mercoledì 29 febbraio 2012

Bambini sazi di divertimento

Avevo 9 anni e vivevo in una cittadina in provincia di Pavia. ad ottobre si festeggia il santo Patrono e quel giovedì non sarei andata a scuola.
i miei genitori si sono presi un giorno di ferie e mi hanno detto "Giovedì andiamo a visitare Venezia, tutti e tre insieme!" 
Arriva giovedì, ci svegliamo all'alba e saliamo in macchina. Come d'abitudine mi addormento appena salita la rampa dei box e quando mi sveglio siamo in autostrada. Guardo fuori dal finestrino e vedo un enorme cartello giallo e verde che indica Gardaland! Tutta emozionata faccio notare ai miei che siamo vicino al paradiso dei bambini e di tutta risposta ottengo una breve lezione sui maggiori punti di interesse artistico e culturale lungo la A1 tra Milano e Venezia. Mi riaddormento. Quando la macchina si ferma mi sveglio, siamo in un parcheggio. Alzo lo sguardo e c'è lui: Prezzemolo! "Siamo a Gardaland!".
Era la prima volta che andavo in un parco dei divertimenti.
Era la prima volta che i miei genitori mi facevano una sorpresa simile.
Era la prima volta che i miei genitori sceglievano di dedicare un' intera giornata al mio divertimento.

Non sto dicendo che erano due mostri, tutt'altro: ho fatto tantissime cose insieme ai miei genitori. Vacanze al mare, giri in bicicletta, passeggiate a cavallo, week end sugli sci, pic nic, gite sul Ticino e poi ancora città e capitali europee, pattinaggio sul ghiaccio in piazza duomo,  collezione di sorpresine dell'ovetto kinder e tanto, tanto altro.
Il punto è che loro facevano già tutte queste cose prima che io nascessi. Loro amavano sciare e mi hanno regalato i primi sci per i miei tre anni. Loro andavano la domencia a passeggiare lungo il fiume e ci hanno portato anche me. Loro mangiavano gli ovetti kinder e da quando mi sono spuntati i dentini non hanno più provato vergogna alla cassa del bar. 
Loro non hanno cambiato gusti e abitudini perché sono arrivata io. Sicuramente hanno cambiato ritmi e tempi, ma la loro essenza è rimasta immutata. Io mi sono abituata a loro e non viceversa.

Quella di Gardaland è stata una sorpresa particolarmente apprezzata ed è uno dei ricordi più belli della mia infanzia perché è stato un evento eccezionale, una giornata dedicata a me.
Mia nipote ha dieci anni ed è stata (più di una volta, per amor di precisione) a Gardaland, Leolandia, Aquaneva, Swissminiatur, le Cornelle, Mirabilandia, l'acquario di Genova e Jungle Rider Park. Tutti i  fine settimana sono dedicati al mini golf, ai cartoni animati nella sala 3D, alle giostre, al McDonald's, alle feste di compleanno dei compagni di scuola, ai laboratori per bambini proposti da biblioteche e musei, alle attività pubblicizzate su siti come bambini a Bergamo o Milano per bambini e chi più ne ha più ne metta.
L'agenda di quella bambina è piena di attività dedicate a lei e ad ogni occasione i genitori cercano qualcosa da farle fare. 

Se non ci si ferma a riflettere, mia nipote potrebbe sembrare una bambina fortunata, ma non è così!
Mia nipote è una bambina sazia.
Dalla prima gita all'acquario di Genova ( a tredici mesi, per l'amor del cielo, a tredici mesi, perché la piccola ama i pesci e li indica sempre sui suoi libri!) è stato un crescendo di intrattenimenti e adesso è talmente sazia che non apprezza più niente.
L'ho vista scartare regali di Natale senza nemmeno un sorriso sulle labbra, per poi dire "ho già visto questo film, me l'ha scaricato il papi".
L'ho sentita piagnucolare perché al matrimonio della zia Lella si annoiava e non c'era niente da fare e ho visto sua madre allontanarsi con lei e giocare a palla nel giardino del ristorante.
L'ho odiata con tutta me stessa ( e me ne pento, perché è una vittima innocente della società bambino centrica nella quale viviamo) quando sprezzante mi ha negato un giro in bicicletta lungo il fiume perchè non si arriva in nessun posto.

L'effetto collaterale più ovvio e prevedibile, dicevo, è la perdita di entusiasmo, ma non bisogna dimenticare che c'è un risvolto peggiore: vogliono sempre di più!
Se a tredici mesi si viene portati in gita all'acquario per i sei anni ci sarà un viaggio a Disneyland. Iniziate a risparmiare perché per quando avrà diciotto anni vorrà andare su Marte e voi, cari genitori, non gli potrete dire di no perché avete già fatto tutto il resto con vostro figlio e non avete più alternative.

I bambini sono sazi, sono piccoli principi all'ingrasso, circondati da buffoni di corte che tentano in ogni modo di compiacerli.



5 commenti:

  1. Ah, i matrimoni... quando ero bambina li amavo.

    Momenti magici in cui i bambini, stufi di star seduti già dopo il terzo antipasto, si alzavano in gruppo e andavano a giocare fuori per ore interminabili, imbrattandosi i vestitini buoni (comprati al mercato, perchè "La bambina cresce, non possiamo spendere tanti soldi per vestiti che dopo 6 mesi non può più mettere") e divertendosi tra bambini, con i genitori che ogni tanto, ma solo ogni tanto, giravano la testa per dare un'occhiata ma poi tornavano a fare gli adulti, tra altri adulti.

    Mai una madre avrebbe abbandonato una conversazione tra adulti per giocare con la bambina. Ma quando mai?

    Quando sono con i miei nipoti MI STANCO.

    Perchè vorrei stare con gli adulti e conversare di cose da adulti. Ma se non passi ogni secondo della tua giornata a rispondere alle domande "perchè?" del treenne, che passa da un gioco all'altro ogni due minuti perchè si stufa subito, pratica estenuante, sei una zia e una madrina degenere e indegna della tua nomina.

    Lumen

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  2. BRAVA! I bambini di oggi STANCANO perchè le loro madri li hanno abituati ad essere sempre al centro dell'attenzione e sempre intrattenuti...se i genitori vogliono rovinarsi la vita e arrivare a sera così stanche che si addormentano alla st5essa ora dei figli che facciano pure, ma che non pretendano che noi zie, madrine e amiche facciamo lo stesso! Se esco a cena con un adulto voglio parlare con l'adulto di cose da adulto e non ritrovarmi a fare da baby sitter a delle belve ipereccitate!

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  3. La teoria delle madri BIMBOCENTRICHE... Orrore e raccapriccio.

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  4. Secondo me la danneggiano e basta.
    A parte il fatto che non ho mai visto un marimonio a cui non ci fossero nugoli di bambini a giocare nel cortile della sala per conto loro (neppure il mio, e io sono sposata da 4 anni, non da mezzo secolo), se anche non ci fossero ci si può organizzare in modo che possano giocare per conto proprio senza sressare i grandi.
    Una visita a Gardaland o all'acquario diventano una esperienza meravigliosa, ma solo per chi non è abituato a vedere i propri genitori organizzare dei tour de force perchè ogni singolo week end sia dedicato ad intrattenerli.
    Questo non vuol dire non fare qualcosa con la famiglia, anche io adoro andare in bici, fare picnic, andare sui pattini e ci sono una miriade di cose che ho sempre voluto fare e magari alla fine faremo con nostra figlia.
    Per me una festa dove erano invitati i miei amichetti o un andata al cinema erano una cosa di cui bearsi per giorni proprio perchè erano un evento raro e non dovuto.
    Noon sono i bambini che si annoiano, sono i grandi che gli inegnano ad annoiarsi.

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  5. La descrizione dei tuoi genitori sembra quella dei miei...con qualche variante tipo che all'epoca loro non sapevano sciare, ma in compenso amavano lo slittino (e quindi ci portavano anche me). Guarda caso non sono mai stata a Gardaland in tutta la mia vita, ma in compenso andavo tutte le estati al parco acquatico (mia mamma adora(va) andarci mentre a mio papà non piaceva, e quindi lei ci portava me per avere una scusa per andarci!!)
    Per il resto: passeggiate nei parchi, giri in bicicletta, sentieri ed escursioni, gite sulla neve, castagnate, rafting, vacanze al mare e in montagna, pic nic, giro dei laghi del nord Italia con rispettive isole e ville, ecc ecc.

    Non ci avevo mai riflettuto: loro non facevano queste cose PER ME, ma CON ME.
    Il fatto è che a me non pesava affatto, anzi mi divertivo molto.
    Non mi sono mai sentita offesa perchè loro pensavano prima a loro stessi e poi a me: non lo avevo nemmeno notato finchè non ho letto questo post :)
    Non ho mai desiderato fare altro e non mi passava neanche per la testa l'idea che loro avrebbero dovuto portarmi in posti "da bambini" per farmi divertire.

    Perchè i genitori di oggi si comportano così? Non si rendono conto che in questo modo rovinano i loro figli creando in loro desideri e bisogni che in realtà non hanno, e che poi tornano indietro come un boomerang costringendoli a inventarsi sempre qualcosa di nuovo per compiacere questi figli che "hanno già visto tutto"?

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