lunedì 18 giugno 2012

Una mamma per amica

Ai tempi del liceo avevo due amiche, loro ne avevano una. Diciamo che non andavano molto d'accordo e, se si frequentavano, lo facevano per me. Quando eravamo tutte e tre insieme riuscivano a parlarsi, scherzare e anche divertirsi, ma appena rimanevo sola con una delle due ogni pretesto era buono per sottolineare i difetti e le mancanze dell'altra. Non potevo dar loro torto: ognuna, dal proprio punto di vista, aveva ragione. Erano il giorno e la notte, il sale e lo zucchero. Non avevano niente da dirsi. A me, per motivi diversi, piacevano tutte e due, ma loro erano semplicemente incompatibili. Abbiamo dato gli esami di maturità, abbiamo passato un fine settimana insieme al mare per festeggiare e poi abbiamo preso strade diverse. Una è andata a lavorare, io mi sono iscritta all'università in un città diversa, l'altra è rimasta a vivere a casa dei suoi ancora per qualche anno. Io ho continuato a sentirle entrambe, delle visite sporadiche, tante promesse di vederci più spesso. Loro non si sono più frequentate nè sentite.

A quattro anni da quel week end al mare Francesca si è sposata; io c'ero, Laura no. Poco dopo, mi ha detto di aspettare un bambino. Io sono andata a trovarla in ospedale e le ho chiesto di Laura. Niente. Non una visita, una telefonata, un sms. Era molto delusa e arrabbiata perchè, diceva, di fronte ad un bambino i vecchi rancori andrebbero dimenticati. Le ho fatto notare che tra loro non c'erano rancori, che non era stato un singolo episodio infelice ad allontanarle, che la colpa era da attribuire alla loro totale incompatibilità di carattere ed interessi. Mi ha dato ragione. 'La chiamerai?' 'No.'

Un anno dopo anche Laura ha avuto un bambino, felice coronamento della sua storia d'amore. Abitiamo molto lontano adesso, quindi non sono potuta andare a trovarla nelle prime settimane, ma  le ho parlato a lungo al telefono. Le ho chiesto di Francesca. Niente. Non una visita, una telefonata, un sms. Era molto delusa e arrabbiata perchè, diceva, non era stata invitata al matrimonio e non aveva ricevuto l'annuncio di nascita della piccola Martina. Le ho fatto notare che non si erano mai piaciute, che nemmeno lei si era più fatta sentire e che avrebbe potuto chiederle della gravidanza almeno tramite Facebook. Mi ha dato ragione. 'La chiamerai?' 'No.'

Da qualche anno a questa parte le due si sentono praticamente ogni giorno: Facebook, sms, telefonate, uscite al parco, shopping, gite al mare, cene e perfino cenone di San Silvestro. Da qualche anno a questa parte Francesca e Laura sono inseparabili, mentre io non le sento praticamente più.
Hanno smesso di frequentare me e le altre vecchie amiche di un tempo, di quel tempo in cui non erano madri. Hanno incominciato a frequentarsi solo perchè sono madri.
Gli ho fatto notare che mi sembrava strano questo loro improvviso avvicinamento, ma entrambe hanno sgranato gli occhi e mi hanno chiesto cosa ci fosse di strano. 'Proprio tu, che hai sempre voluto bene a tutte e due, ti stupisci?' mi ha detto Francesca. 'Lo ammetto, con Francesca si può parlare veramente di tutto, avevi ragione', mi ha detto Laura. Sono uscita con tutte e due un'ultima volta, poi nulla.Non ho niente da dirgli. 'Le chiamerò?' 'No.'

A Francesca piaceva il cinema, Laura odiava dover guardare un film vicino a degli sconosciuti. Laura amava fare shopping, provare decine di vestiti e cappelli, anche quelli che non avrebbe mai comprato, Francesca odiava i sorrisi compiacenti delle commesse e i camerini angusti. Adesso vanno al cinema insieme a vedere tutti i cartoni animati in prima visione e passano il sabato pomeriggio al centro commerciale a comprare salopette e completini per i bambini.
A Francesca piaceva leggere i gialli di Camilleri, visitare le grandi città, prendere il sole, guardare i film in bianco e nero e mangiare pizza e pasta. Odiava gli sport, le uscite a quattro con il miglior amico del marito e compagna, il cibo piccante e i lunghi viaggi in macchina.
A Laura piacevano i romanzi di Jane Austen, le vacanze in montagna, giocare a tennis, i quiz in tv e i ristoranti etnici. Odiava andare dal parrucchiere, la metropolitana, il treno e stare ferma in spiaggia. Francesca e Laura non avevano niente da dirsi. Adesso Francesca e Laura parlano tutto il giorno di pannolini ed inserimento alla scuola materna, di pappe fatte in casa con il Bimby e marche di biscotti, di pediatri e rimedi contro l'otite, discutono dell'annoso dilemma tra costume a mutandina o bikini per la bimba, infradito o sandaletti per il bimbo, si interrogano sulla necessità di iscrivere i piccoli ad un corso di Yoga per mamme e bambini e programmano le prossime vacanze al mare insieme.

Non riconosco più nessuna delle due. Mi fanno paura. Se si fossero avvicinate per scambiarsi consigli sulla maternità, continuando però a guardarsi con sospetto e ad annusarsi come due animalini diffidenti, ne sarei stata felice. Se si sentissero ogni tanto per darsi una mano con i piccoli, ma si limitassero a questo, lo capirei. Così no. Dopo l'ultima uscita a tre (o dovrei dire a cinque, visto che c'erano anche i pargoli) ho deciso che non le avrei più incontrate insieme. Ho provato a sentirle singolarmente, ma l'unico argomento di cui sono riuscite a parlarmi erano i figli. Non solo hanno risposto a monosillabi alle mie domande sul lavoro, i mariti e i vecchi amici in comune, ma non mi hanno chiesto niente di me, a parte 'E tu, Lena, un bel frugoletto quando lo fai?'.

Quello di Francesca e Laura è solo un esempio. Ascoltate attentamente i discorsi delle vostre amiche che hanno figli e sentirete in continuazione frasi del tipo 'Parlavo con una mamma che mi ha detto....' 'Sono andata con altre mamme in biblioteca....' 'Le mamme organizzano un torneo di calcio....' 'La mamma di un compagno di classe di Federica mi ha parlato di un nuovo centro estetico...' e [cit.] 'Mi dispiace che Andrea passi alle scuole medie perchè così non sono più in classe con le altre mamme'.

A loro discolpa posso dire che almeno hanno la decenza di non chiamarle amiche, visto che amiche non sono, ma perchè frequentare solo altre madri? Perchè dimenticarsi di quello che erano, di quello che facevano prima di procreare? Perchè annullare la propria personalità solo perchè si è messo al mondo un figlio? E' una perdita per la donna che cancella se stessa,ovviamente,  ma è anche la causa di un sicuro allontanamento dal marito e dalle vecchie amicizie, spiazzati e smarriti davanti alla nuova versione di quella che era la donna della loro vita o la loro più cara amica. E' un fattore negativo anche per la crescita del figlio, che vede la madre solo in quel ruolo e non concepisce (nè concepirà mai, nemmeno da adulto) che la madre possa avere dei desideri che vanno al di là dell'Happy Meal di MacDonald's, che ami leggere altri libri che non siano i Piccoli Brividi e che frequenti altre persone che non siano i suoi figli o gli amici dei suoi figli (insieme alle loro madri, ça va sans dire).

Perchè ho gradualmente smesso di frequentare le mie (ex) amiche o conoscenti che hanno figli è chiaro, ma una cosa mi sfugge: cosa sbagliamo noi senza figli? Perchè non volete più sapere di noi, delle nostre serate da single, della nostra carriera o semplicemente spettegolare sull'ultimo matrimonio tra vip? Perchè non parlate nemmeno di vostro marito, di vostra suocera che si lamenta di come stirate le camicie di suo figlio, nè del vostro capo che ha il vizio di chiedervi cose assurde, soprattutto il venerdì pomeriggio alle quattro e mezza? Perchè non vi interessa più nulla, ad esclusione della creatura che avete messo al mondo?



19 commenti:

  1. In verità, quelle due nemmeno adesso hanno molto in comune. Hanno entrambe un figlio, e passano il loro tempo a parlare di quello e basta. Sono sicura che se provassero per un secondo a cambiare argomento si riconoscerebbero in quelle due che non si piacevano, ma adesso si sentono tanto bene e tanto in pace per aver fatto ciò che la società chiede loro (non fare figli, ma farli e annullarsi come persone).

    Lumen

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    1. E' proprio questo il punto: non riescono a cambiare argomento, nè quando parlano tra di loro, nè quando parlano con gli altri. E' un morbo inesorabile e dilagante: l'alba delle madri morte (dentro) viventi!

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  2. Non credere che per i maschietti il discorso sia tanto diverso, trovo infatti che siano ancora più aggressivi e belligeranti delle donne nel voler convicerti ad ogni costo che la scelta di fare un pargolo sia la migliore della tua vita... In alcuni casi mi hanno fatto sentire veramente a disagio.

    Personalmente penso che su questo argomento i "riprodotti" abbiano la tendenza a considerare il non avere figli come attacco personale al loro stile di vita e conseguentemente ti "rimuovono" dal loro mondo. Putroppo ho perso di vista tante persone interessanti così...

    Serse

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    1. Hai ragione: io me la prendo tanto con le madri perchè, di norma, sono quelle che educano i figli, che passano più tempo con loro, che vanno a prenderli a scuola e così via. Ho conosciuto anche uomini che, dopo essere diventati padri, hanno incominciato a parlare solo dei loro figli...fa ancora più paura che nelle donne! Forse perchè da una donna, geneticamente predispsta a procreare, te lo aspetti, mentre la completa devirilizzazione e spersonalizzazione dell'uomo padre è a dir poco spiazzante.

      PS: le differenze, nel bene e nel male, fanno parte delle vita, rimuovere i 'diversi' è solo un atto codardo, che non ti aspetti da persone che ritenevi interessanti...che tristezza!
      Quando ho iniziato a scrivere questo blog ero sicura che avrei trovato moltissimi commenti di madri che negano quello che scrivo, che mi spiegano cosa sbaglio (quanto piace il tono didattico alle madri, è incredibile), che mi insultano perfino. Invece niente. Non mi leggono o, se mi leggono, mi ignorano, come dici tu 'mi rimuovono'. Non mi sono riprodotta, quindi non esisto.

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  3. Da un pò di tempo manco e stavolta spezzerò una lancia a favore delle madri...sai che di solito sono molto concorde con te relativamente alla visione delle mamme, pur essendo mamma. Stavolta però vorrei portare un altro sguardo su questo argomento, ossia sul fatto che amiche non mamme ad un certo punto si disinteressano di te nel momento in cui diventi madre.
    Ovviamente il diventare madre implica un periodo nel quale magari esci meno o se esci modifichi un pò le abitudini e gli orari e la libertà di sfruttare il tuo tempo libero che, almeno nei primi anni, si riduce di molto.
    Ho visto amiche care (col senno di poi non così care) che piano piano sono sparite perchè hanno continuato a fare la vita di sempre e mai una volta ti sono venute incontro, magari accontentandosi di una cena a casa, perchè magari nessuno ti può tenere il bimbo.
    Io non sono una che quando è in compagnia parla solo dei figli, anzi, ho voglia di uscire proprio per distaccarmi e prendermi il mio tempo per me, ma ovviamente ho bisogno che dall'altra parte ci sia qualcuno che mi venga incontro un pochino rispetto le mie esigenze familiari. Quando questo mai accade le amiche le perdi, magari per un pò le senti al telefono e poi anche quelle si diradano fino a sparire nel nulla.
    A volte le mamme si avvicinano alle altre mamme non solo per parlare di bambini perchè esistono solo loro, ma semplicemente perchè si avvicinano a persone che hanno uguali esigenze, bisogni.
    Certo, l'esempio delle tue due amiche (o ex amiche!) credo sia da folli, ma capita a volte che si crei terra bruciata intorno alle neomamme e allora si cerca di sopravvivere in un qualche modo!

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    1. Non mi hai dato torto, hai solo dato voce all'altra campana.
      Io mi sono sposata giovane, o almeno giovane rispetto alla media di oggi. So cosa significa rimanere fuori dal giro perchè hai altri interessi, altri ritmi, altri orari. Ho perso molte 'amiche'. Sai cosa ti dico? Poco male. Non ho cercato la compagnia di altre donne sposate, non usciamo mai con altre coppie. Stiamo bene nella nostra solitudine e continuiamo entrambi a frequentare i (pochi) veri amici di un tempo. A volte per conto nostro, a volte insieme. Imparare a bastare a se stessi è una delle cose più importanti della vita. Se le altre mamme non ti piacciono non frequentarle. Ti faccio una domanda, sii onesta se puoi, perchè la mia non è una domanda retorica, voglio veramente sapere:le madri a cui ti sei avvicinata dopo aver perso le vecchie amiche a causa dei bambini ti stanno simpatiche? Parlano di altro oltre a pappe, spannolinamento, vaccini, asilo eccetera. Andate al cinema o al centro commerciale (senza figli)?
      Se posso farti un augurio è quello prima di bastare a te stessa e poi, quando non avrai più bisogno di loro, tornare a frequentare le altre madri.

      Un abbraccio

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  4. Saro' onesta, mi sono avvicinata alle mamme che "mi piacciono", le altre assolutamente no! Con loro si parla d'altro e non solo di bambini per fortuna, certamente e' vero che il fatto che magari i nostri bimbi sono 'amici' e' stato determinante.
    Pero' hai ragione, bastare a se stessi e' difficilissimo e ammetto che e' un mio punto debole, e' da costruire nella vita e io non ci sono troppo abituata. Ci sto lavorando diciamo, e ti assicuro che eventi forti cime quello che abbiamo vissuto/stiamo vivendo col terremoto ti fanno rimettere in discussione molte cose di te, compresa la mia attitudine ad annoiarmi e a odiare la solitudine!
    Son pericolosi questi post santo cielo!!! :)

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Pericolosi, ma più economici della psicoterapia! ;) Scherzi a parte, state vivendo momenti terribili ed è normale sentirsi più vulnerabili. Non lasciarti deprimere da una che nemmeno conosci che si diverte a scrivere un blog...non voglio tutta questa responsabilità! Scherzi a parte, è proprio in momenti come questi, però, che esce la nostra grinta, una forza che non pensavamo di avere, capace di rivoltarci come un calzino e trasformarci, a volte in persone migliori, a volte peggiori. Nel tuo caso sono sicura che questo momento difficile porterà qualcosa di positivo.
      un forte abbraccio

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  5. questa cosa mi ricorda tanto il periodo in cui frequentavo un'amica... solo perchè avevamo in comune sta cosa dei figli... ed è proprio il motivo dei miei post!
    salamandra pezzata

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    1. Ciao Rospi a Colazione, benvenuta nel mio blog! Ho appena letto il tuo post "Una passeggiata con ansia ed Has Fidanken" e ti voglio fare i miei complimenti! Non è da tutte le madri pensare e addirittura ammettere pubblicamente cose del tipo "non succede nulla se un po' di sole lo becca in viso nonostante la capottina... che deve anche abituarsi..." Non vedo l'ora di leggere il resoconto della gita al parco. A proposito, hai letto il mio? http://www.dibuonalena.blogspot.it/2012/03/al-parco.html
      A presto

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  6. mi sto spulciando tutto il blog! è interessante il tuo punto di vista perchè spesso noi mamme siamo offuscate. il nostro blog è nato da poco e io sono salamandra pezzata. ci sfoghiamo su quello che non digeriamo bene nelle nostre vite

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  7. anche io le mie amiche che hanno figli non le vedo quasi più
    una, di fronte all'invito a una pizza con le amiche, ha risposto che se volevamo potevamo andare noi da lei, perchè lei lavorando tutto il giorno non era disposta a perdere "una sera di vita di suo figlio"
    e non aggiungo altro

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    1. Non è la sola....mia cugina è andata al cinema solo quando il bambino aveva ormai due anni compiuti, lasciandolo per la prima volta con la nonna la sera. A metà film ha avuto una crisi di pianto perché non aveva potuto dare la buonanotte al pargolo. Ovviamente sono passati altri due anni, al cinema non ci è più andata e il bambino non si è mai addormentato senza di lei. L'altro giorno l'ho sentita lamentarsi perché il bambino vuole sempre la sua mamma per addormentarsi....chissà perché, vero? Un comportamento molto poco educativo dettato solo da degli assurdi sensi di colpa...una notte dai nonni ogni tanto non può che fare bene ai bambini!

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  8. Ciao, ho scoperto oggi il tuo blog, onestamente non ho apprezzato alcuni commenti generalizzati sulle mamme, ma condivido ciò che ha scritto Stefy. Quando nesce un figlio inevitabilmente i tempi cambiano e non certo come quando ti sposi, è molto diverso. Le priorità cambiano e spesso le amiche senza figli queste cose non le comprendono. Hanno altri interessi e orari. Io quando posso esco con le amiche e non parlo assolutamente di bambini, ma ti posso dire che in 5 anni le ho sentite molto lontane. Saranno venute forse 1 o 2 volte a casa a trovarmi per vedere il mio bimbo e solo negli ultimi tempi hanno mostrato interesse chiedendomi di lui. Io mi basto, le amiche mamme mi danno molto, un sorriso, una chiaccherata, un confronto, è sempre piacevole parlare di tutto, nn solo di bambini e non le ho conosciute perchè mi sentivo sola ma perchè mio figlio lo voglio crescere vedendolo correre e giocare al parco dopo scuola e nn annoiarsi davanti alla tv.
    Squichi

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  9. spariscono. nel nulla. Le prime volte ci restavo male. Ormai al primo annuncio di gravidanza, nel mio cuore dico bye bye all'amica in questione perchè sparirà, come tutte le altre. o forse no.

    hahaha avevo detto "o forse no?"
    la solita illusa, ovviamente anche questa sparisce, quando capisce che per te l'argomento "pappe-cacche-nanne" non riveste alcun interesse.

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  10. Pensa che una mia amica mi ha invitato alla festa di compleanno del suo bambino, arrivo puntuale col mio regalo in mano. Unica single (il mio fidanzato fuori città per lavoro), poco male penso. Sono cara amica di lei, del fratello e del compagno. Arrivano altre tre coppie di amici con figli al seguito. Ovviamente non me l'aveva anticipato (altrimenti col quasi che ci andavo...). Da lì, argomenti: mutuo, spese per la ristrutturazione, spese per il nido, spese per l'asilo, la suocera, dormire da solo, lettino.
    Tempo di sopportazione: 30 minuti. Saluto educatamente e vado a bermi un aperitivo ;)
    Valentina

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    1. Io a furia di ritrovarmi in situazioni simili, salutare educatamente e andare a bermi un aperitivo sto rischiando di diventare un'alcolizzata... ahahah!
      Cara Vlaentina, purtroppo è così: se non hai figli non sei interessante e non hanno niente da dirti!

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