martedì 30 ottobre 2012

A che gioco giochiamo?

Il gioco dell'elastico

L'elastico: "Mela: entro, allargo, stringo, schiaccio-mollo, schiaccio-mollo, entro, esco, tiro e mollo"
Mago Libero.
"-Oh quante belle figlie, Madama Doré,oh quante belle figlie. - Son belle e me le tengo, Scudiero del re,son belle e me le tengo."
Rialzo.
"-Chi ha paura dello Sparviero? -Nessuno!"
Palla Muro.
"Dieci fratelli, tutti gemelli, tranne uno, di nome Bruno"
Il mondo.
"Principessa, principessa, quanti passi devo fare per arrivare al tuo castello bello bello con la spada e con l'anello?"
Nascondino.
"Un due tre...stella!"
Il lupo mangia frutta.
"Dentro un vaso, di porcellana, c'era dentro, una bella cinesina, che danzava, la danza americana..."
Palla Avvelenata.
Mosca Cieca
"Oh, pony pony pony, Zacaria Mustafà, Mustafafafà baccalalala, tu mi emi emi emi, tu mi ami ami ami..."
Il lupo mangia frutta.
"Ero in bottega tic e tac, che lavoravo tic e tac e non pensavo tic e tac alla prigione tic e tac"
Un bastimento carico carico di...
"Do, re, mi, Piero Piero Scivola, Scivola, luglio agosto e poi poi poi..."
Le belle statuine.
Saltare la corda (quella lunga).
Ce l'hai.
...
...
...

Il mio gioco preferito era l'elastico.
La nonna mi dava un pezzo di elastico bianco, quello con due sottilissime righine rosse che serviva per le mutande, lo annodavo e iniziavamo a giocare. Anche mia nonna, da piccola, giocava ad elastico. Anche se, mi raccontava,  usavano vecchie corde perché di elastici ce n'erano pochi. Anche mia mamma giocava all'elastico, mia nonna con tre figlie femmine e quattro nipoti femmine ha sempre comprato chilometri di elastico.
Anche giocare al mondo mi piaceva. Cercavamo un 'sasso che colora' (un triste frammento di mattone, se ci ripenso adesso) e disegnavamo le caselle sull'asfalto del cortile. A scuola c'era la ghiaia, non potevamo disegnare con i sassi e allora usavamo un bastone. E poi si sceglieva con cura il sasso da lanciare. Doveva essere abbastanza pesante e piatto, perché non rotolasse sulla casella sbagliata. Anche mia nonna giocava al mondo. Anche mia mamma giocava al mondo, nello stesso cortile della stessa scuola dove ho giocato anche io.
Guardie e ladri mi piaceva, ma solo se mi lasciavano in squadra con Giacomo. Giacomo era più grande di me e assomigliava un po' a Mirko di "Mirko e Licia" (all'epoca questa somiglianza faceva arrossire tutte le femmine del quartiere, come potete immaginare). Mi piaceva stare in squadra con lui perché sapeva sempre quando era il momento di stare nascosti e quando, invece, era il momento di correre. Anche mia mamma giocava a guardie e ladri e anche lei aveva il suo Giacomo (non so a chi somigliasse, però).

Passavo pomeriggi interi a giocare in cortile, da appena finita la merenda fino all'ora di cena in estate, o finché non faceva buio in inverno. Non saprei dire chi mi ha insegnato questi giochi. Eravamo tanti e i 'piccoli' guardavano i 'grandi' giocare finché  un giorno, non venivano chiamati in squadra. Si imparava dai più grandi e si insegnava ai più piccoli. Non eran tutte rose e fiori, specialmente per i maschi. Si imparava (anche) a suon di botte: calci, graffi, tirate di capelli. Si imparava (soprattutto) sbagliando: graffi, lividi e croste sulle ginocchia a furia di cadere. Insieme a me c'erano tante altre bambine e tanti altri bambini che avevano imparato i giochi dai più grandi e che li hanno poi insegnati ai più piccoli.
Nel cortile della scuola elementare Umberto Margherita di Savoia mia mamma ha giocato a "Oh quante belle figlie Madama Dorè" e, trent'anni dopo, l'ho fatto anch'io. Da bambino a bambino, dalle quinte alle prime, da bambino a bambino, dalle quinte alle prime, da bambino a bambino per decenni. Poi, all'improvviso, il ciclo si è interrotto.

I bambini non giocano più per strada, non giocano più nel cortile del condominio e non giocano più tutti insieme. Ognuno è chiuso tra le quattro mura di casa, ognuno è solo con i suoi giochi in scatola, i suoi videogame, la sua TV. I bambini sono soli e hanno come unici compagni di giochi i genitori. I genitori sono adulti, i genitori non sanno più giocare a pallamuro o a elastico e, se anche lo sapessero fare, farebbero vincere il figlio, gli eviterebbero umiliazioni e frustrazioni impedendogli, di fatto, di imparare a giocare.

Eravamo quattro adulti e una bambina di sei anni. Ho proposto di giocare a Strega Strega comanda color, ma non sapeva cosa fosse. Gliel'ho spiegato. Ho fatto io la strega, ho comandato rosa e ho preso per prima sua nonna, che ha comandato giallo e ha preso l'altro adulto, che ha comandato azzurro e ha preso la bambina, che si è messa a piangere disperata "io non sono una strega, io sono una principessa e le streghe sono brutte e vecchie e io la strega non la faccio".  Nonna, mamma e papà l'hanno consolata, le hanno spiegato che era solo un gioco, che era stata bravissima a non farsi prendere le prime due volte, che a tutti piace essere la strega eccetera eccetera eccetera. Dopo dieci minuti il gioco è diventato Principessa Principessa comanda color.
Se questa bambina avesse giocato con altri bambini sarebbe stata presa subito (la dura legge della giungla) e non avrebbe pianto. Se questa bambina avesse giocato con altri bambini il gioco non avrebbe cambiato nome. Se questa bambina avesse giocato con altri bambini sarebbe stata una bambina sana.

I bambini giocano con i genitori, con gli adulti. Gli adulti non cantano 'un elefante si dondolava sopra il filo di una ragnatela' per ottantasette volte di fila come farebbe un bambino. Gli adulti non fanno che io ero il dottore e tu l'ammalato che veniva a farsi fare la puntura per stare meglio. Gli adulti non saltano la corda per un'ora per vedere chi fa più salti (per sudare pagano ottanta euro di abbonamento alla palestra). Gli adulti non sanno più giocare e, quando lo fanno, lo fanno con uno sforzo mentale che toglie tutta la magia. Giocano a memory, per sviluppare le capacità mnemoniche. Giocano con la pasta di sale, per sviluppare le capacità manuali. Inventano balletti e mini coreografie, perché la psicomotricità è importante.

Gli adulti scelgono i giochi, gli adulti comprano i giochi e gli adulti giocano, quindi gli adulti sono la nuova frontiera del marketing pubblicitario, il nuovo target di aziende di giocattoli e psicologi, puericultori, pedagogisti e fenomeni da reparto libri dell'Esselunga. In un attimo si danno definizioni scientifiche a giochi antichi come il mondo:
-Rialzo. Cosa comporta: osservazione dello spazio, calcolo delle distanze, prontezza di riflessi e rapidità.
-Mosca Cieca: gioco per lo sviluppo delle capacità senso-percettive
-Un, due, tre stella: attività di laboratorio per il potenziamento motorio e cinestetico.
-L'elastico:  Il classico gioco dell'elastico, riproposto da Haba con istruzioni e piccola scatolina di metallo. Un gioco di movimento da riscoprire per divertire i bambini di oggi! A soli 17.50€!

Cercate giochi per bambini su Google e scoprirete che sono catalogati, elencati e spiegati  per aiutare  genitori, animatori, insegnanti, organizzatori di ludoteche e quant'altro.
Ho scoperto che gli adulti possono stampare delle istruzioni semplici e chiare da distribuire a tutti i bambini prima di iniziare a giocare a mosca cieca.  (non scherzo: clicca qui)
Copio e incollo da Wikipedia:
La mosca cieca è un tradizionale gioco da bambini diffuso in molti paesi del mondo. Lo si gioca all'aperto o in una stanza abbastanza grande vuota. Un giocatore scelto a sorte viene bendato (e diventa quindi la "mosca cieca"), e deve riuscire a toccare gli altri, che possono muoversi liberamente all'intorno.
"Mosca cieca" è una variante dell'acchiappino (o "ce l'hai"), ed appartiene alla stessa famiglia di giochi tradizionali a cui appartiene anche nascondino. È certamente un gioco antico; lo citava nel V secolo lo scrittore romano Macrobio, chiamandolo "mosca di rame". È anche noto che il gioco ebbe un momento di grande popolarità nell'Inghilterra vittoriana, in cui veniva giocato indoor (al chiuso).
Mosca cieca è praticato tra le scimmie, in particolare dai bonobo.
Si giocava a mosca cieca già nell'antica Roma, ci abbiamo giocato tutti da piccoli e ci giocano le scimmie (in particolare i bonobo), ma per i bambini di oggi servono giustificazioni pedagogiche, istruzioni da stampare, adulti che spieghino le regole, preparino il 'campo di gioco', decidano chi sta sotto e decretino che non ci sono vinti, ma solo vincitori.

Lasciamo che i bambini giochino come noi abbiamo giocato e come giocano i bonobo. Ne faremo degli adulti migliori.



26 commenti:

  1. Leggendo il tuo post ho provato una gran tristezza e un senso di rassegnazione. Tristezza perchè è esattamente quel che provo ogni volta che torno nella casa nella quale sono cresciuta, quel piccolo appartamentino al piano terra di un gran palazzone. Davanti al nostro piccolo giardino c'era un immenso parco giochi ... la strada. Nel palazzo di fronte al mio c'erano tanti negozi: panificio, macelleria, fruttivendolo, merceria, parrucchiera, vinaio e alimentari. Quella stradina privata che divideva il mio giardino dal palazzo di fronte è stata la pista di pattinaggio, il campo da calcio o pallavolo, il posto dove si correva in bici o si giocava con l'elastico, a nascondino, strega comanda color ... ecc. ecc. ecc.; a noi bambine "grandi" (7/8 anni) veniva affidata la bimba del fornaio (la moglie doveva stare in negozio) di 2/3 anni e in cambio ricevevamo buonissimi prodotti della pasticceria o pezzi di focaccia genovese. Adesso al posto dei negozi ci sono dei garages, la strada è diventata un enorme parcheggio riservato ai condomini, in strada solo macchine di passaggio, di bambini neanche l'ombra. Ecco allora il senso di rassegnazione, qui la colpa non è delle mamme, questo cambiamento è avvenuto piano piano, nel corso degli anni, ad un certo punto abbiamo alzato lo sguardo stupiti dell'improvviso silenzio ... la strada era morta, non c'era più nessuno in giro, nè bambini nè adulti, solo automobili.
    Dobbiamo rassegnarci al cambiamento, niente sarà più come prima e i nostri figli non proveranno mai quello che abbiamo provato noi, ma non conoscendolo non ne sentiranno la mancanza...
    Orietta B.

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    1. E' vero, quel che è stato non sarà più e non è colpa delle madri. diciamo che non è solo colpa delle madri, ma un po' lo è perchè io sono cresciuta in un complesso formato da tre condomini di cinque piani, un grande giardino cintato con grandi prati, panchine, vialetti e campo da tennis. Sono stata una bambina privilegiata, è vero, ma passo spesso di lì e in giardno non ci sono più bambini. Alle finestre, però, vedo decalcomanie e disegnini. Dai terrazzi si vedono biciclettine e giurandole. I bambini ci sono, ma le madri non li lasciano più in giardino.
      Questo post non vuole dare la colpa alle madri per quanto è accaduto, ma vuole evidenziare un aspetto dai risvolti drammatici: le madri e gli adulti sono diventati i nuovi compagni di gioco dei bambini o supervisionano tutte le dinamiche tra bambini. Così facendo i bambini non imparano a giocare e giocare è l'unico modo che hanno per diventare grandi!

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  2. sono d'accordo con orietta, soprattutto perchè vivo la stessa cosa ogni volta che torno dove sono cresciuta... era un condominio e vi si accedeva da un cancello sempre stato aperto (anche adesso). Le macchine parcheggiavano nella strada e noi giocavamo in quella strada, abbiamo fatto di tutto... persino allestito una specie di giochi senza frontiere. Mia mamma si affacciava di tanto in tanto e mi chiamava per vedere se non ero l'unica femminuccia (eravamo ben assortiti, ma non sia mai una femmina rimaneva sola con i maschietti!). Le sere d'estate gli adulti chiaccheravano seduti vicino ai portoni, e noi giocavamo a nascondino. Sono stati i momenti più spensierati della mia vita. Adesso la strada è la stessa, ma ci sono persone nuove, qualcuno è rimasto. Bambini.... non ne vedo. Sono cambiati i tempi, c'è poco da fare. Gli adulti non si fermano più davanti ai portoni, tutti corrono, tutti si chiudono nelle proprie case. c'è poca fiducia nel prossimo, c'è paura perchè ci sono i fatti di cronaca... non si vive più in posti così, dove ci si conosce un po' tutti e si sa che magari si può contare anche sull'occhio in più di un'amica. siamo d'accordo che i bambini debbano giocare da soli... ma dove?

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    1. Basterebbe lasciare i fratelli da soli in camera, senza intervenire al primo pianto che si sente. Basterebbe invitare dei compagni di classe a casa e lasciare che i bambini giochino da soli, senza proporre attività, senza far vincere il più piccolo oppur el'ospite, senza scegliere le squadre al posto loro, senza decidere i turni per il videogame. basterebbe lasciarli litigare per chi fa la paryita successiva alla play. Basterebbe lasciarli fare da soli, in casa con noi, ma da soli. Come i nostri genitori facevano con noi nei giorni di pioggia quando eravamo costretti a stare chiusi in casa...questo si potrebbe fare, ma nessuno lo fa. La tentazione di intervenire sempre in nome dell'equità e delle norme di educazione è troppo forte, ma sono regole del mondo degli adulti, non dei bambini!

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  3. Da bambina vicino a casa c'era un gruppo di bambini che viveva in una strada confinante con delle vecchie serre di fiori abbandonate: questi bambini entravano nelle serre scavalcando il recinto e si apriva davanti a loro l'infinito. Alcuni rubavano i vasi rimasti e li vendevano alle signore del quartiere. Un paio di volte le guardie li inseguirono e loro riuscirono a scappare. Era la loro grande avventura. Io li invidiavo da morire. Essendo la loro strada poco frequentata in quel vicinato quei monelli facevano di tutto: giocavano a pallone, giocavano con le biglie, facevano tornei di figurine. Erano decine di bambini. Hai perfettamente ragione: i bambini sempre sotto controllo nei parchi, con giochi con cui non possono farsi male, perchè tutto può fargli male, o ancora peggio chiusi in casa a giocare con un pc sono la cosa più triste del mondo. Questo perchè i genitori hanno paura anche di fargli respirare aria

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    1. Il problema più grave, secondo me, è che i genitori sono diventati i nuovi compagni di gioco dei bambini, ma non si può giocare con mamma e papà. Bisogna giocare con i propri pari, bisogna prenderle e bisogna darle. Bisogna ridere insieme ad altri bambini, inventarsi regole e gerarchie. Bisogna farlo da soli. I tempi dei vasi rubati e delle biglie non torneranno mai più (purtroppo), ma cerchiamo almeno di far giocare davvero questo bambini (e colorare con mamma non è giocare!)

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  4. Effettivamente gli spazi non piu' usufruibili da bambini sono un problema in alcune realta', ma la maggior parte delle volte sono i genitori a tenere i figli in casa ad annoiarsi. Per paura. Cosi' facendo impediscono ai propri figli di crescere e vivere la propria eta'.
    Altra questione, non secondaria, sono i figli unici. Basterebbe avere un fratello/sorella per risolvere il problema, ma sempre piu' persone scelgono la via dell'unico figlio. Ovviamente a volte ci sono dei validi motivi, ma altre forse si potrebbe fare uno sforzo ed essere piu' altruisti nei confronti di quella creatura a cui vorremmo dare tutto, forse...

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    1. Purtroppo un fratello o una sorella non bastano più. Conosco due fratellini, nati a due anni esatti di distanza, entrambi maschi. Cosa c'è di meglio per farsi compagnia e giocare insieme? E invece no: è sempre stata la madre a proporre attività, a stabilire i turni, a redimere le controversie, a suggerire le mosse da fare, a pilotare il gioco di modo che vincessero una volta uno e una volta l'altro. Una volta sono andata in camera con loro (la zia Lena ama-va- giocare con loro) e gli ho chiesto "A cosa giochiamo?"
      "Devi deciderlo tu". Ho incominciato a dire che io non conoscevo i giochi dei bambini, che erano loro a dovermeli insegnare...niente. Mi hanno mostrato qualche gioco in scatola ma hanno chiesto a me di scegliere a cosa giocare e poi durante il gioco dovevo arbitrare qualunque cosa : vero che se il dado finisce sotto il letto si ritira e non vale? Vero che se vai su questa casella due volte non perdi il turno sempre? Vero che se ho un +2 lo posso buttare sopra un +4? E ho scoperto così che non solo la madre giocava SEMPRE con loro, ma che faceva di tutto perché i due non litigassero e adattava le regole per l'uno e per l'altro in base all'età. Altamente diseducativo.
      Forse per risolvere il problema bisognerebbe essere così altruisti da mettere al mondo tre, quattro, cinque, sei figli! Solo così, anche volendo, NON si trova il tempo di stargli sempre addosso!

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    2. Sono d'accordo con te al 100%. Per quanto riguarda la paura credo che sia un circolo vizioso: alcuni genitori tengono i figli in casa per paura, nei parchi ci saranno sempre meno bambini, sempre più gente "poco raccomandabile" inizierà a colonizzare i parchi per bambini, sempre più genitori terranno i figli in casa per paura.
      Quanto ai figli unici, non sai che tristezza mi fa vedere bambini soli al ristorante o a spasso con i genitori. Provo pena per loro, soprattutto perchè anch'io sono figlia unica. Certo, io andavo tutti i pomeriggi al parco, quasi sempre c'erano i miei compagni di scuola e giocavo con loro. Ma quando mi sono trasferita in un'altra città, oppure quando in estate andavo in vacanza in montagna con i miei genitori (in un posto diverso ogni anno) ero sempre sola. In giro osservavo il mondo, in casa leggevo tantissimo, all'epoca non mi annoiavo ma a ripensarci che tristezza immensa.
      Verissimo, se i bambini fossero almeno in due, sarebbe estremamente naturale lasciarli giocare da soli, senza intervenire in continuazione...

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  5. Le serate in cui sono stata costretta a passare ore a giocare a Uno solo Dio le conosce. Il periodo in cui mio nipote era fissato con Uno obbligava tutti a giocare. Cinque o sei adulti presi in ostaggio da un allora seienne, che non potevano fare una conversazione da adulti perchè obbligati a giocare col bambino e bisognava pure farlo vincere.
    Questa è follia.

    Lumen

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    1. Pranzo di famiglia, 8 adulti e 2 bambini, che si conclude con una partita a UNO? Ce l'ho!
      8 adulti che si divertono come dei bambini a suon di cambio giro e +4?
      Ce l'ho!
      Bambino che piange perché continuano a cambiare giro e lui non gioca?
      Ce l'ho!
      Altro bambino che chiede alla mamma un +4 e la mamma che glielo passa?
      Ce l'ho!
      8 adulti che si lasciano prendere un po' dal gioco e tra una risata e un 'beccati questa' non si accorgono di aver fatto arrivare al piccolo tre +4?
      Ce l'ho!
      Bambino che si rifiuta di prendere le dodici carte e mamma che cerca di convincerlo per dieci minuti?
      Ce l'ho!
      Bambino che se ne va?
      Ce l'ho!
      Bambino che torna urlando che 8 adulti non possono giocare senza di lui?
      Ce l'ho!
      6 adulti (io e marito NO) che gli danno ragione e si smette di giocare a UNO?
      Ce l'ho!
      Nuova partita a UNO con i due fratelli e la madre che giocano insieme, scambiandosi carte con padre?
      Ce l'ho!
      Pranzo di famiglia rovinato da UNO e dei bambini viziati?
      Ce l'ho!
      ALBUM COMPLETATO

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    2. hahahahahahaha che incubo post atomico!!!!
      Tutto uguale, con scleri annessi!!!

      Lumen

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  6. oddio, Lena, abbiamo gli stessi identici ricordi (anche i tre condomini col giardino - ma senza campo da tennis), uguali uguali.
    e concordo con te dalla prima all'ultima lettera.

    ah, vieni e leggiti questo:
    http://benzinaenocciole.blogspot.it/2012/10/onniscienza-e-pedagogia.html

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    1. Gne vive sollevato da terra è un capolavoro!
      Ma perchè? Ma perchè fanno così? Ma perchè sembra una cosa normale? Ma perchè nessuno protesta? Ma perchè nessuno si ribella? Ma perchè?
      Non riesco a darmi una spiegazione...

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    2. tu resta collegata, perché Gne è una cosa che ti fa passare per sempre la voglia di avere figlie ti fa correre dal ginecologo a farti annodare le tube... e peccato che il Benza abbia cancellato i vecchi post in cui raccontavamo di Gne...

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  7. Alcune settimane fa ero al parco con bambini e cane quando un bimbetto di 4/5 anni mi si avvicina e mi chiede gentilmente se il cane è bravo e se lo può accarezzare, gli rispondo di sì, che il cane si chiama Luna ed è bravissima. E' così che ci sorprende il nonno, che probabilmente si era allontanato per prendere la focaccia in macchina, riprende bruscamente il bambino: e adesso? non puoi mangiare con quelle mani!! Gli indico una fontanella poco lontana, quando ritornano indietro (lo avrà sterilizzato?) gli sta raccontando di un cane che ha sbranato un bambino ... P.S. Luna è una westy, un cagnolino bianco di neanche 5 kg, non sbrana neanche le crocchette nella ciotola, le succhia :)
    Orietta B.

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    1. Una volta ero in piscina, la bambina seduta vicino a me si alza e va verso il bordo vasca a piedi scalzi. La mamma le urla "Attenta, mettiti le ciabatte, non vedi che è pieno di verruche?"
      In confronto alle verruche la tua Luna di 5kg è un coyote affamato....

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    2. noi abbiamo una cagnona di 35kg che è buonissima e adora i bambini, da cui si fa fare qualunque cosa: un paio di settimane fa, al parco, le si avvicina una sconosciuta bimbina di meno di un anno, gattonante, e le infila la manina tra le fauci. Come reagisce la belva, il cane potenzialmente assassino (incrocio boxer-rottweiler)? SLAAAP! Le dà una bella leccata sul faccino.

      eppure, il padre di Gne è terrorizzato, e non vuole che il bambino si avvicini.

      eppure, ieri, durante la passeggiata ai giardini, una bimba di 2/3 anni la vede da lontano mentre annusa le foglie e mi chiede "cosa mangia?"
      io le rispondo che non sta mangiando ma annusando, e che quello è il modo che i cani hanno per conoscere le cose.
      mi avvicino di qualchemetro (saranno stati comunqe 15) e domando
      "la vuoi conoscere? è bravissima, non morde e le piacciono i bambini"
      la MADRE: "no, ha paura dei cani!"
      io ho continuato la passeggiata, con questa bimba che ci seguiva con gl occhioni sgranati...

      mi chiedo: avrà avuto più paura lei o la madre?

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    3. Sono senza parole. Ecco come i genitori/nonni insegnano ad amare gli animali. Raccontando queste cose.
      PS Adoro i Westie, mi fanno impazzire!!!!!

      Lumen

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  8. Lena, nel commento all'ultimo post ti avevo chiesto se le mamme che descrivi esistono davvero, ricordi?
    Ebbene, ne ho conosciute, non una, ma due in un colpo. Mi hanno fatto sentire una madre disgraziata, ma per fortuna appena ci siamo salutate sono tornata in me e mi sono fatta una risata.
    Sono una madre snaturata perché lascio il bambino da solo a giocare sul tappeto mentre rifaccio il letto nella stanza accanto. I loro occhi strabuzzati celavano una domanda: e se cade? Se cade, corro che a Bolt gli faccio un baffo, ma se non cade io ho rifatto il letto, tu no.
    Perché mi siedo sul tappeto accanto a lui mentre gioca, ma io leggo un libro nel frattempo.
    Perché non ho blindato la casa per evitare che arrivi alla tv come ha fatto una di queste due pazze.
    A questo punto la domanda l'ho fatta io: e quando giocando cadranno e si sbucceranno un ginocchio? Lena, giuro, ho visto il terrore nei loro occhi. Temo di aver condannato quelle due povere bambine. Ho insinuato il dubbio nella mente delle loro madri e ho rovinato per sempre la loro vita. Amen.

    PS che bei ricordi mi hai fatto tornare in mente... il mondo!!!!!

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    1. Cara Aglaja, innanzi tutto ti voglio fare i complimenti per due motivi:
      1) Fai il letto e leggi un libro mentre tuo figlio gioca sul tappeto. A meno che non si tratti di un tappeto volante, dubito che possa cadere quindi giusto così. Non sei l'unica madre 'snaturata', ma siete in poche. Dovrebbe essere la normalità, ma non è così, quindi complimenti.
      2) Hai detto queste cose ad altre mamme e poi ti sei fatta una risata ripensando alla loro reazione. Sei rimasta te stessa e non ti sei fatta prendere dall'ansia di essere una madre sbagliata, quindi complimenti.

      Ti devo però dare una brutta notizia, mi dispiace... adesso che hai letto i miei post vedi le cose anche dal mio punto di vista e di madri così ne troverai sempre di più. e' successo già ad altri miei lettori. Prima uno non ci fa caso...ma quando inizi a farci caso è la fine!! Ti ho passato la Lenite, mi disppiace ;)

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    2. Lena, altro che trovare altre madri così.. ti fischiano mai le orecchie? Ora ogni cosa che dico e faccio IO, penso: oddio mi starò comportando come una di quelle madri pazze di cui racconta Lena?!?? Mi fai venire le paranoie!
      Brava, continua così ;)

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    3. Presente!...Altra madre 'snaturata'...io faccio il letto, stendo i panni in balcone, cucino, con mio figlio che gioca tranquillo in salone sul tappeto. Uno sguardo ogni tanto per vedere se non si e' arrampicato sulla libreria tipo scimmia, ma per il resto se cade si rialza...
      Hai ragione Aglaja, a volte anche io mi sento irresponsabile davanti ad altre mamme super attente. Ma poi penso che il ruolo di un genitore sia quello di insegnare ai figli a camminare con le proprie gambe e a sapersela cavare da soli nel mondo. Io non potro' proteggerlo per sempre, quindi e' meglio se impara a rialzarsi da solo quando cade!
      Anche io ho conosciuto una tizia con un bambino di 7 mesi che non aveva mai 'toccato terra'. Lo teneva sempre in braccio per paura che si facesse male...Bah!

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  9. Ciao (sono AnnA), vi sono mancata?
    (dite sì, dite sì :)).
    Avevo deciso di non commentare in questo post perché mi cagionava troppa amarezza, ma quello che è successo stasera ve lo devo raccontare.
    (premessa) Dei miei 50 minuti di seduta con i bambini, i piccoli sanno che SE lavorano bene, gli ultimi 5 minuti possono scegliere un gioco da fare insieme.
    Ho scelto di fare così (non tutti i colleghi lo fanno, con motivazioni più che legittime, peraltro) per motivarli (non è detto che a 4 anni quella di "pronunciare bene le paroline" come dicono le mamme, sia sufficiente) e per rinforzare la relazione terapista/utente.
    Il gioco prediletto dai grandini (dai 6 anni in poi) è proprio UNO.
    Se non in occasioni rarissime e superparticolari, io non li faccio vincere, ma anzi investo un certo impegno nell'attività (e tanto vale non illudersi, in genere i bambini si accorgono quando li si lascia vincere e fanno facilmente 2+2 se a casa vincono sempre e con i pari mai).

    Studio logopedico, (sta)sera.
    G (8 anni)ridendo: ... e quindi anche se lei aveva DUE +4, e ho preso 8 carte, con i miei cambio giro e salti il turno..." (Spoiler: ha vinto lui)
    Mamma di G: quindi quando giochi con la dott. prendi anche le carte. Com'è che a casa no?
    G: perché qui se non si rispettano le regole del gioco, si torna a fare gli esercizi.

    Sic Et Simpliciter.

    Son soddisfazioni.

    PS giocare con gli adulti è un evento (non a caso si parla della tradizionale tombola DI NATALE), è divertente è bello.
    E' l'eccezione.
    Non la regola.

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    1. Sì,sì,sì: a me sei mancata!!!
      Mi dispiace che i miei post siano per te causa di amarezza, mi rendo conto che a volte è meglio non pensare a certe cose.
      E' inutile insistere sempre sugli stessi punti, tanto io e te ci capiamo al volo... l'ho già scritto in un altro post:
      Date ai bambini delle regole e saranno felici di rispettarle.
      Dite ai bambini dei no e apprezzeranoo di più dei sì.

      Qui potrei riallacciarmi a questo post:

      http://www.dibuonalena.blogspot.it/2012/02/avevo-9-anni-e-vivevo-in-una-cittadina.html

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  10. (Sempre AnnA)
    Figurati cara!
    Non sono certo i tuoi post a cagionarmi amarezza, ma il fatto che anche una cosa semplice e normale come il gioco possa essere così snaturata e distorta (peraltro scontentando tutti, per la serie il massimo sforzo per il minimo risultato).
    Giocare di tanto in tanto con un bambino è piacevole per l'adulto e gratificante per il bambino. Farlo sempre è snervante. Se l'adulto è l'unico compagno di giochi del bambino è patologico (infatti nei casi in cui è necessario - tipo nei bambini che devono fare lunghe degenze, magari in ambienti sterili- si presta molta attenzione a questo punto).
    Io mi ricordo di cose bellissime, divertentissime, nuovissime e segretissime pensate da sola o con gli amichetti che nessuno si sarebbe mai sognato di condividere con "i grandi". Pomeriggi interi. E magari alla sera la pancia ti faceva male per le risate che ti eri fatta.
    Questi bimbi non avranno tutto questo.
    Poveri bambini.

    Lettura datata, ma illunimante "Se mi vuoi bene, dimmi di no."
    http://www.amazon.it/Regole-potere-positivo-aiutare-crescere/dp/8846401247/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1352937620&sr=1-1
    L'immagine di copertina è emblematica.

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