mercoledì 18 luglio 2012

Bambini oltre i confini -Lo Spazio

Le case mi piacciono vissute, un po' disordinate, vere. La mia casa è così: fogli e appunti all'ingresso per ricordarmi cose che puntualmente dimentico, una macchina da cucire sul tavolo nello studio e per terra ritagli di stoffe e fili, una sedia piena di vestiti in camera, sul comodino (e sul pavimento vicino al comodino) gli ultimi libri che ho letto e i prossimi che leggerò, in cucina i barattoli della marmellata che ho preparato sabato che aspettano di essere etichettati e messi in dispensa, in bagno due cassetti pieni di rossetti e smalti dai colori improbabili che non uso più dall'inizio degli anni Novanta. La mia casa mi piace così: vissuta, disordinata. Quello che non troverete mai in casa mia, però, sono i vestiti in cucina, i barattoli di marmellata in camera da letto o i libri in bagno. Nel disordine ogni cosa ha un posto, ogni oggetto appartiene ad una stanza. Vivo ogni stanza per quello che è e non potrei mai mangiare sdraiata a letto o farmi la manicure in cucina. Non è giusto.

Le case delle famiglie le riconosci subito, appena varcata la soglia. Alla porta di ingresso sono attaccati i bigliettini di auguri che i bambini hanno fatto per la festa della mamma. La mensola del bagno è invasa da paperelle di gomma, bagnoschiuma dei Gormiti e libri di plastica e gli asciugamani sono di un rosa imbarazzante targato Hello Kitty. Sul tavolo della cucina quaderni di scuola, un pallone e delle figurine, attaccati al frigorifero decine e decine di magneti della Disney. Sul tappeto davanti alla TV sono impilati DVD e giochi per la playstation, alternati a carte di caramelle e mini guerrieri spaziali armati. Per sedersi sul divano bisogna chiedere il permesso a Cicciobello I-phone (vi giuro che esiste!!), far accomodare Barbie Sirenetta sulla sua poltrona e far migrare una colonia  di Cuccioli Cerca Amici. Il tappeto è un campo minato: blocchi Duplo e Lego, palline, pistole ad acqua, paraurti del camion dei pompieri e braccia di Paciocchini mutilati. Sul tavolo della sala la cartella, il grembiule, la borsa della piscina, il Nintendo DS e un album delle figurine.  Intorno al tavolo il seggiolone, il seggiolino, la sedia rialzata e i cuscini. Il terrazzo di un metro per tre riesce a contenere uno scivolo, una sabbionaia, due tricicli, un monopattino e una girandola in ogni vaso. Ogni stanza della casa, ogni angolo nascosto, sa di bambino.

Oltre all'invadenza dei piccoli padroni di casa c'è poi la prosopopea dei genitori orgogliosi: centinaia di foto, dalla nascita del primo cucciolo ad oggi, tappezzano le pareti di casa (i baby divi hanno fagocitato perfino le foto del matrimonio e quella dei 100 anni di nonna Pia), ogni più piccolo scarabocchio che i pargoli hanno distrattamente lasciato su un foglio bianco viene incorniciato e appeso al frigorifero, alla lavastoviglie, ai termosifoni, allo specchio del bagno, alla porta della camera e negli spazi tra una foto e l'altra.  I disegni migliori hanno preso il posto dei Picasso e dei Botero, incorniciati e appesi in bella vista, con un faretto alogeno ad esaltarne i colori e la prospettiva. Sule mensole  i lavoretti fatti all'asilo con mollette di legno e pasta verniciata d'oro nascondono volumi di pedagogia e puericoltura, mimetizzati tra la saga di Geronimo Stilton e la collana dei Piccoli Brividi. Sopra il camino il calco in gesso dei piedini e delle manine del neonato; un ciuccio ed una minuscola calzina  ai lati della scultura e l'effetto altare è garantito. Il Dio bambino è venerato e temuto in questa casa.

Da ultimo il tema sicurezza. La sicurezza dei bambini, ovviamente. Adesivi antiscivolo a forma di cuoricino o zampa di cane sono ben visibili nella vasca, nella doccia, nel bidet e nel lavandino. Copripresa colorati inseriti anche nelle prese nascoste dietro i mobili. Cancelli di sicurezza stile fuga da Alcatraz negano l'accesso alle scale, alla dispensa e alla terrazza (anche a me, che non riesco ad aprirli). Ganci magnetici ad incastro di ultima generazione sigillano tutti i cassetti della cucina, il frigorifero, il forno e l'armadietto dei medicinali (io devo salire su un sgabello per arrivarci, ma non si sa mai). Lucine da notte di Minnie e Topolino in camera dei bimbi, in corridoio, in bagno e in cucina. Non una sola chiave è rimasta in tutta la casa, con buona pace della privacy. Il tavolo da pranzo e quello della cucina, tutti i mobili, le sedie, i comodini e quant'altro sono abbelliti da paraspigoli in gomma colorata. Piatti, bicchieri e posate sono di plastica, verde con le Tartarughe Ninja o rosa con Barbie e tutti -adulti compresi- li usano.

Pensate per un attimo alla casa dove avete passato l'infanzia, quella dove siete cresciuti. I genitori di oggi sono i bambini degli anni '70 e '80, bambini che già avevano tanto: giocattoli, videogame e dischi in vinile, cartelle colorate, quaderni della Pimpa e borsoni per la piscina o il calcio. Questo tanto, però, stava in cameretta. Nella cameretta dei bambini. E in cameretta ci stavano anche loro, i bambini. Gli spazi erano ben delimitati: lo spazio per il gioco e lo spazio per la vita familiare, lo spazio per i bambini, quello per gli adulti e quello per tutti. E' importante per l'educazione dei bambini -ma anche per quella dei genitori- che ci siano dei ruoli in famiglia e che siano chiari. E' importante che ci siano degli spazi e delle regole da rispettare. La cameretta può essere in disordine e piena di giocattoli, lo studio di papà no. Le lenzuola del lettino possono essere di un rosa imbarazzante targato Hello Kitty, il copridivano del salotto no. A ognuno il suo. Ai bambini non deve piacere la fantasia della tovaglia per sedersi a tavola e mangiare educatamente, ci si siede e si mangia con i grandi perché questa è la regola. Con un sorriso e tanto amore, ovvio, ma le regole ci sono e devono essere rispettate. Senza che i grandi indorino (o colorino di un rosa imbarazzante) la pillola.

I genitori dei genitori di oggi amavano i loro figli, ma i disegnini venivano buttati via o, al massimo, conservati in un cassetto, e sapete perché? Perché non c'è niente di speciale in un bambino che disegna la sua mamma e il suo papà vicino ad una casetta con la porta ovale, col camino che fuma e le rondini in volo. Non c'è niente di speciale, niente da esporre perché sia ammirato da amici, parenti, idraulici e tecnici Sky che entrano in casa. Sono ricordi meravigliosi dei vostri figli, ma sono privati. Avere figli era una cosa normale, naturale. Non c'era niente di speciale nell'avere figli e quindi non c'era bisogno di ostentarne la presenza in casa con foto, disegni e lavoretti. Oggi siamo così lontani dalla natura, dal flusso della vita che nasce e che muore,  siamo così impauriti dallo scorrere del tempo che abbiamo bisogno di ostentare la nascita,venerare l'infanzia, nascondere la senilità e cancellare la morte. Purtroppo non si può. E' solo un ridicolo tentativo di sfuggire alle regole della Natura. Un ridicolo tentativo che da ai bambini una visione sbagliata della Vita.

 Quella casa, la casa della vostra infanzia, non aveva copripresa né blocchi per i cassetti. Quanti di voi sono morti folgorati perché hanno infilato oggetti metallici nella presa? Quanti di voi hanno corso per casa brandendo coltelli affilati? Qualche piccolo accorgimento quando c'è un bambino in casa è necessario, me ne rendo conto. Le armi da fuoco vanno messe sotto chiave. I coltelli spostati in un cassetto in alto. I vasi di cristallo di Boemia messi al sicuro. Tutto il resto è superfluo. Se i bambini vengono abituati a giocare nei loro spazi, con le loro cose e a rispettare gli spazi e gli oggetti dei genitori non ci sono problemi. Se i ruoli sono ben separati e chiari i bambini non avranno nessun interesse ad aprire il cassetto dei coltelli, perché la cucina è una stanza da grandi, dove non si gioca, dove non c'è niente di interessante. La curiosità, si sa, oltre che femmina è bambina. Può quindi capitare che un bambino curioso voglia comunque giocare con le cesoie trovate in giardino, simpatico oggetto dal meccanismo oscuro. A questo punto basta dire NO. Tutto maiuscolo. I genitori di oggi non dicono mai NO. Dicono tanti no, ma nessun NO. Dicono migliaia di no al giorno, ma poco convinti, dispiaciuti e pieni di sensi di colpa perché costretti a dire di no, a dare una delusione alle loro creature. I bambini, però, hanno un dono meraviglioso: sono molo più sensibili alle vibrazioni che emaniamo, al nostro linguaggio non verbale, piuttosto che alle singole parole. Trecentododici no al giorno non contano niente. Tre NO al mese insegnano tutto.

Date dei confini ad un bambino e sarà attento a non oltrepassarli.
Date delle regole ad un bambino e sarà felice di rispettarle.
Dite NO ad un bambino ed apprezzerà di più i SI'.
Un bambino con confini, regole e NO sarà più invogliato a crescere, a raggiungere le varie tappe e a diventare infine autonomo.

31 commenti:

  1. Un po' d'accordo e un po' no.
    Vero che I figli devono imparare a rspettare Gli spazi dei grandi. Un po' meno vero che la naturale curiosita' di un bimbo si risolve con un se police NO. Ciao, piacere di averti scoperta, mi e' piaciuta la tua descrizione della "casa sicura"!

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    1. Ciao e benvenuta nel mio blog!!
      I miei sono spesso blog nostalgici dell'infanzia e della maternità così come venivano vissute fino ad una ventina di anni fa....perchè i nostri genitori non passavano la giornata a tenerci lontani dai cassetti e non installavano cancelli e lucchetti davanti alle scale? Come facevano a tenerci buoni? C'è qualcuno che nel 2012 ci riesce ancora?
      Vedo che sei mamma, magari hai la soluzione.... A presto!

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    2. un'amica ha levato i pomelli da tutti i mobili, tutti i soprammobili, ha messo in garage una vetrinetta in vetro, ha eliminato le sedie della sala da pranzo (!!!) perchè il figlio poteva sbatterci contro...
      insegnare che certe cose non si toccano, no?

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  2. Ottimo.

    Segnalo solo un insignificante refuso nel penultimo capoverso:

    "aprire il cassetto die coltelli"

    die coltelli invece dei coltelli.

    Quisquilie, comunque: ottimo :)

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    1. Benvenuto anche a te, Mocassino. Grazie per la segnalazione del refuso e per i complimenti!

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  3. D'accordo punto per punto!
    Piccola esperienza personale:
    In visita a casa di amici con figli piccoli, ci raccomandano per telefono di NON PORTARE IL CANEEEE!!! (Cosa che, tra l'altro, non avrei mai fatto, senza quanto meno prima chiedere il permesso)
    E iniziano a dire che il cane è sporco, che mette le zampe sui tappeti, che i bimbi giocano sui tappeti, ecc..
    A casa degli amici, i bimbi giocano su un tappeto invaso da giochi di ogni tipo, forma e colore, e noi siamo invitati a sederci sul divano, poggiando le nostre scarpe (cerrrrrrtamente più pulite delle zampe di un orripilante cane) sullo stesso tappeto (su cui, per inciso, c'era ogni sorta di schifezza). Tutti passeggiavano in casa con le scarpe, ma il cane.. quello sporca!
    Questo per dire che a volte, i paletti che si mettono, sono più che giusti, ma dovrebbero essere anche coerenti! :)
    Baci !

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    1. ahahah, la coerenza, questa sconosciuta!!! Avresti dovuto far notare che con le stesse scarpe che avevi indosso avevi appena portato il cane a fare i suoi bisogni....
      benvenuta nel mio Blog Francesca

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    2. io quando per strada sento gente che dice ai bambini "non toccare il cane!!" io mi giro e dico ai cani "non avvicinatevi ai bambini, che portano un sacco di malattie"... e mi godo lo spettacolo
      d'altronde se loro presumono che i miei cani siano portatori di malattie, dei pazzi assassini, dei pericoli sociali, perchè io dovrei pensare altrimenti dei loro figli?

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  4. Forse sarebbe meglio che non postassi questo post, ma il rapporto tra padroni e cani a volte presenta analogie col rapporto tra genitori e figli piccoli sempre ben descritto da Lena.
    Tornerò a leggere gli anatemi che i padroni dei cani mi scriveranno.
    W la vita.

    TBZ

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    1. E invece hai fatto benissimo a postare questo post!! Pensa che io è da un po' che ho pronta la bozza di un post sulle alternative (malsane) alla maternità, ma sto aspettando il momento giusto. Ovviamente parlerò di gente che tratta i cani e i gatti molto peggio di come le 'mie' mamme trattano i bambini. Parlerò di gente che ancora a quarant'anni suonati fa la vita dei diciotteni. Parlerò di chi vuole andare contro la Natura, ma si trova a fare i conti con lei, che è tanto più forte di noi.
      Modererò eventuali anatemi dei padroni dei cani, ma se ci hai fatto caso nessuna madre mi ha risposto per le rime, quindi non lo faranno nemmeno i 'canisti'...

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    2. logico che se uno è squilibrato è squilibrato
      i miei cani sono i miei cani, non i miei figli, se non voglio figli ne deriva che non voglio nemmeno trasformare i miei cani in figli/bambini, a me piace il loro essere cani, non uomini o pseudo-uomini

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  5. Bellissmo articolo Sono una childfree di 46 anni che ricorda benissimo quando doveva rispettare il suo spazio privato della cameretta piena di peluche, poster, cassette, libri e vestiti ammucchiati. Il resto della casa era zona di tutti, niente invasioni. Posso condividerlo sulla mia bacheca? Riguardo agli animali sono stata abituata da che ho memoria alla compagnia di cani e gatti, animali che ho amato da sempre, che amo tutt'ora e che fanno parte della mia vita. Non potrei immaginare la mia vita senza animali, così come non potrei immaginarla con un bambino attorno. Questione di attitudine personale, immagino, anche se ho ben presente che la mia gatta è appunto un animale, non è il surrogato di un figlio, che per altro non desidero. é un essere vivente, di specie differente rispetto a me, con la quale è bellissimo dividere casa, divano e un mucchio di peli morbidi che trovo svolazzanti per casa :)

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    1. Ciao e benvenuta nel mio blog! Certo che puoi condividere questo post sulla tua bacheca, sarebbe un vero onore per me!
      Complimenti per la tua sincerità (ci vuole coraggio al giorno d'oggi ad ammettere di essere childfree) e per il tuo equilibrio, che traspare dalle tue parole.
      A presto

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    2. Beh,cani e gatti non saranno surrogati di un figlio,ma io li preferisco decisamente,comportano molti meno fastidi e scocciature.

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    3. Childfree anch'io a 45 anni suonati (mavvah, ero suonata anche prima!) ;D
      con due gatti, e sempre meno pazienza per quel genere di mamme che con le mie amiche (con figli e senza ma raziocinanti) definiamo le "Utero Del Mondo", quelle che non hanno fatto un bambino ma IL bambino....

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    4. Utero del Mondo...mi piace!!!!!

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  6. Che forte questo articolo, e quante verità!
    Adesso le case degli amici che hanno figli sembrano dei parchi giochi, roba ovunque, i bambini invadenti che non ti lasciano nemmeno parlare con i genitori, devono avere l'attenzione su di loro 24 ore al giorno, ti interrompono quando parli al telefono, dettano legge su tutto, devi chiedere cosa vogliono indossare, cosa vogliono per cena, vedo case spoglie che non hanno più maniglie, chiavi, ripiani in vetro, ecc... a me pare tutto assolutamente insensato, una cosa da invasati proprio.

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    1. Benvenut@ tra noi!!! Sono veramente felice di trovare sempre più gente che vede quello che vedo io e, anziché intenerirsi, trova la cosa insensata!! Hai letto anche qualche altro post? Ti consiglio questi due, sono sicura che sarai d'accordo:
      http://www.dibuonalena.blogspot.it/2012/02/intrattenere-i-bambini.html
      http://www.dibuonalena.blogspot.it/2012/03/al-ristorante.html
      Fammi sapere cosa ne pensi!

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    2. adesso con calma mi leggerò tutto, e ho anche imparato a mettere il nome :-)

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  7. Si certo, cani e gatti comportano meno scocciature di un figlio.. o forse sembra così perchè un figlio è più difficile da abbandonare per strada o su un balcone da solo. Li hanno inventati poi i pannolini per gli animali? Probabilmente si, poi i gatti vanno nella lettiera, per una parte dei padroni di cani questi ultimi possono fare pipi sulle ruote delle macchine altrui, defecare davanti a vetrine di negozi, gelaterie e ristoranti. Un figlio si, devi pulirgli il c**o per almeno 5 anni se ti va bene, stare sveglio per meta notte a tempo indefinito, massaggiargli il pancino se non ha fatto il ruttino, portarlo dal pediatra e se veramente ti rompi le balle vai in galera se lo abbandoni contrariamente a chi possiede animali domestici e non (visto che ogni tanto si perdono serpenti boa, tigri, puma, scorpioni etc.).
    Ma si, meglio tenere un animale.

    TBZ

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    1. Acc*** ti vedo accanito (per l'appunto) sull'argomento!
      Peggio dei padroni menefreghisti e maleducati sono quelli che trattano il cane meglio dei cristiani... l'altro giorno ho visto una signora con un passeggino stranissimo. Mi sono avvicinata sperando di trovare un nuovo spunto per il mio blog e ho visto che era un passeggino PER CANI! E i due cuccioli avevano un cappottino (uno rosa ed uno azzurro) perchè c'era vento e addirittura die mini ossi di gomma attaccati al passeggino per giocare. Aberrante!

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    2. non vedo perchè certe persone si inalberano così tanto quando sentono dire che uno preferisce tenere dei cani e non avere dei figli
      io di figli non ne ho, ho 37 anni e due cani e vivo felice così
      non li tratto come bambini (perchè dovrei, visto che non ne voglio?), ma come cani, corrono, giocano, si infangano, litigano, camminano, non girano in borsa (a parte che uno pesa 41 kg...) e solo il piccolo ha il cappotto in inverno perchè trema dal freddo essendo a pelo corto
      il cane è comunque meno ossessionante di un figlio, anche da cucciolo puoi lasciarlo a casa due ore per andare a fare la spesa o andare dal medico, un figlio no, devi averlo incollato 24 ore al giorno e a me leverebbe l'aria una cosa del genere

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    3. Per quanto mi riguarda non mi inalbero, ma trovo ridicole quelle persone che prendono un cane o un gatto come surrogato del figlio. Ti giuro che una mia amica è venuta a trovarmi, lasciando il suo cagnolino dalla vicina di casa per 24 ore. Ha telefonato appena arrivata (due ore dopo la partenza) e ha chiesto "Come sta Lillino mio? Ha chiesto di me? Me lo passi?". Fortunatamente non tutti i padroni di cani sono così, anzi, questa è una minoranza, che però mi fa pensare...diventare madri è un istinto così forte che, prima o poi, ci dobbiamo fare i conti in un modo o nell'altro? Se è così, tra mettere un bambino o un cane in un passeggino preferisco senza dubbio il bambino!

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    4. io invece il passeggino lo lascio volentieri orfano, sia di bambini che di cani :-)

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    5. Brava Mina! Per i commenti e per aver imparato a mettere il nome ;)

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  8. Scegliere tra un animale e un bambino è come scegliere tra la camicia e i pantaloni. Sono due cose totalmente diverse e io, da amante sia dei bambini che degli animali, spesso sono seccata da persone "bambiniste" che mostrano di odiare gli animali e "animaliste" che mostrano di odiare i bambini.

    Conosco bambini che non ti lasciano fare una conversazione che non si interrompa ogni 30 secondi perchè hanno tutta l'attenzione dei genitori (che ti fanno sentire una ritardata, dal momento che ogni tre parole che dici loro distolgono lo sguardo e pronunciano il nome del figlio ad alta voce, perchè magari si è allontanato di un metro. Ieri provavo a raccontare qualcosa a mia cognata del viaggio da cui sono tornata. Caporetto totale).

    Conosco animali talmente maleducati e viziati dai loro padroni che ti saltano addosso e ti leccano ovunque, e i loro padroni non dicono nulla. Pensano che ti debba piacere per forza.

    Ogni amore portato all'esasperazione diventa malsano.

    Malsano è riempire la casa di qualsiasi scarabocchio che il bambino produce. La cameretta doveva essere adibita a questo! E a volte neanche, perchè doveva comunque essere in ordine! Malsano è comprare ogni genere di ninnolo e giocattolo a un cane, che è pur sempre un animale e ha bisogno di affetto e cure, non di ninnoli costosi.

    Lumen

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    1. Che dire..innanzi tutto ben tornata e poi ogni parola che hai scritto è una sacrosanta verità! Mi sei mancata!

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    2. ninnoli costosi no, non ne vale la pena, ma il cane così come il bambino ha bisogno di giocare
      sapessi uno dei miei (che sfascia e rosicchia i giochi a manetta) come è felice quando dall'ikea gli porto a casa un pupazzino da 1 euro! adesso ha l'orsetto vestito da marinaio :-)
      ho visto comunque gente spendere 200 euro per collarino con strass e guinzaglio coordinato in centro a Milano... lì no, non ci siamo, anche se poi alla fine c'è anche da dire che ognuno con i propri soldi ci fa quel che vuole, e c'è chi spende 300 euro per un vestito firmato per un bambino di pochi mesi, quindi...

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    3. Infatti, Mina, hai centrato in pieno il mio pensiero!

      I cani giocano con i pupazzini, le palline da tennis, le trecce di stoffa, qualsiasi cosa basta che il loro padrone con amore li faccia giocare! Qualche vestitino ai cani si può anche mettere, specie d'inverno quando fa freddo ma... qui vicino a me abita una coppia che ha un chihuahua che ogni giorno ha un vestito diverso, manco Victoria Beckham! Una volta l'ho visto addirittura con i jeans :)

      Lumen

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    4. I jeans??? Ti prego devi fargli una foto! Orroreeeeeeee

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  9. nella tua descrizione mi ci son ritrovata in pieno.. anche se: sto lavorando per trasferire un po' di giochi dal salone (che è anche ingresso e camera da pranzo) alla loro cameretta. Il fatto è che le case di un tempo erano grandi, e le camerette idem. Adesso ci si ritrova tutti insieme appassionatamente, e spesso la zona giorno corrisponde anche a quella più calda/fresca/ampia dove passare il tempo. Con due bambini piccoli è ovvio che sia più comodo averli sott'occhio, magari proprio nella cucina. Poi crescendo passeranno a giocare anche nella loro camera... Per il resto sono d'accordo con te sull'insegnare certe regole, ma è giusto anche avere una casa più a dimensione bambino. Per dire, i loro libri sulla mensola piu bassa della libreria, o i giochi a portata di mano in ripiani bassi della loro nicchia armadio. Il tavolino in ferro battuto col vetro però l'ho messo via per il momento... prima o poi il mio salotto tornerà tale, ma meglio poi che qualche tristissimo incidente. Perchè per quanto gli si possa insegnare... i bambini hanno tanta energia e le cadute ci stanno tutte, ma sul vetro no, grazie. :)

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