domenica 22 aprile 2012

Al saggio di danza

Piccole ballerine, giovani dive
Ma quanto sono belle le bambine che ballano? La loro innocenza mi commuove: mentre le aiuto a vestirsi   mi dicono con un dito in bocca che il loro balletto è proprio bello, mentre aspettano il loro turno si sistemano i capelli a vicenda, quando stanno per salire sul palco si fanno forza l'una con l'altra e si stringono forte forte la manina...Hanno quattro, cinque anni e con quei loro piedini paffuti sgambettano felici sul palcoscenico. Si apre il sipario e venti bambolotte con il body rosa, la calzamaglia bianca e la crocchia in testa ballano davanti ad un teatro pieno e sono semplicemente meravigliose.

Bene, detto questo vorrei scendere dal palcoscenico e  spostare la vostra attenzione verso la platea e la balconata dove ci sono loro: le madri! Questa volta non sono sole. Ognuna di loro ha infatti con sè, nell'ordine:
1) Un marito armato di videocamera
2) Un padre che porta un mazzo di fiori per la nipotina
3) Una madre munita di fazzoletti di carta per asciugare le lacrime
4) Una sorella e/o un fratello con macchina fotografica professionale
5) Una cognata/un cognato con un iphone costantemente in mano
6) Due/tre nipotini che brandiscono coni gelato sgocciolanti

Le famiglie danno il peggio di sè appena arrivano a teatro e prendono posto: "No, in prima fila è troppo vicino, siamo troppo sotto il palco", "Qui è troppo lontano, mettiamoci in quarta fila", "Scala di un posto che deve arrivare anche zia Laura con Paolo", "Tu devi montare il cavalletto, meglio se stai esterno", "Viene bene lo zoom da qui?", "Io però non ci vedo bene, facciamo cambio di posto", "Il flash funziona? fai delle prove", "No, da qui si vede male, spostiamoci in seconda fila", "Ma non ci sono sette posti vicini...", "Allora facciamo tre in seconda fila e quattro in terza, così prendiamo la bambina da due angolazioni diverse". 
A ventitrè minuti dall'apertura del teatro finalmente sono tutti seduti e pronti a godersi l'evento.

Appena si apre il sipario la musica viene immediatamente coperta da applausi e urla di genitori esaltati "BRAVA EMMAAAA; SEI LA MIGLIOREEEEE!", "BIANCA AMOREEEEE; SEI BELLISSIMA", "GUARDA, GUARDA: SONIA E' IN PRIMA FILA". La platea e la balconata sono illuminate a giorno da mille flash e lucine rosse e le bambine, anziche ballare, guardano ipnotizzate lo spettacolo che si presenta davanti ai loro occhi. Dietro le quinte i maestri richiamano le giovani etoiles, fanno ripartire la musica a volume più alto per coprire le urla del pubblico e finalmente lo spettacolo ha inizio. 

Otto pezzi più tardi le bimbe sono tutte nei camerini,ed io con loro. Inizio a raggruppare quelle già pronte e quando ne ho una decina le accompagno verso l'uscita artisti. Provo ad aprire la porta, ma qualcosa oppone resistenza. Ci riprovo con più forza e scopro che quel qualcosa è una massa compatta composta da duecentocinquanta parenti, centottanta macchine fotografiche, settantadue videocamere, trentasei mazzi di fiori e due cani. Lacrime, urla di gioia, baci, svenimenti... ho avuto un flash e per un attimo mi è sembrato di essere al concerto dei Back Street Boys nel 1996! Riesco in qualche modo a restituire tutte le bambine ai legittimi proprietari che, tra un BRAVISSIIIIIMAAAA ed un SEI LA MIA PRINCIPESSA, mi dicono che il parrucchiere ha fatto un ottimo lavoro, si vede da come la crocchia è ancora alta e lucida e che anche l'estetista è stata bravissima a vendergli questi nuovi rossetti waterproof.... 

Parrucchiere? Estetista? Fotografo professionale assoldato da un gruppo di mamme?  Mazzi di fiori per le ballerine? Permessi dal lavoro per assistere al saggio? Sono bambine di cinque anni che frequentano lezioni di danza da qualche mese e siamo al teatro comunale del paese più sperduto della provincia! Il mio commento è sempre lo stesso: troppo! Troppo clamore, troppo entusiasmo, troppa importanza.
Le vostre figlie non sono principesse, i vostri figli non sono campioni e nessuno di loro è il migliore.

I miei genitori nel 1984:  "Un altro spettacolo di Natale?Abbiamo da fare sabato prossimo, questa volta ci viene la nonna con te"
Non li ringrazierò mai abbastanza per avermi insegnato che il mondo non gira intorno a me!


2 commenti:

  1. Ciao Lena,
    complimenti! Sono un insegnante di danza classica e posso confermare ogni tua parola...purtroppo!!! Non hai idea di quello che le madri mi dicono prima dei saggi, è ancora peggio! Cose del tipo "La mia Giulia me la metti in prima fila, vero? Perchè oltre ad essere la più brava è anche aggraziata, è meglio anche per voi...." "Senti, ma quella Laura lì, non la possiamo passare ad un altro corso? E' lenta e poco snodata, blocca tutte le altre e mia figlia si annoia se deve ripetere gli esercizi tante volte per lei..."
    Le bambine in questione hanno dai cinque ai sette anni
    Un maestro disperato!

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    Risposte
    1. Ciao e grazie per aver letto il mio blog!
      Chi lavora col pubblico potrebbe scrivere un libro, chi lavora con le madri di piccole star in potenza potrebbe scrivere un'enciclopedia!
      Ammiro la tua passione per la danza che ti fa sopportare queste cose in nome dell'arte...però che pazienza!
      il mio motto è voglio un figlio, ma non voglio diventare madre. Se tutte la pensassero come me il tuo lavoro sarebbe molto più facile.

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