martedì 28 febbraio 2012

Le scuole elementari

Vi ricordate che belle le scuole elementari?
La bidella che apre il portone, di corsa per le scale,buongiorno Signora Maestra, la penna stilografica e il profumo del gesso, prendete il sussidiario, RomoloNumaPompilioTulloOstilioAncoMarzioTarquinioPriscoServioTullioeTarquinioilSuperbo, voce del verbo dire modo indicativo tempo passato prossimo terza persona plurale, scusi posso andare ai servizi, aggettivo qualificativo di grado positivo seconda persona singlare femminile,  driiiiin intervallo,  focaccia e succo di frutta, saltare la corda e giocare al mondo, driiiiiin in classe, Liguri Cozie e Graie, problema dati procedimento e soluzione, la sua economia si basa sull'agricoltura e il terziario, base maggiore più base minore per altezza diviso due, la nebbia agli irti colli piovigginando sale, driiiin tutti in fila per due dietro alla Signora Maestra, tutti col gembiulino bianco o nero ed il fiocco colorato, tutti di corsa verso casa, con la cartella in spalla e la giacca slacciata.

Non è rimasto niente di tutto questo.
Oggi le madri accompagnano i bambini fino dentro la scuola, le maestre sono tre, quattro, perfino cinque e i bambini le chiamano per nome. Con i moduli e il tempo pieno la scuola è aperta dalle otto di mattina fino alle cinque di pomeriggio e l'orario delle lezioni sembra quello di un master universitario: inglese, informatica, psicomotricità, educazione musicale, scienze, geografia....
Tante insegnanti, tante materie, tanti compiti. Sicuramente i bambini di oggi sono più istruiti! NO!

Ho dato a due bimbe di quarta elementare (brave a scuola) un planisfero muto e ho chiesto loro di colorare l'Italia; l'hanno scambiata prima per l'India, poi per la penisola scandinava e infine per il Giappone.
Il mio nipotino di 9 anni mi dice tutto contento che parla bene l'inglese e mi chiede "what's your favourite color?" Sull'onda dell'entusiasmo gli chiedo "What's your favourite football team?" e l'unica risposta che ottengo è "questa non l'abbiamo fatta!"
Chiedo ad una bambina di quinta elementare se è mai andata negli Stati Uniti e mi risponde di sì, a Londra!
Faccio notare a un bambino di quinta che dopo il verbo pensare ci vuole il congiuntivo e lui mi chiede candido "cos'è il congiuntivo?"
Potrei riempirci un libro con esempi simili.

Da una quindicina d'anni a questa parte la scuola elementare è tutta forma e niente sostanza.
Nessuno studia più gli affluenti del Po, l'analisi logica e quella grammaticale sono viste alla stregua dei lavori forzati, imparare le tabelline sembra un inutile esercizio mnemonico, non viene richiesta una bella grafia  e le frazioni e le percentuali sono sostituite dalla calcolatrice.
I bambini passano l'intera giornata a scuola, poi ore di compiti a casa, ma sono ignoranti. Un elefante che partorisce una formichina.
E' ovvio che non posso far ricadere la colpa di questo sfacelo sulle madri, quello che contesto è che non se ne lamentano! Non se ne lamentano perchè, pur di  proteggere le loro creature dalla noia, dalla disciplina e dall'imposizione delle regole, preferiscono che la scuola sia un divertimento, piuttosto che un luogo di apprendimento. Non vogliono sentire pianti e lamentele perchè il bambino non vuole andare a scuola o perchè ha preso una nota, non vogliono che si annoi perchè deve ripetere la lezione a memoria, non vogliono che le maestre siano viste come figure autoritarie, nè che andare a scuola diventi un peso. Viene così  fuori il lato più becero dell'iperprotettività materna: meglio un bambino allegro, ma ignorante pittosto che un bambino che non ama la scuola.

Apprendimento e divertimento a scuola sono due piatti di una bilancia: prima del '68 tutto il peso era sull' apprendimento, per qualche decennio c'è stato un giusto equilibrio e dalla metà degli anni '90 c'è un macigno sul piatto del divertimento. 
Se posso permettermi un'autocitazione "La vita non è un luna park, nemmeno per i bambini".

Le prossime generazioni saranno ignoranti, ma divertite, e il mondo sarà nelle loro mani.

Scuole elementari una volta
Scuole elementari oggi

6 commenti:

  1. Cara Lena,
    oggi sono venuto a sapere che il mio piccolo nipotino (quarta elementare) alla fine dell'anno scolastico avrà diritto ad una medaglia poichè ha avuto la forza di resistere ad una maestra sadica che "osa" sgridare i piccoli studenti quando fanno errori, che non ride, gioca e scherza con gli alunni e soprattutto, fatto di una gravità inaudita, non accetta di "fare lingua in bocca" con i genitori.... questo riconoscimento verrà conferito direttamente dalla mamma del nipotino a parziale compensazione degli orrori da lui sopportati in questo anno scolastico!

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    1. Caro Oblomov,
      vorrei che tornassero i tempi delle bacchettate sulle dita...per le madri però! Ogni volta che pensano di premiare il figlio perchè ha fatto il suo dovere (nemmeno poi così insopportabile, tra l'altro) ZAAAC, bacchettata!

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  2. la frase "premiare il figlio perchè ha fatto il suo dovere" mi ha fatto venire in mente un anziano amico dei miei genitori, che si laureò in architettura col massimo dei voti a 21 anni, il più giovane d'Italia. Quando lo disse al padre, aspettandosi dei complimenti, il padre lo gelò con un "Hai fatto PARTE del tuo dovere".

    Ecco, magari così è troppo :D

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    1. A volte mi chiedo se non fosse meglio il troppo....

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    2. Ciao Lena, complimenti per il blog..potrei averlo scritto io!!..Ho una figlia che sta finendo le elementari, e prima di altre considerazioni lancio il tema "cena di classe"...Non mi pronuncio in merito alle classi "inferiori", ma (mi) chiedo...in quinta, alla fine dell'anno, a una cena "di classe" c'è bisogno che siano presenti anche mamme papà e fratelli?? Che per caso fanno parte del gruppo? In parte sì, anche se non ufficialmente..ho visto per anni mamme e papà che del "lecchinaggio" in favore del proprio figliolo ne fanno un vero e proprio lavoro..tampinano le maestre in ogni dove (io se le incontro le saluto e basta; se non si è in occasioni di "colloqui" o se al momento non c'è alcun problema, mi sono sempre detta che fermarle dev'essere per loro -le maestre- che avranno anche una vita al di fuori della scuola!, una gran scocciatura.....ma mi chiedo anche se la mia possa essere scambiata per scortesia...), addirittura riescono a procurarsi i numeri di telefono per chiamarle o i contatti per fare interagire con loro i propri figli sui social network (e qui sbagliano anche le maestre che non mettono paletti)
      Io in quinta, la sera prima degli esami, andai alla cena di classe: solo i compagni e la maestra. I genitori ci accompagnarono e tornarono a prenderci all'ora stabilita. Noi ragazzi (a 11 anni non credo si sia più bambini) contentissimi, in pizzeria senza genitori, solo con la maestra che da tempo ci preparava sull'importanza di andare alle medie, facendoci entrare nell'ottica di come fosse bello crescere, diventare grandi, autonomi e indipendenti!
      Oggi siamo solo 2 o 3 mamme a fare questo discorso ai nostri figli, in una classe di 20 ragazzi. Tutti terrorizzati, non vogliono andare alle medie perché cambieranno scuola-amici-insegnanti (trittico solidissimo e inscindibile)..quindi le mamme si danno da fare per far sì che gruppi di 3 o 4 capitino insieme ("mio figlio non andrebbe mai in una scuola senza almeno un amico"....e mia figlia commenta "nemmeno dovessimo andare in un campo di concentramento!..")Le mamme piangono perché il figlio sta crescendo ("e meno male" dico io, ma nessuna comprende)almeno secondo l'anagrafe, ma è ancora così piccolo....
      E io dovrei andare con mia figlia a sorbirmi una serata del genere? No, grazie. E specifico, ho detto IO, perché non mi verrebbe mai in mente di proporre una serata del genere a mio marito...e d'altronde andare senza marito equivale a sentirsi ripetere per tutta la sera "Ma perché non è venutooooo?..........Si sarebbe divertito tantoooooooooo!" (e poi serpeggia l'insinuazione "per me hanno litigato/lui ha un'altra/si stanno separando" - lo so per certo dalle poche "sventurate" che solo una volta in 5 anni hanno provato a partecipare..)Sì, perché con gli amici si può uscire anche da soli, con i propri figli alla cena di classe no, presenti tutti, perfino i fratelli anche se maggiorenni.
      E tutto questo perché? A volte l'ho chiesto, e la risposta è stata: "Io non mi fido a mandare mio figlio da solo in pizzeria la sera" "Beh, ma non sono soli, ci sono le maestre!" "Eh, ma quando poi qualcuno si alza per andare a giocare mentre altri stanno mangiando, chi li guarda?"
      Questo è il punto: hanno tutti i cellulari, sono perennemente connessi per "incontrarsi" su whatsapp o facebook, ma a 11 anni non colgono il senso di andare a cena fuori, che è stare a tavola a chiacchierare tra amici mentre si mangia. E infatti il locale dove fare la cena di classe è puntualmente con annesso parco giochi (a 11 anni??!!)così "i bambini si divertono".
      Stamani mentre accompagnavo mia figlia a scuola lei mi ha chiesto "Ma se fossimo stati solo noi della classe, con le maestre ma senza i genitori, tu mi ci avresti mandato?" Ho pensato alla "mia" cena di classe, le ho risposto "Sì"

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    3. Grazie! Grazie per i complimenti che mi fai, ma soprattutto grazie per quello che hai scritto.
      Finalmente una mamma che si rifiuta di partecipare alla cena di classe!
      Finalmente una mamma che non chiama "bambina" un' undicenne alta un metro e sessantacinque, col quaranta di piede e il corpo di una giovane donna!
      Finalmente una mamma che non si preoccupa di chi saranno i compagni di classe il prossimo anno!
      Finalmente!

      Io ho fatto la mia prima cena di classe (anzi pranzo) proprio in quinta elementare, solo noi e la maestra in una pizzeria senza parco giochi. Prima eravamo troppo piccoli per fare la cena di classe, quindi non si faceva e non servivano i genitori...mi sembra semplicissimo, no?
      Il primo giorno di prima media sono andata a scuola a piedi da sola e non conoscevo nessuno dei miei nuovi compagni di classe. Sono ancora viva.
      Lo scorso anno le medie del paese vicino al mio hanno formato le classi in palestra, chiamando gli alunni uno per uno, alla presenza di tutti i genitori (madri e padri, più qualche nonno e fratello), con tanto di applausi, foto e filmati. In segreteria hanno passato l'estate a studiare la suddivisione per fare in modo che in ogni sezione ci fossero almeno tre "bambini" provenienti dalla stessa classe alle elementari e che i tre in questione fossero amici. Ogni commento è superfluo.

      Cosa è cambiato dai nostri tempi ad oggi? Di chi è la colpa?

      Grazie ancora per avermi dimostrato che è possibile dire NO a questa follia!

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