lunedì 13 febbraio 2012

Sono nata


"Oggi alle 14.48 sono nata e ho conosciuto la mia mamma e il mio papà. Mi chiamo Martina, peso 3,4 kg e sto bene. Spero di incontrarti presto, un bacino piccolo come me, Martina"

A prima vista può sembrare un messaggio spiritoso, un'idea innocente. In realtà questa mail, ricevuta dall'indirizzo di un'amica un paio di anni fa, cela tra le righe l'inizio della fine.
La bambina, nata da poche ore, è già l'assoluta ed indiscussa protagonista di quell'opera in tre atti che sarà la sua vita. Quest'opera sarà un'autobiografia nella quale gli altri personaggi esistono solo in quanto genitori, nonni, maestri, zii, allenatori...l'intero mondo ruota intorno a questa bambina e tutto deve rapportarsi alla sua esistenza.
La moglie diventa mamma e inizia a chiamare il marito papà.
Quelli che prima erano mamma e papà adesso sono nonno e nonna.
Alessandro e Chiara sono solo zii.
Ogni  identità viene sostituita dal nuovo status per andare incontro alle presunte esigenze dell'ultima arrivata che si troverà così a vivere in un mondo autoreferenziale, senza alcun punto di riferimento esterno. Tra qualche anno scoprirà che al resto del mondo non importa niente di lei, che è solo una tra tanti, e questo sarà un duro colpo.

Non ho saputo della nascita di Martina dalla mia amica neomamma, nè dal felice neopapà.
L'annuncio mi è stato dato dalla bambina stessa, quasi a sottolineare perfidamente che la mia amica ormai non esiste più perchè è diventata sua mamma.
Ho provato a rispondere alla mail della piccola Martina, congratulandomi con lei (?) per la sua nascita e augurandole ogni bene per il futuro. Non sono riuscita a superare il senso di ridicolo e l'involontaria comicità dell'inviare una mail ad una bambina di 5 ore, quindi non l'ho mai spedita.
Ho telefonato alla mia amica e mi sono resa conto che ormai era la sua mamma.

Requiem

4 commenti:

  1. Sante parole!! Se chiedo ad una mia amica senza figli "Come stai?" Mi risponde "Bene, grazie e tu?" oppure "Guarda, lascia stare, mal di gola, mal di testa, un sacco di cose da fare...tu invece? Se chiedo ad una mia amica con figli "come stai?" mi risponde "Lorenzo sta facendo l'inserimento all'asilo, per adesso sembra andare bene ma ho paura che tra un pò accusi il colpo e incominci a fare i capricci. Pensa che l'altro giorno mi ha detto la maestra che...." Non risponde come sta lei e non chede e tu? Parla di suo figlio ed è felice.
    Sarina78

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    1. Grazie Sarina (77 o 78?),
      sono felice di non essere l'unica ad accorgermi di queste cose. Le madri si immedesimano talmente tanto nei loro figli che perdono la propria identità e dimenticano le norme di buona educazione.
      Io sto bene, grazie, tu come stai?

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  2. io ho una coppia di cari amici, persone intelligenti ed in gamba, entrambi laureati (lei di lauree di ne ha ben due, più un dottorato), entrambi lavorano nel settore dell'educazione.
    beh, ti giuro che, da quando è nato il loro primo figlio, tra di loro non si chiamano più con i propri nomi di battesimo ma "mamma" e "papà".
    questa cosa, ti giuro, mi ha sconvolta.

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