'erano diversi tipi di mamme, giusto? Come fai ad essere certa che nessuna parlava del proprio figlio davanti a una tazza di the o che non aiutava a fare i compiti? Accanto alle mamme c'erano le nonne e forse era a loro che si rivolgevano quando il bimbo aveva il raffreddore o il culetto arrossato. Una volta non c'era internet ma questo non vuol dire che non si parlava di bimbi. Mia mamma giocava con me, mi costruiva giochi con materiali di riciclo e mi aiutava a fare i compiti. Alle superiori le materie erano troppo difficili per lei e se avevo bisogno andavo dalla vicina di casa che aveva una figlia più grande di me. Le stesse vicine di casa erano quelle che ogni tanto ci davano un'occhiata dalla finestra quando giocavamo in cortile. Dei bimbi se ne prendevano cura tante persone. Oggi non posso mandare mio figlio in cortile da solo. A parte il fatto che dove viviamo è l'unico bimbo di 5 anni e quindi giocherebbe solo. Il palazzo di giorno è semivuoto perchè tutti sono al lavoro e nonostante la criminalità sembri altissima, (per via dei messaggi televisivi e dei quotidiami), è vero che è aumentata. Io vivo in una zona tranquilla ma purtroppo capita spesso, specie in estate perchè vivo al mare, che derubino le persone aggredendole, che aprano auto per rubare l'autoradio, che passi gente ubriaca.
      Non ti voglio convincere, ognuno ha la propria opinione. Però mi faceva piacere chiarire.

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  17. Bel post, complimenti. Penso che entrambi abbiamo ragione, le mamme e le childfree, nel senso che se è vero che alcune cose le ho capite solo dopo aver avuto mia figlia - la privazione del tempo e del sonno ad esempio - la cultura della genitorialità italiana confonde l'amore con l'ansia. E sta peggiorando, perché oggi i genitori accompagnano i figli alle prove di selezione all'università e pretendono di fare il compito con loro. Ma non c'entra nulla la maternità o la genitorialità in genere, è un fatto culturale tutto nostro - su cui mi sembra di sbattere con un muro di gomma anche da madre, anzi per certi versi, da madre è perfino peggio perché se sei senza figli ti può bastare il "te l'avevo detto". Se invece hai un figlio devi fare i conti con la paura del giudizio. Imparare a fregarsene degli sguardi e dei commenti, questa sarebbe la strada, ma se c'è una cosa che accomuna tutte le mamme, è che tutti si sentono in diritto di giudicarle pesantemente...

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  18. Ah, PS: non so se conosci il libro di Chiara Cecilia Santamaria, "Quello che le mamme non dicono", è una bellissima storia di una maternità non desiderata, del percorso di una ragazza per capire se davvero non vuole un figlio oppure non si riconosce nel corrente modello di madre, e infine della sua lotta per portarsi dietro ... sé stessa. Se non l'hai letto te lo consiglio, è molto bello.

    Mi verrebbe spontaneo chiederti perché hai tutta questa paura di cambiare, e perché cerchi intorno a te dei modelli di donna e madre che ti vadano bene. IL modello dovresti averlo avuto per prima cosa in casa, tua mamma, ma anche una zia, ma indovino che quel modello non ti andava bene e ne stai cercando altrove.

    Vedo che fai blogstorming quindi leggerai GC e saprai che io di paure sono una specialista :-) ho soprattutto molta paura del dolore, della separazione e della disapprovazione. Però di bello la maternità mi ha portato a confrontarmi direttamente con tutte queste cose. Con una bambina piccola da accudire, le mie crisi d'ansia non erano più accettabili, non riuscivo più a mantenere i vecchi equilibri con la mia famiglia d'origine e sul lavoro. E adesso mi dico, per fortuna. Perché ho pensato che non volevo che mia figlia crescesse con una madre così e ho avuto l'intelligenza di chiedere aiuto, decidendo di entrare in terapia.
    La qualità della mia vita è migliorata drasticamente perché ho imparato a dare ascolto a delle parti di me a cui avevo imparato ad essere sorda.
    Ovvio che l'essere genitore non implica per forza entrare in terapia, ma è per dire che è un'occasione per riscrivere tante cose, dai una possibilità a tuo figlio come la dai anche a te stessa. Io speravo di cambiare e non sarei mai cambiata se non fossi diventata mamma.
    Detto questo ci sono alcuni limiti che sto imparando ad accettare, uno di questi è la paura del dolore. Non sono più sconfortata all'idea di non riuscire ad affrontarlo, sono così e basta. Ecco l'accettazione di sè è il mio traguardo finale e penso che sia il punto di partenza perché mia figlia viva più serena di come sono stata io.

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