martedì 11 settembre 2012

Buonanotte

"Ti ho registrato l'ultima puntata di Modern Family"
"Grazie, grazie, grazie!"
"Guardala pure, io intanto metto a letto il Topolo"
"Ti aspetto"
"No, guardala, tranquilla. Mi ci vogliono almeno quaranta minuti per il rituale della nanna"
Accendo la TV, schiaccio play e inizio a guardare il mio telefilm. Non riesco a concentrarmi. Quaranta minuti? Almeno quaranta minuti? Il 'Topolo' ha tre mesi... cambio del pannolino (5 minuti?), pigiama (2 minuti?), sdraiarlo nella culla (10 secondi?), rimboccargli le coperte (20 secondi?), spegnere la luce e uscire dalla stanza (30 secondi?). Totale: 8 minuti. Cosa farà nei restanti trentadue minuti? Almeno trentadue minuti?
Gloria e Cam mi fanno schiantare dal ridere, perdo la cognizione del tempo. Pubblicità. FF. Calcolo che sono già passati 15 minuti. cerco di captare suoni e rumori dall'altra stanza, ma niente. Fine pubblicità. Play. La famiglia è a Magic Kingdom, pantofole per Gloria, scarpe col tacco per la piccola Lily. Fine puntata. Sono passati trentacinque minuti e sono da sola in soggiorno. P+ P+ P+ faccio zapping. Mi fermo sull'ultimo video di Rihanna. P+ P+ P+ l'ho visto questo film... Alla fine si mettono insieme in un parco, mangiando solo le M&M's marroni. P+ P+ P+ Ma che ore sono? Sono passati cinquantotto minuti.
"Eccomi. Si è addormentato in fretta stasera...meno male".
Scopro che tutte le sere, da tre mesi e dodici giorni, in questa casa si svolge il rituale della nanna:
-bagnetto caldo, luci soffuse in bagno e candele (senza profumo)
-massaggio rilassante per bebè
-vestizione
-ninna nanna tra le braccia della mamma
-culla
-posizionamento del doodoo nella culla (un pupazzo che la madre tiene addosso per dargli il suo profumo)
-lettura di una fiaba
-carezze e contatto fisico finchè non si addormenta
"Beato lui,",scherzo, "da domani lo pretendo anch'io...vediamo se Marito è d'accordo!"
"Ma guarda che per i bambini è importante riposare bene e arrivare rilassati e preparati al momento della nanna. E' l'unico modo per dormire bene e non sentire il distacco. E poi se non faccio così non dorme..."
Bambino che dorme da solo
E io che pensavo che l'unico modo per dormire bene (soprattutto a tre mesi di vita) fosse sdraiarsi e chiudere gli occhi...non sono proprio pronta ad essere madre!
Per forza non dorme, se lo abitui così! Mi spieghi che senso ha leggere una fiaba ad un bambino di tre mesi? E perchè devi stare lì con lui finchè non si addormenta? Non deve esistere nessun rituale della nanna, non è mai esistito e chi l'ha inventato ovviamente non ha figli...o ne ha uno solo! Come faresti con quattro figli? Cosa sono 'ste boiate da manuale di puericultura comprato all'Esselunga?
Lo sento. E' nell'aria. Continuo comunque.
E' ovvio che adesso si addormenti solo se fai tutte queste cose, ormai l'hai abituato così! E' piccolo, ma non è mica scemo. Ma se vai avanti così cosa farai tra un paio d'anni? Cosa farai quando vorrà due fiabe -e le vorrà, stai tranquilla che le vorrà-
Lo percepisco. E' quasi una presenza fisica. Continuo comunque. Ormai sono lanciata.
Perchè non lo porti in cameretta, lo metti nella culla e te ne vai? vedrai che...
"Tu non puoi capire, ma quando avrai un figlio..."
Eccolo lì...si è fatto attendere fin troppo a lungo. Conversazione finita.

Non ho un figlio, ma capisco. Capisco perchè è stata proprio lei a dirmelo, dal giorno in cui è nato il Topolo.
"E' così piccolo, indifeso, delicato..." , "Non riesco a staccargli gli occhi di dosso, specialmente quando dorme, è bellissimo...", "Quando dorme respira profondamente e quel suo pancino che va su e giù è ipnotico...", "Sembra impossibile che un esserino così minuscolo possa sopravvivere. Ogni cinque minuti vado a controllarlo.."
Mi avevano fatto tenerezza quelle frasi, ma avrei dovuto prevederne gli effetti: lei voleva guardarlo dormire, lei aveva bisogno di controllarlo continuamente, lei era ipnotizzata. Il bimbo si è abituato alla sua presenza, al suono della sua voce e adesso è lui che vuole essere guardato mentre si addormenta, è lui che ha bisogno di lei, è lui che pretende il contatto fisico.

Inizia spesso così. Inizia sempre così.
"L'ho messa nel lettone con noi quando era malata e dovevo darle l'antibiotico ogni quattro ore. Aveva due anni e mezzo povera stella. Adesso ha sei anni e dorme ancora in mezzo a noi. Anzi, spesso solo con me perchè mio marito dice che si sta stretti in tre e non riesce a riposare bene, quindi va a dormire nella camera degli ospiti."
"Da piccolo era una meraviglia: dove lo mettevi stava e si addormentava subito. Poi mio marito è dovuto andare via per due settimane e per la prima volta mi sono ritrovata a dormire in casa da sola col bimbo. Avevo un po' di paura, una specie di ansia, quindi l'ho portata con me nel lettone. Quando mio marito è tornato a casa non c'è stato più verso di farla tornare a dormire in camera sua."

Inizia spesso così. Inizia sempre così. Inizia per un bisogno della madre, per una sua paura o un suo desiderio. Il bambino si abitua e rende proprio quel bisogno.
I bambini sono delle tele bianche, non sanno nulla, non conoscono nulla e tutto è una scoperta. Se dormono nel lettone, anche una sola notte, scopriranno che è bello, più bello che dormire da soli e lo pretenderanno sempre.

Non devono esistere rituali della nanna: ti metto a letto e spengo la luce. E tu dormi.
Niente massaggi, lucine, musichette.
Il lettone -e la camera dei genitori- devono essere off limits, sempre.

Ci si addormenta da soli e si dorme da soli.
Buonanotte



62 commenti:

  1. Cara Lena, sono in parte d'accordo con te, i bambini imparano ciò che gli insegnano, verissimo, ma e' altrettanto vero che nascono già con un loro DNA ben definito.
    Ci sono bimbi che per temperamento strillano tutto il giorno, sono agitati, hanno bisogno di tanto contatto fisico. Altri invece sono placidi, tranquilli, si addormentano soli e da ogni parte, giocano soli.
    E magari e' così già dai primi giorni e i neo genitori ci devono prendere le misure e a volte 'cadere' in certe 'cattive abitudini' per stanchezza, magari inesperienza, fragilità, ma ti assicuro che e' difficile sentir piangere troppo a lungo un neonato!
    Detto questo gli adulti siamo noi e molto dipende dalle abitudini che noi proponiamo loro.
    Come ben sai ne ho due e finora non ho mai passato notti in bianco, mai stati a dormire nel lettone, e ora dormono entrambi nella loro cameretta, pero' certe giornate possono sembrare infinite e inciampare nell'errore e' un attimo. E soprattutto, purtroppo, non succede mai che se hanno sonno i bimbi, li appoggi e dormono...certo da li a 1 ora tutte le sere....ce ne passa!
    E di certo a 3 mesi il libro non lo capisce!!!
    Sai cosa ho notato? Sembra che l'educazione e la crescita dei bimbi passi attraverso dei metodi: Estivill, Hogg, il massaggio, etc etc, fior fior di libri che si leggono in attesa...ma fare un po' di testa propria? Imparare a conoscere da soli i propri bambini? Provare, sbagliare, ma non fare il rituale perché ce lo dice qualche libro...

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    1. Cara Stefy,
      non potrei essere più d'accordo con te! Libri, canali TV, articoli, riviste...ci riempiono la testa con le ultime teorie, le ultime soluzioni, le ultime tendenze in fatto di puericultura. Crescere un figlio, però, non ha niente a che vedere con le ultime tendenze: è una cosa che si fa da milioni di anni e che in molti Paesi viene ancora fatta in maniera assolutamente naturale.
      Non sono un robot, è ovvio che sentire un figlio piangere faccia male al cuore (oltre che ai timpani) ed è proprio un meccanismo naturale inscritto nel nostro DNA quello di rispondere al pianto del figlio, di non riuscire a farne a meno. Come sempre parlo di casi normali, di una normale sera che, per fortuna, non è l'eccezione. La notte con le coliche, il periodo dei dentini...in certi casi non è possibile lasciarli soli nella culla a piangere, sarebbe disumano. Ma da che mondo è mondo, se la madre è tranquilla e serena, lo sono anche i neonati. Tu non sei stata fortunata ad avere due figli che ti lasciano dormire tutta la notte, sei stata brava. Anzi no, comportarsi in maniera naturale e serena non dovrebbe meritare complimenti.Però al giorno d'oggi è così raro che i complimenti te li faccio lo stesso.
      Mia nonna mi raccontava sempre che mio padre dormiva tredici ore di fila, mia zia non chiudeva occhio. "E tu come facevi a non dormire?" le chiedevo io. Ma lei dormiva. Si addormentava sentendo la figlia che 'parlava' da sola nella culla, faceva versetti e risatine. Lasciare che un bambino si addormenti da solo nella sua stanza non deve essere visto come una punizione, né per il bambino né per le madri.

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  2. E' verissimo, a me è capitato quando ho trascorso una vacanza di 15 giorni in albergo in Puglia: il lettino da campeggio che avevo portato non poteva essere collocato nella camera perché non c'era lo spazio sufficiente tra il letto e il muro. Avrei dovuto esigere un'altra camera o cambiare albergo invece di ascoltare la padrona dell'albergo che suggeriva di far dormire la bambina fra noi. Ecco, da allora invasione nel lettone, non di una, ma di due perché poi la sorella non voleva essere da meno. Però siamo sopravvissuti, è stato anche bello averle nel lettone tutte e due più il cagnolino di peluche. A periodi, s'intende, non sempre. E penso ci sarà sempre un'occasione per cui il bambino ti verrà a dormire nel lettone a meno che tu non ti tappi in casa finché il pupo non ha 12 o 13 anni: il camper, l'albergo, il week end a casa della zia, ecc Sai che ti dico? Io preferisco così.

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    1. Ciao Destinazioneestero, benvenuta nel mio blog!
      Come forse hai letto nella mia presentazione, io non ho paura di fare un figlio, io ho paura di diventare madre. Ho paura di dire anch'io, un domani, 'preferisco così'. Non fraintendermi, il mondo è bello perché è vario e sono felice che tu sia felice così, ma io non voglio cambiare. Non in maniera radicale e totale, intendo ( un figlio ti deve un po' cambiare, sarebbe inquietante se non fosse così). Non voglio dire 'io preferisco così'.

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  3. Esattamente, come dice Stefy. I bambini sono tutti diversi, applicare a tutti un metodo o un altro può essere fallimentare.
    Io sono d'accordo con una regola semplice.
    I bambini che sono terrorizzati quando si svegliano di notte, lo sono perchè non riconoscono la situazione in cui si sono addormentati.
    Troppe madri fanno l'errore di addormentare i bambini in braccio o stando vicino a loro, o tenendo loro la mano. Il risultato è che il bambino quando si sveglia non riconosce più quella situazione e si spaventa. Giustamente si è addormentato nel calore delle braccia della mamma e ora si risveglia da solo nel lettino. Ovviamente piange e si dispera.
    E' come se io mi addormentassi vicino a mio marito e mi risvegliassi nella vasca da bagno, più o meno.
    Quindi di regola, sia che si tratti di sonno pomeridiano o notturno dovrebbero imparare che il sonno è quando si viene messi nel proprio letto, e basta.
    Il rituale mi sembra un'altra gran baggianata stile BabyTv.
    La domanda scandalo per la quale tutti mi lapideranno è: se un adulto non avrà mai il privilegio del rituale prima di addormentarsi, perchè dovrebbe averlo un bambino?

    Lumen

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    1. La risposta scandalo per la quale tutti mi lapideranno è: perché oggi si mette il bambino al centro di tutto. Gli adulti devono (anzi vogliono) frantumarsi lo scroto guardando I Numerotti tutte le sere, perché al bambino piace quello. Gli adulti devono (anzi vogliono) dopo una giornata di lavoro fare i compiti dei figli (ops, con i figli) perché il bambino da solo si annoia e li fa male. Gli adulti devono (anzi vogliono) rinunciare a una cena fuori, un cinema, una festa o addirittura un week end romantico perché il bambino preferisce che loro stiano in casa.
      Poi, come sempre, c'è l'inversione soggetto-oggetto: le madri vorrebbero un rituale della nanna (bagno caldo a lume di candela, massaggio e frasi sussurrate nell'orecchio...dove devo firmare?), sanno di non poterlo avere e quindi proiettano il loro desiderio sul bambino.

      PS: la frase della vasca da bagno mi ha fatto schiantare dal ridere!!!

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    2. il rituale della nanna ce lo hai anche tu, solo che non te ne rendi conto...
      Che so... fai pipì, ti lavi i denti, ti metti il pigiama, vai a letto, leggi un libro, ecc. ecc.
      Facciamo più o meno sempre gli stessi gesti quando si acquisisce una routine... è semplicemente una questione di rendersene conto.

      Poi se il sonno è quando si viene messi nel proprio letto, come avete fatto a concepire questo bambino, sul tavolo della cucina?
      Chiaramente niente bacio della buona notte da tuo marito, niente libro, niente computer, niente di niente... a letto si spegne la luce e si dorme fino al mattino successivo. E guai ad alzarsi la notte per far pipì.

      Due pesi e due misure?

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    3. Andrea, deduco tu faccia tutte queste cose con lo stesso ordine, per lo stesso tempo, ogni sera? Perché è questo il concetto di "rituale". Io ieri sono andata a letto alle 22 dopo la doccia. L'altra sera alle 00.30 dopo un film ed aver letto qualche pagina di una rivista. Ora sono le 23.38, sono al PC e con la tv accesa, già in pigiama.
      Ah, dimenticavo che settimana scorsa mi sono alzata alle 4 per fare pipì.

      Ma come, dov'è il mio rituale??

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  4. Ogni bambino é storia a sé. Secondo le indicazioni fornite dal pediatra del consultorio che abbiamo frequentato, prima dei due/tre mesi di vita essi non percepiscono il senso del tempo e della presenza/assenza delle persone: in questa fase i loro comportamenti sarebbero perlopiú istintivi e primordiali per la loro sopravvivenza.
    Se questa ipotesi fosse vera, non avrebbe in questa fase molto senso porsi il problema della loro educazione cognitiva, bensì quello di alcune abitudini base. Quello che ci sembra stia a me e mia moglie accadendo, é che il bambino "primordiale" pianga in relazione a un problema "primordiale": fame, sonno, disagio di varia origine (coliche, rumori, temperatura..), e cerchiamo nei limiti del possibile di regolarci di conseguenza.. ma capita che il bimbo non smetta mai di piangere per motivi imperscrutabili, e che si calmi (alle volte) dando soddisfazione a un altro istinto primordiale: la suzione; ecco che così é capitolato uno dei nostri propositi di partenza, evitare di dargli il ciuccio!

    Per il sonno, sembra verosimile che sia giusto dedicare una stanza al bambino in epoca dello svezzamento, prima che si renda completamente conto della condizione di presenza/assenza dei genitori: noi abbiano un bilocale quindi presumibilmente nostro figlio dormirà in cucina!

    Con ciò voglio dire che la teoria é una cosa, i principi un'altra, e la pratica un'altra ancora: forse i tre messi insieme aiutano a prendere le decisioni migliori, a seconda delle situazioni che ogni singolo bambino di ogni peculiare famiglia vive in una propria situazione.

    TBZ

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    1. Io descrivo sempre casi limite, ma assolutamente veri.
      E' ovvio che tra la teoria e la pratica ci sia di mezzo un oceano, ma questo non giustifica chi si 'inventa' un rituale della nanna che dura un'ora, chi vuole il bambino vicino perchè ha paura che di notte gli possa accadere qualcosa, chi dice al bambino che non deve aver paura a dormire da solo (metodo infallibile per far venir paura al bambino), chi ha cacciato il marito nella camera degli ospiti e dorme con il bambino di otto anni nel lettone.
      Insomma, per usare una metafora: un bicchiere di vino a pasto va bene, tre bottiglie ad una cena con amici è un po' troppo ma in compagnia e una volta ogni tanto si goustifica, far colazione con la vodka, pranzo con il gin e merenda con la grappa è inaccettabile!

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    2. inasssshettabile? parla per te, shai!? hic! :D

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  5. Beatrice da sempre s'è addormentata al 3 (contavo e al tre russava... metaforicamente). Con Filippo è proprio un'altra storia... (http://ilmiosuperpapa.blogspot.it/2012/03/papa-mano.html, per fare un esempio). Eppure i metodi applicati sono stati identici. L'unica soluzione: che crescano!!!

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  6. Ho sei figli (quasi, manca un mese e poco più alla nascita del sesto). La prima si addormentava solo nella sua culla, da sola. Non voleva stare in braccio. A me quasi dispiaceva.. Il secondo ha avuto bisogno, per mesi, di interminabili minuti di coccole, mentre mi accarezzava i capelli. La quinta per quasi un anno ha dormito quasi esclusivamente con me (e per la sopravvivenza mia e della famiglia ho passato notti e notti con lei sul divano o sulla poltrona...).
    Per dire che i figli sono proprio individui a sè.
    Ma il tuo discorso è un altro, ed è molto chiaro. Io credo che ci sia un difficilissimo equilibrio, tra il rispettare l'individualità e il valore assoluto della peronsa del figlio (che soprattutto neonato davvero dipende da noi in tutto e per tutto) e il non farne un idolo sul cui altare sacrificare tutto il resto di sè e della realtà (commettendo violenza anche nei suoi confronti, perché non si merita tanta responsabilità sulle spalle).
    Capisco benissimo la tua paura di essere madre, ce l'ho ancora anche io, nonostante 12 anni di attività e una esperienza piuttosto intensa. D'altra parte, se guardo a me, il primo punto che mi permette di superare la paura non è conoscere tante teorie pedagogiche o sapere qual sarà la mossa migliore da fare.
    Ciò che mi permette di non temere è il padre dei miei figli. Perché il grande inganno sta nel dimenticare che il figilo esiste (come condizione necessaria) nell'incontro di due persone, e nell'affermazione di una preferenza, di una scelta di vita comune. Questo rapporto privilegiato detta il passo anche dell'educazione successiva dei figli: ricordarsi la loro origine impedisce di farne il centro del nostro mondo (perché è evidente che c'è qualcosa che viene prima) e d'altra parte ce li fa trattare come quella realtà asolutamente preziosa che sono. Così non esiste più contrapposizione tra "i figli" e "il resto", perché è l'affermazione di me, del mio rapporto con mio marito, delle mie scelte di vita, che valorizza e sostiene anche loro, la loro esperienza, il modo di guardarli.
    Poi l'errore (puntuale) è all'ordine del giorno, perché siamo proprio imperfetti. Ma non c'è più timore o angoscia nello sbagliare, perché si può sempre correggere il tiro, riprendere, andare avanti.
    L'unica cosa che fa tremare i polsi, almeno a me, è la necessità di rispettare la libertà del figlio. Questo, crescendo, diventa drammatico, perché per quanto possiamo aver fatto "bene", la sua libertà è aperta a tutto. E se non li si è trattati come piccoli dittatori e tiranni, è più facile riconoscerlo...

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    1. Cristina, hai sei figli tuoi e -se non ricordo male quello che ho letto in un commento su FB- ne hai avuti otto in affido. Posso affermare con assoluta certezza che non sei nemmeno lontanamente una delle madri che descrivo. Come faccio ad essere così sicura? Ne hai 6 (+8) ed è impossibile passare un'ora a sera con ognuno per farli addormentare, impossibili vestirli e lavarli tutti fino ai dodici anni, impossibile fare i compiti con tutti e così via.
      Gli errori di cui parlo io sono le esagerazioni, non quegli sbagli che, naturalmente, si fanno con i figli, con gli amici, con i colleghi eccetera.
      L'esagerazione a cui fa capo tutto il resto è quella di voler mettere il bambino (che di solito è uno, a volte due, raramente tre...) in una campana di vetro sopra un piedistallo. Ieri ho aperto FB e in bacheca mi è apparsa una foto con un vasino rosa e una piccola cacca dentro. La mamma orgogliosa ha pubblicato questa foto e ci ha taggato delle pagine e dei profili dedicati alla maternità. La merda, seppur di mio figlio, è sempre merda! (scusa il francesismo, ma a volte ci vuole). Non voglio diventare così, non voglio frequentare gente così.

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    2. Quella merda a te sembrerà solo e soltanto merda. Ti sembrerà ridicola fotografarla quasi come stesse in una bacheca di vetro sottovuoto. Ma perchè una mamma è così folle da farne un monumento? Forse perchè la fatica, la pazienza, la perseveranza per arrivare ad un risultato del genere seppur banale probabilmente sono costati tanto. Da fuori sempre tutto ridicolo ma dal di dentro è chiaramente diverso. Non ti sto ad elencare tutto quello che abbiamo passato noi e le situazioni al limite che abbiamo subito per arrivare anche noi a fare l'applauso alla merda.

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    3. Se l'applauso alla merda è fatto tra le mura domestiche, in famiglia, va benissimo. Capisco la soddisfazione di non dover più cambiare pannolini. Non accetto che mi venga sbattuta in faccia, non voglio vederla perchè mi fa schifo. Ci sono cose che in pubblico non si fanno. Invitarmi a cena e mettere il bambino sul vasino di fianco a me e dirgli spingi spingi, bravo bravissimo, senti che puzza l'ha fatta, che bravo, il tutto mentre io sto mangiando non si fa. Vuoi festeggiare la merda di tuo figlio? Bene, brava, ti regalo anche una bottiglia di vino, ma non invitare pubblico in casa per favore. (Mi riferisco alla mia amica Erika, che ha fatto proprio questo!)

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    4. Questa è semplicemente maleducazione. Se siamo soli in casa mio figlio può fare i suoi bisogni anche in salotto. Se c'è gente in casa i bisogni si fanno in bagno e sopratutto si apre la finestra.

      Forse è la gente che frequenti che ti ha deviato dall'idea della gravidanza :-)

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  7. Ho un figlio di 10 mesi. Lo metto nel lettino, bacetto e dorme fino alla mattina dopo.
    Faccio così da quando ha un mese, mai un problema. Credo di renderlo più indipendente in questo modo (o forse sono fortunata, che dorme subito).

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    1. Se dorme subito, fai più che bene. Se si procurasse il vomito a furia di piangere, anche tu faresti diversamente (spero). Il punto è rispettare la sua individualità.
      Se lo costringessi ad un'ora di rituale perché è "giusto" così gli useresti in egual modo violenza, io credo!
      Cosa aspetti a fare il secondo, se il primo è così buono??? :-)

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    2. No, non credo che tu lo renda più o meno indipendente. Semplicemente la sua indole è così.
      Quando ero giovane e spensierato (e senza figli - e anche con 1) anche io pensavo che i figli dovessero essere resi indipendenti in questo modo, ma poi mi sono reso conto che l'indipendenza si raggiunge seguendo altre strade (che difficilmente passano per il lettino). Sia che dorma nel lettino o nel lettone o che ciucci a ogni più sospinto o mai, credo che faccia una differenza pari a meno di zero per quanto riguarda la sua indipendenza.
      L'unica differenza è se togli qualcosa che a tuo figlio serve e in questo caso non hai un bambino più o meno indipendente, ma uno sicuramente più frustrato (così come lo sarà la madre...)

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  8. Scusa, ma non ho molto tempo...
    in breve... semplicemente tu non sai di cosa parli (e non prenderla come un'offesa:) ).
    È come se io scrivessi un post su criticando un americano che vive in Giappone considerando che non sonno americano e non ho mai visitato il Giappone, oppure se ne scrivessi un altro dicendo che descrive cosa si prova a essere una moglie con il marito in carcere, considerando che non sono donna e non sono mai stato in carcere.
    Insomma, ne riparliamo se (e mai) ti troverai nella situazione di avere uno o più bambini.
    In molti (io compreso) la pensano in modo non dissimile dal tuo quando non hanno ancora figli o se ai figli badano terze persone, ma se ti ci trovi tu... la musica cambia. Quando te ne rendi conto che le cose non sono come te le aspettavi hai due scelte: o cambi anche tu, o persisti per la tua strada, ma allora devi essere pronta a una vita di frustrazioni (con buona pace della Hogg:) ).

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    1. Aridaje.
      Il solito genitore che commenta dicendo che se non si è genitori non si può capire.
      Se tu conoscessi il senso di questo blog scopriresti che l'autrice è una persona che in cuor suo non esclude A PRIORI l'idea di un figlio... ma ha paura di farlo in una società nella quale la maternità è sinonimo di abnegazione eterna, sacrificio, perfezionismo, iperprotezione, ipocrisia, perbenismo.
      E con lei anche io. Nei miei desideri c'è l'istinto di avere un figlio, diamine, sono sempre e comunque una persona.
      Ma poi mi scontro con le altre madri che conosco e la maggior parte (non tutte!) mi fa passar la voglia.
      E allora? Allora accetto di essere debole e influenzabile, di non essere una roccia anche se credo nelle mie idee, e ho paura che verrei criticata a ripetizione (sì, ci sta che una persona possa avere paura delle critiche altrui, la presunzione di fregarsene totalmente del prossimo la lascio ai link dei bimbiminkia di Facebook) per il fatto che non sono disposta ad allattare fino a due anni (voglio essere indipendente), non sono disposta a dormire con il bambino nel lettone (se permetti preferisco mio marito), non sono disposta a costose feste di battesimo & company, non sono disposta a rinunciare a quello che ero sotto il coro dei "Ora sei mamma e tu non esisti più".

      Lumen

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    2. Lumen, ti invito a cena!! Vieni a vedere, magari ti passa la paura (o forse te ne facciamo venire di più!!)

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    3. Lumen,
      non ti offendere, ma dalla tua risposta è chiaro che non sai di cosa parli:) Mescoli fisiologia, consumismo, vizio e necessità come se fossero tutti allo stesso livello.
      Però non c'è da stupirsi... anche io avrei scritto più o meno le stesse cose "prima"... Ti assicuro che né il post, né la tua risposta al mio commento sono particolarmente "innovative". Anche sul nostro gruppo babiminkia sono in parecchi che hanno detto di averla pensata esattamente come te. Poi però, come sovente accade, la vita di porta a riconsiderare quello che hai dato finora per scontato, ma è così sempre, altrimenti sai che noia:)

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    4. x LUmen. Il senso di questo blog è chiaro. Ok, c'è una donna che vorrebbe avere figli ma non vuole diventare una madre tipo quelle che vede in giro.

      Già questo fa capire che non è poi così sicura che tutte le teorie di cui parla, criticando il comportamento altrui, siano poi così solide e facilmente applicabili. L'unico modo per scoprirlo è dare un significato alla propria natura e creare una famiglia che vada oltre la coppia. Il resto sono solo parole scritte su un blog, che possono far sorridere, riflettere, ma restano tali.

      Diverso è parlare di educazione dei figli, di mettere a letto i figli, di fare o non fare determinate cose con/per i figli, e dire che farle o non farle è giusto o sbagliato. Perchè c'è la teoria e poi c'è la pratica.

      Io stesso, come Andrea, prima di diventare padre pensavo certe cose, ora in parte mi sono ravveduto. Pensavo, per entrare in un vissuto che in questo blog non c'è, che fosse molto molto molto più facile gestire un capriccio. Pensavo che i bambini li metti nel lettino e dormono. Pensavo che a tutte le mamme venisse il latte, subito e sempre. Pensavo, supponevo, ipotizzavo. Poi diventi genitore. E le ipotesi, o almeno parte di essere, vanno a farsi tranquillamente fottere. Per dirla da adulti.

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    5. x Lumen...rispondo alle frasi che hai scritto:

      non sono disposta ad allattare fino a due anni (voglio essere indipendente) --> molto difficilmente si allatta fino ai due anni. Pensa un po', in questa società che Lena dice essere sconvolgente, ci sono molte donne che scelgono di non allattare e se ne fregano della natura. Un tempo sì, ti avrebbero guardata come una strega, oggi non più. Per la cronaca, mia moglie ha cominciato in entrambi i casi l'allattamento esclusivo, interrompendolo per diversi motivi dopo poche settimane la prima volta e dopo 3 mesi la seconda. Ci sono persone che hanno criticato questa scelta, e Andrea è tra questi :-) - ma delle critiche ce ne siamo assolutamente fregati. Sì, ci riescono anche gli adulti genitori, non solo i "bimbiminkia".

      non sono disposta a dormire con il bambino nel lettone (se permetti preferisco mio marito) --> nessuno ti costringe. C'è chi sceglie il cosleeping e chi no. E' una scelta e fa parte della PRATICA dell'essere genitori. Le teorie...sono scritte sui libri. Per la cronaca, nessuna delle mie due figlie hai dormito nel lettone.

      non sono disposta a costose feste di battesimo & company, --> le nostre figlie non sono battezzate. Sì, qualcuno a storto il naso. E sticazzi?

      non sono disposta a rinunciare a quello che ero sotto il coro dei "Ora sei mamma e tu non esisti più". --> anche questa è una scelta. Ci sono periodi in cui si sente annullate e bisogna darsi una scrollata. E allora? Anche questo fa parte della PRATICA dell'essere genitori.

      Teoria / Pratica
      Teoria / Pratica

      insomma...date un senso alla vostra natura, diventate mamme e tra due anni ne riparliamo ;-)

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    6. Yeah, ma quante risposte :)
      Grazie a tutti, soprattutto perchè non mi avete sbranato :)
      Comunque, molta della mia paura deriva dallo stretto contatto e dalla continua osservazione della famiglia di origine di mio marito e del loro modo di crescere i figli (lui è diversissimo da loro, altrimenti non starei con lui).
      Sua sorella ha due bambini, uno in età da scuola primaria e uno in età da scuola dell'infanzia. Sono arroganti, maleducati, non salutano e non conoscono la parola "grazie". Il grande cena da solo in salotto servito e riverito davanti alla tv, il piccolo dorme con la madre nel lettone, costringendo il padre ad andare a dormire in cameretta.
      Ogni loro desiderio è esaudito.
      Quando i bambini rispondono male, la madre dice loro "scusate, non volevo farvi arrabbiare".
      Ovviamente se io o mio marito proviamo a far notare queste cose ci viene risposto "eh, voglio vedere quando ne avrete voi, alla fine farete le stesse cose".
      Per me loro sono il simbolo della maggior parte delle famiglie di oggi.
      Io amo la famiglia di mio marito e con loro ho un bel rapporto. Ma ho paura che se avessimo un figlio inizierebbero a criticare il MIO modo di crescerlo, che tanto a confronto con il loro qualsiasi modo di educare un po' più inquadrato sembrerebbe Full Metal Jacket.
      Vorrei educarlo a modo nostro senza rovinare i rapporti con loro.

      Lumen

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    7. Andrea con le tue parole non fai che confermare la mia teoria.
      Ho aperto questo blog perchè hi visto tante, troppe donne che ritenevo intelligenti, riflessive, equilibrate e autocritiche perdere completamente la ragione dopo aver partorito. Prima la pensavano come me, adesso come te. Io non sono meglio di loro, quindi chi mi dice che non farò la stessa fine? Ma io non voglio perchè le trovo ridicole quando portano il bambino di dieci mesi (mesi non anni) in gita all'acquario di genova perchè gli piacciono i pesci (vivendo a 200km da Genova e col marito che dopo un quarto d'ora aveva mal di mare e claustrofobia ed è uscito, a lui gli acquari non sono MAI piaciuti).
      Divendando genitori si cambia. Non lo metto in dubbio. Questo blog è uno sfogo per me, perchè continuo a credere che fare i compiti del bambino non vada bene, che chiamare un animatore per una festa di compleanno con 100 invitati di sei anni non vada bene, che comprare un lettore dvd da viaggio perchè in macchina si annoia non vada bene, e tutto il resto di cui parlo qui.
      Questo blog deve essere un promemoria per me che, nel caso in cui decidessi di fare un figlio, mi rileggerò tutti i giorni. Se mi verrà in mente di mandare una mail firmata dalla bimba di due ore di vita leggerò il mio primo post e firmerò a nome mio.

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    8. Massimiliano, la tua lapidaria sentenza "date un senso alla vostra natura" la trovo davvero irrispettosa e rasente maschilismo e cecità. Le sorelle Austen erano assai più moderne di te, che non hanno trovato inutili le loro vite perché non hanno figliato, non per questo disperate del fatto di non essere "naturali". Questa frase è davvero imbarazzante... per te che l'hai espressa.

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  9. Lena,
    chiaramente ti lasci troppo influenzare da quello che vedi intorno a te e ti sembra impossibile che esistano altre realtà.
    Scusa se mi faccio pubblicità, ma prova a leggere alcuni degli articoli che trovi qui:
    http://www.autosvezzamento.it/category/essere-genitori/
    Magari ti faranno venire l'orticaria o magari ti faranno rendere conto che le scelte che fai sono solo tue e non puoi incolpare gli altri se non ti piacciono.

    Ah, nel nostro gruppo babyminkia ci sono bambini allattati BEN oltre i due anni, così come quelli che hanno preso il biberon fin da subito, ma non credo nessuno abbia fatto il party di cui parli (o almeno non ce l'è venuto a raccontare:) )

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  10. Il party purtroppo c'è stato davvero e da qualche parte dovrei avere le foto: io ero l'animatrice! Si è svolto in una saletta riservata con tanto di laboratori per i bambini e attività per i genitori.
    Ho letto un po' del tuo blog (ed è giustissimo farsi pubblicità, hai fatto bene a mandarmi il link) e sì, mi fa venire l'orticaria. Non per i contenuti perchè in realtà condivido le due o tre cose che ho letto finora sulle cose pericolose e lo svezzamento. Mi viene l'orticaria perchè non dovrebbe esistere un blog come il tuo. Non dovrebbero esistere programmi come sos Tata. Non dovrebbero esistere canali come Easy Baby. Di conseguenza non dovrebbe esistere, e non esisterebbe, nemmeno il mio blog. Ci sono per caso migliaia di pagine internet su come respirare correttamente? Decine di programmi televisivi su come fare sesso? No. (alcune sì, ma non migliaia).
    Crescere un figlio dovrebbe essere una cosa normale e i dubbi sul formaggino mio sì o il formaggino mio no dovrebbero prendere il giusto tempo all'interno del nucleo familiare, invece di assumere proporzioni gigantesche su internet con sconosciuti.
    Siamo una generazione di ansiosi e di isole: siamo soli e preferiamo chiedere consiglio al mare magnum di internet piuttosto che alla vicina di casa, alla suocera o alla zia. Una volta era più facile perchè c'era la comunità ad aiutarti e proteggerti, quella vera non quella dei social network.

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    1. Io leggo il blog Autosvezzamento: non dovrebbe esistere, è vero, purtroppo però viviamo in una società che insegna alle madri come dar da mangiare ai propri figli quando per 150 mila anni le cose si sono sviluppate da sole e nel migliore dei modi. La normalità (autosvezzarsi) ora è da re-insegnare, in un mondo pieno di biberon e tabelle e pediatri.

      Mio figlio ha 13 mesi e sono 12 mesi che non vede un pediatra, se andassi sono sicura che troverebbe sicuramente qualcosa che non va. Ma mio figlio sta bene, ha un po' di gengive infiammate perché gli stanno crescendo i molari ma sopravviverà, anche se non sta mangiando quasi niente. Lena vorrei leggere da parte tua un post che parla di come le madri oggi sono quelle che sono: i pediatri purtroppo sono oramai l'oracolo e l'unica luce che ha oscurato il vero senso della maternità. Ora non prendetemi per una mistica, ma credo che senza tanta invasione mediatica e marketing ci sarebbero molte più madri normali in giro!

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    2. Assolutamente!! Odio i pediatri allarmisti, le tabelle percentili e tutto il resto. Odio le madri che hanno il numero del pediatra (anzi del peddy, come lo chiamano amichevolmente) memorizzato al numero 1 delle chiamate rapide. Si è perso il senso della maternità, i ritmi della natura.
      Il parto stesso è diventato un'operazione da fare solo in ospedale, sotto stretto controllo medico. proprio oggi sul giornale locale leggevo "Donna partorisce in ambulanza, il miracolo della vita prima dell'arrivo in ospedale". ma ti sembra un titolo? Milioni di donne ogni giorno partoriscono da sole in una capanna o accovacciate sotto un baobab.
      Mi sto dilungando...ci scriverò presto un post...grazie del consiglio

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    3. Ma io sinceramente non capisco: Fai un blog solo per criticare gli altri. Odi la mamme che fanno così, odi i pediatri che ti dicono colà, rimpiangi ciò che secondo te succedeva una volta, concludi che migliaia di donne partoriscono da sole quindi... E tu? Quali sono le tue soluzioni? Con che auterovolezza parli? Non sei genitore e non vuoi diventarlo, perché critichi le soluzioni ai vari problemi che comporta una scelta diversa dalla tua. In fin dei conti è scorretto criticare chi gioca una partita alla quale non si vuole partecipare.

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    4. Non faccio un blog per criticare gli altri, faccio un blog per ritrarre la situazione sociale in Italia oggi.
      Purtroppo non ho soluzioni ed è per questo che non ho figli.
      Non sono nemmeno sicura che non fare figli sia la soluzione e infatti la mia non è una decisione assoluta nè definitiva.
      Io osservo. Osservo la gente che si mette in coda alle tre di notte per comprare l'Iphone5 e, lo ammetto, odio anche loro ma non ci scrivo un blog. Non ci scrivo un blog perchè io non voglio l'iphone e vado avanti benissimo con il mio vecchio Nokia.
      Io osservo le madri che non lasciano i bambini liberi in cortile, i pediatri che terrorizzano i genitori già ansiosi, le maestre che pretendono due settimane di inserimento all'asilo, le catechiste che obbligano i genitori ad accompagnare e riprendere i bambini e, lo ammetto, li odio e ci scrivo un blog. Li odio perchè se avessi un figlio dovrei sottostare alle loro regole (non mi lascerebbero mai i loro figli per giocare col mio sapendo che resto in casa mentre loro sono in giardino), mi inviterebbero alle loro feste di compleanno e io non me la sentirei di fare di mio figlio un emarginato.
      Scrivo un blog sulle madri non per il puro piacere di criticarle, ma perchè i loro comportamenti -che effettivamente io critico- avrebbero delle ripercussioni sulla mia vita se anch'io diventassi madre.
      Vorrei partecipare a questa partita, ma non con questa squadra!

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    5. Davvero? (innanzitutto grazie per la risposta) Scrivi che il comportamento delle altre mamme avrebbe ripercussioni sulla tua vita. In linea generale ciò è vero per qualsiasi persona, da chi non paga le tasse, al postino che sbaglia a recapitarti la posta. Ma in particolare Tu dici che non vuoi diventare genitore perchè gli altri non inviterebbero tuo figlio alle festine di compleanno? Dai... Sicuramente hai trovato molte persone che la pensano come te in molte cose, perchè non potresti trovare anche genitori sensati. E fossi anche l'unica mamma di buon senso, l'inclusione o emarginazione di tuo figlio dipenderebbero solo in minima parte da questo, ma soprattutto dal suo carattere, dal senso di rispetto per gli altri, etc.
      Leozero

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    6. Lena fa un figlio e poi portalo a giocare con il mio. Davvero ti capisco, oggi guardavo mio figlio pieno di terra dalla testa ai piedi e mi dico a volte se è presentabile, se facesse così in un parco, magari lo terrebbero lontano km. Ma ti dico una cosa: Le mamme che descrivi NON sono la maggioranza, sono SOLO quelle che vedi. Ma in giro ci sono molte ma molte più mamme che non vanno al parco più grande ma in quello più piccolo dove si sporcano anche loro (ti giuro, nel mio paesello succede così), non le vedi perché sono a casa a fare la pasta di sale oppure in palestra, a correre con il passeggino, lo lasciano in ludoteca....
      Io, da quando si è diffusa la voce che ho partorito in casa, mi sono fatta terra bruciata intorno. Apparentemente. E poi sono sbucate tante madri che pur avendo partorito in ospedale crescono figli selvatici come noi. E' che non abbiamo tempo di stare al parco a guardarci le unghie. Io adesso ti scrivo con mio figlio di 11 kg legato sulla schiena da ore, ho pulito casa, ho cucinato e sto lavorando (sí, lavoro in casa). Poi lo smollo al padre che alle 18.30 ho meditazione e yoga.

      Comunque sul mio blog se cerchi ho scritto che preferisco un figlio disadattato che triste. Detto così è un po' brutto ma devi leggere il post per capire, parla di scuola ma in fondo anche di vita generale http://ioemarc.blogspot.com.es/2012/06/ecco-appuntola-societa.html

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    7. Leozero, il ragionamento è molto più complesso di così. Non è vero che non ho un figlio perchè non voglio che sia un emarginato, non ho un figlio perchè non voglio cambiare così tanto (e secondo me in peggio) come ho visto tante donne fare. Dei compromessi, dei cambiamenti nella quotidianità ci devono essere -è auspicabile e giusto che ci siano-ma entro certi limiti. Non ho un figlio perchè questi limiti si sono alzati troppo, secondo me.
      E' vero che tutte le persone influiscono sulla mia vita (il postino, il macellaio, chi non paga il biglietto del treno) e infatti io sono una misantropa ;) Mi sono cercata un angolino di mondo con meno complicazioni ed interazioni possibile e sai perchè? Perchè non ho fiducia nel prossimo. I singolo individui (a volte) mi piacciono, l'umanità nel suo complesso no.

      Francesca ho letto il tuo post e lo condivido, soprattutto il commento finale sui compiti. Anch'io, nel mio piccolo, sono sempre stata una bambina diversa, diversa ma fiera di esserlo! Il tuo Marc te ne sarà grato un giorno, come io non ringrazierò mai abbastanza i miei genitori per avermi insegnato ad essere diversa!

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  11. Noi parliamo dei GRANDI NUMERI.
    Che i bambini di oggi siano più viziati di quelli di ieri è un dato di fatto incontrovertibile.
    Che le madri siano più ansiose, anche.
    Se voi come singoli genitori, Andrea e Massimiliano, non avete viziato i vostri figli e non siete eccessivamente ansiosi, ok. Ma oggi la maggior parte non è così.
    Questa cosa dell'allattamento a richiesta nun se po' sentì.
    Quando sono nata io c'era allattamento a orari e stop, non tetta in bocca appena il bambino emette un qualsiasi suono.
    Solo per fare un esempio.

    Lumen

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    1. Per me invece non ha senso l'allattamento ad orari, perché è una vera crudeltà, tu non bevi quando hai sete e mangi quando hai fame?!

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    2. Si mangia quando si ha fame, ma un bambino ciuccia perché ha fame o perché vuol ficcarsi la tetta in bocca? Difficile chiederglielo, non risponderebbe.

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  12. Risposte
    1. Ahahah, hai ragione Cristina, non ti abbiamo risposto! Grazie per l'invito e, credimi, è come se lo avessi accettato. Come ti dicevo in un altro commento, sono convinta che, proprio per il fatto che hai sei figli, una cena a casa tua mi riappacificherebbe con le madri. Solo fino al giorno dopo, però. Fino a quando non torno a vedere figli unici viziati e super protetti, bambini messi su un piedistallo, per ammirarli meglio, ma sotto una campana di vetro, per non che si facciano male!

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  13. Per me l'unico metodo è che non c'è un metodo: Estivill si è appena rimangiato il suo libro Fate la nanna (che io non ho letto) e considerando che il figlio è di entrambi credo che già da prima bisogna essere d'accordo sul tipo di crescita (a grandi linee) che si vuole impostare: per me e per il mio compy è stato naturale mettere nostro figlio a dormire con noi, per cui non credo che lui andrà mai a dormire in cameretta per esempio. Ma lo abbiamo scelto insieme e non lo viviamo come un limite.

    questo è il nocciolo: capire i propri limiti. Lena, quello che tu vedi come un limite alla vita di coppia per altri (come me) non lo è. Anzi chi si sforza di seguire il senso comune di mettere a dormire il figlio da solo e poi alzarsi 10-15 volte...ecco sono io che non capisco COME FANNO! Io impazzirei e non dormirei niente, a meno che non mi metta i tappi nelle orecchie. Alla fine lo faccio per egoismo? O al contrario, lo faccio per amore?

    Ad ogni modo noi non abbiamo la tv quindi non riesco a pormi il problema del "ti aspetto per guardare Modern Family" :-p

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  14. Comunque Lena neppure tu ti addormenti da sola e dormi da sola....o avete camere separate?

    Vedi, qual è il problema: vedere il bambino....solo come un bambino e non come una persona che ha i nostri stessi desideri (che per il bambino sono "vizi")

    Ha sete? Non è ora della poppata quindi è viziato se reclama (?!?!)

    Ha sonno? Se mamma e papà dormono insieme lui è l'unico fesso?!


    Sono differenze che davvero non seguono nessun ragionamento logico, le cose dovrebbero essere fatte con amore e non secondo le regole dettate dalla società, anche perché poi una volta grandi poi rimpiangiamo quei momenti!

    E infine Lena: perché non scegli semplicemente che tipo di madre vuoi essere? Sí, hai spiegato che anche le persone che più stimavi si sono trasformate e temi di fare la stessa fine. Bé, per cambiare si cambia, ma se si sono traformate è sicuramente perché hanno aderito (magari passivamente) ad un modello di madre che magari a loro va pure stretto.
    Non mi stupirò in fondo se quando sarai madre lo crescerai portandolo nella fascia ma senza fare co-sleeping, non darai biberon ma lo lascerai (come faccio io) dalla suocera per farti una serata con Marito come ai vecchi tempi.

    Chi dice che non si può? Secondo me devo solo lasciarti andare

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    1. Se si è d'accordo entrambi è già un punto di partenza ottimo, ma non è sempre così...se il mio amico mi confida di non riuscire a dormire con la bambina nel lettone e che la moglie di tutta risposta gli dice di andare nella camera degli ospiti c'è qualcosa che non va.
      Il rituale della nanna va bene (ce l'ho anch'io: mi metto a letto, leggo un po', poi bevo un sorso d'acqua e spengo la luce), ma non può durare un'ora e mezza tutte le sere.
      Non credo che i bambini di oggi siano viziati, credo che siano iperstimolati: c'è proprio bisogno di lettori dvd portatili per la macchina? O che la madre stia sul sedile dietro a giocare a carte? C'è proprio bisogno di disegnare insieme a loro, giocare insieme a loro, parlargli in continuazione, leggere ad alta voce finchè non si addormentano? I bambini hanno anche bisogno di imparare ad annoiarsi, a stare soli con se stessi, a momenti di silenzio.

      Forse sì, dovrei lasciarmi andare, ma nn è molto nella mia indole...sono la rimuginatrice per eccellenza ;) magari una di queste sere mi apro una bottiglia di bianco e poi vi do la bella notizia ;)

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    2. Ciao Francesca Valencia, concordo pienamente con te sul fatto che l'importante e' che i due genitori siano d'accordo sul metodo di educazione dei figli, ma non ti seguo piu' quando dici :"Ha sonno? Se mamma e papà dormono insieme lui è l'unico fesso?! ". I bambini non possono e, secondo me, non devono essere messi sullo stesso piano degli adulti. Ci sono diverse fasi della vita...in questo momento loro sono i bambini e noi gli adulti. Noi decidiamo dove si dorme, cosa si mangia ecc ecc....Quello e' il letto mio e del mio compagno e mai e poi mai mi sognerei di dividerlo con mio figlio. E poi, scusa, magari sto andando un po' oltre, ma mi pongo il problema di come si possa fare l'amore con un bimbo in mezzo al letto. Mi immagino di sgattaiolare in salone quando il cucciolo dorme oppure di aspettare la benedetta notte in cui il piccolo e' dai nonni...no grazie, non e' per me!

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    3. Io (sarà che sto leggendo molto di scuole libere, cioè noi siamo parte di un'associazione per cui nostro figlio non andrà mai ad una scuola convenzionale e adesso a 13 mesi non ha una vita convezionale) non riesco a porre questi limiti perché non ne vedo il senso. Non vuol dire sacrificare la vita sessuale o crescere un selvaggio (più o meno...vabbé) ma con tutta la vita che hanno davanti che passino 1 o 2 anni nel lettone non lo vedo come un problema. Anzi io non riuscirei poi ad alzarmi 20 volte per notte ed è dimostrato che bimbi apparentemente viziati (il vizio non esiste ma è per capirci) crescono in modo più autonomo.

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    4. Il vizio non esiste?! Ah però... questa è davvero nuova, concedimelo!

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    5. mia madre non si alzava venti volte per notte. Si alzava se ce n'era reale necessità, io di notte di norma DORMIVO (nel mio letto, sia chiaro) ma se piangevo era perchè ero malata o c'era un problema. Veniva (lei o papà), mi consolava, mi dava eventualmente l'acqua, la medicina, il fazzoletto o quello che serviva, e poi tornava a dormire. Una volta, due. Non venti.

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  15. Ciao Lena, ho scovato il tuo blog dal link che hai lasciato nel tuo commento sulla 27a ora, e ti metto subito nei preferiti.
    Sono diventata mamma da 7 mesi, e tutto quello che dici è vero: perdiamo la ragione.
    Sul rito della nanna ognuno ha i suoi metodi: se metti il pupo nella culla e si addormenta da solo hai una fortuna sfacciata. Mio figlio è un angelo, ma si addormenta solo in braccio, da quando è nato. Se lo metto nel lettino da sveglio ride, si guarda le manine e dopo 10 minuti inizia a piangere disperato. E va a finire che lo tiri su e lo addormenti perché vuoi evitare che i vicini chiamino il telefono azzurro. E soprattutto VUOI DORMIRE ANCHE TU !!
    Appena ho tempo mi leggo tutto il blog, complimenti ;)

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    1. Benvenuta nel blog e congratulazioni! Congratulazioni per il piccolo, per il mea culpa sulle madri che perdono la ragione e per aver messo il mio blog tra i tuoi preferiti nonostante tu sia una mamma! GRAZIE!

      PS è ovvio che con un figlio si debba scendere a compromessi (soprattutto quando sei tu a voler dormire), ma almeno bisogna provarci! Tu hai provato a lasciarlo nel lettino e non ha funzionato, d'accordo, ma ci hai provato. La mia amica, ad esempio, pensava fosse divertente inventarsi un rituale della nanna e l'ha fatto dal primissimo giorno, senza aspettare di capire chi fosse suo figlio, come fosse suo figlio. Adesso si lamenta perchè il bambino lo pretende...

      Aspetto altri commenti, mi piace leggere le opinioni di una mamma

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    2. Attenta che ho talmente tanti commenti che ti rubo il lavoro e apro un blog mio ;))
      Sai perché la tua amica si è inventata il rituale? perché ti dicono che DEVI farlo, come ti dicono (madri, nonne, zie, ostetriche, la cassiera del supermercato) come/dove/quando devi allattarlo, cambiarlo, girarlo, appenderlo ecc ecc, ci riempiono la testa di tante stupidaggini che ci sentiamo in obbligo di farle!
      Perché io ERO una persona razionale, naturalmente nella mia testa la migliore madre del mondo, ma tra gli ormoni, la stanchezza dei primi mesi, gli obblighi sociali ecc. non capivo più niente. Ci vuole tempo e pazienza, e la voglia di riprendere in mano la propria vita.
      Ci sentiamo presto allora ok?
      Notte

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    3. Ahahah..scrivi, scrivi! Se vuoi nel frattempo posso ospitare il tuo primo post sul mio blog, come ho fatto con The Black Zorba, anche lui padre (questo è il link: http://www.dibuonalena.blogspot.it/2012/09/lena-featuring-black-zorba.html ).
      Spesso chi lascia commenti al mio blog mi dice che io riuscirei ad essere diversa, che dipende solo da me, che dovrei fare un figlio perchè in fondo dipende solo da me decidere come educarlo. Le tue parole sono la risposta. Non si può, o almeno non è facile. Non sto scherzando, se vuoi scrivere della tua esperienza ti pubblico volentieri.
      Il fatto che tu te ne renda conto significa che SEI ancora una persona razionale, l'importante è riuscire a rimettersi in riga!
      A prestissimo

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    4. ahahah adesso mi invento qualcosa e ti mando l'articolo!
      Posso chiederti una cosa? ma perché mai dovresti essere diversa? io ho fatto un figlio quando NESSUNO (nemmeno mia madre) aveva mai trovato un briciolo di istinto materno in me, e infatti sono una madre degenere: lo do in braccio anche alla cassiera del super, non vedo l'ora di mollarlo ai suoceri per andare dal parrucchiere, vado in palestra lasciandolo al papà, la settimana prossima torno al lavoro (immensa sorpresa di tutti: ma perché non fai tutta la maternità facoltativa?!!) eppure provo per lui un amore che mai avrei pensato di avere dentro.
      Provo a spiegarti brevemente: partorisci (dolori atroci e inenarrabili, urla disperate che rompono i vetri) e te lo danno in braccio. Sai cosa fai in quel momento? CONTI. Dunque.. ha due occhi, due orecchie, un naso, una bocca, dieci dita delle mani e dieci dita dei piedi. E' perfetto. E LO HAI FATTO TU. 3 secondi, e la lobotomia è completa e irreversibile, mi spiace, non c'è scampo.
      Intanto ti lascio una cosa che ho scritto su un forum di mamme per i 6 mesi del pupo:

      Diciamocelo, il più delle volte essere mamma fa schifo.
      Già l'espressione "dolce attesa" per la gravidanza deve averla coniata un uomo.
      Ho passato il primo trimestre a vomitare, il secondo ad illudermi che la terza-coppa-C sarebbe rimasta la mia taglia per sempre, il terzo ad arrancare in giro stile balena spiaggiata.

      Sorvoliamo il parto che è stato talmente brutto che non mi va nemmeno di scherzarci sopra.

      Torni a casa con questo esserino fra le mani.
      Nel mio dialetto avere un figlio si dice "comprare un bambino".
      Nella mia scatola mancavano le istruzioni.

      E inizi a chiederti come faccia un essere così piccolo a produrre così tanta c@acca, e pure di colori diversi!

      Perché poi il problema è che ci illudono, fin da piccole... ci abbiamo giocato tutte, almeno una volta, con quei bambolotti che in braccio hanno gli occhi aperti e se li metti sdraiati li chiudono.
      Chi li ha inventati è (di nuovo) sicuramente un uomo.. si è mai visto un bambino che dorme così al volo?? solo il mio appena lo metti in orizzontale diventa così (faccina con occhi a palla) ?

      E poi non dorme, e poi rigurgita, e poi ha fame, e poi deve fare il ruttino, e poi ha sonno e lo devi cullare per ore (ma gioia mia, perché se hai sonno semplicemente non DORMI ??? - vedi sopra)

      .. e poi per fortuna ti guarda e ti sorride, e allora improvvisamente scopri che fare la mamma non fa poi così schifo

      PS: se non lo hai ancora fatto, corri a leggerti il blog del Corriere che si chiama Mamma mia! e fatti due sane risate ragazza!!!

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    5. Ahahah, divertente e sincera, FINALMENTE! Quante madri omertose dicono che son tutte rose e fiori, salvo poi piangere da sole in casa e sfogarsi (in maniera rigorosamente anonima) su blog e forum? Non vedo l'ora di pubblicare un tuo articolo ;)

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    6. Aglaja, deduco tu sia veneta! ;-) Ho un ricordo di me bambina che chiedevo: "mamma ma i bambini dove si comprano?!" E le sue grasse risate...

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  16. Una coppia di miei amici ha la bambina che dorme nel lettone con loro.
    Fa la 4 elementare (hai eltto bene)
    Quando mi dicono che io non posso capire perchè non ho figli tiro un sospiro di sollievo: meno male che non ho figli!

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    1. Ciao e benvenuta nel blog!
      Solo 'quando avrai dei figli tuoi vedrai' mi irrita di più di 'non puoi capire perchè non hai figli!'. E sai perchè mi irritano queste frasi? Perché sono vere! Solo chi ha figli può capire e giustificare la lobotomia totale che subisce!

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  17. Eccomi. Come ho potuto non sapere dell'esistenza di questo blog per tanto tempo??? Il post sui nonni era perfetto. Perfetto. Non saprei come commentarlo altrimenti, se non scrivendo un libro.
    Mi presento: sono una vicina di blog, mi chiamo Castagna, scrivo di me e del mio lavoro di prof su auleintempesta.blogspot.com, e devo ringraziare Noisette di benzinaenocciole per avermi suggerito di leggerti. Io e mio marito non abbiamo ancora avuto figli, da poco siamo in lista d'attesa per adottare e intanto, intorno a noi, gli amici si sono riprodotti una o due volte. Il che ci ha dato la possibilità di osservare attentamente come si modifica la vita di un adulto. Continuando a volere figli e continuando a voler bene ai nostri amici, ci siamo fatti idee precisissime di cosa non ci piacerebbe diventare, di chi ci piacerebbe essere, come genitori.

    Fine dell'introduzione: volevo solo dire che, a casa mia, le regole erano tostissime. Io avevo molta paura di far arrabbiare i miei, ma avevo più paura del temporale. Finiva che io dormivo sempre buona buona nel mio letto, ma se, nel cuore della notte, c'erano lampi e tuoni, zampettavo terrorizzata fino al letto di mia madre. L'altra possibile eccezione era che avessi avuto un incubo veramente orrendo, ma capitava proprio di rado. Non sono mai stata mandata via. Mia madre non era una madre sbaciucchiosa e coccolona, non mi abbracciava quando mi arrampicavo di fianco a lei, non mi rivolgeva neanche la parola, io mi riaddormentavo confortata dal fatto di non essere sola, e basta. Adesso le vengono le lacrime, se ripensa alla mia corsetta nel corridoio per arrivare in camera sua. Allora era un momento di ordinaria amministrazione, vissuto senza particolare pathos. La sera dopo tornavo nel mio letto, non mi passava per la mente di poter chiedere una modifica alle regole di base. Era una cosa sana, secondo me. Esisteranno ancora dei genitori che non esagerano... spero!

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    1. Ben arrivata, ti aspettavo!! ;)
      Ho dato una rapida lettura al tuo blog e a quello di Noisette e ho riso tantissimo! Sono ufficialmente tra i vostri follower per non perdermi nemmeno un post!

      Esisteranno ancora dei genitori che non esageramo? Sì, ma sono pochissimissimissimi (e di solito NON sono quelli che dicono che loro non esagerano).

      Se tu e tuo marito avete avuto tempo di vedere i vostri amici trasformarsi sotto i devastanti colpi dell'essere genitori e avete voluto riflettere e ragionare su quello che volete essere sono sicura che farete un ottimo lavoro. In bocca al lupo per l'adozione.

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  18. Cara Lena, io non ho figli per scelta, ma non mi sognerei mai di farli dormire nel lettone. Io dal piccola ho sempre dormito nel MIO letto... e mi ricordo che quando toccava dormire coi miei per cause di forza maggiore (ospiti da qualcuno, o simili) mi dava un fastidio tremendo, mi faceva persino un po' senso, oltre al fatto che non potevo starmene in pace per conto mio neanche di notte ma dovevo avere ANCORA i genitori addosso!!! quindi francamente sono perfettamente d'accordo con te. Però come rituale della nanna, mio papà mi portava un bicchier d'acqua e poi dava la buonanotte sia a me sia al mio orsacchiotto (tempo totale 2 minuti due, ma mi faceva assai piacere!!)

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