venerdì 5 ottobre 2012

La festa dei nonni

2 ottobre, festa dei nonni

I nonni sono i genitori dei genitori. I nonni sono le persone che hanno educato e accudito le mamme di oggi. I nonni sono quelli che, dopo una vita di fatiche e sacrifici, vivono per il bene dei nipoti. I nonni del Duemila non sono più come i nonni del secolo scorso. I nonni del Duemila sono più giovanili e in forze, non hanno i capelli bianchi né il bastone, sanno usare internet e la TV satellitare, ballano il tango argentino, sciano e vanno a visitare le capitali europee. I nonni del Duemila non sono più gli stessi, si sono adeguati ai metodi educativi dei loro figli e della società di oggi. I nonni del Duemila si possono dividere in diverse categorie:


I nonni di mestiere. 
Laura è una nonna di mestiere. Sua figlia, una primipara attempata, lavora otto ore al giorno e spesso si porta anche il lavoro a casa perché ha scadenze da rispettare, progetti da consegnare. Suo genero lavora otto ore al giorno, spesso fuori sede, quindi esce di casa al mattino presto e torna la sera tardi. Sua figlia e suo genero, prima di concepire, hanno chiesto a Laura se poteva curare il nipotino/la nipotina e lei, ovviamente, ha dato piena disponibilità. Da due anni e mezzo Laura tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, prende il treno delle sette meno dieci e va dalla figlia, che l'aspetta sulla porta, già pronta ad uscire.  Laura prepara la colazione al nipotino, lo sveglia, lo lava, lo veste, gli da da mangiare e lo accompagna all'asilo nido. Potrebbe portarcelo la madre, ma il poverino dovrebbe svegliarsi troppo presto e così a svegliarsi all'alba è la nonna. A questo punto Laura torna a casa della figlia, stira, fa la spesa, prepara qualcosa da mangiare e dopo pranzo va a riprendere il piccolo al nido. Venti minuti a piedi di buon passo (caldo infernale, sciatica, neve, lombosciatalgia ...) ed è a casa. Il bambino va intrattenuto e allora fiabe, giochi, canzoni, parchetto, costruzioni e pupazzi. Alle sette e mezza rientra la figlia, cambio della guardia e Laura è subito sul treno che la riporta a casa. E così tutti i giorni. No, non tutti i giorni perché spesso il bambino si ammala e quindi deve stare tutto il tempo in casa con lui. La sera cena da sola, nel suo appartamento, e poi crolla davanti alla televisione, esausta dopo dodici ore di lavoro. Il fine settimana Laura è a casa da sola, mentre la famiglia si gode un po' di tempo di qualità insieme.. Alle  incombenze domestiche ci ha pensato Laura e loro possono stare col bambino, andare a spasso e divertirsi. In estate, con l'asilo chiuso, i turni di nonna Laura sono massacranti: nove, dieci ore al giorno col bambino che vuole fare cose, vuole stare in braccio, vuole giocare, vuole essere intrattenuto, ma sono in città e non c'è molto da fare tra caldo e smog. Finalmente i genitori hanno le ferie e se ne vanno al mare col piccolo, mentre nonna Laura si mette in pari con tutti i lavoretti di casa (sua) che ha lasciato indietro negli ultimi mesi. Laura, come una dipendente, sta col bambino negli orari di lavoro, ma si perde tutto il bello: si perde il primo bagnetto al mare, il pic-nic in montagna, la prima gita in barca, i regali la mattina di Natale, il primo cartone animato al cinema, le giostre e lo slittino. Laura vive per suo nipote, ma non può 'goderselo' nei momenti di relax, che sono appannaggio dei genitori. Mi dispiace per nonna Laura. Mi dispiace per i nonni di mestiere.

I nonni genitori al quadrato
Lucia e Stefano vivono al piano terra di una bella villetta bifamiliare. Il figlio, la moglie e i due nipoti vivono al piano di sopra. Lucia si sveglia tutte le mattine all'alba e inizia la giornata stirando montagne di vestiti (i vestiti di quattro adulti e due bambini). Quando sente rumori al piano di sopra raggiunge la nuora e preparano la colazione per il figlio e i nipoti. Dopo aver servito le colazioni, Lucia lava e veste i bambini, li porta a scuola, va a fare la spesa, prepara il pranzo per il marito, la nuora e il figlio, pulisce la casa, rammenda tute da ginnastica e calzini, va a prendere i bambini a scuola, gli da la merenda e poi inizia a preparare montagne di cibo (cibo per la cena di quattro adulti e due bambini). Il fine settimana è dedicato ai bambini, per le vacanze al mare prenotano una bella villetta bifamiliare sulla costa adriatica, a Natale tutti insieme,  alle recite della scuola tutti insieme, a Messa tutti insieme. Lucia pensa al suo appartamento e a quello del figlio, Stefano pensa al giardino, ai tagliandi delle macchine (la sua, quella del figlio e quella della nuora), alla raccolta differenziata dei due appartamenti, alla manutenzione della casa. Lucia e Stefano sono prima di tutto dei genitori che aiutano il figlio, che a sua volta ha dei figli e che si lascia aiutare. Lucia e Stefano pensano a tutti e nessuno pensa a loro. Mi dispiace per i nonni genitori al quadrato.

I nonni vecchia scuola
Anna e Ambrogio sono in pensione. Lei era un'infermiera, lui operaio meccanico. Hanno cresciuto tre figli e adesso pensano all'orto e si sono offerti volontari per gestire il bar dell'oratorio. Hanno tre nipoti, ma non li vedono quasi mai. Il più grande ha dieci anni e, a detta della madre, si annoia a stare con i nonni. Dai nonni non c'è la Playstation, non c'è internet e nemmeno Sky. Dai nonni ha solo un pallone, lo skateboard e qualche libro, quindi si annoia. I nonni non hanno imparato a giocare con le carte dei Gormiti e non stanno a guardarlo quando gioca con la DS. Non solo non lo guardano mentre gioca alla DS, ma si permettono pure di dirgli che è una monata e che lo deve spegnere. I nonni non lo sanno aiutare con i compiti perché non parlano l'inglese, fanno le divisioni in maniera diversa e gli dicono che ha una brutta grafia.
I più piccoli hanno tre e quattro anni e, a detta delle madri, i nonni non seguono le loro linee educative e disorientano i bambini. Dai nonni i giochi devono restare in cameretta o in taverna e non si possono portare in sala. La camera dei nonni è off-limits, perché non vogliono che i bambini saltino sul letto o rompano qualcosa. I nonni, per non far avvicinare i bambini alla legnaia dove a volte ci sono scorpioni o vipere, dicono ai bambini che lì dentro c'è l'uomo nero e i bambini poi hanno paura. I nonni dicono ai bambini che per ogni cucchiaio di minestra avanzata la mamma piangerà dieci lacrime. I nonni guardano il telegiornale dopo pranzo e dopo cena e per mezz'ora i bambini non possono fare rumore. I nonni obbligano i bambini a fare il riposino, anche se loro dicono di non avere sonno.
Alcuni comportamenti di Anna e Ambrogio non sono proprio da manuale, per carità, ma hanno cresciuto tre figli sani e felici, tre figli che a loro volta hanno messo al mondo dei bambini. Non sarà un uomo nero o un riposino forzato a traumatizzare i pargoli. I nonni come Anna e Ambrogio vedono poco i nipoti perché sono considerati troppo severi. Mi dispiace per i nonni vecchia scuola. 

I nonni inaffidabili
Marta e Francesco sono separati. Non stanno più insieme da tredici anni, ormai. Hanno due figlie grandi e un bellissimo nipotino. Marta non vede quasi mai suo nipote perché, a detta della madre, è poco affidabile. Quando Marta cucina lascia che il bambino la aiuti a sbucciare le patate o a tritare la cipolla con la mezzaluna. Quando va in giardino lascia che il nipote si arrampichi sull'albero per raccogliere le albicocche. Quando lo accompagna al corso di nuoto lo aspetta fuori e lascia che si faccia la doccia, si asciughi e si rivesta da solo. Quando va a prenderlo a scuola non controlla che abbia preso tutti i libri e il diario e spesso non nota che non indossa i guanti e il cappello, che invece aveva la mattina. 
Francesco non vede quasi mai suo nipote perché  a detta della madre, è poco affidabile. Quando Francesco ha portato il nipote in vacanza in montagna l'ha lasciato nel giardino dell'albergo sulle altalene ed è andato in camera a farsi la doccia. Quando Francesco è andato al centro commerciale col nipote gli ha dato il permesso di restare al bar a guardare le Olimpiadi mentre lui faceva la spesa. Quando Francesco ha avuto il nipote e degli amici del nipote a casa li ha lasciati a giocare a calcio in cortile e due bambini (tra cui suo nipote) si sono sbucciati le ginocchia, mentre altri due hanno litigato per un calcio d'angolo e per la scelta dei capitani. Marta e Francesco hanno cresciuto due figlie e hanno fatto in modo che sapessero come maneggiare un coltello, asciugarsi i capelli e giocare da sole con i coetanei. Le figlie sono grandi, hanno un lavoro ed una famiglia ma loro, Marta e Francesco, sono considerati inaffidabili. Mi dispiace per i nonni inaffidabili.

Il 2 ottobre era la festa dei Nonni.
Tutti i nonni fanno tutto quello che fanno con amore, un amore doppio di genitori e di nonni, ma a me dispiace comunque per loro.
Auguri ai nonni di mestiere, ai nonni onnipresenti, ai nonni vecchia scuola, ai nonni inaffidabili e a tutti i nonni.

38 commenti:

  1. Mi dispiace per i nonni che invece di riposarsi devono fare la baby sitter perchè il nostro stato non sostiene le famiglie se non a parole. E mi dispiace per i bambini, per il clima terroristico: quando io ero bimba a scuola si andava a piedi, e se qualcuno si sbucciava un ginocchio si metteva un cerotto e pazienza. Ricomincia a giocare.
    Adesso ci sono questi immondi pericoli dappertutto e se un bambino viene leccato da un cane i genitori lo portano al pronto soccorso per fargli fare un trapianto di cuore. E lo dico da child free convinta, che forse sono così childfree perchè la società e i genitori sono così ansiogeni, e io non sopravviverei. auguri ai nonni, o a quelli come i miei genitori che nonni vorrebbero esserlo ma non lo diventeranno mai.
    Maria Bonaria Dentoni

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    1. Ciao Maria, benvenuta nel blog e nel club. Dedico questo post ai miei genitori e ai miei suoceri. I primi non saranno nonni, perché io sono figlia unica, mentre i secondi sono nonni, sono tra i nonni di cui parlo.
      Condivido ogni tua parola e soprattutto condivido le motivazioni della tua scelta childfree, che sono esattamente le mie.
      Spero di ritrovarti presto in queste pagine
      Grazie
      Lena

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  2. Uhm. Leggendo di tutti questi nonni che si sostituiscono ai genitori, mi è venuto da pensare 'che cavolo fai un figlio, se poi non lo puoi crescere tu'. Lo so, il lavoro, la vita piena di cose da fare.... Però ci sono le vie di mezzo... Tipo partire dal concetto che i nonni sono l'aiuto per le urgenze, ma nn dovrebbero sostituirsi alle incombenze dei genitori. La nonna che sale e aiuta la nuora a preparare colazione, scusate, io non la reggo.

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    1. E' quello che mi chiedo anche io. I miei genitori lavoravano e io, fino alle sei, stavo da mia nonna però mia mamma non si sognava nemmeno di farla venire a casa nostra, farla stirare, cucinare e pulire. Un po' di dignità?

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  3. Mi è partito l'invio prima di finire. Di base c'è sicuramente una società che non aiuta le mamme, ma conosco un sacco di mamme che hanno tutto il tempo di fare le cose per e con i loro bimbi, ma per comodità si fanno aiutare dai nonni. Il che ci riporta al discorso dei bamboccioni, e alla responsabilità dei nonni, che non hanno saputo crescere i loro figli (i genitori dei bimbi di adesso) e fare in modo che, una volta cresciuti, potessero almeno provare a farsi una famiglia per conto loro. Sarà che io debbo per necessità contare solo su me stessa e mio marito, ma le storie dei nonni che fanno tutto per i nipoti oltrepassando e scavalcando la figura dei genitori, mi fa andare il sangue alla testa! :)

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    1. E io ho commentato prima che tu finissi...
      Spesso nel mio blog chiedo 'perchè?' Perchè le madri di oggi sono come sono, perchè siamo una società che ha paura dei bambini (paura che si facciano male, che rimangano traumatizzati dalla scuola materna, che non mangino abbastanza, che non rispettino le tabelle di crescita dei pediatri...), perchè siamo una società bambinocentrica (insisto sui compleanni, per me sintomatici: feste degne della Regina per un bambino che compie 4 anni, feste di compleanno ogni santissimo week end perchè tutti i compagni di classe invitano tutti, tutti i compagni di calcio invitano tutti ecc).
      Volendo semplificare un ragionamento più lungo e articolato penso proprio che il motivo sia questo: siamo una generazione di figli. I nostri genitori non vogliono invecchiare e continuare a fare i genitori li fa sentire giovani; noi non vogliamo fare fatica (non siamo abituati) e ad essere figli si fa meno fatica. Siccome siamo ancora figli ci riesce molto difficile essere dei buoni genitori. Per dei figli è difficile gestire una cosa grossa come un bambino e quindi nascono queste ansie, queste paure, l'iperprotettività nei confronti dei bambini e lo sfruttamento dei nonni.

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    2. Lena la penso esattamente come te.. fare i figli è meno faticoso. Io non ho ancora bimbi e forse questo mi fa vedere i miei coetanei-genitori con obiettività. ma se apro bocca mi sento dire "poi ne riparleremo quando ne avrai"... va bhè...

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    3. Lallabel, un commento su tre nel mio blog dice 'fai un figlio poi ne riparliamo'. E' proprio per questo che io ne parlo prima. Prima vedo con oggettività quello che succede alle coppie con figli. Prima non sono rincoglionita (anche se una mamma mi ha giurato sul queste pagine di essere felicissima del suo rincoglionimento). Quando una persona ha problemi di coppia chiede il parere di un'amica esterna, perchè chi non è coinvolto sentimentalmente vede le cose con più chiarezza, non capisco perchè non possa essere così anche per l'educazione dei figli....

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  4. Sono d'accordo con entrambe (che infatti siete d'accordo).. solo una cosa mi ha stonato nel post di Francesca, ma forse non era del tutto intenzionale.. Francesca scrive: "di base c'è sicuramente una società che non aiuta le mamme, ma conosco un sacco di mamme che hanno tutto il tempo di fare le cose per e con i loro bimbi, ma per comodità si fanno aiutare dai nonni." Perché solo le mamme? La società, come giustamente sottolinei, non aiuta.. ma non aiuta i genitori!!! Invece diciamo che non aiuta le mamme perché diamo per scontato (anche "senza pensarci") che debbano essere le mamme a farlo...
    Temo che finché in questo paese non capiremo che i figli si fanno in due (e supportati dalla società) non andremo mai da nessuna parte.. a scapito sia dell'educazione dei figli che delle pari opportunità fra i sessi.. :(

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    1. Forse Francesca si riferiva a coppie con figli dove lei è casalinga e lui lavora, cosa che capita spesso. Per il resto sono perfettamente d'accordo con te. In Italia si pensa ancora che se un uomo cucina o stira è un eroe, se lo fa la donna è il minimo che possa, anzi debba, fare.
      Io spesso do la colpa alla società, ma so che la società siamo noi, sono io.
      Se in Italia non ci sono, ad esempio, i campus universitari in stile americano è anche perchè i diciottenni in Italia non sono pronti ad uscire di casa e perchè le madri li vogliono vicino e li considerano ancora piccoli. D'altra parte se ci fossero i campus universitari ci sarebbero più diciottenni pronti ad uscire di casa e madri disposte a lasciarli. E' un gatto che si morde la coda, lo so, ma la società non è qualcosa di imposto dall'alto, la società siamo io e te. Se l'Italia è così come la conosciamo è perchè noi l'abbiamo creata così. I politici degli ultimi sessant'anni sono stati votati da noi e sono italiani come noi.
      Non siamo tutti uguali a questo mondo. Ogni popolo (e spesso i popoli non coincidono con le nazioni) ha la sua mentalità, la sua storia culturale, i suoi pregi e i suoi difetti.

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    2. sì, sono d'accordo.. però la società è un qualcosa di dinamico che può cambiare (si spera in meglio). Quando scrivo che "finché in questo paese non capiremo che i figli si fanno in due (e supportati dalla società) non andremo mai da nessuna parte.. a scapito sia dell'educazione dei figli che delle pari opportunità fra i sessi.. :(" lo faccio sperando che il popolo italiano (anzi, la maggioranza del popolo italiano, perché poi è quella che conta in una società che si fonda sulla democrazia) lo capisca, e in fretta..!!!
      Ho premesso che la frase di Francesca poteva non essere "intenzionale" perché magari come dici tu era riferita solo alle casalinghe, oppure era un riflesso del fatto che qui nel blog si parla principalmente di mamme, quindi poteva venire naturale scrivere solo delle mamme... però... credo che se ci fermassimo a riflettere ci accorgeremmo che anche "inconsciamente" diamo per scontato questa divisione dei ruoli... il che è sintomatico.

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    3. ciao a tutti!
      cz scrive:
      "Temo che finché in questo paese non capiremo che i figli si fanno in due"
      .........

      Condivido in pieno.
      In Italia ,spesso, i figli sono considerati "una cosa della donna", ed è storia comune vedere in giro la neo-mamma con la nonna a seguito che trasportano il passeggino...
      Mi fanno una tristezza.
      Credo che il figlio sia di moglie e marito.
      Nei film americani (per esempio) i nonni (entrambi!!) si vedono solo il giorno del ringraziamento e quando c'è un compleanno,magari.
      STOP!

      In italia:
      A)i figli sono della donna
      B)la donna è una semi-massaia che si occupa della casa; il maschio........al limite "aiuta" (c'è chi,tra i miei amici e parenti, si sorprende nel vedere che il mio lui lava i piatti e pulisce, si alza da tavola senza aspettare che io mi alzi per prendere qualcosa......come se stesse facendo chissà che!)

      C)donna+nonna onnipresente. Si dice bamboccione pensando al quarantenne che vive ancora a casa con la mamma che fa tutto........ma io metterei nel calderone con l'etichetta "bamboccione" anche coppie sposate (o non) con figli che si fanno stirare, lavare,pulire casa............crescere i figli.........dai nonni.

      Ci sono le eccezioni, ma "di solito" questo accade in Italia.

      Per non parlare,poi,del fatto che se sei donna (donna,non il maschio) e non vuoi figli........sei un alieno.

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  5. alcune storie sono raccapriccianti specialmente la prima che parla della nonna che prende il treno.
    dispiace anche a me per loro, ma posso dire anche che spesso sono per primi i nonni a farsi "fregare così". Lo so, lo fanno per amore dei proprio figli o nipoti, però a tutto c'è un limite! e te lo dice una che vede cose oscene, di gente che cambia casa appositamente per stare vicino alla suocera per non essere più costretta a dover accompagnare il proprio figlio... scende direttamente il nonno a prenderlo... o la nonna a stare in casa da lui. Noi ne abbiamo scritti tanti di post sui nonni... se fai una ricerca sul blog ne trovo a iosa... :)

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  6. Inutile che io ti ripeta quanto scrivi bene, ti dico solo questo: leggendo la storia di Laura ho sentito fisicamente la stanchezza.
    Non è giusto.
    I nonni sopperiscono alla mancanza di aiuti da parte dello Stato?
    Ma nessuno protesta, le istituzioni si convincono che vada bene così, che tanto ci sono i nonni quindi non c'è bisogni di investire in asili e company.
    Che poi il fatto che tanto ai genitori bambocci vada bene così, è un altro deterrente.
    Come gli sposini che cercano casa vicino ai genitori così poi hanno l'aiuto per la prole.
    Si danno per scontate tante cose, si dimentica che i nonni sono anziani, magari hanno voglia di altro o peggio, in futuro potrebbero essere loro ad aver bisogno.

    Lumen

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    1. Bhè io leggo questo tuo post, bellissimo... scritto in modo emozionante e che fa riflettere... e mi sento male perchè mi vergogno di far parte di questa generazione di genitori cretini, scusa la parola.
      Purtroppo non ho figli e non posso smentire.. anche perchè sono davvero così (poche rare eccezioni).

      Mi dispiace per tutti questi nonni... e auguri anche da parte mia!

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    2. Cara Lena stare accanto ai figli e ai nipoti e' una sfida meravigliosa da vivere ogni giorno sia che si lavori tante o poche ore sia con uno o tre figli
      Tu hai una visione parziale e personalissima che distorce la realtà soprattutto generalizzando ... Non tutti i nonni la vivono cosi' questa e' a tua visione anche un pochino caricata .....
      Quando si inizia l'avventura di aver figli o nipoti o meglio si decide di crescere allora se ne riparla
      In bocca al lupo ... Una mamma di tanti bimbi e anche nonna

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    3. @Lumen: è un gatto che si morde la coda. Le istituzioni carenti sono un dato di fatto, ma nessuno protesta veramente, tanto ci sono i nonni...e siccome nessuno protesta veramente le istituzioni continuano ad essere carenti. Non se ne esce.

      @Lallabel: grazie per i complimenti, fanno sempre tanto piacere! Purtroppo anch'io faccio parte dei cretini, purtroppo. Perchè proprio io dovrei riuscire ad essere meglio degli altri? E' proprio quetso che mi terrorizza...

      @Una mamma e anche nonna: Benvenuta nel blog! Innanzi tutto ci tengo a sottolineare che so benissimo che i nonni fanno tutto questo con amore e gioia e l'ho scritto nelle ultime righe: "Tutti i nonni fanno tutto quello che fanno con amore, un amore doppio di genitori e di nonni, ma a me dispiace comunque per loro." Nonna Laura esiste (come esistono tutti gli altri) e la vedo tutte le sere, stanca e stremata. E' lei che mi ha confessato di aver pianto quando ha visto le foto del primo bagno al mare del nipote, di aver pianto perchè lei non c'era. C'era per la prima otite, per il primo virus intestinale, c'è sempre per la fatica di tutti i giorni e ne è felicissima, ma le dispiace non potersi goder eil nipote da nonna.
      Una domanda: siamo proprio sicuri che fare un figlio per lasciarlo dodici ore al giorno con Nonna Laura sia crescere? Non sono forse molto più matura io che, non volendo e non potendo gravare sui nonni decido di non fare figli?

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    4. Tu puoi decidere quello che vuoi basta che poi attempatissima ne desideri urgentemente uno fregandotene degli anni che hai !! Tu hai solo una grande pura e la tua visione e' parziale .... Non esiste mica solo nonna Laura! E non esiste solo la tua visione che ribadisco e' un po' eccessiva direi non equilibrata .... Nonna Laura anche se sta tantissimo con il nipote non ha nessun diritto di piangere se nn vede il primo bagno al mare! Mica e' suo figlio e' suo nipote ... E poi se nn ce la fa nessuno gli toglie a libertà di tirarsi indietro ..., ci sono mille modi per farlo ... Digli di inventarsi un'artrosi acuta ;-))))) ma non lo farà mai lo so perché. Lei nn va di tirarsi indietro nonna o seconda mamma??? Questo e' il dilemma ciao da una mamma e anche nonna

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  7. (Sono AnnA)
    Dei nonni appisolati in sala d'aspetto, delle nonne stanche e "critiche" al mercato e affini ho già raccontato altrove.
    Per mia fortuna ho avuto tutti e 4 i nonni (e fino all'adolescenza anche 2 bisnonne), fino all'età di 18 anni. Una nonna l'ho ancora adesso che di anni ne ho 37. Ho ricordi belli e speciali con ognuno di loro. Mia nonna Ina mi ha insegnato a giocare a briscola e a fare gli gnocchi, mio nonno Carlo ad amare l'opera lirica e la letteratura. Potrei continuare.
    Da bambina passavo del tempo con loro.
    Quando ero piccola qualche volta il nonno mi portava in friggitoria (non esistono più) a prendere le patatine e, più grande, il martedì ero a pranzo dai nonni materni e qualche volta ero a cena da quelli paterni. Erano momenti belli.
    Erano momenti.
    Gli unici periodo continuativi (parliamo di pochi giorni) con i nonni ci sono stati in occasione di ricoveri ospedalieri dei miei genitori. Quindi in situazioni di emergenza.
    E' stata una scelta dei miei genitori, che hanno sempre preferito mete a "misura di bambino" piuttosto che andare in vacanza e lasciarci ai nonni.
    SOno stati spesso criticati per questo.
    Abbiamo avuto molti casi in famiglia simili a quelli descritti da Lena e io stessa ho amiche che scelgono casa accanto a madre e/o suocera (e magari lontano dal lavoro) per avere "una mano" con la figliolanza e la gestione della casa.
    Io penso che se qualcuno partecipa attivamente ad un progetto (che può essere la gestione di una casa o l'educazione di un bambino) abbia poi il diritto di dire la sua sul progetto stesso. Nel senso che se il bambino me lo spupazzo io 10 ore al giorno, in buona parte sono io a decidere come educarlo.
    E un genitore di 60-70 anni per quanto giovanile e dinamico non ha le energie di un 20-30enne. E dovrebbe vedere i nipoti un pomeriggio di tanto in tanto per poterli "viziare".
    Invece vediamo bambini che vivono quasi esclusivamente con i nonni.
    Se la biologia ci programma per avere figli a 20-30 anni è perché a quell'età abbiamo le risorse per crescerli al meglio.
    Questi pargoli educati da nonni stanchi e da genitori che si sentono in colpa di lasciarli con i nonni sono quelli che vediamo ogni giorno e che riempiono le pagine di questo blog e i timori delle persone di buon senso. Certo viviamo in un paese dove il wellfare è affare di famiglia, tanto nella gestione dei bambini quanto in quella degli anziani.
    La riflessione si impone.
    Personalmente non ho mai desiderato figli e non ne ho messi al mondo; però ho molti dubbi sulle genitorialità gestite dai nonni.

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    1. Cara AnnA, le tue sono sante parole (come sempre).

      Anch'io ho dei bellissimi ricordi del tempo passato con i miei nonni. La differenza tra i nostri tempi e oggi è il rapporto: oggi sono i nonni ad essere qui per i nipoti, una volta erano i nipoti ad essere lì per i nonni.
      I miei genitori mi dicevano 'oggi andiamo a trovare i nonni, che sono contenti di vederti', mentre adesso le madri dicono 'oggi venite a prendere vostro nipote che vuole andare alla sala giochi e io non posso portarlo'.
      Quando io stavo da mia nonna lei passava il tempo a lavorare a maglia e io giocavo. I miei nonni mi hanno visto crescere, spettatori di un'età per loro lontana. Erano felicissimi di avere un biglietto in prima fila e di guardare la vita dei loro nipoti. Oggi i nonni crescono i nipoti, fanno in modo che si divertano sempre e comunque e sono alle loro dipendenze, un po' buffoni di corte un po' autisti privati.
      Mi dispiace per loro.

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  8. Scrivi bene, blog simpatico, sfondo cartadapacchi delizioso. Ma queste storie dei nonni mi han messo ansia. Molta ansia, ma mi sembrano un po' irreali. Se non altro perché quelle in cui descrivi le figure di nonni "più generosi" fanno quasi pensare che quando ci si occupa di bambini si tolga qualcosa a se stessi. Tutt'altro.
    Ho in mente il tuo commento sul Corriere (I grandi siamo noi...) beh hai ragione di gente che si infila in quel ginepraio di errori educativi ce n'è un sacco. Però se tutta questa paura di sbagliare finisce per impedirci di metterci in gioco, forse è meglio rischiare di sbagliare. Altrimenti se tutti avessero ragionato così il mondo si sarebbe estinto da un pezzo.
    Auguri per il blog.

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    1. Benvenit@ e grazie per i complimenti.
      Mi dispiace averti messo ansia e mi dispiace dovertene mettere ancora di più: queste storie sui nonni sono reali, purtroppo.
      Ho raccolto le confidenze di Nonna Laura e di Lucia e Stefano.
      Loro sono felicissimi di stare con i nipoti, i nipoti sono la loro gioia, la loro vita quindi, probabilmente, io dovrei farmi gli affari miei e tacere. Ma quando li vedo stremati sul divano, mal di gambe e mal di schiena per aver rincorso i nipoti in giardino e al parco, a me dispiace e non riesco a tacere. Quando avevano trent'anni e figli piccoli, nonostante le energie regalate dall'età, non rincorrevano i figli, perchè trentacinque anni fa i bambini potevano giocare in giardino senza guardiano, senza 'no che cadi' e 'attento che ti fai male'. Adesso sono anziani e devono lavorare il triplo.
      Mi dispiace anche per Anna e Ambrogio e per marta e Francesco. Loro si rifiutano di rincorrere i nipoti in giardino perchè non c'è nessun pericolo e un graffio sul ginocchio non uccide nessuno. Loro si rifiutano di trattare i bambini come esseri delicati e idoli da venerare e i loro figli non gli danno quasi mai il permesso di vedere i nipoti. E a me dispiace.
      Sul fatto di mettersi in gioco hai ragione, se tutti la pensassero come me la razza umana si estinguerebbe. Le donne dei villaggi africani o delle tribù amazzoniche, però, non si pongono nemmeno il dubbio se mettersi in gioco o no: i figli si fanno e basta. La stessa cosa vale per il 90% dell'umanità. Quello che mi chiedo è questo: sarebbe poi così terribile se, per colpa mia e delle persone che la pensano come me, diminuisse la densità di popolazione nei Paesi industrializzati, pediatrizzati, bamboccionizzati e bambinocentrizzati?

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  9. Hai scordato la categoria che lavora anche la domenica, ce ne sono tantissimi. Io li vedo al parco e alcuni accrescono le psicopatologie dei figli:
    - non correre che sudi
    - non saltare
    - guarda che ti devo sempre vedere, mentre il nipote gioca a nascondino)

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    1. Ahahah, hai ragione Giovanna! Rido perchè mi hai ricordato un mio vecchio post dedicato proprio al parco. Sei nuova sul blog? Ti lascio il link:
      http://www.dibuonalena.blogspot.it/2012/03/al-parco.html

      tornando ai nonni che lavorano anche la domenica, la domanda ch emi faccio è una sola: perchè avete messo al mondo un figlio se non avete mai tempo di stare con lui? Capisco che di questi tempi due stipendi siano necessari e capisco che dal lunedì al venerdì i genitori lavorino, ma nel fine settimana? Tu dici di vedere tantissimi nonni la domenica, e ti credo, ma loro, i genitori, dove sono? Al lavoro dubito...

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    2. Ciao Lena,
      si sono nuova del blog che trovo molto divertente e condivido questa tua analisi etologica dell'essere umano femmina diventata mamma.

      Non penso che i genitori siano al lavoro, penso che siano a godersi il loro (secondo loro eh) tempo libero. Anche io mi chiedo perchè si debbano far crescere tanti piccoli Remì (protagonista di Senza famiglia ;) ). Probabilmente è l'egoismo enorme che contraddistingue la nostra epoca.

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    3. Dimenticavo i vari "copriti che prendi freddo"!!!!!!!!
      Viviamo in un epoca in cui sentire un po' di aria fresca tra i capelli è visto come una tragedia e quindi i bambini con 18-20 gradi sono rigorosamente coperti con sciarpa e cappellino e vari strati di vestiti, un delirio!

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    4. Lo scorso inverno sono stata in Svezia. Diciotto gradi (ma sotto lo zero) e i giardini delle scuole materne ed elementari affollati da bambini che giocano (e sudano). Non mi pare ci sia stata una moria di bambini che hanno sudato e preso freddo...ma come mi ha detto una mamma una volta 'tu li vedi là!'

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  10. Ciao Lena,
    io i nonni li farei santi, subito.
    Mio figlio lo terranno i miei genitori, ca. 9/10 ore al giorno. Mi ero illusa di mandarlo al nido, salvo poi scoprire che nella mia zona non esistono nidi comunali. Retta media: 700 euro al mese + pasti.
    Viviamo in 55 mq e devo pagare un mutuo di 20 anni, devo lavorare.
    I miei sono felicissimi di accudire i nipoti (tengono già i figli di mia sorella) ma mai e POI MAI mi sognerei di far pulire casa mia a mia madre, o di farmi aiutare a preparare la colazione! (ma poi, cosa mangiano 'sti bambini a colazione? cosa ci vuole a scaldare una tazza di latte nel microonde????)
    Tra l'altro, da un rapido inquadramento, i miei rientrano nella categoria Inaffidabili: i nipoti son sempre fuori in giardino, anche con -10°C, giocano da soli nell'orto di mio padre con vanga e rastrello, scavano con le mani, si fanno leccare dal cane, girano scalzi (anche adesso), e potrei continuare all'infinito. Detta in una parola: vivono!
    W i nonni!

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    1. Ciao Aglaja e benvenuta nel blog.
      Anch'io dico W I NONNI, quando sono trattati con rispetto dai loro figli, come è il tuo caso. Sarebbe assurdo spendere certe cifre per mandare i bambini al nido se c'è chi li può curare e lo fa più che volentieri, ma non sopporto chi ne approfitta o da la cosa per scontata.
      PS se i tuoi rientrano nella categoria dei nonni inaffidabili e tu gli lasci tuo figlio siete una famiglia felice e hai un bambino fortunato!

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  11. Io non ho nonni su cui contare, vivono tutti come minimo a 200km.
    E se fossero vicini di casa non penso che permetterei loro di fare i genitori dei miei figli (o i mariti e le mogli - visto che parli anche di "accudimento" diverso rispetto a quello dei nipoti, tipo il tagliando dell'auto).
    Mi chiedo come mai questi nonni abbiano dei figli così, forse qualche errore educativo l'avranno fatto anche loro. Perché questa generazione di mamme e papà che tu tanto stigmatizzi, qualcuno le avrà pure cresciute, no?
    Forse l'illusione di riuscire a non fare fatica è talmente radicata che si è disposti a buttare la propria fatica sulle spalle altrui. O, in alternativa, elminiare alla radice la ragione della fatica.
    Mi chiedo una cosa sola: quale soddisfazione se ne trae?????

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    1. Non mi piace fare della psicologia da supermercato ma, per sintetizzare un pensiero più complesso, direi che sì, si può dare parte della colpa alla generazione dei nostri genitori. Loro hanno fatto il '68, lottato per la libertà, i diritti e una famiglia più aperta (tutte cose sacrosante, ci mancherebbe). Hanno avuto una vita piena e non vogliono lasciarla, il che si traduce con il rifiuto di invecchiare. Abbiamo politici, manager, direttori e medici di ottant'anni che ancora lavorano (e lavorano bene) perchè il lavoro li fa sentire giovani. Abbiamo genitori che ci trattano ancora come figli perchè se noi siamo piccoli loro possono considerarsi giovani e utili. Noi continuiamo ad essere figli e non siamo quindi in grado di essere genitori. Tu, che vivi a 200km (minimo) da tutti hai sei figli, chi ha i genitori al piano di sotto ne fa uno e lascia tutte le incombenze ai nonni... forse sì, la nostra -fatte salve le dovute eccezioni- è una generazione di figli.
      Io me ne sono andata di casa giovanissima, vivo lontano dalla mia famiglia e faccio tante fatiche. Non ho la fatica di essere madre, è vero, ma non è per paura della fatica che non ho figli, te lo assicuro.

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  12. Ciao, ho dato solo un'occhiata veloce al tuo blog perché sono in ufficio, stasera lo leggerò con calma... Sono arrivata qui dal blog "La 27esima ora" che leggo e commento spesso. Devo dire che, per ora, concordo abbastanza con le tue posizioni... Il problema sono veramente certe madri (e padri, aggiungo)!! Se tu sapessi che razza di madre ho avuto io... (puoi leggerlo sul mio blog, se ti va, ti fai anche due risate). Devo però aggiungere una cosa: mi infastidisce un po' il fatto che tu dica "per ora ho deciso di non avere figli". L'ho trovato un po' irrispettoso verso quelle persone che i figli li desiderano con tutto il cuore ma NON possono decidere quando averli, e neppure SE averli. Ma forse dico questo solo perché anch'io faccio parte della categoria. Io ho 26 anni, sono sposata, ho una vita piena ma ciò che più desidero, da sempre, è un figlio (e no, non ho intenzione di diventare come le mamme che descrivi tu, te l'assicuro!!). Lo cerco da quasi tre anni e sto per iniziare il secondo tentativo di fecondazione assistita (il primo fallito - aborto), dato che io e mio marito abbiamo scoperto di non poter avere figli. Comunque... Scusa il papiro. Il tuo blog mi interessa e tornerò a trovarti. Un saluto

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    1. Cara Eva,
      benvenuta nel blog e grazie per il tuo commento.
      Mi rendo conto che la mia scelta di non avere figli (non ancora definitiva, ma per ora così è) e il mondo childfree possano infastidirti, è più che comprensibile. Chi ha il pane non ha i denti si dice e, in effetti, anche a me darebbe fastidio se fossi al posto tuo. Bisogna però sempre ricordarsi che tutto è relativo nella vita. Hai mai fatto una dieta per perdere qualche chilo di troppo? L'hai fatta nonostante milioni di persone muoiano di fame ogni giorno? Più o meno è la stessa cosa...
      Ti faccio un grandissimo in bocca al lupo per il prossimo tentativo di fecondazione assistita (ho bisogno di avere un'altra mamma diversa dalla massa nel mio blog) e vado a leggermi il tuo blog!

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  13. Ho letto pure prese di posizioni contro i nonni, sulle loro invadenze, sul modello educativo che propongono ecc. I nonni, come bene esprimi, sono prima di tutto i ns genitori, li conosciamo bene e loro conoscono bene noi, sappiamo quello che possono dare, e il modo con cui cercano di darlo. E loro sanno spesso quello che serve a noi, e ai nostri piccoli. A volte è solo un problema di dosi adeguate... comunque per me i nonni sono davveri preziosi, non solo per l'aiuto oggettivo che ci danno, ma per che cosa rappresentano per me e i mei figli.
    http://ilmiosuperpapa.blogspot.it/2012/09/festa-dei-nonni-grazie.html
    ciao

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    1. Che bello leggere un ringraziamento per i nonni, una dichiarazione d'affetto e di riconoscenza! Complimenti davvero

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  14. Lena ciao, condivido in pieno questo:

    "Sul fatto di mettersi in gioco hai ragione, se tutti la pensassero come me la razza umana si estinguerebbe. Le donne dei villaggi africani o delle tribù amazzoniche, però, non si pongono nemmeno il dubbio se mettersi in gioco o no: i figli si fanno e basta. La stessa cosa vale per il 90% dell'umanità. Quello che mi chiedo è questo: sarebbe poi così terribile se, per colpa mia e delle persone che la pensano come me, diminuisse la densità di popolazione nei Paesi industrializzati, pediatrizzati, bamboccionizzati e bambinocentrizzati?"


    Anonimo ha detto che "se tutti ragionasserpo così, la razza umana sarebbe già estinta": personalmente, sento questa frase di continuo, e non ne posso più.
    A) innanzi tutto, magari qualcuno ragionasse così! Non saremmo più di 7 miliardi e non ci sarebbero tanti figli non voluti davvero, ma fatti "a casaccio" (capite cosa intendo.....)

    B) perchè se uno non vuole figli, allora non è responsabile?
    perchè fare 1 figlio ti dà diritto ad indossare la spilla del "responsabile"?
    chi lo dice?

    giustamente, fare un figlio che poi NON cresci tu ma i nonni, insomma.....non voglio giudicare, però non lo cresci tu.
    i nonni che ti lavano le cose, stirano,.........non voglio giudicare, ma è da responsabili?


    Ci sono persone senza figli che sono responsabili.
    persone con figli irresponsabili.

    Ultima cosa: chi vuole figli e non riesce ad averne, non credo se la debba "prendere" (diciamo così) con chi non li vuole. Tutto è relativo, come dice Lena.

    é vero: quando butti via del cibo, o mangi tanto, non pensi a chi non ha cibo?è la stessa cosa.
    e poi.....ma chissenefrega, ognuno fa le sue scelte.
    tutto è relativo.

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  15. ultima cosa: perchè, anonimo, chi non fa figli "non si mette in gioco"?

    anche io, se per fare figli devo lasciarlo alla nonna, o passare tutto il giorno con la nonna (perchè quella che sarebbe la nonna ha questa mentalità e so che se le dicessi di non farsi vedere non mi parlerebbe più) , crescere mio figlio tra gli scarichi delle automobili, restare a casa a fare la mamma, chiedere assegni familiari...........
    buttare anni di università nel gabinetto......(non siamo negli USA dove la mentalità e diversa)...........
    in un mondo, inoltre, sovrappopolato......
    inquinato........



    scelgo di non farlo.
    Allora non mi metto in gioco?
    ci sono infiniti modi di mettersi in gioco.

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    1. Ciao Laura,
      benvenuta nel blog!
      Noto che citi spesso gli stati Uniti, ne sono felice. Io ci ho vissuto e ci torno 'spesso' in vacanza e il loro rapporto con i figli e la famiglia in genere è meraviglioso. dal giorno in cui nasce il primogenito i genitori iniziano a risparmiare per il college e insegnano al figlio ad essere autonomo ed indipendente perchè sanno che ha diciotto anni e un giorno se ne andrà di casa, probabilmente a vivere a quattro/cinque ore d'aereo dai genitori, che a loro volta vivono a quattro/cinque ore d'aereo dai propri genitori.
      Sono famiglie senza amore? Tutt'altro! Si amano (e si odiano) esattamente come da noi, ma non sono morbosamente attaccati gli uni agli altri, morbosamente attaccati all'ombra del campanile del paesello dove sono nati.

      Mi è già capitato di fare paragoni tra genitori italiani e genitori stranieri nel mio blog, ma come al solito mi sono beccata la mia dose di 'tu non li puoi giudicare', 'tu li vedi qui' e 'tu non sai a casa loro come sono'... così è se vi pare! Dato che sei nuova ti posto il link, nel caso non avessi letto il post:
      http://www.dibuonalena.blogspot.it/2012/04/allaeroporto.html

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