giovedì 5 aprile 2012

Buona Pasqua

Tra Twitter e Facebook, blog e forum mi sono mi sono imbattuta in un post, con relativi commenti, così agghiacciante per la superficialità, la maleducazione, l' arroganza e la totale mancanza di introspezione, che non ho potuto fare a meno di leggerlo dalla prima all'ultima riga. E' stato un po' come quando trovi un incidente in autostrada: sai che quello che potresti vedere è uno spettacolo raccapricciante, ma non riesci a fare a meno di guardare.

"Mancano quattro giorni a Pasqua i miei due bambini hanno già ricevuto 9 uova. Ho chiesto ad amici e parenti di evitare l'uovo perché ci pensiamo noi e di fare invece un regalo, ma non hanno seguito il mio consiglio. Credo che ne arriveranno altre. Succede anche a voi? Cosa posso fare? Come evitare che vada a male?"
Seguivano una trentina di commenti di questo tenore: 3 figli 12 uova / io ho chiesto che regalassero solo giochi o vestiti, non accetto più uova / 3 figli 34 uova...come ti capisco /  surgelo il cioccolato e ci faccio torte tutto l'anno  /  1 figlio 6 uova  /  per ora nessun uovo, forse perché il mio cucciolo ha 4 mesi?  /    organizzo una festa a base di cioccolato e invito tutti gli amici dei miei figli così smaltiamo le nostre venti uova /  

Trovo che questi pensieri siano agghiaccianti perché:
  • Sono superficiali. L'unica preoccupazione sembra essere quella di smaltire il cioccolato preservando il pancino dei bambini e il giro vita delle madri. Possibile che nella vita non ci sia nulla di più importante che occupi i vostri pensieri? Provo a fare degli esempi: la crisi economica che sta costringendo il nostro Paese ad enormi sacrifici, il vostro rapporto di coppia probabilmente non così sereno da quando avete partorito e pensate solo ai pargoli, qualche parente, magari anziano, con problemi di salute, il livello di polveri sottili nell'aria,  il vostro capo che non vede di buon occhio il part-time, un'amica che sta attraversando un periodo difficile a causa del divorzio. Potrebbero anche essere pensieri positivi, ovviamente: prenotare le vacanze per la prossima estate, decidere se comprare il trench blu o quello nero, cosa cucinare per il pranzo di Pasqua e fare un figurone con gli amici, organizzare una festa per i sessant'anni di vostra madre. Non cito nemmeno la fame nel mondo, le guerre, le violenze e i veri problemi, perché non voglio scadere in una bieca demagogia. Penso solo che se perdete tempo a parlare di quante uova di Pasqua ricevono i vostri figli provo pena per voi, perché mi rendo conto che la vostra vita è vuota.
  • Sono maleducati. Pochissimi commenti citavano la gentilezza delle persone care che decidono di acquistare un uovo per questi bambini. Se è vero che le madri  si sforzeranno di sorridere e ringraziare il generoso amico che porta l'uovo, l'aria che si respira in casa è un'altra: tutto questo cioccolato è un problema e il prossimo che si presenta alla mia porta con un uovo verrà fucilato sulla pubblica via.I bambini sono delle creature istintive, delle spugne, e quindi, più che il grazie con un sorriso a denti stretti gracchiato dalla madre con una voce di tre ottave più alta del solito, assorbiranno invece il fastidio che lei prova. Questo significa che, con quei loro musini innocenti, ammetteranno candidamente di averne altri quarantatrè, facendo così sentire a disagio quel povero, generoso malcapitato che ha consegnato l'uovo.
  • Sono arroganti. Per evitare di ritrovarsi con dieci chili di cioccolato al latte in casa, molte madri hanno deciso di chiedere ai parenti di fare altri regali, dando anche utili suggerimenti. A caval donato non si guarda in bocca, se vi piacciono i proverbi, quindi accettate con gioia l'uovo di Pasqua e non obbligate la povera nonna a cercare l''ennesimo videogame dal nome impronunciabile. Inoltre che messaggio date ai vostri figli? Cher ogni occasione è buona perchè loro ricevano un regalo? A Pasqua si regalano uova di cioccolato. Punto.
  • Mancano di introspezione. Perchè i vostri figli ricevono dalle quattro alle dieci uova l'uno? Perchè invece voi, da bambine, ne ricevevate al massimo due? La risposta è semplice: perchè avete messo i bambini al centro dell'universo conosciuto. Tutti devono venerare vostro figlio come se fosse Gesù Bambino e portargli sempre in dono oro, incenso e mirra. Perchè quella italiana e una società esageratamente bambinocentrica, una società che vive per i bambini, unico raggio di purezza ed innocenza in una vita triste e corrotta.
  • Analfabeti religiosi. Questa è la Settimana Santa, dove si commemorano la Passione, la Morte e la Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo; già il Natale è solo una festa commerciale dedicata ai bambini e alle abbuffate, almeno la Pasqua sia all'insegna della sobrietà e della riflessione.
Ci sarebbero molte altre considerazioni da fare, ma credo che queste possano bastare per il momento.
Il numero dei commenti a questo post e la loro serietà mi hanno spaventato. Ho fatto una breve ricerca su Google e ho scoperto che di post simili a questo ce ne sono a centinaia. In uno una madre promette che l'anno prossimo si organizzerà per tempo, avvertendo già a Natale i parenti di non regalare uova a Pasqua. In un altro una madre minaccia di divorziare perché suo marito è troppo rigido e non vuole più di due uova per il bambino. Credo che la fine del mondo sia vicina....

Troppe uova di Pasqua?
Buona Pasqua


7 commenti:

  1. Sperando che questa volta non mi cancelli tutto...
    Un paio di riflessioni, oltre ai complimenti perchè il tuo modo di scrivere mi fa sempre sorridere.
    Sono in linea con te con la tristezza che possa suscitare leggere post e commenti il cui problema è il numero di uova regalato ai figli e il cosa farne dopo...cedo che ci siano argomenti molto più interessanti, anche leggeri se vuoi, ma interessanti di cui parlare. poi è altrettanto vero che nel web ormai si parla di qualsiasi cosa, ma proprio qualsiasi, quindi forse non c'è mai fine al peggio.
    Detto questo l'unica cosa che non condivido è l'idea che siamo in un paese bambinocentrico...leggo questo aggettivo in senso positivo e perciò in Italia non mi ci ritrovo.
    Una società che si dedica davvero all'infanzia è quella società che facilita la vita ai genitori, apre spazi dedicati in vari ambiti, facilita le ferie dei genitori coi figli, così come i viaggi, gli asili nelle aziende e tutto il resto...
    In Italia ci sono segnali di questo, ma siamo ancora molto lontani da quello che ho visto magari in altri Paesi (a Berlino l'anno scorso o in Francia anni fa ho visto davvero di meglio).
    In realtà nella critica che tu fai vedo di più una causa radicata nel consumismo sfrenato, inutile, commerciale anche e soprattutto verso i bambini.
    Siamo circondati da esche continue: se pensi alle disposizioni dei supermercati, le pubblicità continue televisive, le macchinette che erogano palline in ogni portico...etc etc...gli esempi sono infiniti.
    E così a Pasqua arrivano 10 uova, a natale 10 regali e per il compleanno pure.
    Ma non è esigenza materna, è proprio l'idea che ormai sia "carino" e quasi indispensabile fare regali ai bimbi da parte di nonni (e fin qui ci siamo) , ma poi gli zii, i cigini, le amiche della mamma coi figli, le colleghe e chi più ne ha più ne metta. Consumismo puro.
    A me arrivavano al massimo 2 uova a Pasqua e un paio di regali a Natale, punto.
    Io sinceramente ieri al supermercato non ho comprato l'uovo a mia mia figlia, le ho detto che arrivavano quelli delle nonne e che per una bimba bastavano. Lei ha capito e non ha fatto una piega.
    Non mi sento cattiva per questo, solo non voglio educarla allo spreco e soprattutto che apprezzi il fatto di aprire quella sorpresa, altrimenti alla decima....che sorpresa è?!?
    Buona Pasqua

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  2. Carissima Stefi, i tuoi commenti sono sempre azzeccati e costruttivi e mi danno molti spunti di riflessione, grazie! ...dovremmo scrivere un blog a quattro mani!!
    Ho usato la parola "bambinocentrico" senza spiegare esattamente cosa intendo, ma ho intenzione di scrivere un post al riguardo prossimamente. Hai perfettamente ragione: altri Paesi (specialmente nel nord Europa) hanno una politica sociale che aiuta moltissimo i genitori (asili nido, orari di lavoro, congedi maternità e paternità, sgravi fiscali per famiglie numerose...), nei locali pubblici ci sono zone dedicate ai bambini (l'Ikea con la sua sala delle palline è stata la prima, ad esempio) di modo che i genitori possano fare shopping o mangiare tranquillamente, nei bagni pubblici ci sono water e lavandini mignon di modo che i bambini possano fare da soli e tanto, tanto altro. In quei Paesi tutto è studiato ed organizzato per rendere la vita dei genitori più facile, non quella dei bambini più divertente! La nostra è una società bambinocentrica in senso negativo, ovvero il bambino, il suo divertimento, prima di tutto. In altri Paesi la società è famigliocentrica, ovvero il benessere e la serenità dei genitori -e di conseguenza dei bambini- prima di tutto.
    Coming soon: Sistema Bambinocentrico vs Famigliocentrico.

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    1. Se bambinocentrica lo intendi in questo modo concordo nel disapprovare la situazione. In italia abbiano un comportamento al limite dello schizzofrenico, da un lato i bambini pare vadano sempre accontentati e viziati, e non li si può riprendere quando si buttano a terra paiangendo perchè vogliono l'ennesimo dolcetto senza sentirsi dire "poverina, accontentala, che ti costa" (costa che non può nutrirsi di caramelle, non è ne educativo nè salutare nè economicamente fattibile!) dall'altra spesso mancano sttrutture che consentano un minimo di confort quando si esce con i bambini(seggioloni e/o menù ridotti nei ristoranti, fascitoi o sanitari di misura adatta nei bagni, ... ).

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    2. Esatto Giuliana: con il temine bambinocentrico indico un atteggiamento comunemente accettato che tende a mettere sempre al centro delle attenzioni (esagerate, sbagliate e morbose) i bambambini, senza dare nessun supporto alle famiglie, senza che lo Stato o i privati facciano nulla per alleggerire la vita dei genitori. Vorrei più asili nido, marciapiedi a misura di carrozzina senza barriere architettoniche, fasciatoi nei bagni pubblici (e magari anche bagni più puliti per tutti) eccetera eccetera..ma forse abbiamo quello che ci meritiamo. In un centro commerciale hanno costruito dei bagni per bambini sia nelle toilette maschili che femminili: porte più piccole e colorate, piccolo water, piccolo lavandino, specchio in basso, insomma un bagno come negli asili, a misura di bambino. Ogni volta che ci vado c'è una mamma dentro il bagno con il figlio, che lo aiuta, lo veste, gli lava le mani...e ci sta scomoda, perchè -appunto- è un bagno a misura di bambino! Non vogliamo dare autonomia ai nostri figli, quindi se abbiamo un Paese senza asili nido ma con un canale tematico come easy baby...ce lo meritiamo!

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  3. Lena, hai mille volte ragione, e condivido anche la disapprovazione verso il "bambinocentrismo", che, almeno in Italia, non significa la tendenza ad accogliere il piccolo umano nella società ed insegnargli, poco a poco, ad esserne un membro con diritti e doveri, bensì quella a fare del bambino un sovrano dispotico e viziato, cui tutto è dovuto e permesso.

    Rosaria

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    1. "Un sovrano dispotico e viziato, cui tutto è dovuto e permesso": potrebbe essere la sintesi del mio pensiero sul bambino italiano di oggi, complimenti! Per colpa di genitori deboli, ansiosi e immaturi ci troviamo con una generazione di bambini insopportabili!
      Buona Pasqua e spero di leggere presto altri tuoi commenti

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  4. Condivido al 100% l'analisi di Stefy: il problema qui è il consumismo, lo sfruttamento del soggetto commerciale "bambino", a cui si attribuiscono desideri e bisogni "artificiosi", che con il tempo purtroppo sono diventati più che mai reali.

    Ma quello che hai descritto è davvero un "problema" così grave e irrisolvibile? Non sarebbe sufficiente dire a parenti e amici che "non devono disturbarsi" (per gli anni successivi magari capiranno...) facendo capire con garbo che alle uova ci pensano già i familiari stretti (e soprattutto senza chiedere altri regali)? Mentre leggevo il post pensavo a una cosa sola: visto che ormai le uova in eccesso ci sono, perchè non regalarle a bambini meno fortunati o alle associazioni che si occupano di distribuire giocattoli e vestiti ai bambini poveri? Magari è la volta buona che i nostri viziatissimi figli imparano i valori veri...

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