venerdì 11 maggio 2012

Lui siamo

Oggi ho avuto una strana conversazione con una mia amica, mamma di un bimbo di sei anni:

Io: "Ciao, come stai?"
Mamma: "Guarda, è un periodaccio! Andrea ha l'allergia e stiamo prendendo gli antistaminici, non ti dico....abbiamo sempre sonno e anche un po' di nausea"
Io: "Oh poverini, non sapevo che foste allergici al polline!"
Mamma: "L'anno scorso abbiamo avuto i primi sintomi, ma non eravamo nemmeno sicuri che fosse allergia alle graminacee e non abbiamo preso niente. Quest'anno però abbiamo fatto tutti gli esami e siamo risultati positivi"
Io: "Ma tu non hai mai avuto allergie...possono venire anche da adulti?"
Mamma: "Ma io non sono allergica, è solo Andrea"
Io: ... ... ...

Quando si risolve un sudoku possono passare interi minuti senza che si riesca ad inserire nemmeno un numero poi, all'improvviso la svolta: se qui ci metto un cinque, allora là ci andava il nove. Con il nove là, mancano solo il sette e il tre su questa riga che vanno sicuramenete qui e qui, mentre qua, sì, qua ci metto un uno e poi... Dopo questa strana conversazione mi sono ricordata di frasi, frammenti di discorsi ed episodi che mi hanno permesso di completare lo schema del mio sudoku:

Mamma: "Vieni Clara, è pronta la pappa. Ci sono le penne al sugo che ci piacciono tanto....vieni che le mangiamo tutte prima che si raffreddino"

Io: " Riccardo,  perché piangi? Cosa è successo?"
Mamma: "Siamo arrabbiati perché volevamo giocare a calcio con lo zio, ma non avevamo capito che oggi è al lavoro e non può giocare con noi..."

Mamma: "A carnevale ci vestiamo da Principessa Disney, ma ancora non abbiamo  deciso se da Belle o da Cenerentola"

Io: "Sara, cosa stai facendo di bello?"
Sara: "Guaddo i cattoni"
Mamma: "Sì, da un paio di mesi siamo in fissa con Dora l'esploratrice: ci piace troppo! La guardiamo sempre"

Le mamme parlano al plurale, non separano le azioni dei figli dalle proprie. Le madri si immedesimano a tal punto nei loro figli da diventare anch'esse soggetto delle proposizioni, trasformando  lei o lui  in noi.
Potrebbe sembrare un tenero vezzo di mamma, una sfaccettatura di quello che i linguisti chiamano mother talk alla stregua di pappa, manina e pepè, ma non è solo questo, purtroppo.

Il linguaggio è il mezzo comunicativo  per eccellenza e, con la sua forte valenza espressiva, è il modo principale attraverso il quale facciamo veicolare i messaggi. La sola concatenazione di singoli significati non basta per dare senso ad una frase: nella comunicazione entrano in gioco moltissimi fattori, tra i quali il registro linguistico utilizzato, la gestualità e la voce.
Scegliendo la prima persona plurale noi e utilizzando sempre un tono cantilenato ed infantile, le madri lasciano passare un messaggio tanto chiaro quanto pericoloso: ciò che pensa, fa o dice il figlio è pensato, detto o fatto anche dalla madre.
Questo significa che non esiste separazione tra il mondo degli adulti e quello dei bambini, che di conseguenza si sentono autorizzati a comportarsi come se fossero al pari dei grandi:  partecipano a conversazioni che non li riguardano, interrompono, pretendono e comandano. I bambini si convincono che il mondo -o per lo meno il mondo che gli appartiene- giri intorno a loro.
"Lo sai, zia Lena, che ci piace tanto giocare a nascondino?" implica per il bambino che anche alla madre piaccia tanto giocare a nascondino e pretende, dal suo punto di vista a ragione, che la madre giochi con lui, sempre.

Strettamente legata all'utilizzo del pronome noi, l'abitudine di chiamare il marito papà, o la mamma nonna anche quando non ci si sta rivolgendo direttamente al bambino, è ugualmente fuorviante. La rete di relazioni familiari ha infatti un solo nodo centrale, il bambino, nel quale per immedesimazione si unisce la madre, rendendo di fatto impossibile per il piccolo sviluppare una visione d'insieme più ampia.

Un bambino viziato  non è necessariamente un bambino che ottiene tutto ciò che vuole. Un bambino viziato è anche un bambino  egocentrico e accentratore.
Il bambino entra in contatto con la realtà solo dopo un'opportuna modifica da parte della madre che lo mette al centro del suo mondo, facendogli così credere che tutto esista solo in relazione a lui.  Possiamo quindi incolpare il bambino? No, ovviamente, perché è stata la madre a spostare tutti gli equilibri familiari di modo che il centro del mondo passasse dall'esatto punto in cui si trova suo figlio ed è stata la madre a creare un piccolo egocentrico, accentratore.

Il resto del mondo sono tante persone, il bambino è uno. Sarebbe meglio se lo capisse da subito.

14 commenti:

  1. PEPE'

    è una parola che odio. Perchè non si può chiamarle semplicemente scarpe? Odio i teneri vezzi.

    Questo scenario è drammatico. Il marito diventa l'accessorio e non è più marito ma è papà e basta, poi ci domandiamo i perchè della morte del sesso e della coppia.

    Lumen

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    1. Ho trovato migliaia di post, commenti e articoli sulla presunta gelosia del padre nei confronti dei figli. Gli esperti rispondono sempre che gli uomini sono infantili e non acettano che ci sia un'altra persona con la quale condividere l'amore della donna. Io, che non sono esperta ma apro gli occhi e mi guardo intorno, dico che gli uomini sono fin troppo pazienti e comprensivi! Le mogli appena diventano madri li ignorano completamente e vengono sempre e messi al secondo posto. Ho visto un marito ignorato e lasciato tutta la notte a soffrire dolori atroci (gli era scoppiata una vena!) perchè la moglie doveva far addormentare le bambine e poi non poteva chiamare una baby stter in piena notte per accompagnarlo al pronto soccorso, quindi ha dovuto aspettare la mattina dopo e andarci da solo. La moglie ha avuto qualche accenno di senso di colpa, ma per fortuuna non è successo a una delle bambine! (testuali parole!) E' un miracolo se i maritinon chiedono tutti il divorzio....

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  2. Aiuto...se eliminiamo anche il sesso e la vita di coppia, tiriamoci una zappa sui piedi che è meglio!
    Le rinunce sono tante da fare con dei bambini, soprattutto i primissimi anni, ed è normale e corretto farle, altrimenti non ha senso fare figli per delegarne la cura ad altri e basta. Ma come sempre c'è una via di mezzo.
    Non darei la "colpa" solo alle mamme se dopo i figli molte coppie si sfaldano, passare dalla diade "uomo-donna" alla triade "uomo-donna-bambino" è un percorso da fare insieme e non è semplice, mette a dura prova la coppia, anche le più salde e spesso nemmeno te ne accorgi mentre lo vivi.
    E' un percorso da affrontare "a due", non è soltanto la madre che relega a suppellettile il padre, ma magari c'è un padre che si dilegua da questo passaggio perchè è comodo in fondo non partecipare troppo alla nuova vita familiare che è molto impegnativa i primi 2 anni.
    Il padre/marito/compagno deve avere altresì la forza di coinvolgere la mamma anche nelle attività oltre quelle familiari, deve essere una sorta di ancoraggio alla vita esterna, fuori dalle mura domestiche proprio per non fare cadere la madre/moglie in un tunnel nel quale l'essere madre è l'unico suo ruolo.
    Insomma non è così semplice il nuovo assetto da coppia a a famiglia con figli e si fanno tanti errori, ma bisogna avere una mente lucida che legga realisticamente la situazione.
    Vi parla una che ha sbagliato tanto in questo senso, ma per fortuna mio marito è molto attento e razionale e mi ha aiutato, ma gli errori si fan lo stesso ahimè!

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    1. Tutti sbagliamo nella vita, l'importante è imparare dai propri errori e correggere il tiro. Il mio è sostanzialmente un blog contro le madri italiane di oggi e, per ora, non ho volutamente approfondito l'argomento padri. Cercherò di spiegare in poche righe la mia filosofia, casomai ci scriverò un post in futuro...
      Le donne sono naturalmente progettate per fare figli e diventare madri. Il loro compito è stato sempre questo e l'hanno sempre fatto in maniera naturale e spontanea, senza troppe domande, senza paranoie assurde, senza elevare i figli a dei onnipotenti e prepotenti. Poi le donne si sono emancipate, hanno voulto votare, lavorare, essere libere in amore, fare carriera, divorziare, abortire, viaggiare....tutte cose giuste e sacrosante, anch'io avrei lottato insieme a loro per questi diritti e, io che ce li ho dalla nascitas, non potrei mai rinunciarci. Tutti questi vantaggi e tutta questa libertà, però, ci hanno allontanate dalla natura e ci hanno trasformato in donne che non sanno più istintivamente come essere madri e, quindi, si aggrappano ai mariti o pretendendo da loro aiuto nella puericoltura, oppure dimenticandoli come un vecchio soprammobile sulla mensola del camino.

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  3. Secondo me quando si ha un bambino anche gli uomini dovrebbero fare la loro parte, aiutando la moglie nei compiti quotidiani della cura del bambino,per esempio cambiandogli a turno il pannolino,mettendolo a letto e magari se piange alzarsi ogni tanto anche lui invece di lasciare che sia sempre la mamma a farlo,cose così.

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  4. Grande Lena!!! E grazie...ieri con due mie amiche (una mamma, ma "sana" e l'altra no) abbiamo passato un'ora a ridere delle mamme che parlano al plurale con la voce da pulcino pio. Le mamme ventriloque. A me francamente fanno paura, mi paiono bipolari e ongi volta, davanti ad espressioni del tipo "Zia, ci daresti un po' di TATTA", vado in panico. Che cosa è la Tatta e soprattutto: perchè tu, che vai per i quaranta, chiami TATTA l'acqua. Quando pensi che tuo figlio imparerà a dire ACQUA se la sua ventriloqua la chiama tatta. Ma soprattutto perchè parli al plurale?

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  5. Grande Lena!!! E grazie...ieri con due mie amiche (una mamma, ma "sana" e l'altra no) abbiamo passato un'ora a ridere delle mamme che parlano al plurale con la voce da pulcino pio. Le mamme ventriloque. A me francamente fanno paura, mi paiono bipolari e ongi volta, davanti ad espressioni del tipo "Zia, ci daresti un po' di TATTA", vado in panico. Che cosa è la Tatta e soprattutto: perchè tu, che vai per i quaranta, chiami TATTA l'acqua. Quando pensi che tuo figlio imparerà a dire ACQUA se la sua ventriloqua la chiama tatta. Ma soprattutto perchè parli al plurale?

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  6. mia madre non voleva assolutamente che con me si parlasse il bambinese... le scarpe non erano pepé, e la macchina non era il brumbrum. "Perchè così non deve fare la fatica di imparare tutto due volte", diceva. La mia maestra momenti crepa d'infarto perchè in seconda elementare in un temino su "Gesù che guarisce il paralitico" (vi ricordate l'episodio del vangelo in cui i parenti fanno un buco nel tetto e gli passano il malato dall'alto perchè dentro casa c'era troppa ressa?) io ho scritto che lo calavano su un'asse "che FUNGEVA da barella". All'idea che una bambina di sei anni (ero una classe avanti) usasse "fungere", trasecolava. Ma secondo me è anche merito di mia madre e della mancanza di baubau e piopio.

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    1. Mio padre mi sgridava solo per una cosa quando ero piccola (sotto i sei anni): il congiuntivo e il condizionale! Non capivo cosa significassero quelle parole, ma già a quattro anni correggevo chi diceva 'se lo sapevo te lo dicevo' e urlavo se sentivo un 'se farei'. E' sicuramente merito di tua mamma e della mancanza di baubau e piopio.
      PS: anch'io ho avuto il mio 'fungeva': EMATOMA (detto al pediatra, che mi aveva chiesto se mi ero fatta la bua sul ginocchio)

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    2. Anche a me fa orrore il bambinese e in particolare "la BUA" (ma che è la bua????? ci vuole tanto a dire "ti sei fatto male?"???) e l'espressione "andiamo A FARE LA PAPPA"...al massimo il bambino la MANGIA la pappa, non la fa!!! Questo è un caso di identificazione al contrario, in cui è la mamma a compiere un'azione che estende senza motivo anche al figlio. Per fortuna anche mia mamma non ha mai usato il bambinese con me, in compenso anch'io usavo il congiuntivo e il condizionale già a 2-3 anni.
      Quando sono in giro con il mio ragazzo e il suo cane, spesso i genitori di bambini piccoli lo indicano dicendo ai figli: "Guarda, un BABAU!" Per quanto sia simpatico il suono, non sarebbe meglio insegnare ai figli le parole giuste? Qualche settimana fa, vedendoci, una bambina ha urlato: "C'è un BU!!" e il papà, correggendola con dolcezza: "Sì! C'è un CANE!" Giustizia linguistica è fatta!!!

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    3. ...Come le mamme che hanno i figli in età scolare... "in classe nostra c'è un bambino nuovo..." oppure le mamme che chiamano per chiedere delucidazioni sui compiti al posto dei figli..."sai, STIAMO facendo il problema di matematica.."
      ...E quelle che si rivolgono al figlio dicendo "Dai mamma, andiamo che è tardi!" ...(io le prime volte pensavo si rivolgessero alla PROPRIA MADRE, invece che al PROPRIO FIGLIO!)

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    4. "Siamo in classe insieme, che bello!" è la frase più vomitevole che io abbia mai sentito in vita mia. Ovviamente pronunciata dalla mamma di F. rivolgendosi alla mamma di R. il primo giorno di prima media. BLEEEAHHHHH

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  7. ematoma!!! ma sono orgoglioNa di te!!! :)

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  8. Sull'utilizzo del plurale da parte delle neomamme ho comunque trovato una spiegazione molto tenera in un articolo di The Guardian (http://gynepraio.it/2014/06/30/perche-le-madri-parlano-al-plurale/)

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