mercoledì 17 ottobre 2012

Che fretta c'era?

Lara: "Tu dove hai fatto gli esami prematrimoniali?"
Lena: "Esami prematrimoniali???"
Lara: "Sì, dai, gli esami del sangue. Io mi sposo a luglio e non li ho ancora fatti..."
Lena: "Io mi sono sposata un anno fa e non li ho ancora fatti! Ma di cosa parli esattamente?
Lara: " Per vedere se tu e il tuo futuro marito siete compatibili per avere dei figli!"
Lena: "Lui è uomo, io sono donna...se mi hanno spiegato bene la storiella delle api e dei fiori dovremmo proprio essere compatibili"
Lara: "Ahahah, scherzi sempre tu! Seriamente, dai, quando li fai?"
Lena: "..."

Rapida ricerca su Google e, tanto per citare un esempio, trovo questo post su un forum:
Da Camilla118 .. mi devo sposare a settembre, non so qual è il gruppo sanguigno del mio fidanzato (convivente), lui non se lo ricorda (ma si può... a 38 anni... boh...). Vorrei fare le analisi prima del matrimonio per vedere. Ma è vero che alcuni gruppi sanguigni non sono compatibili tra loro e ci potrebbero essere rischi in caso di gravidanza?grazie... 
- Aesrel: L'esame per la microcitemia è importantissimo. L'importante è non essere entrambi portatori sani. A Roma c'è un centro per lo studio delle microcitemie dove gli esami del sangue sono gratuiti.
Lara è poco più che una conoscente, non ho voglia di approfondire certe tematiche e certe dinamiche con lei, ma la domanda mi sorge spontanea: e se non siete compatibili annullate il matrimonio? Lasci quello che hai deciso sarà l'uomo della tua vita perché, forse, vostro figlio potrebbe nascere con la talassemia?
Ci penso e ci ripenso, non riesco a togliermi questi esami dalla testa. Perché fasciarsi la testa prima che sia rotta? Perché fare analisi prematrimoniali (o preconcepimento)? La vita, purtroppo, è anche questo e se vogliamo insegnarlo ai nostri figli dobbiamo prima capirlo noi.  Perché voler sapere tutto prima? Che fretta c'è?
(La vita è anche questo)


Serena: "Ci siamo iscritti al corso di nuoto"
Lena: "Bello ..."
Serena: "Devo andare a prendere il costumino contenitivo"
Lena: "Bene..."
Serena: "Di solito li prendono dal sesto mese nella piscina vicino a casa, ma hanno fatto uno strappo alla regola e ci hanno preso anche se ha solo quattro mesi e mezzo"
Lena: "Benissimo..."
Serena: "Prima si inizia meglio è"

Rapida ricerca su Google e scopro che ci sono piscine che accettano tutti i neonati, purché si sia cicatrizzato l'ombelico. E' vero che imparare a nuotare da adulti è più difficile, è vero che la paura dell'acqua è difficile da combattere ed è vero che i neonati in acqua si divertono e si sentono a proprio agio, quasi nel loro ambiente naturale, ma c'è davvero bisogno di iniziare a fare un corso di nuoto così presto? Impara a nuotare prima, e allora? Da grande nuoterà meglio, allora? I primi mesi con un neonato sono già faticosi di per sé  bisogna proprio aggiungere un impegno di questo tipo? Che fretta c'è di insegnargli a nuotare?



Federica: "Devi assolutamente venire a trovarci, sapessi quanto è cresciuto Marco"
Lena: "Hai ragione, vengo sicuramente, magari martedì"
Federica: "E vedessi quante cose ha imparato, pensa che sa già scrivere il suo nome!"
Lena: "Scrivere? Non ha ancora due anni!"
Federica: "no, ma infatti, non è che sappia scrivere tutto o capisca bene cosa sono le lettere, però gli ho insegnato a scrivere il suo nome"
Lena: "Ah, brava..."
Federica: "Sì, sai, prima impara e meglio è!"

No, cara Federica, chiariamo un paio di punti. Tuo figlio non sa scrivere, l'hai semplicemente ammaestrato come una scimmietta al circo. No, cara Federica, non è vero che prima impara e meglio è! Se in prima elementare saprà già scrivere a lezione si annoierà e prenderà in odio la scuola. Se impara a scrivere prima degli altri non diventerà più intelligente degli altri, non avrà più successo nella vita e non sarà più felice. Marco quasi non sa parlare, che fretta c'è di insegnarli a scrivere?


Riccardo: "Zia Lena, fammi le capitali"
Lena: "Prego?"
Riccardo: "Le capitali, le so tutte quelle dell'Europa, chiedimele"
Lena: "Bravo! E cos'è l'Europa?"
Riccardo: "... è... perché... io so le capitali, chiedimi quelle"

Riccardo ha sette anni. La madre, per riempire il tempo trascorso in auto, gli ha insegnato le capitali europee. Riccardo ha sette anni, non sa cosa sia l'Europa, ma ripete a pappagallo tutte le capitali. Le sa davvero tutte. Commento con la madre che si aggiunge alla lista di chi mi ha già detto "Sai, prima le impara e meglio è, e poi così non si annoia n macchina". Due orrori in uno. Non si allaccia le scarpe da solo, ma sa le capitali. E adesso che le sa? Non ha idea di dove siano queste città, né queste nazioni, né cosa sia una nazione. Che fretta c'è? Perché fare giochini mnemonici ed elevarli a presunte conoscenze del figlio?
(I bambini devono anche annoiarsi)

Beatrice, Alberto, Anita, Simone, Viola, Carlotta, Pietro, Luca, Andrea e Sara sono solo alcuni dei bambini che hanno iniziato la scuola con un anno di anticipo.
Perché? Perché sanno già scrivere e conoscono già tutte le capitali europee, un altro anno alla scuola materna li annoierebbe.
Perché? Perché così finiscono le elementari un anno prima, per andare alle medie un anno prima, per andare al liceo un anno prima, per andare all'università un anno prima, per iniziare a lavorare un anno prima. La vita media si è allungata parecchio nell'ultimo secolo e l'età pensionabile si alza di anno in anno, c'è proprio bisogno di farli entrare nel mondo del lavoro un anno prima? Che fretta c'è?
Mio nonno, quando correvo in casa da piccola o quando andavo veloce in macchina (per lui veloce significava sopra i 45km/h) mi diceva: "corri, corri, così arrivi per prima a schiacciare la merda!"


Perché insegnare tutto subito ai bambini?
Volete avere dei bambini o delle scimmiette ammaestrate, qualcosa da mostrare agli amici quando vengono a cena da voi? Imparare nozioni a memoria o saper scrivere un paio di parole a due anni di età non fa dei vostri figli dei geni.
Perché insegnare solo certe cose? Perché lo stesso bambino che sa le capitali europee non si sa tagliare la pizza da solo?

bambino prodigio o ammaestrato?

C'erano una volta dei bambini che non sapevano leggere né scrivere, non conoscevano le capitali europee e non sapevano niente del mondo degli adulti. Questi bambini, però, si arrampicavano sugli alberi, giocavano da soli, vivevano nel loro mondo di bambini, con gli altri bambini.
Un brutto giorno tutti i bambini furono obbligati a giocare solo in casa, senza amici, soli con la mamma, il papà e i nonni. Quattro adulti per un bambino.
I bambini potevano vedersi a scuola, ma c'erano sempre le maestre, anche all'intervallo, anche in cortile. I bambini potevano vedersi al parco, o al corso di pallavolo o a catechismo, ma c'erano sempre le mamme, gli allenatori, le catechiste, i nonni, i genitori, gli zii.
Da quando stavano sempre con gli adulti i bambini avevano imparato a scimmiottare gli adulti, a parlare come loro, a giocare come loro. Non c'erano più mondi immaginari, gnomi e bacchette magiche, però c'erano i quiz sulle capitali europee, le lettere dell'alfabeto e le tabelline. Non c'erano più le partite improvvisate usando le cartelle come pali della porta, però c'è la squadra ufficiale del paese, con le divise e le borse, con i genitori sugli spalti, in panchina e negli spogliatoi. Non c'erano più  le canzoncine dello zecchino d'oro, pero c'erano Adele e Gangnam Style.
C'erano una volta dei bambini che sono stati obbligati a fare cose prima del tempo. Che fretta c'era?

27 commenti:

  1. Il nostro è un mondo davvero triste: i genitori devono sfoggiare i bimbi con altri genitori, perchè passano poco tempo con loro e perchè spendono buona parte dello stipendio per loro e i bambini invece di correre nei prati e giocare tra loro devono stare rinchiusi in gabbie come animali allo zoo, perchè ci sono troppi pericoli.
    Risultato genitori scontenti e figli scontenti: invece di comprargli la wii portateli in campagna e fateli correre

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  2. Tristemente vero. Sono felice di essere stata bambina 40 anni fa, libera di correre con altri bambini e cadere dalla bici e rialzarmi senza dire pio, altrimenti la mamma sgridava. Ora fanno una vita triste, forse per questo poi ti fanno impazzire. te li trovi all'aperitivo, al ristorante... che fretta c'è?

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    1. Un tempo l'aperitivo manco esisteva. Si chiama vivere il proprio tempo e non farsi troppo menate. Chi se le fa, con figli o senza, dovrebbe provare a vivere IN TUTTO e PER TUTTO come si viveva mezzo secolo fa, quindi senza lavatrice, senza aspirapolvere, spesso senza auto, ecc ecc ecc... e poi facciamo due conti.
      Più leggo il blog di Lena e più penso che dovrei fermarmi alla parola "commenti", senza andare oltre. Perchè da un ragionamento sensato poi partono gli estremismi...

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  3. Lena, scusa, ma le mamme che descrivi esistono sul serio? A volte stento a crederlo..
    La tua amica ti ha detto veramente che l'acquaticità è un corso di nuoto?
    L'acquaticità dei neonati (e dei bambini fino a 3-5 anni) è un momento di gioco, di scoperta e di condivisione. Stop. Non garantisce per nulla che il bambino crescendo non abbia paura dell'acqua, e soprattutto non insegnano certo a nuotare!! Si gioca e basta!
    Perché non leggi le capitali come quello che sono, cioè un gioco? vero, il bambino non sa cos'è l'Europa (lo imparerà, che fretta c'è? ;) ), ma si sente orgoglioso di sapere qualcosa "da grandi" (e di saperlo bene) e vuole dimostrartelo. PER LUI questo è un gioco, è come sapere a memoria la formazione del Milan! Galli-Tassotti-Maldini-F.Galli-Baresi-Colombo-Ancelotti-Donadoni-Evani-Gullit-Van Basten (siiiiii me la ricordo ancora!!!!!!!)

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    1. concordo al 100%, se possibile 101%. Lena, scusami, ma se la mamma ti ha detto che il corso di acquaticità è un corso di nuoto ha decisamente sbagliato, se invece lo hai "interpretato" tu, siamo nella casistica "ti manca l'esperienza per capire di cosa si tratta" ;-)
      Il corso di acquaticità è un'esperienza meravigliosa e rilassante sia per la madre che per il neonato. Mia moglie è realmente dispiaciuta per non averlo potuto fare con la seconda.

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    2. Aglaja e Massimiliano, mi sembra che vi stiate soffermando sulla pagliuzza senza vedere la trave. La mia amica ha veramente detto 'corso di nuoto', ma era in tono leggero, per semplificare i termini e non usare la parola acquaticità. Sa benissimo che il figlio non imparerà a nuotare, ma non è questo il punto. Il punto, anzi, la trave è che lei è riuscita ad iscriverlo 'prima', che inizia subito...che fretta c'era?

      Algaja, se hai modo, vai sulla mia pagina Facebook (è aperta a tutti, non hai bisogno di essere mia amica se non vuoi) e guarda il video che ho postato. Scusa, ma nn riesco proprio a vederlo come un gioco -quando è fatto così-

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    3. Lena, ho capito il senso del tuo post, però vorrei dirti ancora, ancora e ancora che non tutte le madri sono così! E' la tua amica che ha dei problemi!!! Prendila sul ridere ok?
      Poi è chiaro che io sono decisamente una madre degenere, per molti aspetti, perciò non faccio molto testo..
      Non posso vedere il video perché non sono nemmeno iscritta a FB, posso spiegarti in breve cosa facciamo noi (o meglio, il pupo e suo padre): 10 minuti sul bordo piscina a bagnarsi e giocare, 30 minuti di giochi in acqua con "salsicciotti", pupazzi, macchinine galleggianti ecc. 5 minuti di girotondo con tutti i bambini. Mio figlio impazzisce di gioia.

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  4. Ciao (sono AnnA).
    Il caso più inquietante, dal mio punto di vista è il primo, quello dei test prematrimoniali. Trovo un po' strano che siano "pre" matrimonio e non "pre" ricerca di gravidanza. Probabilmente la tua conoscente risponderebbe che è ovvio che chi sposa desideri mettere al mondo dei bambini. Anche a me, a suo tempo, son state dette amenità del genere, come se fosse impensabile sposarsi senza voler diventare genitori. Lascio a te l'onere della dimostrazione :)
    Scherzi a parte prestare attenzione alla prevenzione è importantissimo e in Italia si fa molto poco. Ad esempio una persona su dieci è portatrice sana di Fibrosi Cistica; in caso di figlio con un altro portatore sano c'è il 25% di possibilità di avere un bambino malato... e si tratta di una malattia devastante. Scoprendo "incompatibilità" con il partner si possono valutare insieme altre strade, o magari anche decidere di "correre il rischio", ma facendolo in modo quanto più possibile consapevole.
    Per il resto son assolutamente contraria alle "primine" e agli insegnamenti scolastici portati avanti da genitori e nonni (e insegnanti della scuola materna). E' vero che dal quinto anno di vita (anche dal quarto, a dire il vero) la maggior parte dei bambini mostra curiosità e spesso una competenza che pare innata verso i compiti di lettura e scrittura. La conferma è che se gli viene insegnato a leggere - più o meno - imparano. Tuttavia i tempi di attenzione, le capacità di memoria, autocontrollo, gestione della frustrazione ed affini non sono ancora adatti a quelli dell'ambiente scolastico. Non è che "non ce la fanno" ma che fanno una fatica enorme che non ha senso (noi adulti magari non ci pensiamo, ma sei mesi, nella vita di una bambino di pochi anni, non sono un periodo di tempo breve ed insignificante, di semestre in semestre alcune competenze compaiono, altre si raffinano, inutile forzare le tappe).
    Nei paesi anglosassoni non solo non si fa la "primina", ma si va a scuola a sei anni COMPIUTI. Se sei nato a settembre-ottobre-novembre-dicembre vai a scuola l'anno dopo, a sei anni e 9 mesi. Per il resto ho già scritto su fb: nonni e genitori che si improvvisano insegnanti fanno più danni che altro. I bambini non imparano a leggere "grazie a..." ma "nonostante..."
    E poi, anche se fosse fatto con tutti i crismi... ma perché? Ci sono infinità di giochi ed attività stimolanti che il bambino può fare (da solo o nel gruppo di pari) che lo "prepareranno" alla scuola...
    Raccontare, disegnare, fare puzzle, costruzioni, giocare a memory, al pallone, "fare finta" migliorano non solo le competenze cognitive, ma anche quelle relazionali... inutile che sappia leggere se non è in grado di rispettare il suo turno quando gioca.
    Anche in questi casi, onestamente, mi sembra che si vada ad accarezzare un malcelato orgoglio genitoriale piuttosto che una serena crescita dei bambini.

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    1. Anche in questi casi, onestamente, mi sembra che si vada ad accarezzare un malcelato orgoglio genitoriale piuttosto che una serena crescita dei bambini.
      E con questo hai detto tutto...non ho nulla da aggiungere!

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    2. Io non sono d'accordo. Ho imparato a leggere e scrivere a 5 anni, durante l'ultimo anno di asilo, me l'ha insegnato mia mamma. Per me era un gioco e un esercizio, non un motivo di vanto perchè mia mamma l'ha fatto per me, non per "menarsela" con gli altri (credo che nemmeno i miei nonni sapessero che io "scrivevo"). All'asilo scrivevo il mio nome da sola sui disegni, si notava subito perchè la "s" era un po' storta, ma chi se ne importava! Sarebbe stato carino se anche altri bambini, chi se lo sentiva, chi aveva voglia, avessero imparato a scrivere il loro nome. Senza contare che durante i primi mesi di scuola, mentre i miei compagni facevano fatica a imparare a leggere e scrivere, io miglioravo la tecnica e mi concentravo su altro, per esempio sul significato di quello che leggevo. (Lo stesso accadde anni fa, alle lezioni di russo all'università: conoscevo già l'alfabeto cirillico da un precedente corso di russo al liceo, e ho fatto molta meno fatica a imparare il resto.)

      Lo stesso vale per le capitali europee. Io da piccola sapevo i nomi dei fiori, anche qui non per vanto ma per gioco! Non ci trovo niente di male. E passavo lo stesso tantissimo tempo a giocare da sola e con gli altri bambini.
      Sempre SE le competenze "in più" non vengono poi sfoggiate in pubblico a ogni occasione possibile, in quel caso, sono d'accordo, il figlio diventa una scimmietta ammaestrata.

      Agghiacciante, invece, la storia degli esami pre-matrimoniali.

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  5. Questa voglia pazzasca di esibire i propri figli e di far vedere quante cose sanno fare o dire a comando è estremamente diffusa.
    A me fa lo stesso effetto di quelli che hanno un cane e ti dicono :"guarda sa dare la zampa"...........e quindi?????? perchè deve farlo????

    Lo stesso vale per i bambini. Tutti a portare i figli in piscina a tre mesi immersi nell'ipoclorito!!!! poi ci si meraviglia dell'aumento dei casi di asma... mah!

    Riguardo agli esami "pre-matrimoniali" che dovrebbero essere pre-concepimento perchè bisognerebbe spiegare a queste persone che si può avere un figlio anche senza essere sposati!!!! Tali esami dalle mie parti di origine (Sardegna) vemgono fatti (o almeno io li avevo fatti) già da piccoli, perchè abbiamo un'altissima incidenza di casi di talassemia e visto l'alta probabilità di concepire un bambino talassemico nel caso di 2 portatori sani è meglio saperlo, si può pensare (a parte la legge barbara sulla procreazione assistita italiana) a via alternative di concepimento di un figlio. Discorso che vale anche per la fibrosi cistica. Io quindi sapevo già di non essere portatrice sana di talassemia e di favismo.

    Per il resto del "che fretta c'è" condivido tutto al 100%

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    1. E quindi? Mi piace... CHe fretta c'era? Sottotitolo E quindi?

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  6. allora, vado con ordine:
    1) gli esami prematrimoniali??? fateli, ma da un bravo psichiatra, va'.
    2) l'acquaticità: io credo che portare il proprio bambino in piscina possa essre un bellissimo momento di svago e condivisione tra mamma e bambino, se non viene vissuto come "oddio, devo iscriverlo al corso" (io, se avessi un figlio, lo porterei da sola, visto che adoro l'acqua). le mamme con l'ansia del corso di nuoto hanno mai provato, ad esempio, a infilarsi nella vasca da bagno a giocare col proprio bimbo?
    3) la scimmietta ammaestrata che scrive: secondo me, ha senso dare al bambino dei rudimenti di lettura/scrittura se e solo se lo vediamo realmente incuriosito e attratto (ci sono tantissimi giochini pedagogici che non "ammaestrano" il bambino, ma ne sviluppano le capacità), altrimenti lo si fa solo per dire che il proprio figlio è "più avanti degli altri".
    4) le capitali: ovvio che un bambino così piccolo non può comprendere concetti complessi come quello di stato, nazione, ecc... le capitali vanno benissimo se sono un giochino, come le filastrocche e le poesie e le canzoncine a memoria, non pensiamo però di stare insegnando la geografia!
    5) la primina: da insegnante, NO NO NO e ancora NO. lo dico per esperienza: i bimbi ch efanno la primina, tranne rarissime eccezioni, sono più fragili (anche perché subiscono, evidentemente, molte pressioni familiari) e socializzano meno (a quell'età un'anno è tantissimo, è 1/5 della vita!). tra l'altro, sono generalmente più esposti al rischio di bocciatura all'inizio della scuola media proprio perché escono dalla scuola elementare ancora "indietro". amarcord personale: io sono di gennaio, sarei potuta andare a scuola a 5anni e 1/2, anche perché sapevo già leggere e la maestra di mia madre mi avrebbe addirittura preparata per entrare in secobda, sostendo l'esame; i miei genitori dissero NO, perché l'età dei giochi non torna più e mi lasciarono godere di un anno di asilo in più. anno che recuperai laurendomi con alemno un anno di anticipo sui miei coetanei.

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    1. 1) Ahahah, fantastica!
      2) Vero, infatti quello che contesto alla mia amica è l'aver 'guadagnato' un mese, di aver fatto entrare suo figlio prima degli altri (con un tono di malcelato orgoglio nella frase)
      3)Esatto! Non contesto il fatto in sè, ma la modalità
      4)Idem
      5)Assolutamente d'accordo: niente primina. Io, se potessi, starei ancora all'asilo adesso!

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  7. Ciao!
    questi fenomeni c'erano anche hai miei tempi (e di anni ne ho 35!) quindi non starei a stigmatizzare solo i genitori "contemporanei" :-)
    Per il "corso di acquaticità" è una moda che temo non passerà in fretta! Oggi se non iscrivi tuo figlio il prima possibile si è un genitore degenere senza possibilità di appello!
    E.

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    1. ehm... è ovviamente "ai miei tempi".
      La tua teoria prende corpo: dopo i filgi sei lobotomizzata!

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    2. I genitori italiani non sono mai stati un modello di sobrietà, ma credo che il peggioramento avvenuto a partire dai primi anni '90 sia evidente.

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  8. Amo mio marito più di me stessa e la sola idea di metterlo "sotto esame" la trovo vomitevole.
    Che significato hanno gli esami "prematrimoniali"? Come se il matrimonio si riducesse solo a quello scopo!!!
    Scegli una persona perchè la ami e questa diventa tua compagna di vita, non per "produrre" figli a tutti i costi.
    Relativamente all'infanzia contemporanea, i bambini di oggi (la maggior parte, non tutti) non hanno più fantasia e si perdono di fronte a qualsiasi compito/esercizio/attività ludica che preveda un minimo di creatività.
    Se non è tutto preconfezionato vanno in crisi e li vedi spauriti. Questo perchè sono abituati a non annoiarsi più, a non avere più momenti vuoti da riempire con giochi inventati.
    Ci sono i canali tematici con i cartoni animati 24/7. Non uno. DECINE.
    Quando ero bambina io Pollyanna, Candy o Piccole Donne erano infilate tra Ok il prezzo è giusto e il Tg delle 20, e se te li perdevi perchè i tuoi genitori in quel momento guardavano altro ti attaccavi al tram. E dovevi inventarti qualcosa da fare. Senza il computer, senza l'Iphone della mamma e senza la Playstation.
    Solo per fare un esempio.

    Lumen

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  9. PS Sono un'insegnante e a volte mi capita che, in cortile durante l'intervallo, ci siano bambini che vagano senza meta e addirittura alcuni che non vedano l'ora di risalire perchè NON SANNO COSA FARE.
    Ma dico io.

    Lumen

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    1. Quando sento un bambino che è in cortile, in giardino, al parco o addirittura in spiaggia dire che NON SA COSA fare, il mio primo istinto sarebbe quello di tirargli un manrovescio che se lo ricorda da qui all'eternità. Poi penso che sono contraria alla violenza e, soprattutto, che non è colpa del bambino, ma del modo triste in cui è stato cresciuto, chiuso tra quattro mura con videogame e giullari di corte (i genitori)

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  10. Vedo con grande piacere che i commenti lievitano e anche i lettori, quindi innanzi tutto, complimenti!
    Detto questo beh, mi trovi piuttosto d'accordo sulla precocità e sulla fretta con la quale i figli vengono più o meno tutti sottoposti. Questo processo inizia nell'infanzia e si ripercuote per tutta l'adolescenza: in discoteca a 12/13 anni, gli aperitivi a 16, e a 17 anni fanno già le 4 del mattino. Non sono di certo una vecchia bacchettona moralista e ho "solo" 33 anni, ma ormai qua le tappe si bruciano prestissimo, sotto ogni punto di vista e il risultato è avere dei giovani spesso tremendamente fragili perchè, anche se hanno già fatto diverse esperienze, in realtà sono immaturi e già annoiati da tutto perchè tanto hanno già sperimentato tutto, ma senza quel desiderio che forse quelli della mia età avevano. Aiuto, mi sento un pò mia nonna a dire queste cose, ma è la realtà che vedo.
    Venendo agli esempi del tuo post di certo sono contraria ad anticipare la scuola, davvero non ce n'è motivo, come non è indispensabile andare in piscina a 3 mesi, ma è una bella esperienza, questo è vero!!
    Gli esami pre-matrimoniali? dunque io sono rimasta incinta prima, quindi convivenza, dopo 3 anni matrimonio e dopo due il secondo figlio....non sono proprio l'esempio di chi può mai aver pensato ad esami prematrimoniali!!!
    Come vedi, non tutte le mamme sono lobotomizzate!!! non so chi l'ha scritto, ma il termine non mi è piaciuto....

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    1. Ho utilizzato un italiano pessimo, scusate, ma ho scritto di getto senza rileggere... :(

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    2. Bentornata Stefy!!!

      Hai fatto centro! "sono immaturi e già annoiati da tutto perchè tanto hanno già sperimentato tutto, ma senza quel desiderio che forse quelli della mia età avevano. " Il problema dei giovani di oggi è che sono annoiati, non hanno niente da 'aspettare' nella vita. I figli delle madri peggiori di cui parlo nel blog sono già dei bambini annoiati e senza desideri, ho sentito con le mie orecchie un bambino -peraltro mio parente stretto- dire che scrivere la letterina di Babbo Natale è peggio che fare i compiti perchè non sa cosa chiedere (seconda elementare). La madre è convinta di non viziarlo e, probabilmente, rispetto a molti suoi compagni è vero, pensa te!

      Il corso di acquaticità a tre mesi è sicuramente una bellissima esperienza, infatti non ho scritto nulla contro la cosa in sè, ma è la fretta il problema, questo desiderio di anticipare i tempi, di far fare ai bambini cose troppo da grandi. A me piacerebbe andare in acqua col mio bebè, ma siamo sicuri che ad un neonato faccia bene essere stimolato così tanto? Andare in una piscina comunale piena di cloro e batteri? Molte madri portano felici e orgogliose il figlio in piscina (temperatura interna pari a quella dell'inferno) e poi fuori in passseggino fino a casa (temperatura esterna pari a quella del circolo polare artico), ma se il fratellino di un paio d'anni più grande vuole andare al parco una domenica di sole di aprile lo coprono come se dovesse scalare il K2 e poi gli dicono di non correre perchè suda. Dopo cena giocano col figlio di qualche mese, cantano per lui, saltellano per casa, gli fanno guardare la tv, lo stimolano con giochi che sviluppano l'intelligenza e le capacità motorie e poi si domandano perchè il piccolo fatichi ad adomentarsi la sera. Mi sembra una cosa un po' incoerente...

      Come al mio solito sono finita a scrivere un post anzichè un commento, sorry1

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  11. Ciao Lena, credo che la frase migliore per sintetizzare il tutto è la fantastica espressione di tuo nonno: "corri, corri, così arrivi per prima a schiacciare la merda!" Mitico!!!

    Un saluto,
    Sa.

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  12. Premetto che ho appena scoperto il tuo blog per caso e questo è solo il primo post letto... ma non posso che esprimere una stima profonda verso la tua persona ! ! ! Ho il sospetto di condividere con te mooooooooooooolti pensieri, e la cosa non può che entusiasmarmi!

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  13. Primo post letto anche per me!
    Ho 45 anni, ho imparato a leggere a due anni (e non ho più smesso, è stato un grande amore da subito!) ho iniziato la prima elementare a 5 anni esatti (anzi, 5 anni e un giorno, per la precisione) e mi è stato assai utile quando al liceo ho perso un anno, ed ero comunque più giovane dei miei compagni di classe! :D
    francamente mi pare meglio iniziare presto le cose che SI HA PIACERE di iniziare presto, ma no alle costrizioni!!! Le scimmiette no, ma se un bambino appare portato per una cosa (tipo io per la chiacchiera... a 11 mesi avevo una proprietà di linguaggio sufficiente a dire a mio nonno di non baciarmi perché aveva "i baffi aguzzi"!!) perchè non farglielo fare?

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