giovedì 19 aprile 2012

Primipare attempate

Un diciottenne decide di fare bungee jumping. Si alza una mattina e senza pensarci troppo decide che vuole farlo, e lo fa! Si butta, con quel coraggio misto ad incoscienza di chi ha una vita davanti, di chi si sente immortale, di chi non pensa alle conseguenze, di chi ha diciott'anni.
Se chiedessimo ad un trentacinquenne di fare bungee jumping si rifiuterebbe categoricamente o, nella migliore delle ipotesi, leggerebbe libri e articoli al riguardo, andrebbe a visitare almeno cinque centri specializzati per scegliere il migliore, cercherebbe sui forum gli appassionati e farebbe un sacco di domande e poi, forse, deciderebbe di farlo. 

Non è l'età in sè il problema, ma l'abitudine. Quel diciottenne che oggi ha fatto bungee jumping a trentacinque anni lo farà ancora, senza paura. Se una qualunque cosa, anche meno estrema del salto con l'elastico da un ponte, si fa per la prima volta a diciott'anni non fa paura, ma se proviamo a farla dopo i trenta ci terrorizza. Superata l'adolescenza ragioniamo a fondo sulle cose, ne valutiamo i pro e i contro e  pensiamo alle conseguenze. Se questo è un bene in certi ambiti della vita, è  un male in altri.
E' fondamentale, ad esempio, quando, passata l'età in cui ci si sente invincibili, capiamo quando è il momento di smettere di bere.
E' un bene quando, placati gli ormoni dell'adolescenza, riusciamo a trattenerci e a non mandare a quel paese il nostro capo sbattendogli la porta in faccia come facevamo da ragazzi con i nostri genitori.
Va meno bene quando, persa quella sensazione di onnipotenza tipica dei ragazzi, ci facciamo prendere da mille paure infondate e ci perdiamo quelli che potrebbero essere delle belle esperienze come andare a cavallo o prendere un aereo.
E' un male quando, dimenticate la freschezza e la leggerezza d'animo che ci regala la giovinezza, decidiamo di partorire pur avendo abbondantemente superato i trent'anni.

Le donne sono fisicamente pronte per procreare già a quindici anni, ma nell'ultimo secolo la società è cambiata, la vita si è allungata e l'età media delle madri si è progressivamente alzata. Non è possibile, nè auspicabile, tornare alle madri bambine del passato, sarebbe una cosa aberrante me ne rendo conto. Credo però sia ugualmente aberrante avere primipare di trentacinque, trentotto, quarant'anni! E' contro natura e ribellarsi alle leggi naturali è pericoloso. Non mi riferisco tanto ai rischi medici che comporta una gravidanza in età avanzata, quanto alle conseguenze psicologiche sulla madre.

Primipara attempata
La primipara attempata è ansiosa, ansiogena e iperprotettiva. Le mancano la freschezza e la sfrontatezza dei giovani, ma non è solo questo. Il suo orologio biologico ha già suonato e non ha altro tempo; inconsciamente sa che quello che ha appena partorito è e sarà il suo unico figlio, ed in quanto unico va trattato con maggiore attenzione. Se abbiamo una sola collana d'oro la teniamo in cassaforte, la lucidiamo regolarmente e la indossiamo solo per le grandi occasioni. Se invece abbiamo decine di collane d'oro ne indossiamo una diversa ogni giorno e non abbiamo paura di perderla. Ovviamente non intendo dire che le madri che hanno  tre o quattro figli li amino di meno, ma per forza di cose le loro attenzioni devono essere divise tra i fratelli, che quindi non sono così iperprotetti e asfissiati dalle cure materne come i figli unici.

Perchè aspettiamo di essere pericolosamente vicine alla menopausa per partorire? Le risposte più comuni sono: la mancanza di stabilità economica (lavori a tempo determinato, stipendi bassi, mutui e affitti alle stelle ecc), la laurea (ho studiato fino a ventisette anni), la voglia di girare il mondo e godersi la vita.Anch'io uso queste risposte, ma è inutile nasconderci dietro ad un dito, sono solo scuse! Scuse a cui crediamo anche noi, ma scuse!
I periodi con il maggior numero di nascite sono storicamente i periodi di guerra e più un paese è povero più è alto l'indice di natalità. Un figlio non costa centinaia di migliaia di euro (come sostiene un recente studio), ovviamente se sei disposta a crescerlo senza carrozzine di marca, pannolini di D&G (vi giuro che esistono) e quant'altro è superfluo. Studiare è una delle poche attività che una donna incinta possa fare fino al nono mese senza problemi. Laurearsi crescendo un figlio non è più faticoso che laurearsi uscendo tutte le sere per andare a ballare, tirar mattina con le amiche e divertirsi insieme agli altri studenti fuori corso. Ci si gode la vita e si gira il mondo anche con un figlio, anche con tre figli, se si riesce ad essere delle madri senza pesantezze.

La verità è che non siamo pronte. Siamo ancora figlie e non ci sentiamo abbastanza grandi per diventare madri. La nostra generazione è una generazione di figli e, quando decidiamo di diventare genitori, è troppo tardi.

A diciott'anni non ho fatto bungee jumping,  come posso farlo adesso?

18 commenti:

  1. Ti devo dare una notizia:

    oggi ti ho trovato, credo di amarti e NON TI LASCERO' MAI PIU'!!! Finalmente un blog childfree!!

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    1. Una dichiarazione d'amore in piena regola...GRAZIE!! Sono veramente commossa!

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  2. C'è molto da riflettere su questo punto, direi che il famoso detto "chi ha il pane non ha i denti e viceversa" è quanto mai azzeccato. Tutto ciò che scrivi è giutissimo ma non citi una cosa fondamentale: chi come me vorrebbe figli ed è irrimediabilmente sola e non trova l'anima gemella o un uomo degno con cui fare un figlio? non è che uno sceglie di partorire tardi, è che magari non ha trovato nel suo cammino l'uomo giusto con cui farlo...può essere? credo proprio di sì e bisogna citare anche questo esempio perchè come me ci sono tante donne eternamente sole con relazioni finite mali che ora si sentono pronte...e probabilmente mi sarei sentita pronta anche a 28 anni quando credevo di avere trovato l'uomo della mia vita. Dico quindi, a tutte coloro che sono sposate felicemente e innamorate, di fare un figlio e di non aspettare ulteriormente (per i mille motivi che elenchi) perchè è proprio quella condizione che le poverette come me invidiano tremendamente.
    Cognatina 77

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    1. Non c'è regola senza la sua eccezione, per carità, però spesso se qualcuno arriva a trentacinque/quarant'anni senza aver trovato l'uomo (o la donna) giusta un motivo c'è: magari l'ha lasciato andare via perchè in quel momento non era ancora pronta ad impegnarsi per sempre, magari pensava di poter trovare l'uomo perfetto senza sapere che la perfezione non esiste, magari voleva divertirsi e si sentiva troppo giovane per rinunciare allo status di single... insomma trovare la persona giusta non è (solo) questione di fortuna!
      Sul fatto che le donne felicemente sposate debbano fare figli o meno...sto scrivendo un blog! LOL
      Grazie per avermi letto e per il commento ;)

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  3. Tutto quello che vuoi, motivazioni più che giuste, io credo che in fondo invece ci sia un grandissimo FONDOSCHIENA dietro al magico incontro (e tu lo sai bene, e anche la mia migliore amica lo sa bene!). Purtroppo, nel mio caso, non vale nè la regola del: non ero pronta ad impegnarmi, nè cercavo l'uomo perfetto, nè volevo essere single. Mi sono semplicemente ficcata in storie sbagliate, può succedere purtroppo. Da ognuno ho preso qualcosa di buono ma ahimè, la verità è che nessuno di loro amava il dialogo e per me una vita passata a tirare fuori le parole con le tenaglie non è una vita felice. Nessuno mette in dubbio che l'errore di valutazione sia stato MIO ma è assolutamente vero che purtroppo le tue valutazioni, nel mio caso, non valgono. Quindi ribadisco ciò che ho scritto: purtroppo esiste anche l'opzione del non POTERE fare figli...non solo del non volere! Dico a chi ha trovato l'anima gemella di non indugiare e di vivere il prgetto "diventare" mamma con un pizzico di incoscienza perchè, come dici tu, poi la vita porta il conto e ti accorgi di aver sprecato tanto tempo con i "se" e con i "ma" che di fatto....non portano a nulla!
    Grazie per queste perle di saggezza, continua così!!

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  4. però scusate, allora perchè ci sono donne che non possono avere/non hanno avuto/non hanno figli, tutte le altre devono sentirsi moralmente obbligate ad averne?
    non mi pare proprio una cosa sensata

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    1. E' l'invidia del pancione... Siccome loro non ne possono più avere (a meno che non vigliano fare come la Nannini) spingono chi ancora può a farlo. Umanamente comprensibile, ma assurdo: ognuno deve decidere secondo i propri tempi e le proprie inclinazioni e se poi è troppo tardi....è stata una scelta e non possiamo che prendercela con noi stessi. Ovviamente non voglio entrare nel delicato argomento di chi figli proprio non ne può avere, quelli sono problemi difficili da gestire e non è giusto giudicare chi si trova in certe situazioni

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  5. Condivido ogni singola parola! Io non ho mai desiderato figli, è da una vita che mi sento dire che "se mi sbrigo sono ancora in tempo". Sto perdendo un treno? Ma chi vi dice che voglia salirci per forza? Ora per fortuna mi avvicino ai 47, fino a poco tempo fa era un problema tale da chiudere delle relazioni. Richiesta INSENSATA a mio vedere: desiderio o meno non ci si mette a cercare un figlio a 40 anni. Io non mi sento "incompleta". Non voglio diventare una mamma perchè solo un figlio da senso alla vita... e poi giù lagne dalla mattina alla sera perchè il bimbo strilla e io trovo i vagiti dei neonati peggio di un turno completo in officina metalmelmeccanica... Forse non so ancora cosa voglio, ma di certo so perfettamente cosa NON ho voluto e senza rimpianti dell'ultimo minuto.

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  6. Questo post mi è piaciuto perchè obiettivamente dice il vero. Vedo molte amiche trentenni e oltre che non hanno figli. Per loro la prima motivazione su cui credo non si possa dir nulla è che x far un figlio ci vuole un uomo. Non ho letto tutto il blog quindi non so se hai trattato l'argomento, ma in generale vedo anche difficoltà nel trovare la persona giusta, soprattutto in persone che hanno superato i 30. Forse si diventa più difficili, forse meno disposte a cambiare le proprie abitudini, non so.
    Io ho partorito quando avevo da poco compiuto 25 anni e mi sentivo un alieno. Non che non ci fossero mamme più giovani, anzi nel paese di nascita di mio marito erano tutte molto più giovani di me.. ma dimostrando meno dei miei anni la gente mi guardava malissimo. Detto questo, ci ho fatto l'abitudine e nonostante i nostri non siano stipendi da favola nostro figlio cresce sano e sereno, nel modo più naturale possibile, senza merendine e schifezze, riceve giochi quasi solo a natale e compleanno, e guarda la tv nella giusta misura. Non è perfetto, è vivace e forse anche troppo sveglio, ma ogni bimbo è diverso. Sono felice di come cresce, non mi sento una supermamma ma una mamma che cerca di essere giusta. Poi ci sono anche quelle che descrivi tu nel tuo blog ma ricordati che non siamo tutte così! :)

    PS: secondo la tua teoria si fanno tardi perchè ci si sente figli, io e mio marito siam figli di separati, ma quelli della vecchia generazione che non avevano nulla ne da una parte ne dall'altra, non quelli che vengono viziati da entrambe le parti per i sensi di colpa. Non ci sentivamo figli e volevamo una famiglia nostra, è per questo che lo abbiamo cercato giovani.
    Squichi

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  7. Mia cara Lena, questo post è più che mai vero...ma c'è un'altra eccezione oltre a quella citata da cognatina. Che ne dici delle coppie che cercano cercano cercano tanto un figlio, che non arriva...? La mia è una lunga storia di infertità non spiegata, è tutto ok tranne che...non riusciamo a concepire. Ho incontrato un ragazzo meraviglioso, che poi è diventato mio marito, a 20 anni. Oggi ne ho 35 e nel frattempo tutti i nostri amici hanno avuto figli. Quindi, prima o poi, anche io sarò una primipara attempata. Con una differenza però. Il mio percorso mi ha permesso di aprire gli occhi su come il nostro mondo affronta l'arrivo di un bambino, UN BAMBINO e non il miracolo che vogliono farci credere che sia. Tante volte io e mio marito ci siamo guardati e abbiamo esclamato all'unisono "noi non diventeremo così". Chi desidera tanto un figlio compie una specie di percorso inverso e sai perché? Perchè devi per forza mettere al centro te stesso, la tua coppia e la tua vita se non vuoi rischiare di perderti dietro a questo desiderio. E ciò vuol dire mettere l'eventuale bambino in una posizione di normalità e non di punto centrale intorno al quale il mondo dovrebbe rotare. Sarò una primipara attempata, ma me la caverò!

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    1. Volutamente non ho parlato delle coppie che non riescono a fare figli. La loro (la vostra) situazione è delicata e complessa e non mi permetterei mai di giudicare certi comportamenti.

      Volendo sintetizzare in poche parole perchè non sopporto le madri potrei dire che non le sopporto perchè sono convinte che i loro figli siano un miracolo (un miracolo della natura, dei bambini prodigio, i loro pannolini sono santi e benedetti, i loro disegnini appesi ovunque, dei bambini da venerare come divinità). Mi dispiace informare le gentili signore che i loro figli NON sono un miracolo e NON devono trattarli come dei.

      Nel caso delle coppie che non riescono ad avere figli la cosa cambia. Quando e se lei rimane incinta è logico che si urli al miracolo. Quando e se nasce il bambino è logico che sia venerato. Queste coppie, quando e se riescono a realizzare il loro sogno di essere genitori, devono fare un grande lavoro su se stessi per interiorizzare il fatto che hanno SOLO avuto un figlio, come milioni di miliardi di persone prima di loro. Voi lo avete già fatto questo lavoro, complimenti, ma non è per tutti così. Molte coppie sterili non ci arrivano mai, o ci arrivano troppo tardi (ne ho un caso in famiglia, so di cosa parlo). Sarai una primipara attempata, ma te la caverai sicuramente benissimo!

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    2. Raffa, che bellissime parole! Anche noi ci siamo passati! E' un periodo, a tratti, durissimo, ma ce la farete! In bocca al lupo e un abbraccio! E.

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  8. Pannolini d&g. ti prego. stanotte non ci dormo. dimmi che non esistono davvero. sto ancora cercando di metabolizzare i condom louis vuitton (giuro, esistono)

    *beeeeeeurgh*
    (ella, poco educatamente, ha un conato)

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    1. Guarda qui...poi procurati un sonnifero per riuscire a prendere sonno

      http://fashionandthetown.wordpress.com/2012/07/09/fancy-nuppy-for-kids/

      PS sono in vendita, io li ho scoperti perchè li indossava il figlio di un conoscente (che se ne è ovviamente vantato!)

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  9. Questo argomento mi sta particolarmente a cuore. Grazie per averlo trattato senza il timore di essere insultata da chi pensa che "i tempi sono cambiati, al giorno d'oggi è molto più normale avere un figlio a 40 anni che a 25" e ti accusa di essere bigotta/maschilista/antiquata perchè tu pensi il contrario!!!

    PS: i pannolini D&G no, dai...

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  10. Ciao Lena,
    devo dire che su questo post mi trovi d'accordo soltanto in parte: se, infatti, concordo pienamente sul discorso che è sbagliato avere figli troppo tardi, sul resto non la vedo così facile come la dipingi tu.
    Tanto per cominciare, a mio parere non si può paragonare una vita fatta di notti brave con una di neo-mamma e per due motivi: 1) passare la notte a divertirsi in discoteca e passarla a star dietro al neonato che piange perché ha le colichette, dà vita a sensazioni estremamente diverse: nel primo caso è una notte nella quale ci si diverte e rilassa, mentre nel secondo è una notte da incubo. Il risveglio sarà faticoso in entrambi i casi? Certo che sì, ma nel primo, almeno, ci si sentirà pasadossalmente più rilassate, proprio perchè si è reduci da una notte fantastica (parlo per esperenza personale, in quanto sono laureata e discotecara doc). 2) Fare le notti brave NON è obbligatorio, per cui si possono tranquillamente evitare durante i periodi di studio intenso, mentre se il tuo bimbo piange per le coliche non puoi evitare di stare sveglia a calmarlo, esame o non esame.
    In genere, poi, se una è all'università penso che difficilmnete sia economicamente indipendente o, cmq, non abbastanza da mantenere un bambino (forse non ci vogliono migliaia di euro, ma centinaia sì, e senza prendergli i pannolini firmati), per cui mettere al mondo un bambino senza avere le possibilità economiche non mi sembra una gran furbata.
    Attualmente, ad es, io ho quasi 29 anni, 2 lauree e un master e un lavoro part-time che mi porta a guadagnare 450 euro al mese: un po' pochi per procreare, non credi (non lo farei cmq perché sono una childfree, ma era x farti capire)?? Inutile dirti che sto ovviamente cercando un altro lavoro, ma di trovarlo non se ne parla.
    Inoltre sposo completamente le opinioni delle amiche sopra, secondo cui non è così scontato trovare la persona giusta, nel senso che una donna può vivere anche un'intera vita senza trovarla mai e non certo perché se la sia lasciata scappare o voglia godersi la giovinezza: molto semplicemente, non capita.
    Tutto questo per dire che, pur essendo anche io contraria alle primipare attempate, non posso che dar loro ragione quando dicono che da giovani non avevano la possibilità di procreare: semplicemente, avere figli è un lusso che non tutte possono permettersi (e meno male! Sennò prima o poi questo pianeta scoppierà, a forza di riempirsi!).

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  11. Salve, sono una primipara attempata.
    Essendo ancora lontana dal parto fino a pochissimo tempo fa rientravo nella categoria di quelle ghettizzate perché senza figli e con le altre amiche “childfree”, come dice benissimo asiansky, si scherzava sul fatto che le amiche mamme entro i 2’ di conversazione devono assolutamente farti spere quanta cacca ha fatto il pargolo nell’ultima settimana (e già mi avvertono che non me la faranno passare liscia se/quando lo farò). Anch’io mi scandalizzo del comportamento dei “genitori di oggi” (pur sentendomi, in questo caso sì, veramente attempata, tipo la nonna che: “si stava meglio quando si stava peggio”).
    Non so che madre sarò e quanti danni riuscirò a produrre sulla creatura; mi rendo conto però che qualsiasi strada si percorra si è comunque paria per qualcuno e le critiche sono una delle poche certezze (insieme alla morte e alle tasse), come nella favola di Esopo del contadino, il figlio e l’asino.

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  12. una bella vagonata di luoghi comuni, evvai!!!

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