lunedì 12 marzo 2012

Al ristorante

Ai miei genitori è sempre piaciuto andare al ristorante o in pizzeria con gli amici. Finchè hanno potuto mi hanno portato con loro: carrozzina o passeggino di fianco al tavolo e la sottoscritta a dormire beatamente, come solo i bambini sanno fare in un posto rumoroso. Dai due ai dieci anni mi hanno spesso lasciato dai nonni, per la gioia di tutti: dei miei genitori che potevano godersi la serata, dei miei nonni, che avevano una scusa per preparare le patatine fritte, e mia, che dopo cena giocavo a carte con la nonna e vincevo sempre.

A volte, invece, andavo con loro. La cosa che mi piaceva di più in assoluto era il tavolo dei bambini. Quando eravamo in tanti i bambini venivano fatti sedere tutti insieme  ad un capo della tavolata e ci sembrava di essere al ristorante da soli, come i grandi.  Leggevamo il menù, ordinavamo sempre la pizza margherita e la coca cola, ridevamo, ci rubavamo le patatine, litigavamo...insomma facevamo quello che volevamo, ma ben attenti a non esagerare, altrimenti i grandi, tutti concentrati nei loro discorsi, si sarebbero ricordati di noi e ci avrebbero rimproverato per aver lanciato palline di pane nella brocca dell'acqua.
Ancora più bello era quando si cenava a casa di amici e i bambini avevano il loro tavolo in cucina! Tra i tre e i tredici anni, tutti insieme, liberi. Dopo cena ci spostavamo nella cameretta del padrone di casa e facevamo di tutto per non farci sentire né vedere perché, se solo uno di noi fosse andato per un qualunque motivo dalla mamma, per tutti sarebbe stata l'ora andare a casa.

La domanda che mi pongo è sempre la stessa: cosa è cambiato negli ultimi vent'anni? Provate a fare una  semplice ricerca su Google troverete decine e decine di post simili a questo:
Ciao, la mia bambina ha 2 anni e mezzo e proprio da cosi tanto tempo io e mio marito non usciamo a cena perche' sarebbe impossibile cenare senza dover badare alla pargoletta scatenata. Abito a Seregno e vorrei sapere se qualcuna di voi conosce ristoranti e o pizzerie(zona Brianza e anche Milano,Como,Lecco) attrezzate di area gioco per i bimbi. Grazie a tutte
L'opzione di lasciare i bambini dai nonni non viene nemmeno presa in considerazione dalle madri di oggi perché, come ho già avuto modo di commentare sommariamente in questo post, non riescono a separarsi dai loro figli, mai!. L'idea di insegnare le buone maniere ed imporre un minimo di disciplina, soprattutto a tavola e in un luogo pubblico, sembra retrograda e troppo autoritaria, di conseguenza i bambini non sono in grado di stare seduti e fermi a tavola. Pensare che queste madri abbiano insegnato ai loro figli ad arrangiarsi da soli, a tagliarsi la pizza, a versarsi l'acqua e a chiedere gentilmente un altro tovagliolo al cameriere è pura utopia e quindi non può più esistere il tavolo dei bambini.

Il risultato è che oggi al ristorante si vedono compagnie di amici con figli  che cercano di intavolare un discorso, ma tra un "aspetta che ti taglio la carnina" e un "finisci la pasta altrimenti non ti prendo il dolce" e tra le mille interruzioni dei piccoli indemoniati abituati ad essere sempre al centro dell'attenzione, è un'impresa impossibile.  Poco male a dire il vero, perché comunque avrebbero parlato di maestre, marche di pannolini e di come montare un DVD portatile sul sedile posteriore della macchina.

Nella migliore delle ipotesi, alla cena per i quarant'anni di vostro marito, vi troverete vostro malgrado a giocare all'impiccato al ristorante insieme a cognati, suoceri e amici di famiglia, perché bisogna intrattenere i tre bambini presenti.
Nella peggiore delle ipotesi potreste essere trascinati dai vostri amici con figli in un ristorante come questo: un locale per voyeur dove potete mangiare con lo sguardo fisso sui maxi schermi che proiettano le immagini dei vostri bambini mentre giocano nella gabbia delle palline insieme agli animatori.

Buon Appetito e Buona Fortuna

12 commenti:

  1. E' molto vero quello che dici e credo che parte di tutto questo ragionamento sia dettato da due cose principali:
    1) senso di copa insito materno
    2) esigenza forsennata di dover fare tutto con i bambini.
    Mi spiego meglio, le madri, le donne in genere lavorano mediamente e spesso pure tanto, addirittura, come è successo a me con la prima, per mancanza di contratti di lavoro che mi tutelavano a 3 mesi e mezzo di mia figlia son dovuta tornare a lavorare...e questo mi ha messo in una condizione di vero e proprio senso di colpa per cui, finito il lavoro cercavo morbosamente di stare con mia figlia. E questo ha creato davvero un disastro in me stessa, perchè una persona, anche se madre, ha bisogno di proprio spazi, di ossigeno, di fare altro da sola e col proprio compagno.
    Dopo poco più di due anni l'ho capito e mi sono ripresa quegli spazi, aiutata anche da un cambio di lavoro che mi permette di essere a casa presto...e allora capita che le cene si facciano anche senza i figli, capita che si va al cinema, capita che si torna ad una vita normale ed una bimba contenta di andare ogni tanto a dormire dalla nonna (che la fa saltare sui letti sino a tarda ora!).
    Ma sono d'accordo con te sul fattore educativo, certo i tempi degli adulti non saranno mai quelli dei bambini e non possiamo pretenderlo, sarebbe davvero ingiusto nei loro confronti, ma che si mangi a tavola, in modo adeguato e senza scorrazzare per i ristoranti si, credo sia doveroso!
    Poi c'è il secondo punto, cioè che tutto va fatto con i figli, che ritengo essere una grande sciocchezza; da genitore devi rinunciare a delle cose, mica puoi andare in locali fino a tarda notte con dei pupi per dire, ma quando certe circostanze non lo consentono, i figli vanno lasciati a casa.
    Certo, non tutti hanno la fortuna di avere nonni a disposizioni o si possono permettere baby-sitter, ma i bimbi non soffrono così tanto l'assenza per una sera di mamma e papà, va loro spiegato molto semplicemente che certe cose i bimbi non le possono fare, punto. Senza tragedie o scenate greche all'uscita di casa.
    Anche perchè poi il rischio, molto probabile, è di avere genitori insoddisfatti e stanchi che poi alla fine non stanno nemmeno bene con i loro figli.
    Ma è un'equilibrio davvero instabile e difficile da raggiungere...
    Ho fatto un poema...scusatemi.
    Littlebaby

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    1. I poemi sono la mia specialità, non scusarti!
      Grazie per il commento, per le belle parole, per aver condiviso le tue riflessioni.
      Sono felice che tu abbia ritrovato te stessa, dopo un primo periodo difficile.
      Hai usato la parola giusta: morboso! L'attaccamento delle madri è veramente morboso e quindi malsano, dannoso per loro e per i bambini. La società moderna non facilita i genitori, questo non possiamo negarlo, ma non è una giustificazione.
      Ti auguro di riuscire a rimanere in equilibrio e di essere sempre soddisfatta come persona, come moglie e come madre.
      Aspetto altri poemi...

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    2. @lena: complimenti per quello che hai scritto e come l’hai scritto, come dice anche stefy è molto vero.
      @stefy: Devono essere stati davvero due anni terribili se hanno provocato un tale disastro, ma per fortuna adesso le cose sono tornate normale sia per il lavoro che per la famiglia. Poema davvero molto apprezzato, potresti tenere un blog.

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    3. grazie a Maxim e ancora brava a Stefy per la sua forza!

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  2. Mai ricevuti così tanti complimenti! Grazie e ...magari avessi le abilita' di tenere un blog, semplicemente se un argomenti mi prende mi lascio andare! Gli equilibri sono davvero su di un filo quando ci sono grandi cambiamenti come l'avere un figlio ed e' facilissimo perdere quel filo, l'importante e' ritrovarlo...e lo dico ora che sto per avere il secondo e quindi la questione si complica!! Speriamo bene!!

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    1. Sicuramente bene!! Quando nasce? Tienici informati, mi raccomando.

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    2. L'importante è ritrovarlo quel filo, hai detto bene, e sicuramente non lo perderai col secondo visto che hai capito i motivi del periodo di cui parlavi nel commento precedente. Ha ragione Lena, tienici informati. Auguri.

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  3. Data presunta 15 aprile, poi chissà! Vi terrò aggiornati, grazie! :)

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  4. Manca pochissimo allora! Tanti auguri

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  5. Le cene a casa degli amici dei genitori me le ricordo così: cena tra bambini sul tavolo sfigato di plastica, esperimenti chimici con le molliche dentro la coca cola e porcate varie, dopo cena in cameretta con la porta chiusa a guardare le reti private che trasmettevano "gli spogliarelli", con il dito pronto a cambiare canale se i genitori fossero entrati.

    Ma era tutto innocente, pulito, divertente. Spensierato.

    A parte questo, ho chiesto ai miei cognati di andare a mangiare il sushi un sabato sera, dato che mio cognato non lo aveva mai assaggiato poteva essere un'occasione per fare una cena a quattro, visto che non facciamo mai nulla. Ho proposto a mia cognata di lasciare i bimbi da qualche nonna e andare noi quattro al ristorante.

    Non se l'è sentita di lasciare i piccoli per due ore.

    Manco avessi chiesto di venderli per il traffico di organi.

    Sono io che sono senza cuore e cattiva. Ah, ma forse è perchè non ho figli e non capisco, il ritornello preferito da ogni madre per evitare argomenti di discussione.

    Lumen

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    1. Io non ho figli e non capisco, va bene. Ammesso e non concesso che questo teorema sia vero, cosa mi dite di tutte le madri che hanno partorito dai tempi di Adamo ed Eva fino agli anni '80 e che hanno sempre lasciato i figli dai nonni o da soli per andare a procurarsi il cibo/lavorare/a cena con gli amici? E cosa mi dite di tutte quelle mamme NON italiane che chiamano delle babysitter di sì e no 16 anni per curare i loro bambini ed escono tranquillamente? Nemmeno loro capiscono?
      Non siamo noi cattivi, spietati e senza cuore: siete voi che non riuscite a staccarvi dai vostri figli,che siete legate morbosamente a loro e vivete in funzione delle vostre creature.

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  6. Ma voi che ne sapete?
    Vedete quelli che si comportano così al ristorante, ma che ne sapete di quanti ce ne sono che non hanno pargoli solo perchè li hanno lasciati ai nonni?
    E di quelli che li hanno che ne sapete quanti non li hanno lasciati ai nonni perchè troppo lontani, o perchè i nonni se gli chiedi di tenerti i figli ti rispondono che "se volevi sbolognarli per fare la bella vita non dovevi farteli", o perchè ti scocci che tua madre/tua suocera per averteli tenuti una sera passi due mesi a dire a tutti che "se non ci fosse lei che cresce i nipoti sarebbero allo sbando", o semplicemente perchè sai che non ce la farebbero a tenerle dietro due ore due vecchietti che se la bimba cade e si sbuccia un ginocchio ti fanno la testa a capanna che "per sicurezza" sarebbe meglio portarla al pronto soccorso?
    Io con mia figlia sono sempre uscita e, per quanto piccola ho avuto difficoltà solamente il giorno del suo battesimo e per colpa del ristoratore, perchè dalle 7 che avevamo prenotato ci ha portato da mangiare alle nove distanziando ogni piatto di mezz'ora, spegneva l'aria condizionata ogni voolta che qualcuno smeteva di controllare se la ventola girasse e la bimba tutta sudata - giustamente - alle 12 di notte non ha retto più è si è messa a piangere come una disperata per farsi portare a casa.
    Per il resto è sempre stata nel suo passeggino, le è sempre stato impedito di alzarsi e se non voleva annoiarsi aveva i soi giochini dentro unsacchetto e si arrangiava. Proprio stasera siamo stati a cena (a casa) con un'amica, ha mangiato il suo supplì e il suo pezzo di pizza tagliato a fettine nel suo piattino (a 18 mesi non posso insegnarle a usarle il coltello).
    Abbiamo parlato di tutto tranne che della bambina, a parte qualche coccola da parte della nostra ospite e i classici "come è cresciuta, come è tranquilla, che begli occhi ma da chi li ha presi).
    Ha passato tutta la cena seduta nel suo seggiolone a vederci parlare senza agitarsi, limitandosi a gardarci speranzosa evidetemente in fermento quando in tavola e arrivato il sorbetto alla mela, che beve già da sola con la sua cannucia dentro il suo bicchieino di plastica.
    Dopo cena giocava sul tappeto la davanti caraollando per l stanza e non ce la siamo mai trovata in mezzo ai piedi.
    Poi non nego che i maleducati esistano anche al ristorante, ma io tavolate di bimbi piccoli nella mia vita di adulta ne ho viste tantissime e mi è sambrata anomala l'unica mamma che ha detto "no, sta qui vicino alla mamma, senò chi ti taglia la bistecchina" (A 8 anni? Io se non riuscivo a tagliarmela me la mangiavo a morsi e nessuno si preoccupava eccessivamente a 8 anni!) e ne conosco tantissimi di mamme e papà a cui sarebbe piaciuto uscire una sera al cinema ma avevano genitori che non gliele tenevano, per la maggior parte con la frase "ve la siete fatta e ve la tenete, cavoli vostri" o "io quando eravate piccole non uscivo, la mia vita era tutta dedicata a voi, ogni minuto" (e peggio per te direi, se avevi una mamma come mia nonna che non vedeva l'ora di tenerci una serata intera).

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