giovedì 8 marzo 2012

Al parco

Vi è mai capitato di non riuscire a prendere sonno e, nel silenzio della notte, notare improvvisamente un rumore, ad esempio un lavandino che perde?  Una volta che quel rumore viene percepito consciamente diventa impossibile non notarlo. Plin...Plin...Plin...Plin....Plin... e impazzire. Conti i secondi tra un Plin... e l'altro, quanti Plin... in un minuto, se sono più veloci i Plin...o le tue palpebre... 

Io ho passato molti pomeriggi al parco a leggere o a prendere il sole, ma adesso non posso più farlo perchè ho il mio Plin... un rumore che mi è penetrato nel cervello ed è diventato insopportabile. L'ho scoperto al parco, ma da quel momento lo sento ovunque: per strada, al supermercato, in spiaggia, al bar.... Non è proprio un rumore, è una litania e suona all'incirca così:  Attento! Vai piano! Ti fai male! Non correre! Guarda che cadi! Vieni qui! Dove vai?  (fondamentale l'intonazione a cantilena, monocorde)

Ritorniamo a quel pomeriggio al parco. In un'ora ho contato(e annotato):
38 Dove vai?
36 Non correre! (è stato un duro testa a testa fino al traguardo)
21 Vai piano!
18 Attento! / Attenta! e (a parimerito) 18 Ti fai male!
13 Vieni qui!
5 Guarda che cadi!

La cosa peggiore è che la stessa madre ripete queste frasi in ordine casuale, senza smettere un attimo.
A volte le alterna ad un Bravo! Che campione! Come sei in alto!, ma utilizzando lo stesso identico tono che mi manda al manicomio. Plin....Plin....Plin.... Quando provo a sedermi su una panchina al parco per leggere un libro, a disturbarmi non sono le risate e le urla dei bambini, ma la voce delle madri.

Dove vai? La frase vincitrice è in assoluto la più idiota!
Siamo al parco, tra un castello di legno con uno scivolo rosso alto un metro e dieci, un dinosauro e una motocicletta su molla e delle altalene...dove pensi che stia andando tuo figlio? La logica direbbe da un giochino all'altro, ma il problema è mio, me ne rendo conto, perchè continuo a sperare che le madri parlino in maniera logica.
In realtà il Dove vai? scatta automaticamente ogni qual volta  il piccolo si allontana  più ottanta centimetri dalla madre. La madre non vuole veramente sapere dove stia andando suo figlio, in realtà sta piantando dei paletti invisibili oltre i quali il bambino non deve andare. Dove vai? significa devo averti sempre sotto controllo, siamo in un posto potenzialmente pericoloso quindi devi stare abbastanza vicino perchè io, allungando un braccio, possa tenerti. Di conseguenza, se il bambino sale sullo scivolo, la mamma è in piedi di fianco allo scivolo con un braccio a mezz'aria, pronta ad ogni evenienza. Se il bambino si avvicina al dinosauro a molla la mamma si mette dietro e con si aggrappa al cappuccio della giacca.

Non correre! è in realtà assimilabile a Vai piano!, Attento! e Ti fai male!, quindi questa triade dovrebbe occupare il gradino più alto del podio. Queste frasi potrebbero sembrare a prima vista figlie della paura, ma non credo sia così. Come si può aver paura che il bambino si faccia male se corre su un prato o sale su uno scivolo? In realtà queste frasi sono figlie dello stress: se il bambino dovesse malauguratamente cadere la madre dovrebbe correre da lui, prenderlo in braccio, consolarlo, dargli un bacino sulla bua, comprargli un gelato e poi, tornata a casa, dovrebbe lavare i pantaloni sporchi d'erba, stenderli, stirarli e ricominciare tutto da capo. Mettere il bambino sotto una campana di vetro è più pratico. Per la madre.


Lasciate che i bambini camminino con le loro gambe e che cadano.
Lasciatemi leggere in pace al parco.

12 commenti:

  1. Cara Lena,
    quello che cerco di capire è: quando hanno cominciato a manifestarsi i prodromi dell'attuale sfascio? Perchè queste moderne e rincoglionite madri non si ricordano della libertà che hanno goduto nella loro infanzia quando potevano scorrazzare gioiose senza arcigni guardiani alle calcagna? Cosa è successo nel frattempo? Quale pestilenziale morbo si è insinuato nella società al punto tale da rendere queste ex gioiose e libere bambine un'accozzaglia di esaurite psicolabili?
    Come se ne esce? Di chi è la responsabilità? Perchè tutti fanno finta di niente?

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    1. Caro Oblomov,
      credo che tutto sia iniziato nei primi anni '90 come effetto di una serie di concause. Il blog è appena all'inizio, se avrai la pazienza di seguirmi troverai la mia opinione al riguardo. Grazie

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  2. Hai perfettamente ragione. Ciao, sono Maria, sono finita per caso da queste parti, mi piace il tuo blog. Piacere di conoscerti!!

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    1. Piacere mio, cara Maria.
      Grazie mille per i complimenti e se hai voglia di leggermi, aspetto altri commenti sui prossimi post.

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  3. Ecco perché non sono mai più andata al parco, mi verrebbe da prendere a sberle quelle madri che vogliono dei figli addestrati come cani!

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  4. Cara Lena, ho scoperto solo oggi il tuo blog e in molte cose sono d'accordo con te. Secondo me, però, sottovaluti l'atmosfera di pericolo costante che ci circonda. Se è ridicolo che in un parco le mamme urlino ai figli di non correre e di stare attenti a non farsi male (io, da figlia, ero sempre piena di graffi, ferite e lividi, ma sono sopravvissuta!!) dall'altro, purtroppo, perdere di vista i figli anche per pochi secondi può essere fatale. Io stessa ricordo, proprio al parco, scene che più tardi ho riconosciuto come tentativi di adescamento da parte di pedofili, per fortuna non ho mai abboccato perchè diffidente di natura. Inoltre, uno dei parchi che frequentavo da bambina non è recintato e dà direttamente sulla strada, con il rischio che i bambini finiscano sotto le macchine (che, di certo, non si prendono la briga di rallentare). Altri parchi sono pieni di drogati, spacciatori o comuqnue gente poco raccomandabile, nell'indifferenza generale. Infine, ma sono solo alcuni esempi, a una collega di mia mamma un giorno è capitato di lasciare per un attimo la mano della figlia di 5 anni, per strada, il tempo di cercare una cosa in borsa, e un "uomo" le ha portato via la bambina. Per fortuna è stato bloccato pochi metri dopo.

    Insomma, non si può proprio dire che il pericolo sia solo potenziale!!

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    1. Ciao e Benvenuta nel blog.
      E' vero, i pericoli ci sono ma, come dici giustamente tu stessa, ci sono sempre stati. Oggi c'è più traffico, ma ci sono anche più parchi cintati, più controlli sui limiti di velocità, più zone pedonali e più marciapiedi.
      E se invece di proteggerli sempre e costantemente si insegnasse ai bambini a stare attenti, a diffidare? Il discorso del parco senza recinzioni e la strada vicino vale per i bambini piccoli, che vanno però responsabilizzati di modo che a otto anni sappiano perfettamente che non devono correre dietro al pallone calciato troppo in là. Non trovi?

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    2. Sì è vero, i pericoli ci sono sempre stati e le nostre mamme ci insegnavano a non raccogliere le siringhe da terra, a non dare confidenza agli sconosciuti, a stare lontani dalle macchine. E sono d'accordo con te, responsabilizzare è molto meglio che iperproteggere. Però, come fai a sapere se tuo figlio è abbastanza "maturo" e "abbastanza "poco ingenuo" da riconoscere i pericoli da solo? Se dovesse succedere qualcosa, quanto una mamma si sentirebbe in colpa per non aver controllato abbastamza il figlio? Credo che in alcuni casi le mamme siano lasciate troppo sole davanti ai pericoli e che questa sia la reazione naturale. Poi certo, ci sono madri nevrotiche esagerate che se potessero terrebbero i figli al guinzaglio per non farli allontanare e questo è sicuramente sbagliato e ridicolo!

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  5. oddio lena, io ti adoroooo!!!

    @99luftballons: più pericoli? ma dove? quando andavo io alla scuola media non c'erano i marciapiedi né le strisce pedonali e lungo i bordi della strada si vedevano le siringhe un giorno sì e uno no... oggi ci sono degliampi marciapiedi, strisce, illuminazione, rallentatori e non vedo una siringa per strada dal '94. la realtà è che viviamo in una società che ci ossessiona con la sicurezza, quando in realtà, oggi, chiunque è molto più protetto (porte blindate, telecamere...) che 20 o 30 anni fa, quando eravamo piccoli noi, che pure andavamo da soli a scuola a 8 anni o al parchetto a 10.

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    1. @lanoisette: ma chi ha detto che ci sono "PIU'" pericoli? I pericoli sono quelli, al massimo ce ne sono di più in ambito informatico se non altro perchè, quando eravamo piccoli noi, internet non esisteva nemmeno! Anch'io ricordo le strade senza marciapiede e le siringhe ovunque negli anni '90. Ma ti assicuro che ci sono ancora le strade pericolose (vogliamo parlare delle rotonde?), le siringhe magari no perchè è passata la moda ma vogliamo parlare dei petardi dopo capodanno? della droga nascosta nei parchi? dei cocci di bottiglie di vetro toccati da chissà chi? La strada è pericolosa per le donne, figuriamoci per i bambini. Se ci fosse così tanta "sicurezza" mai nessuna donna verrebbe stuprata, nessun bambino adescato da pedofili, nessuno derubato. Eppure queste cose succedono.
      Anch'io negli ultimi anni delle elementari andavo a scuola da sola. Sai quante volte a me e ai miei compagni sono capitati tentativi di adescamento? tentativi di aggressione? Se anzichè capitare ai "più svegli" (ma forse farei meglio a dire "diffidenti") fossero capitate ai "più ingenui" (= "più socievoli"), cosa sarebbe successo? come sarebbe finita?

      In conclusione: è giusto che un bambino sappia andare in giro da solo, stare lontano dalle macchine, non raccogliere nulla da terra; però, mi spiace, io non mi fido degli altri e quindi non mi fiderei a lasciare mio figlio da solo in contesti non protetti (il parco, comunque, in genere è un contesto protetto).

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    2. @99 (ti spiace se abbrevio? mi piace la canzone ma il nick è lungo ;D) c'è una cosa che non capisco ed è: se i pericoli sono gli stessi e tu andavi a scuola da sola coi pedofili che ti adescavano tua mamma era una sconsiderata a lasciartici andare?
      Se si assume che i pericoli oggi siano maggiori di 20 anni fa allora è giustificabile che i bimbi di oggi non facciano ciò che facevano i bimbi 20 anni fa. Ci spiace per loro ma il mondo è più brutto. Però tu stessa dici che non ci sono più pericoli (ad eccezione del web) e allora le ipotesi sono due: o erano esageratamente "ingenui" i genitori di 20 anni fa oppure sono esageratamente protettivi quelli di oggi. Onestamente non vedo altre alternative

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    3. @ cz: Abbrevia pure!! ;) Guarda, io credo che ci sia un insieme di cause: nè io nè i miei amici raccontavamo ai nostri genitori dei "pedofili" (non so perchè: li evitavamo e basta); i nostri genitori sono cresciuti in un'epoca più sicura, in cui il rischio che ti portassero via tuo figlio solo perchè prendevi una cosa dalla borsa era minore, eccetto che nelle grandi città; i miei genitori in particolare sono cresciuti in una grande città, quindi il paese in cui si sono trasferiti quando io avevo 6 anni doveva sembrare loro molto più sicuro rispetto alla città; i pericoli sono gli stessi (QUALITATIVAMENTE) ma adesso si sono amplificati (QUANTITATIVAMENTE), non sono razzista ma quando ero piccola non c'erano i gruppi di extracomunitari che ora presidiano certi luoghi nel paese dove abito, al max c'erano gruppi di sbandati e se te li ritrovavi proprio sulla tua strada era sfortuna, non era la norma.
      Mia mamma magari aveva paura a mandarmi a scuola da sola, ma non aveva motivo di sospettare che io sarei stata SICURAMENTE in pericolo; che poi certe strade mi impediva di farle perchè già allora potenzialmente pericolose, e se io dovessi fare questo ragionamento ORA con i miei figli, al max li manderei da soli a fare un giro in centro, in tutte le altre strade non mi fiderei!!!

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