martedì 6 marzo 2012

Il cortile

Primo giorno di vacanza, i bambini sono eccitati e si svegliano praticamente all'alba. Li sento bisbigliare nella stanza accanto e li raggiungo. Hanno 9 anni e sono in vacanza, come biasimarli?  Cercando di fare meno rumore possibile, gli dico di vestirsi e, siccome vorrei evitare di svegliare gli altri e vorrei bermi un caffè nel silenzio della mattina, propongo: "Il papà e la mamma stanno ancora dormendo. Perché non andate fuori a giocare con lo skateboard nuovo, mentre io vi preparo la colazione?"
Mai e poi mai avrei immaginato che si mettessero a piangere. Singhiozzi e frasi incomprensibili, lacrime e sospiri. Non erano capricci: erano veramente disperati.
La mamma si sveglia, corre nella camera dei bimbi e li consola. Io mi sento in colpa, ma non  so perché.
Cosa ho sbagliato? Prima del caffè sono poco socievole, lo so, ma con i piccoli mi sono sforzata di essere sorridente e affabile. Cosa c'è di così terribile nell'uscire in cortile a giocare con lo skateboard nuovo?
La mamma riesce calmarli e mi dice che loro non vanno mai fuori a giocare da soli, quindi pensavano fosse una punizione. Datemi un pizzicotto, sto ancora sognando. AHI, no! Io sono sveglia e due bambini di 9 anni pensano che andare a giocare in cortile sia una punizione! E, ancora peggio, la loro madre pensa che sia normale.

Come in un film mi passano davanti agli occhi le immagini dei cortili che vedo andando al lavoro, passeggiando per le vie del paese, rientrando a casa...solo in quel momento mi rendo conto che sono vuoti! Nessuna partita di pallone davanti ai garage, niente nascondino e un due tre per me, nessuna bicicletta lasciata davanti al portone, niente guardie e niente ladri.
Perché i bambini non sono più in cortile?
Perché il regolamento condominiale non lo permette, perché è pericoloso, perché ci sono le macchine, perché i bambini oggi li portano via come il pane, perché io ho da fare in casa e non posso stare giù con loro. Queste le risposte delle madri.

Il regolamento condominiale è stabilito in assemblea e anche i genitori hanno diritto di voto, quindi votate sì. In ogni caso non si può vietare l'utilizzo delle zone comuni ai condomini.
Pericoloso? Il tuo condominio non è costruito su un campo minato, quindi per la salute dei bambini è molto più pericoloso un pomeriggio davanti alla play station.
Le macchine si sentono arrivare e in un condominio vanno a 10 km/h.
I bambini non vanno via come il pane. Sono i  programmi televisivi che ne parlano, ne parlano e ne parlano fino allo sfinimento, scatenando il panico tra i genitori.
Se tu hai da fare in casa è meglio che il bambino sia in cortile e non in casa ad interromperti ogni cinque minuti. Queste le mie risposte.

Che bello quando i bambini giocavano in cortile.

3 commenti:

  1. L'altro giorno sono andata alla sede di un'associazione di lettori di cui faccio parte, che è dentro un'oratorio. C'è un campo da basket e i bambini giocavano da soli, non c'era nessun adulto a controllare ogni minimo movimento e pensa! non è successo nulla!!!! non si sono sfracellati, non sono morti! non si sono staccati pezzi e nessuno è venuto a rapirli! ma ecco la brutta notizia: non c'era neanche un italiano!!!!! tutti piccoli extracomunitari, italiani del futuro con le mamme meno ansiose delle italiane con la sindrome della chioccia-che ti schiaccia

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    1. Finalmente, grazie Maria!!!
      Questo post è stato commentato molto su FB e, per sintetizzare, mi è stato detto che non è vero, che i bambini giocano ancora in cortile e che se non lo fanno è perchè i cortili non ci sono più. Quando si dice negare l'evidenza. Se dico che le madri straniere sono meno ansiose e iperprotettive mi sento dire che non è vero. Quando si dice negare l'evidenza.

      Per fortuna in Italia ci sono gli extracomunitari, grazie a loro vedo bambini liberi e felici!!!

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    2. Sapete qual è il problema? Che spesso questi ragazzini stranieri (maschi) sono così non perchè le madri siano meno apprensive e più libere, ma perchè sono rinchiuse in casa!!
      Fino all'anno scorso insegnavo italiano ai ragazzi stranieri di una scuola media di un paese di provincia. I miei ragazzi erano estremamente indipendenti, tornavano a casa da soli o in gruppo ma senza genitori, a volte dopo il corso si fermavano a giocare nel campetto di calcio fuori da scuola, erano autonomi con i compiti, se la cavavano bene con i documenti e la burocrazia, insomma sapevano "stare al mondo". Le mie ragazze, invece, erano incredibilmente indipendenti o incredibilmente sottomesse a seconda della nazionalità. A volte capitava che al corso partecipassero coppie di fratelli: alcune ragazze, anche se più grandi, erano completamente dipendenti dal fratello minore e non prendevano nessun tipo di iniziativa. Se si uniformavano troppo alla nostra cultura venivano rispedite al paese d'origine senza esitazione (e avanti e indietro, per anni, in età scolare: ovviamente poi avevano difficoltà di ogni tipo).
      Questi ragazzi devono necessariamente essere autonomi perchè i loro padri lavorano mentre alle loro madri non è concesso di uscire da casa quando vogliono. Alle riunioni dei genitori venivano sempre, ma non parlavano una parola di italiano e doveva sempre esserci uno dei figli a fare da interprete, con i risultati che potete immaginare.
      In compenso però questi ragazzi a 12 anni fanno cose che i coetanei italiani, sempre attaccati alla gonna della mamma, si possono anche sognare.
      Insomma, ogni cultura ha le sue pecche e i suoi punti di forza e se potessimo imparare gli uni dagli altri senza insultarci e farci la guerra, sarebbe l'ideale!!!

      Quanto agli italiani, tu purtroppo hai ragione ma anche in questo caso sono fortunata a poter assistere a un'eccezione: nel mio condominio ci sono 3 fratelli (2 bambini e una bambina) che giocano sempre insieme in cortile, spesso anche senza genitori, in qualsiasi stagione!! Nei giorni scorsi in cortile c'era un bellissimo pupazzo di neve fatto da loro... :)

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