lunedì 27 agosto 2012

Risparmio energetico

L'estate 2012 sarà ricordata come l'estate di Scipione, Caronte e Lucifero. Il caldo estremo ti obbliga a cambiare ritmo: pochi movimenti lenti, lunghe pause per una bibita fresca o un gelato, pomeriggi passati distesi sul prato a leggere all'ombra di un albero. Il caldo estremo di Scipione, Caronte e Lucifero ti insegna a risparmiare energie, a fare solo il minimo indispensabile, almeno fino al calar del sole.

L'estate 2012 sarà ricordata come l'estate della crisi, della benzina che sfiora i due euro al litro, della disoccupazione e dei debiti per andare in vacanza. Queste, ad onor del vero, non sono proprio delle novità per il nostro Paese, ma certamente questa è la prima estate all'insegna della crisi e, quindi, del risparmio. Per spendere meno vacanze più brevi, mete più vicine e molto meno lusso.

L'estate 2012, secondo la famosa profezia Maya, sarà l'ultima estate per l'umanità. Non che io ci creda, ma dovremmo prendere questa previsione catastrofistica come un monito: se continuiamo a maltrattare il nostro pianeta non avremo molte altre estati davanti a noi. Dobbiamo imparare a gestire meglio le risorse naturali che abbiamo a disposizione, dobbiamo imparare a consumare meno, a consumare meglio.

L'estate 2012 ha una parola d'ordine: risparmiare. Risparmiare le forze nelle lunghe giornate di bolla africana, risparmiare denaro, risparmiare petrolio, benzina, elettricità.
Anche le madri devono imparare a risparmiare energia. Per il loro bene e per il bene dei loro figli.

1) Dite le cose una volta sola
In questi giorni di ferie sono andata a visitare un bellissimo castello del XVI secolo in provincia di Como. Saliamo in cima alla torre di avvistamento e il panorama era da mozzare il fiato. Iniziamo a scendere la stretta scala a chiocciola in marmo che ci aveva portati fino al punto più alto del castello. In quel momento sentiamo salire qualcuno, quindi io e Marito ci fermiamo in una sorta di pianerottolo in prossimità di una bifora per agevolare il passaggio degli altri visitatori. Passa un uomo sulla quarantina, zainetto in spalla e macchina fotografica al collo. Ci ringrazia. Sentiamo delle voci, ma non arriva nessuno. Finalmente ci sfilano davanti una bimba di tre anni e una donna sulla quarantina, borsetta a tracolla, zainetto di Dora l'Esploratrice in una mano. Di lì alla sommità della torre mancano quattordici scalini. Ogni scalino è alto, arriva al ginocchio della bimba. La scala è stretta, scavata all'interno di una stretta torre e quindi circondata da antichi muri in pietra. La bambina è davanti, le manine appoggiate al muro. La mamma è dietro di lei, con una mano sulla schiena della piccola.
Pianino...Pianino....Fai piano....Attenta eh?! ...Pianino..... Pianino.....Tieniti bene.... Pianino....Brava così!...  Siamo quasi arrivati.... Pianino..... Manca poco....  Non cadere eh?!... Pianino... Bravissima!!!
Quattordici scalini per quattordici raccomandazioni. La mamma aveva il fiatone, la bambina stava già ubbidendo e andava piano (non poteva fare altrimenti, visto che ogni gradino era alto praticamente quanto lei), gli stretti muri a destra e a sinistra le permettevano di tenersi con entrambe le mani e la madre era proprio dietro di lei. Perchè quattordici raccomandazioni? Perchè tanta fatica? Perchè tante parole?
2) Dite le cose una volta sola, ma credeteci
 Località di villeggiatura. Mi siedo a bere una bibita fresca in uno di quei bar/edicola/bazar, uno di quelli che vende creme solari e bomboloni alla crema, per intenderci. Sono seduta di fronte all'ingresso, vicino alla cassa dove il proprietario -che sa fare il suo mestiere- ha sistemato su una panca molto bassa biglie, braccialettini di stoffa, bolle di sapone, figurine, Cuccioli Cerca Amici, Gormiti, adesivi per decorarsi le unghie, pistole ad acqua, mollettine di Hello Kitty, tatuaggi, palloncini e chi più ne ha più ne metta. Entra Marialuna.
"Marialuna, guarda che però oggi mamma non ti compra niente, hai capito? Non come gli altri giorni che poi sei riuscita a farti comprare qualcosa, oggi mammma non ti compra niente" ""Ma io..." "No, niente ma! Ti ho già preso le formine l'altro giorno, i giornalini da colorare e gli occhialini. Poi anche nonna ti ha preso le bamboline ieri. Non possiamo comprare qualcosa ogni volta che veniamo qui, anche perchè ci veniamo tutti i giorni. Mamma non ti compra niente oggi, veramente però, non come le altre volte. Questa volta, veramente, non ti compro niente." La piccola Marialuna inizia a girare intorno alla  panca delle meraviglie, mentre la mamma ordina un caffè. Come facilmente prevedibile la bimba prende una confezione rosa che, se non vedo male, contiene una parure completa: cerchietto, orecchini, bracialetti, mollettine, anello e ombretto rosa. senza dire una parola si avvicina alla madre, le mostra la confezione e la guarda con gli occhioni grandi grandi e un po' lucidi. Certo che i bambini sanno come fare, penso...ma i genitori non sono nati ieri, non li fai fessi... "Marialuna questo no, dai, costa tanti soldi. Scegli una cosina più piccola casomai..."   E' finita. Marialuna capisce di aver vinto (anche oggi) e scatena la belva che è in lei "Ma questo è il più bello di tutti e poi mi serve proprio...." "Però se te lo compro stasera fai la brava e mangi tutto quello che ti metto nel piatto". Marialuna ha vinto. Tutti, la madre, la bambina ed io, avevamo capito fin dalla prima frase che la piccola avrebbe avuto un regalino. Posto che hai deciso di viziare tua figlia e di non dirle mai di no, perchè prenderci in giro? Perchè tanti preamboli? Perchè tanta fatica? Perchè tante parole?
3) Certe cose non ditele
Ad agosto in ufficio c'è poco da fare. Ad agosto in ufficio si respira aria di vacanza. Il capo ci porta il gelato, ascoltiamo la musica e riceviamo visite a sorpresa. Il marito e il figlio di Cristina sono passati a salutarla prima di andare in piscina. Il bambino era felicissimo: non solo stava per andare in piscina, ma aveva anche provato l'ebbrezza di una lunghissima corsa sulla sedia con le ruote lungo il corridioio dell'ufficio di mamma. Dopo una decina di minuti insieme il marito di Cristina dice al bambino "Saluta tutti che andiamo!". Il bambino inizia a fare ciaociao con la manina e va verso la porta d'uscita, saltellando felice. Cristina lo ferma "Topolo, ma non mi saluti bene? Vieni a darmi un bacio, perchè poi fino a stasera non ci vediamo". Il bambino va a dare un bacio alla mamma, ma non saltella più. Mentre se lo stringe forte forte al petto, Cristina continua "Mi dispiace tanto non poter venire con voi, ma devo lavorare, lo capisci vero? Sono troppe ore e non posso proprio venire con voi, vorrei ma non posso perchè i grandi devono lavorare." Gli da un ultimo bacio, fa per staccarsi dall'abbraccio ma il bambino si abbarbica a lei come l'edera ad un muro. Inizia a piangere. "Ma io voglio che vieni con noi....". Cristina ha passato i successivi dieci minuti a consolare e distrarre il bambino, il padre l'ha poi portato via di peso, piangente, disperato, come se stesse percorrendo il lungo braccio della morte. Perchè scusarsi se il bambino stava andando via tranquillo?  Perchè tante parole inutili e dolorose? Perchè tanta fatica, poi, per consolarlo?
4) Non muovetevi
Sono a casa di mia cognata, mamma di due bambini. Ha una bellissima cucina con un bancone all'americana che la separa dal salotto. Lei è in cucina che prepara una cioccolata calda, io sono sul divano, il grande è all'asilo e la piccolina sul tappeto davanti a me. La mamma non la può vedere perchè è più bassa del bancone della cucina, ma ci sono io e non è un problema. La bimba sta giocando con le costruzioni, io e la sua mamma parliamo. Parlo con mia cognata e guardo con quale ostinazione la piccola cerca di infilare un parallelepipedo in un buco triangolare, sorrido. Parlo con mia cognata e osservo la bambina alzarsi a fatica in piedi e ricadere sul sedere. La bimba appena si rende conto di essere caduta si gira verso di me. E' questione di un attimo. Io alzo lo sguardo verso mia cognata e continuo a parlare con lei. Con la coda dell'occhio vedo che la bimba riprende il parallelepipedo e, questa volta, lo infila nel buco rettangolare. Parlo con mia cognata e osservo la bambina rialzarsi a fatica, per cadere di nuovo sul sedere. Questa volta urta il bidone delle costruzioni, che cade sul pavimento. Mia cognata mi chiede allarmata cosa è successo? Niente, dico io, è caduta Sara. E' questione di un attimo. Io alzo lo sguardo verso mia cognata, che non è più dietro il bancone all'americana. Sento che corre a lunghe falcate verso la bambina, la prende in braccio, inizia a baciarla e le chiede "Ti sei fatta male Amore? Hai la bua? Dimmelo, dove hai la bua?". La bambina inizia a piangere e più la madre la consola, più lei piange. Non si era fatta assolutamente niente, esattamente come per la caduta precedente, ma i baci di mamma sono belli e sa che più piange più ne otterrà. Risultato? Il latte per la cioccolata è uscito dal pentolino, la bambina mi ha trapanato i timpani per dieci minuti buoni e mia cognata ha passato la succesiva mezz'ora a coccolarla e accarezzarle la testa (che non aveva subito traumi nella caduta, ma così la bimba ha fatto credere a sua madre). Perchè agitarsi? Perchè chiedere se il bambino si è fatto male prima ancora che pianga o dica ahia? Perchè tante parole? Perchè tanta fatica?
5) Lasciateli muovere
Ferragosto, grigliata con gli amici. Siamo in giardino, un bel giardino cintato, pratino all'inglese e alberi secolari che regalano una fresca ombra. Siamo una decina di adulti e due bambini di tre e quattro anni. Siamo tutti intorno al barbecue a bere un bicchiere di vino come aperitivo, mentre due uomini si occupano della brace. Siamo tutti rilassati a chiacchierare tranne le due madri. Sono seduta sulla panca in legno, sorseggio un buon Gewürztraminer e guardo queste due madri che, con la schiena curva, inseguono i loro piccoli. No, lì no, che ti fai male (dove lì sta per il vialetto in pietra, in contrapposizione con il qui che è il pratino all'inglese). Dove vai? (in un giardino di circa trecento metri quadri, completamente cintato e chiuso al traffico penso che la risposta logica sia 'proprio da nessuna parte') Dai venite qui vicino a noi a giocare con la palla ( dove vicino sta per attaccati a noi, sui nostri piedi, visto che i bambini erano a quattro metri dalle madri). Il tempo passa, l'aperitivo è finito, prepariamo la tavola, il profumo della carne grigliata invade il giardino. Ci sediamo a mangiare e le madri, finalmente, si uniscono a noi. I bambini hanno già mangiato, quindi vogliono correre e giocare. 'No, che è buio, state qui ' (dove qui è a tavola con gli adulti che mangiano). I bambini non vogliono stare qui, vogliono giocare, allora una delle madri inizia a raccontar loro una storia, isolandosi dal gruppo. La cena è lunga, la storia è corta e i bambini vogliono giocare. Noi stiamo a tavola e le madri tornano ad inseguire i pargoli, lamentandosi di tanto in tanto (ma sempre col sorriso sulle labbra) di quanto sia faticoso per un adulto correre dopo mangiato. Qui otto adulti che ridono e scherzano, comodamente seduti. Lì due bambini e due madri che giocano a strega comanda color e mago libera tutti. Qui otto adulti riposati, lì due bambini che vorrebbero correre di più e due madri col fiatone e la cena da digerire. Perchè non lasciarli correre e giocare da soli? Perchè seguirli come un'ombra? Perchè correre insieme a loro? Perchè tanta fatica?
Adesso spengo il computer e anche la lucina rossa della TV
Risparmiate energia, risparmiate tempo e fatica: vivrete meglio e più a lungo.


20 commenti:

  1. Come sempre superlativa.

    Lumen

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come sempre la mia follower n.1!!!

      Elimina
  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  3. Ora lo condivido. Probabilmente solleverò un po di polverone tra le mamme telebane che passano sulla mia bacheca e riscuoterai l'approvazione di quelle 2 amiche che invece sono rimaste donne normali anche dopo il parto, una ristretta minoranza, purtroppo. Prevedo inondazioni ahahah PS: mi scuso per il pasticcio, volevo correggere un errore e mi si è cancellato tutto il commento,

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per ora mi sembra tutto ok...forse le mamme sono imoegnate ad intrattenere i figli, devi aspettare che i pargoli vadano a nanna perchè si scateni l'inferno!
      PS: odio quando si cancella tutto!! Capita, tranquilla

      Elimina
  4. cavolo hai proprio ragione da vendere! secondo me la più stronza e perversa è la numero 3, non sopporta che il figlio sia felice senza di lei, quindi fa di tutto per fargli sentire la sua assenza! Bleah, per fortuna non mi rispecchio in nessuna delle categorie... e va bene dai, forse un pochino (ma non troppo) alla 5! :D Complimenti, bellissimo post.
    Corina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Corina, grazie per i complimenti e benvenuta!!

      La scena n.3 mi ha sconvolto davvero quando l'ho vista con i miei occhi, allucinante quello che può fare il senso di colpa!

      Se ti riconosci (ma non troppo) nella 5 allora sei una madre!!! Complimenti per aver ammesso di riconoscerti (ma non troppo), 1000 punti a tuo favore!!

      Elimina
  5. Ahimè... Eccomi descritta nel profilo 2 (per fortuna solo in quello)! Non spreco così tante parole, ma il concetto è lo stesso...
    Fatico spesso a trattenermi dallo sfogare il mio bisogno consumistico di shopping nell'acquisto di "cose" per mia figlia.
    E' un po' come quando faccio i regali: se spendo i soldi per gli altri mi sento meno in colpa. Ma so benissimo che sarei capace di fare shopping anche in farmacia o dal ferramenta :)
    Quindi, per quanto mi riguarda, il problema di base non è eccedere nell'accontentare le richieste di mia figlia... Il problema sono io! E lei se ne approfitta... >.<
    Ma ci sto lavorando, eh... Tranquilla!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Il problema sono io!" : il primo passo è ammettere di avere un problema! ;)
      Scherzi a parte, io porto degli esempi estremi, ma la mia paura di essere madre dipende proprio da questo: so che anch'io -come tutti- cadrei in questi errori e temo di non riucire a 'limitare i danni'.
      Mi fanno rabbia quelle madri che negano assolutamente di essere anche solo lontanamente ed in parte come le madri che descrivo io, dandomi addirittura della pazza visionaria. Io so quello che vedo, so come ci si dovrebbe comportare, ma capisco che sia difficilissimo!
      PS: non sottovalutiamo i negozi di ferramenta: l'ultima volta ci ho comprato i mini velcri colorati per tenere uniti i cavi di tv, computer eccetera e un fantastico portachiavi con mini torcia che si ricarica con una manovella. Ero entrata per tre rondelle da inserire nei cardini della porta di casa.

      Elimina
  6. Però, cara Lena, il gioco vale la candela!!
    Un sacco di volte sai mi ritrovo ad "ascoltarmi" quando esagero coi richiami, le cose dette e ridette etc...e mi dico:ecco sto degenerando...sospiro, taccio qualche secondo e si riparte. A volte ci riesco, a volte meno, ma è inevitabile!
    Stamattina, ad esempio, in ospedale per il secondo vaccino al piccolino: non ti dico le frasi alcune frasi di madri che ho sentito e ti ho pensata, addirittura una non è entrata e non ha dormito stanotte perchè non può vedere soffrire sua figlia...ma stiamo scherzando...?!?!
    Però perchè rinunciare ad una "cosa" così bella solo per quella "paura" ?!?!? :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sicuramente hai ragione, quando il gioco resta entro certi limiti e non rovina la madre e, soprattutto, il figlio, ne vale certamente la pena. Tu mi segui praticamente da sempre e sai che questa non è la mia unica paura, comunque sono d'accordo con te: tra tutto quello che ho paura di diventare, questo post descrive quello che temo di meno perchè: passino gli ormoni della gravidanza e della maternità...ma completamente fuori di testa non penso di andare! ;)
      PS Dio non voglia, ma se sua figlia dovesse subire un'appendicectomia, fratturarsi un braccio o essere ricoverata per una grave broncopolmonite quella donna cosa fa, si suicida? E' un vaccino, non una guerra di trincea!!! Io sarei diventata matta a sentirla e sentire madri così è la mia più grande paura!!

      Elimina
    2. mi viene in mente il tuo posto su quella madre piangente ed insonne perché il figlio si era storto il braccio durante una partita a calcio!

      Elimina
  7. Cara Lena,tutte le situazioni che descrivi mi rendono ancora più convinta della mia decisione e del desiderio assente di avere un figlio,non vorrei ridurmi a stare appresso ai marmocchi in qualunque situazione e a non potermi godere nemmeno una cena con amici come quelle 2 mamme che hai descritto.Un bacio,continua così!

    Maria

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Maria! Anche tu (continua così)!

      Elimina
  8. io mi riconosco in tutte! il baby fino a 3 settimane fa gattonava nudo in giardino, andava anche sul selciato di pietre! poi lo lavavo in un bidone di plastica, il suo tubitubb. L'unica cosa che davvero vieto è che mangi il cibo del cane.

    Sai che vendono questo bidone, che si chiama tubitubb qualche del genere, che altro non è che un bidone e costa circa 80€.

    Ad ogni modo ragazze io non vi capisco, voi che commentate che siete sempre più convinte di non volere figli: perché temete tanto di diventare così? Senza offesa, ma dov'è la vostra autostima?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non credo sia questione di autostima... ma vedere, e parlo anche per me, amiche sane di mente reduci di una morìa di neuroni dopo il parto inevitabilmente ti porta a pensare: che sia scientificamente provato che l'ossitocina di LOBOTOMIZZI il cervello, a tua insaputa? Ed essere destinata a diventare esattamete come non volevi essere l'unico fatto inevitabile?
      Io li trovo dubbi sacrosanti, appunto perché questi comportamente assurdi sembrano NORMALI ed INEVITABILI, specialmente perché visti in persone a noi vicine e che reputiamo/reputavamo forti e nostre pari.

      Elimina
    2. Sara, cara Sara, dove sei stata fino ad ora?
      Ho provato tante volte a piangere la strage di neuroni che segue il parto, ma il più delle volte mi è stato risposto che non è vero, che si tratta di cambiamenti in meglio e che capirò quando avrò un figlio. Le donne più aperte mi hanno sempre risposto che qualche piccolo cambiamento c'è, ma non è grave come lo vedo io.
      Mi ero quasi convinta di essere sola a questo mondo...
      Fondiamo un club! Apriamo un gruppo! Troviamoci, sediamoci tutte in cerchio e iniziamo on "Ciao, sono Lena, ho trentun anni e vedo le madri!"

      Elimina
    3. non è grave? come fa a non essere grave il parco argomenti che va da "il libro che ho letto - il mio amico mi ha detto - il film che - sai che Chiara è andata - il viaggio di Sara - la mostra che ho visto" e mille altre cose....
      di botto
      "le pappe - le cacche- le nanne - le pappe - le nanne - le cacche"

      argh.

      Elimina
    4. Benvenuta nel Club!!!!

      Elimina
  9. Di quel club ambisco al titolo di vice-presidentessa, sappilo!
    Io esordirei con "Ciao, sono Sara, ho ventisei anni e anche io vedo le madri, un tempo amiche divertenti ora ridotte ad organismi monocellulari".

    Oh God... why?!

    RispondiElimina