lunedì 25 giugno 2012

Una maestra per amica

'Zia Lena, lo sai che ieri siamo andati a mangiare la pizza dove eravamo andati con te insieme al compleanno della nonna e ho preso ancora la pizza per bambini con le patatine sopra? E lo sai che la maestra però mi ha detto che lei le patatine le preferisce a parte, in un piatto invece che sulla pizza?'
'Ma sulla pizza sono più divertenti! E la maestra come è venuta a sapere di queste marachelle? Non l'avrai mica scritto nel tema che la zia ti ordina la pizza con le patatine?'
'Ma noooooooooo, sono andato in pizzeria con la maestra, la mamma, un mio amico che è in classe con me e la sua mamma!'
Fingendo indifferenza indago con mia cognata. Mi dice che lei e l'altra rappresentante di classe, dopo tre anni di elementari, sono entrate in confìdenza con la maestra e, visto che dovevano parlare delle attività extra scolastiche per il prossimo anno, ne hanno approfittato per uscire a cena con i bambini.

Con un'amica sto parlando dei post che sua figlia, di dieci anni, pubblica su Facebook. Scrive dei pomeriggi al parco con la ragazza alla pari, delle lezioni di pattinaggio e del suo amore per un certo Filippo, che ha due anni più di lei. Ho notato che c'è sempre una certa Renata che commenta tutti i post della bambina e della madre  quindi, ingenuamente, chiedo alla mia amica chi sia questa Renata. Una parente? Una collega di lavoro? 'Ma nooooo, è la maestra di italiano, storia e geografia.'

'lena, scusa, tu che sei creativa e sai tante cose...dobbiamo fare una ricerca sulla carta riciclata, dove posso trovare informazioni? E' complicato riciclare la carta?'
'Da quando la tua azienda si occupa di ambiente e riciclo?'
'Ma noooo, mica al lavoro: la ricerca è per la scuola! La maestra di scienze ci ha dato questa ricerca per le vacanze, ma non ho ben capito, ho provato a chiamarla, ma è all'estero. Mi ha mandato una mail dopo che ha visto il mio sms e mi ha detto che torna tra due settimane, ma noi volevamo finire tutti i compiti prima di partire per il mare.'

Le mamme, fino a qualche anno fa, sapevano solo il cognome della maestra dei loro figli e la incontravano solo ai colloqui due volte all'anno.
Per i bambini, fino a qualche anno fa, la maestra era la Signora Daffarra, le si dava del lei, si temevano i suoi rimproveri e si ammiravano le sue conoscenze.

Le mamme, oggi, sono amiche delle maestre, ci escono insieme chiacchierano, ridono e scherzano con loro. Le incontrano tutti i giorni, due volte al giorno, e parlano dei figli, del loro comportamento, dei rapporti con i compagni di classe.
per i bambini, oggi, le maestre sono Anna e Cristina, gli danno del tu, le incontrano anche fuori dall'orario scolastico, le considerano amiche, quasi loro pari.

Trovereste giusto ed equo un processo nel quale il giudice fosse il miglior amico d'infanzia dell'imputato?
Considerereste meritata la promozione a vice presidente della segretaria personale (nonché amante) del presidente? credete che sarebbe tanto difficile evadere per un detenuto che fosse fratello del secondino?  Penso proprio di no, ma allora come potete permettere che maestre e allievi si frequentino?

Le maestre. Come possono giudicare in maniera imparziale il rendimento di un bambino, se escono in pizzeria insieme a lui e frequentano la sua famiglia? Come possono dare una nota ad una bambina che le ha detto in classe 'Ma sei proprio stupida', se il giorno prima al bar ridevano perché la maestra aveva rovesciato la coca e si era data della stupida da sola? Essere influenzati dalle simpatie personali è umano, come può una maestra -che è umana- essere imparziale con il figlio di un'amica? Bisognerebbe rispettare  le distanze, mantenere un certo distacco.

I bambini. Come possono impegnarsi e dare il massimo, se chi li giudica il giorno prima li ha sbaciuchciati e coccolati? Come possono riconoscere e rispettare l'autorità dell'insegnante, se hanno imparato a conoscerla come 'umana', come amica di famiglia, se l'hanno vista in piscina a prendere il sole e poi a fare una gara di tuffi a bomba? Un certo timore reverenziale, un po' di soggezione e tanto rispetto sono fondamentali per i bambini, perché solo così si impegnano e danno il massimo, solo così imparano le gerarchie.

Le mamme. Credo che le mamme si avvicinino alle maestre per tre motivi principali:
1) Non sopportano il distacco dai loro bambini e conoscere le maestre, fidarsi di loro, assicurarsi che andrà tutto bene e nessuno tratterà male i loro piccoli le aiuta a superare il trauma della prima elementare ( trauma delle madri, che solo successivamente viene trasferito ai figli). Vogliono essere sicure che le maestre siano belle persone perché, in caso contrario, chiederebbero l'immediato trasferimento in un'altra sezione, in un'altra scuola.
2) Vogliono avere sempre tutto sotto controllo: compiti a casa, numero e colore delle penne da comprare, quadretti grandi o piccoli. Non si fidano dei loro figli, li considerano incapaci di occuparsi della scuola, dei compiti e dell'astuccio, quindi stringono amicizia con le maestre per controllare meglio i figli ed essere sicure che facciano tutto quello che c'è da fare. Con loro. Mai in maniera autonoma, ovviamente.
3) Ultimo, ma non per importanza, le mamme diventano amiche delle maestre perché vogliono spianare la strada ai figli, rendergli tutto più facile. Forse è un processo inconscio, in ogni caso è un processo che esiste. Da brave mamme chioccia, da brave donne italiane figlie del nepotismo e dell'aiutino, sperano che l'amicizia con la maestra (o almeno l'estrema gentilezza e disponibilità e l'assidua frequentazione) aiuti i loro pulcini, li metta al riparo da brutti voti, rimproveri severi o critiche esagerate.

Che tristezza.

Fortunatamente ci sono ancora maestre che si rifiutano di stringere amicizia con le madri, che non accettano questi giochetti. fortunatamente queste maestre non sanno quello che le madri dicono di loro. Incapaci, incompetenti, acide, isteriche, frustrate, raccomandate, non portate per l'insegnamento. Sfortunatamente tutte queste cose 8a anche cose peggiori, ve lo assicuro) vengono dette davanti ai bambini, che perdono così ogni forma di rispetto per l'insegnante e si sentono in diritto di criticarla a loro volta, di non impegnarsi e di non studiare, perché tanto la maestra è solo una zitella acida.

Stavo per iscrivermi a scienze della formazione primaria.
Per fortuna non l'ho fatto.

21 commenti:

  1. Mi trovi in accordo su tutta la linea... Hai mai letto della generazione Y?

    http://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_Y

    "...Gli appartenenti alla Generazione del Millennio vengono a volte chiamati Trophy Generation o Trophy Kids un termine che riflette l'andamento negli sport competitivi, così come molti altri aspetti della vita, dove "non si perde", e ognuno ottiene un "grazie per la partecipazione" che simboleggia un senso e una percezione del diritto. È stato riportato che si tratta di un problema in ambienti aziendali in quanto alcuni datori di lavoro sono preoccupati che Millennials hanno troppe aspettative dal luogo di lavoro e il desiderio di plasmare il proprio lavoro per adattarlo alla loro vita, piuttosto che adattare la loro vita al lavoro..."

    Personalmente ho avuto a che fare con qualche loro "avanguardia" in ambito lavorativo e per lo più sono state esperienze esasperanti... Cinicamente non mi stupisce affatto che molti di loro siano disoccupati.

    Serse

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    1. Non sapevo dell'esistenza della trophy Generation...e avrei preferito continuare a vivere nell'ignoranza.

      Si può perdere, si deve perdere!
      Nella vita ci si fa male, si cade, ci si rialza e si ricomincia a combattere. Chi perde deve piangere, chi vince gioire. Vinti e vincitori devono continuare a darsi da fare, a dare il meglio.

      Senza arrivare alle esasperazioni dei giapponesi, che alla scuola materna fanno vere e proprie prove di sopravvivenza, possiamo però trasmettere alle nuove generazioni un po' di competitività e, perchè no, anche un po' di senso di responsabilità e colpa? Se ho perso è perchè non mi sono impegnato abbastanza. Punto.
      Chi rappresenterà il nostro Paese alle olimpiadi del 2020?
      Chi darà il massimo al lavoro per emergere?
      Che fine faremo?

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    2. Mi permetto di dissentire...anzi credo che il problema non sia l'assenza di competitività, ma al contrario la sua presenza ECCESSIVA e INSOPPORTABILE. La vittoria VA raggiunta a tutti i costi, solo che NON per merito, MA con tutti i mezzi leciti e illeciti. Il proprio figlio DEVE essere il primo in tutto, deve essere il più amato, quello che ha più amici, quello che riscuote più successo fra le ragazzine, quello che ha i voti più alti. Proprio per questo alcune mamme tentano di ingraziarsi le maestre, per far "vincere" i propri figli senza che loro debbano sforzarsi. Se ognuno pensasse a se stesso e a dare il massimo, SENZA competere con gli altri, non sarebbe meglio?
      Responsabilità e colpa proprio non si sa cosa siano.

      @ Serse: sinceramente, piuttosto che accettare di essere sfruttati a fronte di uno stipendio irrisorio o proprio inesistente, meglio dire la propria e andarsene. Se questo significa avere troppe aspettative...

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    3. Sì, hai ragione, ma sono le mamme ad essere eccessivamente competitive e ad utilizzare qualunque mezzo purché il pargoletto arrivi primo. I bambini, invece, non sono per niente competitivi e non vedo perchè dovrebbero esserlo: hanno madri (e padri) che fanno tutto al posto loro, che gli comprano un bel regalo se arriva primo e uno ancora più bello per consolarlo se arriva ultimo. Questi bambini hanno tutto senza lottare, senza fare fatica e senza meritarselo. Quando saranno grandi, però, non sarà più così...li aspetto tutti al varco!

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  2. Da insegnante posso testimoniare.
    Molti genitori tendono a prendersi molto spazio (se poi vedono che sei giovane è finita) e confidenza. Poche colleghe che hanno fatto l'errore madornale di dare il proprio numero di telefono si sono trovate sommerse da telefonate stupide e idiote da parte di genitori, per motivi che ti lascio immaginare, comunque futili.
    Altri genitori aspettano al varco una tua possibile mossa sbagliata, assetati del tuo sangue.
    Se hanno il raffreddore è colpa tua, quando li metti in fila per uscire devi controllare uno per uno che abbiano sciarpa e cappello (25 bambini).
    Spesso ti arrivano giustificazioni sul diario del tipo "mio figlio X non ha fatto i compiti perchè siamo andati a sciare" ecc.
    Poi c'è la categoria dei curiosi, quelli che si fanno gli affari tuoi.
    Ricordo che una madre addirittura mi chiese se ero sposata, se intendessi fare figli e se era di proprietà la casa in cui vivo. E mi squadrava sempre.

    Durante una riunione un'altra madre, sentita la proposta della scuola di usufruire di 10 lezioni di nuoto in orario scolastico offerte alla classe dal comune, è saltata su dicendo "mio figlio fa acquaticità in una rinomata piscina da quando aveva 6 mesi e tutte le domeniche scia, lui non ha bisogno di altre lezioni di nuoto".

    Purtroppo la maggior parte deli genitori è debole, fragile, immatura. Fanno paranoie sul cibo della mensa, vengono a chiederti di non mettere il proprio figlio vicino al tale compagno perchè "non gli piace", se la prendono con te se il figlio ha macchie di sugo sulla felpa, ti chiedono di tagliare loro la carne perchè a 9 anni ancora non sono in grado. E potrei andare avanti all'infinito.

    Fortunatamente esiste, alla fine, una percentuale di genitori maturi (caratterialmente), tranquilli, pacifici. Si fanno da parte e lasciano che tu svolga il tuo lavoro, insegnano ai figli che la scuola è da affrontare con impegno e non ti assillano. Sono pochi, ma danno molta soddisfazione.

    Lumen

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    1. Sono pochi, ma danno molta soddisfazione.
      Peccato.
      Come saranno da adulti i figli di tutti gli altri? Si ricorderanno di mettersi il cappello d'inverno? Di finire le pratiche d'ufficio richieste? Di mangiare se hanno fame? Di respirare per non morire?
      BASTA! Basta stare dietro a questi bambini come se fossero dei ritardati mentali, altrimenti state pur certi che lo diventeranno!(con tutto il rispetto per chi ha davvero una patologia). Non è la compito della maestra, nè della madre, decidere i posti a tavola, che se la sbrighino tra di loro! Non è compito della maestra controllare che a mensa il pargolo non si sporchi la camicia: se la madre non lo avesse imboccato fino agli 8 anni forse adesso sarebbe in grado di usare le posate in maniera decente. (PS magari la stessa madre ha protestato contro la reintroduzione dei grembiuli perchè limitano la libertà dei bambini e la possibilità di far sfoggiare ai pargoli polo di Ralph Lauren per la gioia delle mamme).
      Insisto: chi rappresenterà la nostra nazionale alle olimpiadi 2020? Atleti che piangono se un altro corre più veloce di loro, accompagante da madri che vanno a colloquio dai giudici se hanno dato un voto basso a loro figlio o pretendono che esca dal campo perchè si fa male e suda????

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  3. Nel 2013 mia figlia andrà alle elementari e già temo di dover litigare con gli altri genitori perché non sopporto l'iperprotettivismo nei confronti dei figli, soprattutto a scuola. La scuola e' un dovere, punto. E tutto ciò che ci ruota attorno va gestito e trattato in un certo modo.
    Non dico con timore reverenziale nei confronti dell'insegnante, ci mancherebbe, ma con rispetto ed un minimo di distacco.
    E' un po' la storia dei genitori-amici, la più grande sciocchezza pseudo educativa degli ultimi anni.
    Lo stesso deve valere per gli insegnanti secondo me!

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    1. Sono pochi, ma danno molta soddisfazione, dice Lumen.
      Combatti, stai con la minoranza! Non farti incastrare come rappresentante di classe, non aggregarti alle gite scolastiche, resta in ultima fila all'uscita di scuola e fingi di parlare al cellulare...forse riuscirai a non essere morsa e contagiata dalle madri vampiro!
      Quando stavo imparando a sciare i miei mi lasciavano col maestro di sci la mattina e sciavano insieme a me il pomeriggio. Mi ricordo che una volta si sono arrabbiati perchè mi avevano visto fare una pista difficile insieme al maestro e ai miei coetanei la mattina, mi ci hanno portato il pomeriggio ed io ho iniziato a piangere. Mi sono tolta gli sci e sono scesa a piedi. Con loro ero in confidenza e ho avuto paura. Del maestro avevo un po' soggezione e timore (un trentino con un accento tedesco durissimo e la barba lunga) e non volevo sfigurare di fianco ai miei compagni, quindi al mattino ho fatto quella pista senza paura, senza accorgermene, senza pensarci. Avere paura non era un'opzione che potesse essere ppresa in considerazione.
      La scuola dovrebbe essere così, invece sento madri pretendere un programma più facile perchè i bambini non ce la fanno, lamentarsi delle maestre e cercare di trasformare la scuola in un gran divertimento. brutte notizie, care mamme, la scuola non è e non deve essere divertente.

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  4. Salve, sono un'insegnante di scuola primaria. Mi piace il mio lavoro, sono davvero soddisfatta ed è normale che come in tutti i campi lavorativi si possano presentare delle situazioni più seccanti, più complicate. Io faccio il mio dovere, senza dar troppa confidenza ai genitori (soprattutto a quelli iperprotettivi, e si riconoscono subito, sin dal primo incontro) e sono felice così. E si sono presentate. Ma davvero, le cose stupide ed inappropriate mi entrano da un orecchio e mi escono dall'altro. Cerco di incontrare i genitori solo lo stretto necessario, e che parlino pure "male" del mio atteggiamento poco "aperto" nei loro confronti. Il mio lavoro è fare l'insegnante, non sono IL MURO DEL PIANTO, o LA POSTA DEL CUORE. Io seguo e sostengo i bambini nel loro percorso di formazione, lo pianifico, ma non sono tenuta a sentire le lagne e gli sfoghi dei genitori. Quindi quando mi accorgo di genitori che iniziano a divagare in maniera eccessiva nei dialoghi riguardanti i loro figli, taglio corto. Posso assicurare che così mi trovo benissimo.

    PER TUTTI I GENITORI IPERPROTETTIVI:

    Le vostre "paturnie" sono soltanto (come direbbe Shakespeare) MUCH ADO ABOUT NOTHING

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  5. Pardon, la frase " E si sono presentate. " andava dopo il secondo periodo :-)

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    1. Ciao Ylenia,
      benvenuta nel blog! Spero che tu non abbia letto questo mio post come un'accusa alle maestre, perchè non era assolutamente questo il mio intento. Credo che siano i genitori a dover tenere le distanze e, se non lo fanno, è giusto che lo facciate voi. Perchè essere così iperprotettivi? Perchè voler trasformare tutto in un parco giochi, anche la scuola? Perchè la scuola è cambiata così tanto negli ultimi vent'anni (e non in meglio, aggiungo io)?

      Buon Lavoro e continua così!

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  6. D'accordo al 100%!!!! (con quattro punti esclamativi, eh!)
    Ti sei solo dimenticata delle mamme che diventano amiche con le maestre solo per il piacere di poterlo ostentare con gli altri genitori. Ne conosco giusto una, mamma di un bimbo in classe con mia figlia, che chiama tutte le maestre per nome di battesimo, dando ovviamente del "tu", e che non perde occasione (o meglio, ne cerca sempre disperatamente una) per farti sapere che "lei sa, lei c'era, lei ha parlato con, lei si è informata"... Lei è una piovra tentacolosa dentro la scuola :D
    Ci scherzo su, ma trovo l'atteggiamente estremamente fastidioso nel privato e fondamentalmente sbagliato nel pubblico (per esempio, durante le riunioni di classe). Oltre che indiscutibilmente deleterio nei confronti dei bambini (il suo e i nostri).
    Manie di protagonismo...

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    1. Grazie Mael!!!!! (con cinque punti esclamativi, eh!)
      Bentornata.

      Mi hai illuminato: non mi sono dimenticata di questa categoria, semplicemente non la conoscevo! Non essendo io una madre, le madri non fanno questo genere di gara con me. Ma posso immaginarmele! Oltre ad essere ridicole, come dici giustamente tu, sono pericolose per i bambini e il loro rapporto con la scuola e le maestre.

      Mi fanno una rabbia pazzesca, ma poi ci penso e forse è più grande la pena che provo per loro. Se le loro "gare sociali" si limitano alla competizione con le altre mamme per l'amicizia della maestra...beh hanno proprio una vita triste e vuota. Poverine.

      Fatti forza, continua a rimanere fuori dal gregge!!!

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  7. mamma mia... se penso che la mia (ex) amica Ansia per la materna iscriverà il figlio alle suore... e ci è già andata a parlare 3 o 4 volte per farlo conoscere e raccomandarlo... chissà cosa sarà da grande!
    salamandra pezzata

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    1. Per fortuna hai specificato EX!!!
      Cara Salamandra, ho paura per questi bambini, ho paura per il futuro del nostro Paese che dovrà poggiarsi sulle spalle di questi bambini ormai (solo anagraficamente) adulti.
      PS Se io fossi la maestra, con una mamma così a raccomandarlo, lo avrei già preso in odio questo bambnino!
      PS2 alzi la mano chi, negli anni '70, '80 e '90 ha fatto l'inserimento alla scuola materna! Nessuno, bene. Alzi adesso la mano chi è rimasto traumatizzato dall'inizio della scuola materna! Nessuno, appunto. Allora perchè tanta fatica, tanto stress, tanta ansia e tante Ansie?

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  8. Io lo trovo agghiacciante...
    Ho iniziato a frequentare la casa (e la vita privata) della mia maestra delle elementari quando ormai ero alle medie, e solo perchè avevo fatto amicizia con sua figlia, mia compagna di scuola di medie e liceo.
    Alle medie frequentavo la figlia di una mia professoressa, ma mai a casa sua, e comunque la professoressa rimaneva tale, e l'essere la mamma della mia amica Valeria non toglieva nulla alla sua autorità perchè entrambe mantenevamo la giusta distanza.

    Trovo agghiacciante quello di cui parli, è evidente che si crea un conflitto di interessi da cui è impossibile uscire.
    La mamma di un mio compagno di scuola, ex collega di alcune nostre professoresse, si presentava continuamente in classe durante le ore di lezione per "salutare" (e parlare dei cazzi suoi, davanti a tutti, figlio e compagni del figlio compresi). Inutile dire che il figlio era trattato con i guanti dalle insegnanti, e visto malissimo da noi in quanto "raccomandato".

    Che dire, poi, di quando un/a bambino/a ha la propria madre come maestra? Che senso ha? Quali conseguenze devastanti avrà il suo status sui rapporti con i compagni?

    PS: io, nel lontano 1989, ho fatto l'inserimento alla scuola materna, era obbligatorio. Dopo 5 minuti in cui vedevo mia mamma rimanere lì in classe, le ho chiesto: "Mamma, ma non vai al lavoro?" :) E mia mamma se n'è andata, senza farsi troppe paturnie nè crearne a me. W l'indipendenza!!!!

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    1. Hmm io ho avuto mia mamma come insegnante. Elementari e medie. Alle elementari di una materia "minore" (avevamo la "maestra unica" + altre 2). Perché? Perché mia mamma insegnava in una scuola parificata e "sperimentale" in quanto metodi di insegnamento etc e i miei hanno deciso che fosse la scelta migliore per la mia formazione. E probabilmente lo è stata. Sono sopravvissuta. Senza conseguente devastanti. Nessuno mi ha mai fatto un favore o trattata in guanti bianchi. Né mia mamma, né la maestra, né gli altri professori alle medie. Chiamavo mia mamma col suo nome di battesimo alle elementari (da noi si faceva così con le maestre, pur rispettando la distanza e l'autorità) e le davo del lei e la chiamavo prof. alle medie. Mai parlato a casa di faccende riguardanti la scuola come alunna/insegnante. Sono sempre andata bene a scuola. E ho continuato ad andare molto bene anche dopo. L'esame di licenza media l'ho fatto con in commissione un professore esterno nella materia insegnata da mia mamma, un estraneo che non mi conosceva affatto.. quindi "svantaggiata" in un certo senso rispetto ai miei compagni che invece dovevano affrontare l'esame con la professoressa che li aveva seguiti nel percorso scolastico. Per la cronaca è andata benissimo.
      Con la maggior parte dei miei compagni non ho mai avuto problemi. Sapevano perfettamente che i miei voti rispecchiavano il mio reale valore scolastico e che non avevo favoritismi, e quindi non si sognavano nemmeno di pensarlo. Alle elementari è capitato che qualche bambino di quelli un po' più scarsini a scuola abbia fatto illazioni. Gli altri miei compagni mi hanno difesa, perché era effettivamente facile difendermi. Ah dimenticavo. Mia mamma non ha mai chiesto qualcosa agli altri insegnanti, e/o nessuno ha mai detto qualcosa su di me "in confidenza". Parlavano di me negli incontri genitori/insegnanti, con la stessa cadenza degli altri studenti. C'era dunque rispetto anche nei confronti della mia libertà e non mi sono mai sentita "controllata" da mia mamma a scuola.
      Insomma si può fare. Con onestà e intelligenza si può fare tutto. I problemi sorgono quando mancano queste due cose. Scusate il papiro, ma mi sono sentita chiamata in causa ;)

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    2. Scuola sperimentale, tante materie...sì, sono convinta che nonostante avessi la mamma tra i tuoi insegnanti tu non abbia avuto trattamenti di favore. Sei stata in una scuola elementare di recente? hai visto quel che succede? Purtroppo non è più così, non si da più del lei a nessuno e le maestre devono giustificarsi con i genitori se danno un brutto voto...

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    3. @ cz: Grazie per la tua esperienza, c'è sempre da imparare!! Io conoscevo due bambine che erano alunne delle loro mamme: una un po' più sveglia e socievole, apparentemente ben integrata, ma in realtà molti diventavano suoi (falsi) amici solo per ingraziarsi la mamma/maestra; e una un po' più chiusa, che stava sempre al primo banco e non si allontanava dalla sua mamma/maestra nemmeno a mensa (ricordo che si alzava spesso per darle un bacio o per farsi coccolare) o all'intervallo, lei al contrario della prima veniva isolata dai compagni che (giustamente) non avevano voglia di restare permanentemente sotto l'ala protettiva della mamma/maestra.
      Questi sono i fatti alla base del mio commento.
      Se tu sei riuscita a separare la figura della mamma da quella dell'insegnante, ti faccio i complimenti! (Anche perchè io, conoscendomi, non credo che ci sarei riuscita!)

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    4. @Lena sui problemi della scuola di oggi concordo.. e lo vedo ogni giorno a lavoro!!! Sono poche, molto poche le scuole e le maestre/professoresse che resistono. E il livello dei ragazzi che escono delle superiori dimostra che non ci guadagna nessuno... Temo che in tutto questo la mamma maestra diventi quasi trascurabile come problema...

      @99luftballons probabilmente è perché non ti ci sei trovata che "ti fa strano". A 6 anni non avresti avuto problemi, se ti avessero spiegato la situazione e come andava gestita... non credo di essere speciale io. Ho voluto scrivere della mia esperienza perché mi sono sentita "tirata in causa" dal commento precedente e per spiegare appunto che a volte ci può essere un motivo e con onestà e intelligenza non ci sono grossi problemi. I problemi purtroppo ci sono (e a prescindere dalla mamma maestra) perché vengono meno questi due fattori imprescindibili :/

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  9. Nella classe di mia figlia c'è una mamma che ha un rapporto "amichevole" con la maestra. Escono assieme si sentono per telefono anche durante l'orario scolastico. Premetto che il figlio di questa persona prende voti alti da questa maestra, non meritandoli. I genitori si lamentano, ma solo pochi sono andati in direzione, per far presente al direttore il comportamento scorretto di questa mamma e questa maestra. Se la cosa si limitasse ad una vera amicizia probabilmente no ci sarebbero stati problemi, ma questa mamma in base alle sue antipatie personali parla male all'insegnante di genitori e figli. Poi é sempre a conoscenza dei voti di tutta la classe, sa quando si faranno delle verifiche e su cosa si baseranno. Tutti i genitori sono schifati da questo rapporto "amichevole". Tra l'altro critica la stessa insegnante in modo dispregiativo diffondendo fatti personali della stessa maestra. A volte credo che la maestra si meriti un' "amica " così, perché ha un atteggiamento dolce solo con i bambini che son simpatici insieme ai genitori dall'amica. Dove arriveremo?

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