sabato 26 maggio 2012

Chiudo per ferie

Lena parte per le vacanze

 Dopo mesi di lavoro, freddo, appuntamenti, neve, riunioni e temporali abbiamo deciso di andare in vacanza.
Non è un caso che Marito ed io partiamo a fine maggio per tornare i primi di giugno. Dopo anni di  esperienze drammatiche, infatti,  abbiamo imparato due cose:

1) Andare in vacanza prima della chiusura delle scuole
2) Andare in alberghi senza italiani




Se mi conoscete almeno un po', il primo punto si spiega da solo.
Non voglio passare le mie sudate ferie con la solita litania nelle orecchie "No, che hai appena mangiato, non così che ti va la sabbia nei capelli, vieni che ti metto la crema, che bel castello che abbiamo fatto, attento che cadi, non andare troppo vicino al mare, falla qui la formina, hai fatto il bagno e ti devo rimettere la crema, prendi la sabbia bagnata per fare il castello, aspetta metti i braccioli...."
 L'ultima volta che ho passato una classica giornata in spiaggia, in uno di quei bagni con cabine, bar e ombrelloni per intenderci e non -come facciamo di solito- una spiaggia libera in una caletta raggiungibile solo dopo tre quarti d'ora di cammino lungo un sentiero impervio- l'ultima volta che ho passato una classica giornata in spiaggia, infatti, mi sono ripromessa di prendere il porto d'armi e la licenza di uccidere.

Sotto l'ombrellone alla nostra destra c'erano Mamma, Nonna, Chiara e Vanessa. Noi siamo arrivati verso le dieci di mattina e le gemelline stavano mangiando una focaccia. "Stai qui, mangia sul lettino altrimenti ti cade, ti si riempie di sabbia e la dobbiamo buttare via". Zump zump zump, una delle gemelle si accomoda sul lettino. "No, vieni più in qui che sei al sole e poi ti fa male la testa" sguish sguish sguish, la gemellina scivola verso l'ombra. "Vedi che la testa è ancora al sole, aspetta che giro l'ombrellone" Truc truc truc, la mamma gira l'ombrellone. Dopo la delicata operazione merenda sono passati ai castelli di sabbia. Da un borsone di tre metri per due la nonna ha iniziato ad estrarre secchielli, palette, annaffiatoi, rastrelli, setacci, formine, biglie, mulini a vento, girandole, conchiglie, vetri levigati, badili, cilindri e conigli.... Per tre quarti d'ora abbiamo sentito solo "Brava, così, come fa mamma, gira il secchiello, brava picchia forte con la palettina, bellissimo, bagna un po' la sabbia, ecco sì mettiamo una conchiglia, bello e chi ci vive le principesse, aspetta non così ti aiuto, ecco sì girala un po', no da progetto e da DIA era previsto un solo piano, al massimo possiamo fare un seminterrato e chiedere poi il condono, ecco sì così è un bel castello" La madre responsabile dei lavori, piccata dall'imprecisione delle sue gemelle, ha preso in mano la situazione e costruito un maniero con ponte levatoio e fossato. Le bambine, annoiate, hanno incominciato a mettersi i braccioli, ma siccome avevano mangiato la focaccia un'ora prima , hanno dovuto aspettare e sopportare altri sessanta minuti di tortura...per loro e per me!

Nel 2007 Marito ed io siamo finiti, per caso, in un albergo gestito esclusivamente da agenzie tedesche e olandesi. Nel 2007, per due settimane, siamo stati gli unici italiani nel raggio di chilometri e chilometri. Nel 2007 ho passato le migliori due settimane di vacanza della mia vita e da allora continuo così. Continuo così perché l'umanità, in media, non è un gran che, ma se non capisci quello che la gente dice il giudizio su di loro è senza dubbio meno severo. Continuo così perché, se voglio circondarmi di connazionali e parlare di pasta al pomodoro e San Remo posso andare a San Benedetto del Tronto, invece di farmi sei ore d'aereo e acquistare valuta estera. Continuo così perché le madri del nord Europa sono meno rumorose, meno ansiose, meno verbose...meno mamme italiane! Anche i bambini sono più silenziosi, più autonomi, più sorridenti. 

Continuo così perché a vedere le mamme straniere, quasi quasi, cambio idea...ma le vacanze finiscono presto, torno in Italia e torno al mio blog.
Blog chiuso per ferie



2 commenti:

  1. Ciao!!! Ho trovato per caso questo blog e devo dirti una sola cosa...GRAZIEEEEEEEEE!!!!! Io penso di aver sviluppato un'intolleranza per ma "mammità" all'italiana e sapere che ci sono altre persone che pensano che quel parlare al plurale "abbiamo fatto la cacca, non ci sentiamo bene" sia sintomo di disturbi mentali seri. GRAZIE, Adesso mi leggo gli altri post :-)

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    1. Ciao Raffa, benvenuta!!!
      Anch'io mi sentivo tanto, tanto sola prima, ma da quando ho aperto questo blog ho scoperto che non è così: siamo poche, ma esistiamo!
      Purtroppo non ho ancora trovato nessuna madre che la pensi esattamente come noi -anche se alcune mi danno ragione per certe cose- Tu non sei madre, vero?
      Aggiungerò la tua perla del frigorifero al frasario e aspetto altri commenti!
      Un abbraccio
      Lena

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