lunedì 26 marzo 2012

All' outlet

Purtroppo l'ho fatto, mea culpa. Complici la primavera, la voglia di rinnovarsi dopo il grigiore invernale, l'assenza di Marito via per lavoro e un buono sconto a me riservato, ho ceduto e sono andata all'outlet a fare shopping. Di domenica. In quanto donna amo fare acquisti (di qualunque genere, perfino in ferramenta riesco a trovare qualcosa da comprare), ma sono claustrofobica, irritabile, demofobica, insofferente. Non sopporto la gente, soprattutto nei centri commerciali e in tutti i  luoghi di condivisione coatta dello spazio. Odio dover fare la coda alla cassa dei negozi, specialmente le code all'italiana, dove le persone, anzichè disporsi lungo una linea retta, preferiscono accalcarsi in semicerchi concentrici attorno alla cassa. Mi innervosisco quando nei camerini ci sono nonna, mamma e figlia che scelgono il vestito per il battesimo del cuginetto che sarà ad aprile e si sa, ad aprile può fare caldo, ma anche nevicare. Mi intristiscono i mariti e i fidanzati che si trascinano come automi dietro le loro donne e fingono di vedere la differenza tra un golfino scollo a v color crema che era in vetrina nel primo negozio e questo girocollo beige chiaro. Soprattutto, più di tutto, mi irritano le madri con prole al seguito.

Mi irritano le madri che:

1) Spingono passeggini delle dimensioni di un SUV, arrogandosi il diritto di precedenza pur provenendo da sinistra.  Ruota del passeggino sul calcagno, ahia.

2) Con il suddetto passeggino occupano totalmente la corsia del negozio e nè si scansano, nè fanno il minimo cenno di scusa quando qualcuno cerca di passare. Proprio ferme davanti al reparto che mi interessa.

3) Parlano ininterrottamente con il pargolo nel passeggino e con vocine stridule e cantilenate farneticano cose del tipo "Guarda che belle pepè che ha trovato la mamma, adesso se le prova e se le vanno bene poi da i soldini alla cassiera, le compra e fa tante belle passeggiate con il suo cucciolo, vero amore?" Un po' di pace per i miei timpani (e quelli del bambino), s'il vous plaît!

4) Cercano di fare shopping e contemporaneamente controllare che il piccolo non distrugga il negozio, fallendo miserabilmente entrambe le missioni. L' incubo di ogni commessa.

5) Si portano il piccolo dentro il camerino e canticchiano "Il coccodrillo come fa?", finchè -innervosite dall'insofferenza del figlio, dalla mancanza di spazio, dai vestiti che cadono dagli appendini e dal fatto che la taglia 44 non si allaccia- crollano psicologicamente ed  iniziano ad urlargli di stare fermo, facendo così scoppiare in lacirme il bambino. Un po' di pace per i miei timpani, please!

6) Fanno shopping per il figlio, che ovviamente piagnucola e si ribella alle magliette appoggiate sulle spalle e ai calzini arrotolati intorno al pugno per controllare la taglia, alle dita premute contro l'alluce per vedere se le scarpe vanno bene e all'interminabile vestirsi e svestirsi. Son bambini, lasciateli a casa e scegliete a occhio una taglia un po' più grande, tanto crescono.

7) Fanno shopping per il figlio in negozi di marca, spendendo uno stipendio medio per un paio di pantaloni che, se tutto va bene, dureranno una stagione. Schiaffo di puro consumismo alla miseria.

8) Appena entrano al centro commerciale con la famiglia diventano  leader della spedizione, guidando figli e marito da un negozio all'altro, senza mai smettere di lamentarsi -i bambini non stanno per mano, il marito non li controlla, fa troppo caldo e bisogna togliersi le giacche e metterle nel passeggino al posto del più piccolo, che viene quindi preso in braccio, ma adesso fa freddo, fatevi chiudere la giacca, il più piccolo va rimesso nel passeggino, ma non vuole e piange e la madre se la prende col marito che non aiuta.... Un po' di pace per i miei timpani, bastaaa!

9) Al fast food si mettono in coda da sole, lasciando prole e marito al tavolo, e aspettano che sia il loro turno alla cassa per chiedere ai figli se preferiscono l'hamburger o le crocchette di pollo, l'aranciata o la cocacola, il regalo di Spongebob o quello di Ben 10. Ma proprio davanti a me?

10) Mettono il bambino sul cavallino, inseriscono il gettone e, con un piede sulla pedana e il cappuccio della giacca del figlio ben saldo tra le mani, incitano il piccolo cow boy per i due minuti e trenta secondi della corsa. Se è grande abbastanza per salire sulla giostrina non ha bisogno del vostro aiuto. Se è tropo piccolo per la giostra non fatelo salire. 

Alcuni di questi punti non dipendono dall'essere madre, ma semplicemente dall'essere maleducati. Tuttavia quando a comportarsi così è una madre, probabilmente convinta di essere una perfetta educatrice, la cosa è semplicemente insopportabile.

3 commenti:

  1. Beh ho riso molto!! Scene viste e riviste e ti faccio i complimenti per la simpatia!! Io li sopporto poco gli outlet di mio, quindi ti puoi immaginare!!
    :)

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  2. Io invece ho pianto molto, soprattutto quando sono stata investita dal Passeggino-Suv! ;)

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  3. Tutto vero, a parte che:
    -E' normale che la mamma faccia le vocine al figlio intanto perchè parlargli lo stimola e gli fa bene e poi perchè se pensiche urlino quando gli parli dovresti sentirli quando non gli parlano.
    -Se spendono un capitale per vesiti di marca che durano due mesi sono fatti loro a meno che non ti abbiano appena borseggiato per pagarli.
    -Certe cose per comprargliele devi misurargliele, io ho bisogno di misurarle solo le scarpe altri si regolano meglio se misurano tutto.
    - Le manovre per spogliare e rivestire i figli sono una cosa normalissima, non sono in dovere di farli sudare facendogli prendere un malanno solo perchè tu non debba scorgere l'odiata vista dei pargoli.
    -Se la gente tui sta sule palle evita tu di andare in mezzo alla gente, non pretendere che la gente si dilegui al tuo passaggio.

    Per quanto riguarda episodi di maleducazione come investire le persone con il passeggino, urlare come delle aquile pellegrine di fianco al tuo orecchio e rompere le scatole in fila alla casa del Mc sono d'accordo con te, le signore sono state molto maleducate, ma non sono maleducate perchè hanno i figli, al massimo sono i figli che diventeranno maleducati per causa dei genitori.

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